Chiunque abbia provato almeno una volta un po' di marijuana di buona qualità, o abbia visto le reazioni di amici sotto gli effetti della Cannabis, si sarà reso conto che gli stoner vengono spesso colti da un'irrefrenabile "fame chimica".

L'appetito vorace che si avverte dopo una canna di marijuana è indotto dai principi attivi contenuti in questa pianta. Questa sensazione viene percepita in un modo leggermente diverso dalla fame che si avverte a stomaco vuoto. La nostra mente inizia a pensare al cibo ed il pensiero non svanisce fino a quando non riusciamo ad ingurgitare grandi quantità di alimenti.

Questa reazione può essere negativa per le persone che fanno attenzione alla propria linea o per coloro che vogliono evitare di ingerire alimenti poco sani, i più usati per soddisfare questi tipi di languorino. Tuttavia, questa proprietà offre importanti benefici in un contesto terapeutico, soprattutto quando le condizioni o i problemi di salute sono i diretti responsabili di attacchi di nausea ed inappetenza legata a patologie o malesseri.

Ma allora cosa si nasconde dietro a questa particolare forma di appetito "chimico"? Come agisce la Cannabis sul nostro organismo per stimolare la fame?

come il lavoro cannabinoidi

IL SISTEMA ENDOCANNABINOIDE E I CANNABINOIDI

Per comprendere meglio come la Cannabis agisce sul nostro corpo stimolando l'appetito, bisogna prima di tutto capire quali sono i composti della pianta di Cannabis che causano la "fame chimica" e come interagiscono all'interno del nostro organismo.

I cannabinoidi sono molecole presenti all'interno delle piante di Cannabis, più precisamente conosciuti come fitocannabinoidi. Due dei fitocannabinoidi più famosi sono il THC e il CBD. Esistono anche altri tipi di cannabinoidi prodotti all'interno del nostro corpo, meglio conosciuti come endocannabinoidi. Queste molecole hanno diversi effetti sul nostro organismo ed interagiscono con una serie di recettori che, insieme, costituiscono il cosiddetto sistema endocannabinoide.

I recettori del sistema endocannabinoide, o SEC, si attivano anche quando entrano in contatto con i fitocannabinoidi. Questo avviene perché molti dei composti contenuti nella Cannabis, come il THC, hanno una struttura molecolare molto simile a quella degli endocannabinoidi prodotti dal corpo umano. Pertanto, i fitocannabinoidi possono attivare e stimolare il SEC, andando a compensare le eventuali carenze di endocannabinoidi all'interno dell'organismo.

Nel SEC sono presenti due tipi diversi di recettori: i recettori CB1 e CB2. Questi sono distribuiti in diverse zone del nostro corpo, come cervello, sistema immunitario e apparato digerente. Quando i cannabinoidi interagiscono con questi recettori possono generare profondi cambiamenti all'interno del nostro organismo, agendo direttamente su umore, sensazione del dolore, memoria e appetito.

SISTEMA ENDOCANNABINOIDE E APPETITO

Quando il recettore CB1 viene attivato, gli ormoni che stimolano la sensazione di fame vengono rilasciati nell'organismo. I ricercatori della Yale University hanno dichiarato che questo processo è dettato dalle cellule nervose chiamate "neuroni proopiomelanocortina" (POMC).

Inoltre, quando i recettori CB1 vengono attivati, la proteina contenuta nei mitocondri di queste cellule stimola i POMC a secernere gli ormoni dell'appetito.

IMPORTANTI APPLICAZIONI

Secondo un articolo scientifico pubblicato sulla rivista Pharmacology & Therapeutics, esistono molteplici usi della Cannabis atti a stimolare l'appetito. Gli autori dello studio trattano la storia di questa pianta e le sue proprietà in un contesto terapeutico, come efficace stimolante dell'appetito. Nel 1845, un ricercatore di nome Donovan scoprì che la canapa indiana funzionava molto bene per trattare diverse malattie infiammatorie, oltre ad avere una spiccata capacità di stimolare l'appetito. Ciò fece dedurre che queste sue proprietà potessero avere anche incoraggianti potenzialità per trattare l'anoressia.

Qualche anno più tardi, nel 1889, un ricercatore di nome Birch scoprì presso la città di Calcutta che la Cannabis veniva usata per trattare la tossicodipendenza da oppio. Ciò gli fece affermare che la Cannabis "ripristina le facoltà per apprezzare nuovamente il cibo".

In un altro studio più recente, alcuni ricercatori scoprirono che l'appetito indotto da questa pianta potrebbe essere benefico nei casi di cachessia neoplastica, perdita di peso e anoressia causate dalla crescita delle cellule cancerose. Inoltre, vengono anche citate le sue potenziali proprietà terapeutiche nel trattamento di anoressia e perdita di peso associate con l'HIV.

corpo recettori sistema cannabinoide

VARIETÀ CHE STIMOLANO L'APPETITO

Royal Cookies
ROYAL COOKIES

Il cannabinoide THC si lega al recettore CB1, innescando la sensazione di appetito. La Royal Cookies è un'eccellente varietà in grado di stimolare l'appetito grazie alle sue alte concentrazioni di THC, che possono toccare il 23%. Questa varietà provoca anche un forte stato di relax ed euforia.

Somango XL
SOMANGO XL

La Somango XL è un'altra varietà che incrementa l'attivazione dei recettori CB1, sempre grazie al suo alto contenuto di THC, di approssimativamente un 18%. Tuttavia, alcuni esemplari possono anche superare queste concentrazioni. Provoca un potente effetto rilassante e contiene moderate concentrazioni di CBD.

pineapple kush
PINEAPPLE KUSH

La Pineapple Kush è un'altra varietà altrettanto carica di THC, arrivando a contenere fino ad un 18% di questo cannabinoide. È una varietà molto saporita che offre un "high" altamente rilassante.

 

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