L'omeostasi è descritta come la tendenza di elementi interdipendenti a raggiungere un equilibrio relativamente stabile, come quello mantenuto dai processi fisiologici. In parole semplici, l'omeostasi è uno stato di equilibrio biologico all'interno dell'organismo. Alcuni agenti stressanti esterni, come calore o freddo, e modifiche interne come pressione sanguigna o pH, innescano reazioni fisiologiche a catena all'interno del corpo, al fine di ripristinarne l'equilibrio. Tali processi avvengono costantemente, e sono essenziali per la sopravvivenza dell'organismo.

CANNABIS E OMEOSTASI

È interessante notare che le sostanze chimiche presenti nella pianta di cannabis sembrano influire enormemente sull'omeostasi del nostro corpo. Questi composti hanno la capacità di ridurre o stimolare l'attività di determinati meccanismi, agendo di fatto come regolatori biologici. I cannabinoidi producono questo effetto intervenendo sul sistema endocannabinoide (ECS). Tale sistema è composto da enzimi, segnalazioni lipidiche, e proteine G, abbinati a recettori chiamati CB1 e CB2.

I cannabinoidi interagiscono con questi recettori grazie alla somiglianza strutturale con le molecole prodotte dal corpo umano, dette endocannabinoidi. Anche tali sostanze svolgono un ruolo molto importante nel mantenimento dell'omeostasi.

Un articolo del 2008, pubblicato nella rivista Endocrine, Metabolic & Immune Disorders Drug Targets, illustra il ruolo essenziale del ECS nell'omeostasi. Secondo l'autore, il sistema endocannabinoide influisce sulla protezione e la plasticità cerebrale, su sistema immunitario e infiammazione, apoptosi delle cellule e carcinogenesi, dolore e memoria emotiva, oltre ad appetito, nutrizione e metabolismo.

Omeostasi Fitocannabinoidi ed endocannabinoidi

L'IPOTALAMO

Diversi processi fisiologici agiscono in sinergia per aiutare l'organismo a raggiungere l'omeostasi. L'ipotalamo, una ghiandola situata all'interno del cervello, è il principale responsabile del mantenimento di questo importante equilibrio. La ghiandola collega tra loro il sistema endocrino e quello nervoso, producendo ormoni di rilascio e ormoni di inibizione. Essi a loro volta, generano specifiche reazioni ormonali a cascata in tutto l'organismo.

Il sistema endocannabinoide è presente anche all'interno dell'ipotalamo. Qui, svolge un'azione regolatrice per mantenere l'omeostasi, contribuendo a modulare l'assunzione di cibo e il metabolismo energetico.

CIRCUITI DI FEEDBACK

L'omeostasi viene raggiunta attraverso dei circuiti di feedback positivi e negativi. La reazione più frequente nell'organismo è quella di un circuito di feedback negativo. I circuiti di feedback negativi costituiscono un processo di regolamentazione in cui uno stimolo genera un esito opposto, al fine di mantenere un determinato stato. Un termostato ne è un esempio lampante. Questo dispositivo modifica automaticamente la temperatura (reazione), non appena raggiunge uno specifico valore (stimolo).

I circuiti di feedback negativi sono composti da 4 elementi principali. Il primo è lo stimolo, il secondo è il sensore, il terzo è il centro di controllo, e il quarto è l'effettore. I circuiti di feedback negativi agiscono sull'omeostasi per regolare la temperatura corporea, la pressione sanguigna, l'attività della tiroide e il livello di zuccheri nel sangue.

Prendiamo come esempio la regolazione della temperatura. I circuiti di feedback negativi cercano costantemente di mantenere la temperatura corporea a 37°C. La temperatura esterna potrebbe rappresentare un fattore che genera un innalzamento della temperatura (stimolo); l'organismo percepisce tale stimolo tramite delle cellule nervose specializzate, che rilevano le variazioni di temperatura, note anche come termo-recettori (sensore). I termo-recettori inviano un segnale al cervello/ipotalamo (centro di controllo). Il cervello reagisce dilatando i vasi sanguigni ed attivando la sudorazione (risposta). Questo processo prosegue finché l'omeostasi non viene ripristinata.

I circuiti di feedback positivi sono differenti. Essi infatti mantengono la direzione dello stimolo, e possono persino amplificarlo. Un esempio perfetto è l'attivazione dei fattori di coagulazione durante la coagulazione ematica. Un altro esempio sono le contrazioni uterine durante il parto.

Omeotassi dell'ipotalamo

OMEOSTASI E MALATTIE

Un articolo del 2016, pubblicato nel giornale Cell, afferma che i cambiamenti nella società umana, come l'alimentazione, l'attività fisica, la densità di popolazione e l'esposizione ai microbi, hanno modificato drasticamente la tipologia di malattie contratte dall'uomo nell'ultimo secolo. Queste malattie moderne sono caratterizzate da due elementi principali: l'interruzione dell'omeostasi e l'infiammazione cronica.

Il sistema omeostatico può avere un punto stazionario o una serie di punti variabili. Le malattie causate da mancanza di omeostasi insorgono quando un sistema si blocca in uno stato stazionario alternativo. Alcune delle patologie causate da un'interruzione dell'omeostasi includono dislipidemia, diabete, obesità, ipertensione, artrite, osteoporosi, disturbi della tiroide e del sistema endocrino.

