Seppure il cambiamento abbia avanzato con relativa lentezza nel corso del 2016, la legalizzazione ha continuato a marciare inesorabilmente in avanti, specialmente nell'emisfero americano ed in Europa. È anche molto chiaro che ci aspettano ancora più cambiamenti – se non ancora più spettacolari – nel 2017, e che il treno della riforma avanza dappertutto spumeggiante.

Ciò è dovuto a tre fattori.

Il primo, è che l'efficacia terapeutica della marijuana non può più essere negata. Il secondo, è che quando un Paese legalizza l'uso medicinale, dei progetti per una produzione interna delle colture sono sicuramente in cantiere per un periodo successivo relativamente prossimo; è troppo costoso affidarsi a raccolti d'importazione per il fabbisogno dei pazienti, ai quali verrà presto o tardi estesa la copertura dei programmi di assistenza sanitaria per tale fabbisogno.
Con la cannabis coltivata sul territorio nazionale, sebbene inizialmente solo per uso terapeutico, il rullo di tamburi per ulteriori riforme si avvicina in quei Paesi che stanno realizzando dapprima l'esperienza medicinale.
E per ultimo, naturalmente, il fatto che la riforma di entrambi i tipi, compreso l'uso ricreativo, fa bene all'economia, all'occupazione, ed alle entrate fiscali.

Ciò che segue è un elenco degli sviluppi più significativi in Paesi che hanno avanzato durante il 2016, e delle previsioni su ciò che si prospetta per il prossimo anno.

USA

USA cannabisForse il vero vincitore delle elezioni presidenziali del 2016 non è Donald Trump, ma il fatto che la legalizzazione ha conosciuto una massiccia spinta in avanti, considerando specialmente l'azione dei votanti in California. Sia Trump che Clinton, seppure non grandi sostenitori della legalizzazione su un piano federale, hanno espresso in passato pareri favorevoli al lasciare la faccenda alla gestione dei singoli Stati.

Tuttavia, la California rappresenta ora un'economia maggiore che quella del Regno Unito nel suo insieme – la sesta nel mondo. La regolamentazione del mercato ricreativo locale servirà anche senza dubbio da modello perché le cose avanzino non soltanto in altri Stati USA ed a livello federale, ma anche sul piano internazionale.

Dei 9 Stati che hanno preso in considerazione un qualche tipo di legalizzazione (in cinque di essi riguardava l'uso ricreativo), 8 iniziative statali hanno avuto questa volta successo, compresi 4 referendum sull'uso ricreativo. Ulteriori riforme in altri Stati quest'anno, compreso un rilasciamento delle strette regole per l'uso medicinale a New York, indicano che quest'industria accede finalmente ad un piano ufficiale. È ora solo questione di tempo prima che gli USA in quanto nazione riclassifichino e legalizzino la cannabis a livello federale. Detto questo, è anche molto probabile che ciò non accada prima delle elezioni di metà mandato. Di conseguenza, per la riforma federale bisognerà ancora attendere diversi anni, nonostante 28 Stati abbiano ora legalizzato l'uso terapeutico.

È anche molto probabile che si verificherà qui una strana disparità del mercato. Molto probabilmente la cannabis verrà regolamentata come l'alcol. Coloro che ne fanno uso medicinale saranno probabilmente sempre più spinti ad utilizzare prodotti lavorati – in ogni caso, se vorranno che questi vengano coperti dall'assistenza sanitaria.

CANADA

Dopo aver temporeggiato tutto l'anno sulla promessa riforma dell'uso ricreativo, il governo canadese è finalmente pronto ad avanzare sul piano nazionale nel 2017. L'anno in corso ha visto un'espansione dell'industria medicinale, con l'entrata in gioco dei maggiori commercianti di farmaci. Cosa ancora più intrigante, il Canada ha cominciato ad esportare in tutto il mondo marijuana per uso terapeutico.

canada cannabisCome conseguenza, il governo canadese è sulla buona strada per creare quella che è finora la più vasta economia legale della marijuana ricreativa regolamentata del mondo, seppure il totale in dollari possa essere quasi immediatamente e di gran lunga superato dall'industria di Stato in California. La legislazione che lo permetterà sarà introdotta nella primavera prossima, e ci si aspetta che diventi legge per la fine dell'anno prossimo. Quali conseguenze ciò potrà avere sulla riclassificazione e sulla copertura degli utenti per fini terapeutici, resta ancora incerto, ma è decisamente in programma. Quest'anno, una compagnia di assicurazioni ha cominciato a offrire copertura agli utenti medicinali; ci si aspetta che altre seguiranno il prossimo anno, specialmente in considerazione degli sviluppi pendenti sia in Canada sul piano generale, sia rispetto a ciò che da questo punto di vista si sta cuocendo in Germania.

