Ora che il business della cannabis è in piena espansione, il settore della marijuana potrebbe fare il suo ingresso nel campo della sponsorizzazione sportiva? Il marketing pubblicitario negli sport è già al centro di una accesa controversia, soprattutto quando si tratta di prodotti come bevande alcoliche e gioco d'azzardo. Il settore della cannabis sta offrendo grosse opportunità di business. È forse pronto per entrare in gioco?
Negli Stati Uniti, un recente tentativo di sponsorizzare la NASCAR è miseramente fallito a causa di un fraintendimento. Per quanto riguarda l'Europa, una squadra di calcio austriaca sta riscrivendo la storia, accettando lo sponsor di una azienda produttrice di cannabis. Continuate a leggere per saperne di più. Ah, avvisiamo tutti i lettori americani che il resto del mondo utilizza la parola "football" per il calcio, e non "soccer".

WIENER VIKTORIA

Una delle squadre più promettenti a Vienna è lo Sportclub Wiener Viktoria. Al momento i giocatori vengono allenati da Toni Polster, una leggenda del calcio austriaco. Insieme al presidente del club, Roman Zeisel, Polster ha ribadito la notizia di una nuova partnership con i coltivatori di cannabis della Flowery Field. In passato, la Wiener Viktoria aveva avuto come sponsor anche dei birrifici artigianali. Tra le squadre di calcio europee, è molto comune avere come sponsor aziende produttrici di bevande alcoliche.

"I club migliori vengono sponsorizzati da siti di scommesse e birrifici" ha dichiarato Zeisel. "È considerato un fatto assolutamente normale. Noi non siamo diversi." Zeisel e Polster hanno ammesso che la loro situazione è singolare. Tuttavia, hanno evidenziato anche l'importanza di educare il pubblico alla cannabis. Polster è molto soddisfatto del nuovo sponsor, fintanto che l'azienda operi nel rispetto della legge. Le parole "Flowery Field", con dei fiori sullo sfondo, compariranno dunque sulle magliette dei giocatori. Il 30% del ricavato dello sponsor verrà devoluto all'organizzazione filantropica VIK Social.

Con un marchio così insolito, questa associazione spera di raccogliere consensi e pubblicità per la squadra. Dopotutto, stanno cercando di entrare nella terza divisione del campionato in Austria. Questa scelta potrebbe incoraggiare altri club a pensare in modo creativo, e magari a farsi sponsorizzare da brand legati alla cannabis. Un giorno, i loghi delle aziende della cannabis potrebbero comparire anche sulle magliette delle principali squadre europee. Ma non corriamo troppo. In Austria la cannabis non è neppure legale. Allora, come ha fatto questa squadra di calcio a stipulare un tale contratto? E cos'è la Flowery Field?

Toni Polster Cannabis Wiener Viktoria

FLOWERY FIELD

La Flowery Field GmbH dirige una piantagione di cannabis appena fuori Vienna. Sul suo sito web, l'azienda dichiara di essere la maggior produttrice di canapa dell'Austria. A quanto pare, produce e vende circa 25.000 piante a settimana. Quando la polizia austriaca ha confiscato 4.000 delle sue piante, la Flowery Field è passata per le vie legali. I dirigenti sono stati in grado di convincere i giudici che la loro azienda opera sfruttando una zona d'ombra della giurisdizione austriaca. In Austria, la legge ammette la coltivazione di piante di canapa e cannabis con un contenuto di THC inferiore allo 0,3%.

E proprio così sono le piante di cannabis, durante la loro fase vegetativa. Infatti, è solo durante la fioritura che gli esemplari iniziano a sviluppare il THC psicoattivo. La Flowery Field pone una grande attenzione nella cura delle proprie piante, come si può notare nel video promozionale.

Quando le piante raggiungono la fase vegetativa, vengono potate per mantenerle pulite e in ordine. Molti di questi esemplari vengono coltivati per scopi terapeutici o per ricerche scientifiche. Ciò è consentito dalla legge austriaca. Tuttavia, in questo Paese vendere cannabis è proibito. Il possesso di dosi di cannabis inferiori a cinque grammi è stato depenalizzato. Per le quantità superiori, invece, sono previste pene molto aspre.

L'espediente scoperto dalla Flowery Field, è che l'azienda può vendere le piante quando sono ancora nello stadio vegetativo. A quel punto, non contengono ancora dosi di THC elevate, e non è garantito che le producano successivamente. Qualcuno potrebbe acquistare una di queste piante e continuare a coltivarla in casa propria. Se poi la pianta fiorisce e sviluppa cime psicoattive, sarà il proprietario della pianta a commettere un'infrazione. La Flowery Field avvisa i clienti di tale prospettiva. Pertanto, l'azienda declina qualsiasi responsabilità per eventuali attività illegali compiute dagli acquirenti. Seguendo questo modello di business, l'impresa si è espansa gradualmente, offrendo alla nazione canapa e piante di cannabis in abbondanza.

Flowery Fields Cannabis Austria

UNA COPPIA VOLUTA DAL DESTINO?

Con il passare del tempo, varie nazioni legalizzano la cannabis, sia per scopi terapeutici che ricreativi. Quindi, le opportunità di guadagno per gli imprenditori più astuti continueranno ad aumentare. La decisione della Flowery Field di sponsorizzare una squadra di calcio è stata davvero innovativa. L'uso della cannabis è una questione ancora controversa nel mondo dello sport. In particolare, è ancora incerto se la sostanza debba essere inclusa o meno nei test antidoping. Alcuni lottatori della UFC (Ultimate Fighting Championship), come Nick Diaz, Ronda Rousey, e Kyle Kingsbury promuovono una maggiore tolleranza nei confronti della cannabis. Sono necessari dei dibattiti e delle consultazioni mediche approfondite per comprendere meglio l'efficacia della marijuana sul recupero fisico e sulla gestione del dolore negli atleti. Chissà, forse gli sport si riveleranno un nuovo strumento utile per abbattere i pregiudizi che circondano la pianta di cannabis.

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