SISTEMA ENDOCANNABINOIDE NELLA PELLE

La cute è una delle aree in cui il sistema endocannabinoide contribuisce a mantenere l'omeostasi. Molte patologie e disturbi della pelle, come acne, seborrea, dermatite allergica, prurito, dolore, psoriasi, ipertricosi, sclerosi sistemica e cancro, potrebbero essere causate da uno squilibrio nel sistema endocannabinoide. Pertanto, i recettori dei cannabinoidi potrebbero rappresentare un target terapeutico per gestire con efficacia queste condizioni.

Un articolo del 2009, pubblicato nella rivista Trends In Pharmacological Sciences, dichiara che il sistema endocannabinoide nell'epidermide è coinvolto in numerosi processi biologici, come proliferazione, crescita, differenziazione e apoptosi cellulare, oltre alla produzione di ormoni.

Un altro articolo, pubblicato nella rivista ACS Chemical Neuroscience, spiega che i cannabinoidi possono agire sull'omeostasi cutanea, trattando varie patologie. L'attivazione del recettore CB1 attraverso i cannabinoidi è legata alla soppressione di due tipi di cheratina (proteine fibrose che mantengono la pelle compatta). Questo indica che i cannabinoidi potrebbero aiutare a combattere la psoriasi, una malattia in cui la produzione di questi tipi di cheratina non è correttamente disciplinata dall'organismo.

Gli autori dello studio affermano anche che i cannabinoidi sono in grado di regolamentare la carcinogenesi e la progressione della malattia in caso di tumori cutanei non melanomatosi. Ciò significa che potrebbero potenzialmente contribuire al trattamento di questo tipo di cancro.

Cannabis e Pelle

APPETITO, PESO E OBESITÀ

La cannabis produce effetti stimolanti sull'appetito, una virtù ben nota a tutti coloro che amano fumare la ganja. Questa sensazione è stata definita "fame chimica", a causa dell'appetito famelico che scatena nei consumatori. La cannabis genera questa reazione attivando il sistema endocannabinoide. Alcune prove indicano che il sistema endocannabinoide è coinvolto nella regolazione dell'appetito, dei comportamenti alimentari e nel peso corporeo.

Un documento pubblicato nella rivista Endocrine, Metabolic & Immune Disorders Drug Targets spiega che il ruolo principale degli effetti mediati dal recettore CB1 è re-indirizzare l'equilibrio energetico verso la conservazione di energia, come i depositi di grasso. Sarebbe dunque possibile usare i cannabinoidi come sostanze terapeutiche, per trattare le perdite di peso dannose per l'organismo. Ad ogni modo, i cannabinoidi potrebbero essere utili anche in caso di peso eccessivo ed obesità, grazie alla loro azione sull'omeostasi.

Si è scoperto che il sistema endocannabinoide controlla l'assunzione di cibo attraverso ipotalamo e sistema limbico. Il ECS all'interno dell'ipotalamo provoca un aumento dell'appetito. Questo sistema può anche aumentare la motivazione a mangiare, grazie all'interazione con i meccanismi di ricompensa.

I recettori CB1 sono in grado di regolare il metabolismo. Gli esperimenti su animali mostrano una riduzione del peso corporeo ed un miglioramento del profilo lipidico.

CANCRO

Il cancro è provocato da una produzione di cellule incontrollata. Tali cellule spesso si propagano ad altri tessuti del corpo. Questo processo è chiamato metastasi, una condizione pericolosa, che può compromettere la funzionalità degli organi e l'omeostasi.

Le cellule precancerose vengono generalmente eliminate attraverso un processo chiamato apoptosi. L'apoptosi è la morte programmata delle cellule, e mantiene l'equilibrio cellulare nell'organismo. Le cellule cancerose riescono ad evitare l'apoptosi e continuano a moltiplicarsi.

Alcuni studi hanno rilevato che i cannabinoidi regolamentano i percorsi di segnalazione cellulare in caso di sopravvivenza cellulare e metastasi. I cannabinoidi come il CBD sembrano indurre l'apoptosi nelle cellule cancerose. Si può dunque ipotizzare un futuro impiego del CBD a scopo terapeutico per il trattamento del cancro.

Uno dei modi in cui i cannabinoidi possono indurre l'apoptosi è attraverso i mitocondri. Project CBD afferma che i cannabinoidi possono svolgere una triplice azione per ripristinare l'omeostasi. I cannabinoidi possono innescare un circuito di feedback positivo all'interno delle cellule cancerose, provocandone il decesso, e mantenendo quindi l'omeostasi.

I recettori dei cannabinoidi sono presenti nelle membrane cellulari di alcune cellule cancerose. Quando il THC attiva i recettori CB1, ai quali si lega perfettamente, la cellula produce una sostanza chiamata ceramide. Essa induce un'apoptosi "alla radice" del mitocondrio.

Il mitocondrio può essere considerato la centrale energetica della cellula, e converte le fonti energetiche in adenosina trifosfato (ATP). Quando la sua funzione viene interrotta, la cellula non può più ricevere energia. A questo punto il citocromo-c e le specie reattive dell'ossigeno vengono rilasciate nel citosol. Di conseguenza la cellula muore. La ceramide inoltre interferisce con la metabolizzazione del calcio nel mitocondrio, un altro fattore che causa la morte della cellula.

Cannabis E Cancro

ALTRE AREE

La cannabis potrebbe aiutare a trattare altre condizioni legate all'omeostasi, tra cui artrite, lupus, depressione, fibromialgia, diabete e morbo di Crohn.

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