Per chi fa parte della community della cannabis, il dibattito tra indica e sativa sembra non avere mai fine. Ma in che modo il patrimonio genetico influisce sull'aspetto esteriore, gli effetti e gli aromi della pianta di cannabis?

COMPRENDERE LA TASSONOMIA DELLA CANNABIS

Per comprendere meglio le differenze tra indica e sativa, è opportuno analizzare innanzitutto la tassonomia della cannabis.

La cannabis venne classificata per la prima volta attorno al 1750, da Carlo Linneo. Egli credeva che il genere fosse monotipico (ovvero contenesse una sola specie) e lo nominò Cannabis sativa L. Linneo era un botanico svedese, e realizzò questa classificazione lavorando con esemplari di canapa, che in quell'epoca erano ampiamente coltivati in tutta Europa.

Nel 1785, il naturalista francese Jean-Baptiste Lamarck pubblicò la descrizione di una nuova specie di cannabis, diversa da quella scoperta da Linneo. Lamarck battezzò questa pianta _Cannabis indica_ Lam., e notò che era povera di fibre, ma con notevoli effetti inebrianti. Tale descrizione si basava su esemplari che lo scienziato aveva raccolto in India.

Nel 20° secolo, il botanico russo D.E. Janichevsky individuò una terza varietà di cannabis, originaria della Russia, che oggi conosciamo con il nome di Cannabis ruderalis. Negli anni ’70, vari tassonomisti e botanici cercarono vari modi per classificare correttamente la pianta di cannabis.

Esistono ancora molti dibattiti relativi all'appropriata tassonomia dei ceppi indica, sativa e ruderalis. Tuttavia, gli scienziati ritengono che le differenze tra le varietà di cannabis siano tali da giustificarne la suddivisione in tre specie distinte. In questo articolo, ci concentreremo soltanto sulle genetiche indica e sativa.

CHE DIFFERENZE CI SONO TRA LA CANNABIS INDICA E QUELLA SATIVA?

La differenza più evidente tra cannabis indica e sativa è a livello esteriore. Il botanico americano Richard E. Schultes, insieme ad un team di ricercatori, descrive indica e sativa come segue:

  • Sativa: pianta alta, con rami allungati e foglie strette
  • Indica: pianta più bassa, dalla forma conica e con foglie larghe

Queste evidenti differenze tra ceppi indica e sativa sono facilmente riconducibili alle loro origini geografiche. Qui sotto esamineremo le principali differenze tra sativa e indica.

CANNABIS SATIVA

La Cannabis sativa è originaria delle zone calde e tropicali e può crescere spontaneamente in Thailandia, Vietnam, Colombia, Messico e persino in certe zone dell'Africa.

Per affrontare le estati lunghe, calde e umide, le piante sativa si sono evolute sviluppando una struttura alta, con ampi spazi tra internodi, cime vaporose e foglie affusolate. In questo modo gli esemplari possono proteggersi dagli elevati tassi di umidità presenti in queste aree e da pericoli come muffa o parassiti.

Le piante sativa tendono a raggiungere altezze notevoli, pertanto sono più adatte ad essere coltivate all'aperto. Offrono prestazioni ottimali in climi caldi e tropicali, con estati lunghe.

CANNABIS INDICA

Le piante indica, invece, nascono in zone più fredde, asciutte e montuose, come il Nepal, l'India e altre parti del subcontinente indiano, in cui le estati sono fresche e corte. Per adattarsi a queste condizioni ambientali, la Cannabis indica fiorisce in tempi più brevi e sviluppa una chioma fitta e cime dense.

Grazie alla statura compatta e alla fioritura più rapida, le piante indica sono perfette per essere coltivate indoor. Possono essere facilmente manipolate attraverso tecniche di training e generalmente producono cime corpose ed esteticamente appetibili. La fase di fioritura è più breve, pertanto con gli esemplari indica è possibile ottenere molteplici raccolti in un lasso di tempo ristretto.

