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By Luke Sumpter

Le istituzioni statunitensi stanno oggi portando avanti un percorso legislativo per riclassificare la cannabis a livello federale. I politici sembrano spingere per il completamento delle revisioni e delle modifiche alla legge prima delle elezioni presidenziali di novembre.La riclassificazione della cannabis da sostanza della Tabella 1 alla Tabella 3 getterà le basi per la legalizzazione della cannabis terapeutica a livello federale e renderà più facile per gli scienziati studiare la pianta. Scopri qui di seguito tutto ciò che c’è da sapere su queste importanti novità che riguardano la cannabis.


All'interno della DEA i pareri sono ancora discordanti

Negli Stati Uniti, la Drug Enforcement Agency (DEA) sta attualmente avviando un processo che culminerà nel più grande cambiamento politico compiuto da questa organizzazione in oltre 50 anni: la riclassificazione della marijuana. Questa misura vuole rimuovere la cannabis dalla Tabella 1 (dove si trova accanto all’eroina e all’LSD) e collocarla nella Tabella 3, dove vengono inserite sostanze come la ketamina e gli steroidi anabolizzanti.

Avviata dall’amministrazione Biden, questa riclassificazione ha causato ulteriori spaccature tra le diverse fazioni dei partiti democratico e repubblicano ed ha accentuato la divisione all’interno della stessa DEA. Secondo il direttore degli affari pubblici del Dipartimento di Giustizia Xochitl Hinojosa, il procuratore generale Merrick Garland avrebbe inviato il 1° maggio alla DEA una proposta per riclassificare la cannabis. Lo stesso Garland ha firmato la proposta, aggiungendo un forte peso politico alla decisione.

Tuttavia, le divisioni all’interno dell’agenzia sono diventate evidenti quando l’amministratrice della DEA, Anne Milgram, si è rifiutata di firmare[1] la proposta. Kevin Sabet, co-fondatore di Smart Approaches to Marijuana (SAM) e principale oppositore alla legalizzazione della cannabis negli Stati Uniti, ha commentato: “Il suo coraggio dimostrerà che stava dalla parte giusta della storia. È inoltre difficile negare che il processo di riclassificazione proposto dall’amministrazione Biden sia stato gestito in modo superficiale fin dall’inizio. Questa azione senza precedenti del procuratore generale riflette un percorso avvelenato da considerazioni politiche e condotto con obiettivi determinati a priori”.

Nonostante l’apparente rivolta all'interno dell'agenzia, la strada verso la riclassificazione della cannabis è rafforzata dall’autorevolezza sia del presidente che del procuratore generale, oltre ad una tabella di marcia già stabilita.

Il piano dell’amministrazione Biden per riclassificare la marijuana

Durante la campagna presidenziale, il presidente Joe Biden ha sottolineato la sua convinzione che nessuno dovrebbe trovarsi in prigione per avere usato o posseduto cannabis. Biden ha riaffermato questo messaggio in una dichiarazione[2] della Casa Bianca rilasciata nell’ottobre 2022, in cui ha sottolineato l’impatto delle condanne penali relative ai reati legati alla marijuana sull’occupazione, sui diritti di abitazione e sulle opportunità di istruzione scolastica delle persone condannate. Biden ha poi delineato tre passi volti a rimediare al fallimentare approccio degli Stati Uniti alla politica sulla cannabis.

In primo luogo, Biden ha ordinato al procuratore generale di preparare un piano per graziare tutti i precedenti reati federali per il semplice possesso di cannabis. Al momento, non ci sono detenuti che trascorrono il loro tempo in prigione per questo reato, ma il piano aiuterà chi ha precedenti penali ad accedere al mercato del lavoro. In secondo luogo, il presidente ha anche esortato tutti i governatori a condonare i reati a livello statale.

Infine, la terza fase riguarda direttamente l’attuale classificazione della cannabis. Biden ha dichiarato la sua intenzione di chiedere al ministro della sanità e dei servizi alla persona (HHS) ed al procuratore generale di rivedere l’attuale classificazione di questa sostanza controllata. Il sistema di classificazione applicato dalla DEA definisce[3] le sostanze della Tabella 1 come ad alto potenziale di abuso e senza un uso medico attualmente accettato. Il passaggio della marijuana alla Tabella 3 richiede una revisione per dimostrare che la pianta soddisfa la definizione di sostanza con questa classificazione, indicata come avente un potenziale da moderato a basso di dipendenza fisica e psicologica.