GERMANIA

L'anno prossimo, la Germania si muoverà in uno spazio che non conosce precedenti. Il Paese è ora, con una legislazione già abbozzata, sul punto di diventare il primo, non solo a riclassificare la marijuana come droga di categoria III, ma a stabilirne la piena copertura dell'assistenza sanitaria, e ad integrare la cannabis terapeutica nell'industria ed infrastruttura medica. Il che eserciterà anche una pressione su praticamente ogni altro Paese in via di legalizzazione per fare lo stesso.

cannabis germaniaQuest'estate, forse non per caso, il governo ha anche approvato la prima importazione di cannabis di qualità medicinale dal Canada. Tuttavia, la coltivazione interna per fini terapeutici non avrà inizio fino almeno al 2018, allorché il governo progetta di istituire un'agenzia federale per la regolamentazione. La riforma dell'uso ricreativo seguirà certamente, ma non sul piano federale per almeno altri tre o quattro anni. Detto questo, con la riclassificazione, almeno a livello regionale, il governo si troverà probabilmente ad affrontare una maggior pressione sul fronte ricreativo. Città come Brema e Berlino stanno aspirando da anni ad avere un'industria ricreativa regolamentata, ed ora pare che Brema consentirà finalmente ai suoi residenti di coltivare la loro propria erba per qualsiasi utilizzo.

AUSTRALIA

australia cannabisIl Paese ha annunciato in novembre il lungamente atteso inizio di un'industria medicinale regolamentata e controllata sul piano federale. Le operazioni di coltivazione sul territorio nazionale sono ora pienamente in corso, ed il Paese ha dato inizio all'importazione di prodotti di qualità medica in provenienza da, sì avete indovinato, dal Canada. Sono in corso anche test medici di primissimo livello, e grande impegno nella ricerca e sviluppo, con risultati che potrebbero avere ripercussioni internazionali.

ETC.

Dall'America latina ad Israele, e dappertutto altrove in Europa, la riforma è andata avanti in tutto il mondo quest'anno, in primo luogo sul fronte medicinale. Il Cile ha dato inizio alla produzione interna ed alla distribuzione di erba terapeutica all'inizio dell'anno. In Colombia, ci si sta attualmente lavorando. L'Argentina ha cominciato quest'autunno l'importazione dagli USA di olio a basso contenuto di THC (per una sola provincia). È probabile che anche altri Paesi della regione seguiranno, sebbene resti incerto se ciò avverrà nel corso del 2017.

In Europa, l'Italia ha conosciuto quest'anno i più grandi cambiamenti; l'esercito italiano ha finalmente cominciato a distribuire alle farmacie nazionali il raccolto medicinale che aveva precedentemente coltivato. Roma ha anche visto quest'autunno l'apertura del suo primo “coffee-shop” semi-pubblico, sebbene solo gli utilizzatori per uso medicinale possano fumare nel locale.

La Spagna è sul punto di regolamentare la sua industria irregolare, se non ibrida, attraverso l'introduzione di una legislazione in sospeso, di cui si attende il passaggio l'anno prossimo. È probabile che ciò avrà degli effetti anche sul modo in cui si effettuano le colture, e da parte di chi.

Croazia, Turchia e Grecia hanno fatto quest'anno il loro ingresso nella riforma dell'uso terapeutico, con ulteriori passi nella regolamentazione che senza dubbio seguiranno nel 2017.
Anche Israele ha fatto consistenti passi in avanti quest'anno. A principio dell'autunno il governo ha annunciato che le farmacie saranno autorizzate a vendere cannabis medicinale. Il cambiamento maggiore a parte questo tuttavia, è forse che il governo sembra disposto a seguire la strada aperta dal Canada nel creare un mercato ed una coltura legali per l'esportazione.

 
 
 

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