La nazionale di calcio argentina guidata da Lionel Messi si schiera in difesa del compagno di squadra Ezequiel Lavezzi, accusato di consumo di marijuana da alcuni mezzi di comunicazione. I 23 giocatori convocati la settimana scorsa alla conferenza stampa dopo la vittoria per 3-0 sulla Colombia, in una partita di qualificazione per i mondiali, si sono rifiutati di rispondere alle domande dei giornalisti.
La partita della scorsa settimana è stata la prima di cinque partite di qualificazione del gruppo sudamericano, da cui dipende il futuro spareggio contro la Russia nel 2018.

La squadra argentina ha colto l'occasione per rispondere alle accuse di un giornalista radiofonico, Gabriel Anello, che su Twitter riportò di aver sorpreso Lavezzi a fumare Cannabis durante un ritiro della "selección". Secondo quanto riportato dal giornalista, sarebbe stato questo il motivo dell'esclusione dalla formazione vincitrice contro la Colombia.

Sul tweet Anello menziona che: "Lavezzi non sarà per caso in panchina a causa della canna che si è fumato stanotte? È una domanda... solo una domanda".

Questa protesta non è un caso isolato e va ben oltre la sola accusa di consumo di marijuana. La squadra argentina, infatti, è stata ripetutamente criticata durante i suoi tentativi di qualificarsi per i mondiali del 2018. A quanto pare queste ultime partite stanno sollevando accese discussioni. Ricordiamoci che nel 2015 l'Argentina arrivò seconda ai mondiali di calcio. Le critiche vanno sulla scia della sconfitta di qualche settimana fa contro il Brasile per 3-0, la loro seconda sconfitta consecutiva, dopo due pareggi.

Nel suo intervento in conferenza stampa, Messi ha detto: "Sappiamo che molti di voi non hanno partecipato a quel gioco di mancanza di rispetto. Possiamo essere giudicati se perdiamo o vinciamo, se giochiamo bene o male, ma questo di entrare nelle vite personali e fare accuse di questo tipo è molto grave. Non possiamo far credere questo alla gente, non possiamo più passarci sopra".

Lavezzi ha dichiarato che intraprenderà sicuramente un'azione legale contro il giornalista. In un suo tweet del 15 novembre, scrive: "Comunico che ho intenzione di avviare un'azione legale contro Gabriel Anello per le sue false dichiarazioni contro la mia persona, per i gravi danni che hanno causato alla mia famiglia e al mio lavoro".

LA CANNABIS PUÒ MIGLIORARE LE PRESTAZIONI ATLETICHE DI UNA PERSONA?

Al centro di questo recente dibattito sollevato da alcuni atleti professionisti in merito al consumo di droghe, compresa la Cannabis, rimane la questione di sempre: le droghe possono alterare o migliorare le prestazioni atletiche?

Se da una parte esiste la possibilità che l'uso di Cannabis abbassi le prestazioni di un giocatore, dall'altra potrebbe essere l'esatto contrario. Infatti, in più occasioni si è sentito parlare di rilevanti miglioramenti nelle prestazioni atletiche. Secondo un articolo scritto da Gordy Megroz sulla rivista Outside Magazine dello scorso anno, mangiare Cannabis lo aiutava a sciare con maggiore scioltezza. In alcuni casi si sentiva quasi "invincibile".

Queste sue osservazioni hanno una spiegazione scientifica piuttosto semplice. All'interno del nostro corpo e cervello sono presenti i recettori dei cannabinoidi. L'interazione del THC con questi recettori può influire direttamente sui nostri livelli d'ansia, in entrambe le direzioni. È per questo che alcune persone si sentono più sicure di sé quando consumano marijuana, mentre altre vengono colte da forti stati d'ansia. Entrambi gli effetti dipendono dal tipo di marijuana consumata e dal metabolismo del consumatore.

Inoltre, l'Agenzia Mondiale Antidoping vieta l'uso di questa sostanza nelle competizioni. La marijuana può aumentare il flusso d'aria ai polmoni, agendo come un broncodilatatore che riduce la resistenza al passaggio d'aria.

cannabinioides anxiété recepteurs prestazioni THC sportiva ahtlétiques cannabisMa esistono molte altre testimonianze di atleti che hanno cambiato opinione sulla Cannabis dopo poche boccate di fumo. Secondo alcuni, i muscoli di chi fa uso di marijuana tendono ad essere più resistenti alle lesioni e a guarire in minor tempo. Le persone che hanno sofferto un trauma cranico, ad esempio, e sono state subito trattate con marijuana, sono guarite con lesioni meno debilitanti, grazie ai minori danni al cervello.