Cronologia della riclassificazione della marijuana

Allora, quando i cittadini degli Stati Uniti potranno aspettarsi che il governo federale assuma una posizione molto più rilassata, ma comunque proibitiva, nei confronti della cannabis? Bene, tutto dipende dalla velocità con cui si muove il resto del processo. L’Ufficio per la gestione ed il bilancio della Casa Bianca dovrà valutare la proposta di riclassificare la cannabis e, in caso affermativo, la DEA dovrebbe avviare un dibattito pubblico per ascoltare le opinioni dei cittadini riguardo al cambiamento della legge. In seguito, un giudice amministrativo dovrà valutare questi commenti e, infine, la DEA potrà rendere ufficiale la modifica alla classificazione della cannabis.

Attualmente, la DEA si trova sotto forte pressione per far proseguire l’iter di modifica dopo che l’HHS ha concluso la sua revisione scientifica sulla cannabis prima dei commenti del dipartimento sulla riclassificazione della marijuana. In genere, la DEA impiega fino a sei mesi per valutare le raccomandazioni dell’HHS, ma, otto mesi dopo, l’agenzia non ha ancora concluso questo processo. Le agenzie esterne e i politici stanno ora esercitando forti pressioni sulla DEA affinché acceleri il procedimento. Un gruppo di 21 legislatori ha esortato la DEA a “rimuovere rapidamente la marijuana dalla Tabella 1”. La coalizione ha commentato[4]: “Sebbene comprendiamo che la DEA potrebbe approfittare del suo disaccordo interno su questo argomento, è fondamentale che l’agenzia corregga rapidamente l’errata collocazione della marijuana nella Tabella 1”.

Nel frattempo, la Food and Drug Administration (FDA) ha criticato[5] questo ritardo ed anche la vicepresidente Kamala Harris ha esercitato pressioni per fare in modo che la revisione si concludesse rapidamente.

L’impatto della riclassificazione della marijuana negli Stati Uniti

Questo recente sviluppo delle notizie sulla cannabis potrebbe avere un grande impatto su diversi settori importanti. Per cominciare, l’imminente riclassificazione avrà conseguenze positive per le aziende nel settore della cannabis che operano legalmente a livello statale. Attualmente, l’Internal Revenue Service (IRS, l’Agenzia delle Entrate statunitense) esclude queste società dai benefici delle detrazioni fiscali federali a causa della classificazione della cannabis nella Tabella 1. Conosciuta come Sezione 280E dell’Internal Revenue Code, questa legge[6] vieta alle aziende di detrarre le spese associate al commercio di sostanze della Tabella 1 e della Tabella 2. La riclassificazione della cannabis nella Tabella 3 andrebbe a vantaggio del bilancio di numerose aziende in molti Stati.

Inoltre, l’attuale status legale della cannabis a livello federale ha eretto negli Stati Uniti delle significative barriere[7] nei confronti della ricerca scientifica sulla pianta e sui suoi composti. Allo stato attuale, i ricercatori devono affrontare una serie di valutazioni che coinvolgono il National Institute on Drug Abuse (NIDA), la FDA, una serie di comitati di revisione istituzionali e dipartimenti del governo statale.

Anche quando gli scienziati ottengono l’autorizzazione dagli organismi di regolamentazione, devono dipendere dalla fornitura di cannabis del NIDA Drug Supply Program, che si è concentrato molto più sulla ricerca su dipendenza ed abuso rispetto agli studi sulle possibili applicazioni terapeutiche. Alcuni ostacoli rimarranno, ma la riclassificazione renderà molto più semplice[8] per gli scienziati fare ricerca sul potenziale terapeutico della cannabis.

Riclassificazione non equivale a legalizzazione

Nonostante i benefici per le aziende negli Stati dove la cannabis è legale e la libertà per gli scienziati di condurre più facilmente le ricerche sulla cannabis, la riclassificazione dell’erba non equivale ad una legalizzazione a livello federale. Infatti, in mancanza di ulteriori modifiche legislative, l’attuale proposta di riclassificazione obbliga le aziende nel campo della cannabis terapeutica e ricreativa che operano nei singoli Stati a restare non conformi[9] alle leggi federali sulle sostanze controllate.