  • Indica leaf INDICA / characteristics
  • Couch-lock
  • Chilling
  • Appetite
  • Body High
  • Deep relaxation
  • Sleep Aid
  • Pain + Nausea Relief
  • Stress + Anxiety Relief
  • Some of our most famous Indica strains
    ICE, Northern Light, Blue Mystic, O.G. Kush

INDICA E SATIVA GENERANO EFFETTI DIVERSI?

Oltre alle differenze di tipo morfologico, la comunità della cannabis è in grado di distinguere i ceppi indica da quelli sativa in base agli effetti generati dalle cime. Herb, società mediatica specializzata in cannabis, descrive gli effetti della ganja sativa come “tonificanti quanto una tazza di caffè”, mentre quelli delle indica sono paragonabili alle “pillole per dormire”. Quasi tutti i consumatori di cannabis, infatti, concordano che le varietà sativa sono stimolanti ed energizzanti, mentre le indica sono profondamente sedative.

Ma da dove ha origine questa opinione? Gli effetti della ganja indica e di quella sativa sono davvero così diversi? Alcuni esperti dichiarano che non esiste alcuna base scientifica per distinguere gli effetti della cannabis usando i termini indica e sativa.

Nel 2016, la rivista _Cannabis and Cannabinoid Research_ ha pubblicato un'intervista al dott. Ethan Russo, Direttore di Ricerca e Sviluppo presso l'International Cannabis and Cannabinoids Institute (ICCI). In questa intervista, Russo afferma che “è impossibile usare le definizioni indica e sativa per fornire un'idea completa della composizione chimica di una pianta e degli effetti che produce”.

In una edizione cartacea di High Times il Rev. Dr. Kymron deCesare, Responsabile della Ricerca presso lo Steep Hill Laboratory in California, ha espresso un parere analogo. Egli sostiene infatti che i termini indica e sativa non possono fornire informazioni dettagliate sulla pianta, oltre alle sue caratteristiche esteriori.

INDICA E SATIVA

Sativa and Indica Cannabis Plants

MISCELE PERSONALIZZATE DI INDICA E SATIVA

Molte varietà di cannabis attualmente disponibili sul mercato sono ibridi composti da geni indica e sativa. Gli esperti breeder della Royal Queen Seeds, ad esempio, utilizzano tecniche sofisticate per creare varietà con caratteristiche uniche, ad esempio tempi di fioritura più rapidi, aromi specifici e molto altro.

Alcuni studi hanno evidenziato che, oltre alle differenze strutturali, indica e sativa potrebbero sviluppare diverse concentrazioni di terpeni, un altro fattore che contribuisce a generare effetti differenti. Ad esempio, secondo alcune fonti, le proprietà sedative delle varietà di cannabis “a forte tendenza indica” dipendono dalle elevate concentrazioni di mircene.

Il mircene è un terpene presente in molte piante, inclusi luppolo, timo, citronella, mango, cardamomo e, ovviamente, cannabis. La molecola sprigiona un aroma terroso, leggermente pepato. In percentuali elevate, può generare effetti sedativi tipici di alcune varietà.

Oltre ad esaminare la quantità di terpeni e cannabinoidi, è importante tenere in considerazione in che modo essi interagiscono tra loro e quindi come influiscono sull'esperienza complessiva offerta dalla cannabis. La potenziale azione combinata delle sostanze presenti nella ganja viene chiamata dagli scienziati “effetto entourage”.

INDICA VS SATIVA: MOLTO PIÙ DI QUANTO SI POSSA IMMAGINARE

Con questo articolo ci auguriamo di aver dissipato alcuni luoghi comuni relativi alle differenze tra indica e sativa. Le disuguaglianze tra i due ceppi sono evidenti a livello esteriore, ma tutte le altre distinzioni sono difficili da individuare, e vanno al di là della semplice composizione genetica. Ad ogni modo, le categorie indica e sativa hanno permesso alla community della cannabis di sviluppare un linguaggio con il quale classificare e distinguere questa pianta ricca di fascino.

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