Le risposte a queste domande, quindi, non sono scolpite nella pietra, per il semplice motivo che le prove in nostro possesso sono ancora insufficienti. L'altro problema, ovviamente, sono i reali effetti che può avere la Cannabis sull'organismo di un atleta. Uno sportivo può fumarsi una canna prima di iniziare una gara, ma gli effetti sul corpo quanto durano? E non ci riferiamo solo a quelli provocati dal THC. Una domanda più che lecita che sempre più gente si sta ponendo.

UN NATURALE "SBALLO DEL CORRIDORE"

Il cosiddetto "Runner's High", o sballo del corridore, è in parte causato dalle endorfine rilasciate nell'organismo durante la corsa. Il cervello rilascia oppiacei endogeni, sostanze chimiche naturali che interagiscono con l'organismo durante l'esercizio fisico. Inoltre, vengono rilasciati anche cannabinoidi endogeni, chiamati endocannabinoidi. A differenza delle endorfine, queste sostanze chimiche sono capaci di attraversare la barriera emato-encefalica e di agire sugli stessi recettori che vengono stimolati dal THC dopo il consumo di marijuana. Questo effetto sembra avere conseguenze dirette sulle prestazioni degli sportivi, soprattutto nei corridori che reggono lo sforzo fisico per diversi minuti, riducendo i segni di affaticamento. Quando l'allenamento è finito, si possono addirittura notare effetti palliativi sui dolori muscolari. Alcuni atleti di sollevamento pesi dichiarano di notare i muscoli molto meno indolenziti e deboli dopo aver fatto uso di Cannabis.

È NECESSARIO CONDURRE PIÙ STUDI

Se da una parte troviamo persone che sostengono che la marijuana possa effettivamente migliorare le prestazioni atletiche, dall'altra troviamo chi invece la considera dannosa in un contesto sportivo. La Cannabis può influire sui tempi di reazione, sulla coordinazione occhio-mano e sulla percezione. Questi effetti possono durare fino a 36 ore dopo il consumo, almeno nei soggetti sani.

Non è ancora chiaro se l'uso di marijuana possa accelerare o frenare la crescita muscolare. L'uso prolungato di marijuana sembra ridurre la ricettività dei ricettori CB1, creando sbalzi di zucchero nel sangue che potrebbero sviluppare una resistenza all'insulina. Se così fosse, il THC potrebbe compromettere lo sviluppo del muscolo, interrompendo i normali processi necessari per la sintesi proteica. Secondo uno studio, la marijuana potrebbe addirittura ostacolare la secrezione dell'ormone della crescita. Tuttavia, questo studio giunge a tali conclusioni dopo aver somministrato dosi estremamente elevate di THC (210mg al giorno per due settimane).

La marijuana può anche influenzare gli ormoni. Tuttavia, anche in questo caso, non è ancora chiaro se sia un effetto secondario positivo o negativo. Secondo un altro studio, la Cannabis può sopprimere l'asse ipotalamo-ipofisi (che fa parte del sistema endocrino responsabile della regolazione del bilanciamento energetico complessivo) nei roditori, ma nell'essere umano gli effetti su quest'asse possono essere variabili.

La marijuana ha anche dimostrato di aumentare il cortisolo, l'ormone associato allo stress. Ciò potrebbe spiegare gli attacchi di paranoia che alcuni consumatori avvertono dopo il suo uso, ma ancora una volta i veri effetti non sono del tutto chiari (soprattutto se consideriamo altri studi in cui emerge che i consumatori cronici di Cannabis tendono ad avere una risposta più smorzata da parte del cortisolo).

Per concludere, sembra ormai chiaro che la marijuana possa avere effetti sia negativi che positivi sulle persone che fanno sport, a livello amatoriale e professionale. Tuttavia, finché non verranno condotti studi più approfonditi non avremo modo di rispondere a queste domande.

 

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