Tuttavia, grazie alla riclassificazione della sostanza, la visione federale sulla cannabis per uso medico potrebbe cambiare nel tempo. Se l’uso medico fosse accettato dalla DEA, le sostanze della Tabella 3 potrebbero essere prescritte legalmente, ma tutti i farmaci soggetti a prescrizione richiedono l’approvazione della FDA e la cannabis non dispone oggi di questa approvazione. Ed anche con l’approvazione della FDA, le aziende dovrebbero comunque registrarsi presso la DEA e rispettare le sue normative. Non cambierà molto nel prossimo futuro, ma l’eventuale approvazione da parte della FDA potrebbe aprire un mercato della cannabis terapeutica conforme alla legge federale.

Riclassificazione della marijuana: Opinione pubblica e risultati elettorali

La cannabis è attualmente la sostanza illegale più utilizzata negli Stati Uniti. Secondo i dati di un sondaggio[10] raccolti nel 2022, ben 61,9 milioni di cittadini di età pari o superiore a 12 anni hanno usato cannabis nell’ultimo anno. Fra questi, 42,3 milioni hanno assunto cannabis nell’ultimo mese. In aggiunta a questo, i dati di un sondaggio[11] Gallup hanno rilevato che il 70% degli americani ritiene che la cannabis dovrebbe essere legalizzata. Anche se la riclassificazione voluta dall’amministrazione Biden non legalizzerà l’erba, questo atto sarà certamente apprezzato dai potenziali elettori alle prossime elezioni presidenziali. Con la vicepresidente Kamala Harris che oggi esercita pressioni sulla DEA affinché acceleri il processo di revisione per avviare la riclassificazione, la situazione sembra migliorare in vista dell’apertura delle cabine elettorali a novembre.

Cannabis legale: Gli Stati Uniti sono all’avanguardia

Anche se dopo la sua riclassificazione rimarrà illegale a livello federale, gli Stati Uniti nel loro insieme rimangono uno dei Paesi più liberali nei confronti della cannabis. I singoli Stati sono liberi di legiferare sulla cannabis e molti cittadini hanno accesso legale alla cannabis nelle loro giurisdizioni locali. Inoltre, gli americani possono acquistare e possedere legalmente semi di cannabis, poiché questi non rientrano nel Controlled Substances Act della DEA in quanto considerati privi di THC come la canapa industriale. Questo scenario legislativo ha permesso ad aziende come Royal Queen Seeds di aprire negozi negli Stati Uniti per offrire ai coltivatori delle genetiche di cannabis di alta qualità sotto forma di semi.

In futuro, la riclassificazione della cannabis spianerà probabilmente la strada ad una nuova legislazione federale e l’approvazione da parte della FDA aprirà un mercato legale a livello nazionale per l’uso medico. Inoltre, la riclassificazione abbasserà le barriere per i ricercatori, consentendo loro di scoprire di più su questa pianta, comprese le prove che potrebbero portare alla sua eventuale legalizzazione da parte del governo federale.

External Resources:
  1. DEA Administrator 'Did Not Sign Off' https://www.marijuanamoment.net
  2. Statement from president Biden on marijuana reform https://www.whitehouse.gov
  3. Drug Scheduling https://www.dea.gov
  4. DEA Agrees To Reschedule Marijuana Under Federal Law https://www.marijuanamoment.net
  5. FDA Head Says There's 'No Reason For DEA To Delay' Rescheduling Marijuana https://www.marijuanamoment.net
  6. Vermont General Assembly https://legislature.vermont.gov
  7. Challenges and Barriers in Conducting Cannabis Research https://www.ncbi.nlm.nih.gov
  8. Marijuana reclassification will make it somewhat easier to study https://www.npr.org
  9. Legal Consequences of Rescheduling Marijuana https://crsreports.congress.gov
  10. The Federal Status of Marijuana and the Policy Gap with States https://crsreports.congress.gov
  11. Grassroots Support for Legalizing Marijuana Hits Record 70% https://news.gallup.com
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