Il governo svizzero ha compiuto un ulteriore passo verso quella che si pensa sarà la piena legalizzazione della cannabis. La Corte Federale di Giustizia ha deciso di decriminalizzare il possesso di piccole quantità della sostanza. La decisione interviene in realtà a favore di una deliberazione del 2016 della Corte Distrettuale di Zurigo, dopo che uno studente rifiutò di pagare una multa per il possesso di 8 grammi di cannabis. Ora, le persone che vivono nelle città di Zurigo e Winterthur, e nel Canton San Gallo, possono possedere fino a 10 grammi di cannabis.

La decisione sta già propagandosi attraverso i canali amministrativi. Il Consiglio Comunale di Zurigo ha già assunto una posizione ufficiale riguardo alla decriminalizzazione, basata sulla decisione di giustizia. Il Canton Turgovia ha già dato inizio ad un programma analogo, con anticipo rispetto alla recente decisione.

La ragione dietro tutto questo? Perseguire le persone per piccole quantità di cannabis non è, semplicemente, una priorità. Inoltre, la possibilità di ricavare introiti fiscali da un mercato legale, a basso livello di THC, è in prospettiva un'opzione allettante e di rilievo.

Cannabis Svizzera

PERCHÉ LA DECISIONE DELLA SVIZZERA È IMPORTANTE

Ciò che sta accadendo in Svizzera ha le potenzialità per dar forma al dibattito in tutta Europa. Il suo mercato nazionale, a basso THC (sostanzialmente CBD), ha preso piede l'anno scorso. Questo significa che una gran quantità di denaro è adesso in cammino verso le casse fiscali svizzere. Si riporta che l'introito stimato sia di 100 milioni di euro, solo per l'anno in corso. Neanche pensare cosa sarà in seguito.

Con le pressioni esercitate nelle più alte sfere del governo per emendare l'articolo 19 della legge svizzera sui narcotici, tutto questo appare perfettamente ragionevole. Scaramucce legali su come dovrebbe essere interpretata la legge solo recentemente sono riaffiorate nei tribunali. L'imposizione di multe per possesso di quantità minori è ora contestata ancor più duramente che nel 2013; questa fu l'ultima occasione in cui questo stesso tipo di problema toccò le corti di giustizia.

Come risultato delle sentenze quattro anni fa, si supponeva che le multe sarebbero state eliminate. La polizia, però, si comporta spesso come se non avesse mai ricevuto la circolare. Addirittura, della polizia di Zurigo è stata citata una dichiarazione secondo cui continuerà a denunciare le “modiche quantità”, anche dopo aver avuto notizia delle decisioni recenti. Sebbene i singoli individui non possano più venir multati, la mancanza di accordo della polizia con queste decisioni minaccia di compromettere le future leggi.

CBD SwitzerlandIn un Paese in cui il CBD è ora legale, il problema del possesso non scomparirà immediatamente. Come può la polizia determinare la differenza fra erba ad alto e a basso THC? La risposta è che non può. L'idea che ogni legislatore o giurista vorrebbe che la polizia perseguisse i consumatori legali è un vicolo cieco. Senza parlare del fatto che molti dei consumatori a rischio di denuncia sono dei pazienti, utilizzatori di cannabis medicinale.

Sul piano interno, evidentemente, queste deliberazioni aprono la strada a un più robusto mercato del CBD. Ma non è la loro sola conseguenza. Il Paese è già sulla soglia di una piena riforma ricreativa. L'85% della popolazione pensa che il possesso di piccole quantità non dovrebbe essere punito. Questo potrebbe costituire l'ultimo passo per far passare la piena legalizzazione.
Ciò che sta accadendo in Svizzera è oggetto di fervida osservazione anche da oltre i confini. La riforma “auf Deutsch” non sta procedendo agevolmente. L'Olanda è in piena formalizzazione della sua particolare situazione ricreativa. Ed in Spagna ovviamente, questo è un altro pomo della discordia fra Catalogna e federali. Tutto considerato, la riforma sulla strada della decriminalizzazione è in questo momento in Europa un tema scottante.

Questa decisione della corte federale fa salire ancor più la temperatura. Non soltanto in Svizzera, ma in tutto il continente.

PERSEGUIMENTO DEI PAZIENTI

Sottotraccia in tutta questa problematica, è ovviamente il dibattito sulla marijuana medicinale. Le discussioni sul CBD sono ora state iscritte nell'agenda della Organizzazione Mondiale della Sanità. L'OMS discuterà in maniera formale sull'efficacia terapeutica della droga il prossimo novembre.

Ciò cade anche in un momento in cui sia il governo britannico che quello federale USA stanno prendendo in considerazione, o lanciando, delle direttive per regolamentare il CBD.

In Germania e Olanda, la discussione sull'efficacia terapeutica sarà oggetto primario e centrale dell'agenda politica per i prossimi quattro anni.

Morale della favola? Gli europei non vogliono sprecare il denaro delle tasse arrestando la gente per piccole quantità d'erba, qualunque sia il contenuto di THC. L'equazione messa in piedi dalla Guerra alle Droghe non ha più, in tutta evidenza, alcun senso. Sul piano etico come su quello finanziario.

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