La cannabis è stata a lungo collegata ad un basso quoziente intellettivo, guadagnando la reputazione generale di sostanza che rende le persone meno intelligenti. Tuttavia, la questione è molto più complessa e non sappiamo ancora quali siano gli effetti della cannabis sull’intelligenza. Del resto, non sappiamo nemmeno cosa sia veramente l’intelligenza. Tuttavia, gli studi stanno iniziando a rivelare che, sebbene esista un legame tra l’uso di cannabis e il QI, potrebbe non esistere un nesso di causalità tra i due.

Cos’è il QI?

QI sta per “quoziente intellettivo” ed esprime un'immagine misurabile e quantificabile per testare l'intelligenza di una persona. È considerata da molti una misura controversa, ma ne parleremo a breve.

Il quoziente intellettivo viene misurato dal famoso test del QI. Ne esistono di diversi tipi ed alcuni hanno altri nomi ma, ai giorni nostri, tendono ad essere tutti abbastanza standardizzati. Possono testare il ragionamento astratto, quello logico, quello verbale, la conoscenza generale ed altro ancora.

Circa i due terzi dei partecipanti agli studi ottengono un punteggio sul QI compreso tra 85 e 115, mentre il 2,5% raggiunge un punteggio superiore a 130 o inferiore a 70.

Cosa ci dice effettivamente il QI?

Lungi dall'essere un semplice parametro per misurare l'intelligenza, il QI è stato esaminato per la sua capacità di essere influenzato da molti fattori, pochi dei quali ci parlano direttamente delle principali funzioni del cervello di una persona, ma piuttosto di una serie di fattori fisici ed ambientali interagenti. Inoltre, la stessa “intelligenza” è un concetto piuttosto vago, il che rende molto difficile la sua misurazione.

Sebbene i test sul QI possano essere un valido strumento per misurare un tipo limitato di “intelligenza accademica”, non ci dicono molto sull'intelligenza sociale o sulla creatività. Pertanto, anche se dovessimo dare per buoni i valori di un test sul QI, rimarranno sempre le nostre opinioni personali riguardo all'intelligenza e i valori culturalmente radicati su questo argomento.

Inoltre, i sistemi per misurare le nostre capacità cognitive attraverso il QI sono ancora fortemente legati ai fattori ambientali. Questo non vuol dire che non siano in grado di misurare l'intelligenza (non c'è motivo per cui l'intelligenza non dovrebbe essere un'interazione sociobiologica), ma significa che saranno sempre viziati da pregiudizi. Ad esempio, il QI tende a premiare determinate persone come gli artefici di questo metodo: uomini bianchi della classe media.

Gli studi dimostrano che le differenze nei punteggi medi tra i diversi gruppi etnici possono essere attribuite a fattori[1] socioeconomici, piuttosto che a fattori genetici. Infatti, la possibilità di colmare[2] questo divario è una chiara prova che le differenze ambientali, piuttosto che intrinseche, potrebbero essere la causa di questi risultati. Cosa ci dice questo? Il QI può essere preso come una misura del bagaglio[3] culturale di una persona tanto quanto la sua intelligenza.

Cosa ci dice effettivamente il QI?

  • Perché è importante?

Seppure a grandi linee, è importante conoscere i difetti associati al QI, poiché la correlazione tra uso di cannabis e calo nel QI può dipendere da questi difetti. In poche parole, l'uso di cannabis è correlato ad un QI più basso. Tuttavia, attraverso un'analisi più attenta, l'uso di cannabis e il basso QI sembrano condividere cause simili, ma non implica che una sia la causa dell'altra.

La marijuana abbassa il QI?

Da tempo, si dice che l'uso di cannabis, soprattutto nell'adolescenza, causi una riduzione del QI con il passare degli anni. Ci sono molti studi che supportano questa ipotesi. Tuttavia, da un'analisi più approfondita, emerge che la cannabis potrebbe non essere la causa di tale calo.

Le prove secondo cui la marijuana potrebbe ridurre il QI

Secondo alcune ricerche, l'uso di cannabis nell'adolescenza ed un QI più basso sono sempre collegati. Ad esempio, uno studio di Meier et al.[4] testò il QI di 1.037 partecipanti all'età di 13 anni e di nuovo a 38 anni. In questo intervallo di tempo, vennero intervistati a 18, 21, 26, 32 e 38 anni per accertare il loro uso di cannabis.

Dai risultati emerse un calo statisticamente significativo del QI nei consumatori con abitudini “persistenti”. Inoltre, il calo si concentrò tra coloro che avevano iniziato ad usare cannabis durante l'adolescenza. Forse in modo preoccupante, fu anche osservato che interrompendo l'uso di cannabis, anche per lunghi periodi di tempo, non si avvertiva più questo declino. I ricercatori arrivarono così alla conclusione che la cannabis può avere effetti neurotossici sul cervello degli adolescenti in via di sviluppo.

Più di recente, uno studio longitudinale di Power et al.[5] ha scoperto che l'uso persistente di cannabis nell'adolescenza è legato ad un calo medio di due punti di QI. Questo studio ha vagliato 2.875 articoli ed ha condotto una meta-analisi su sette di essi. Questi sette documenti contenevano 808 casi e 5.308 controlli. È probabile che questa sia la più grande meta-analisi longitudinale sugli effetti della cannabis sul QI realizzata fino ad oggi.

Secondo quanto scoperto in questo studio, e in molti altri, l'uso di cannabis nell'adolescenza è legato ad un calo del QI, principalmente al cambiamento del QI verbale.

Tuttavia, sebbene questo studio riesca a tracciare una chiara correlazione tra l'uso di cannabis e il calo del QI, non può dimostrare che la cannabis sia la causa di questa riduzione. Un aspetto importante di tutti i test scientifici è: correlazione non è uguale a causalità.

Secondo quanto dimostrato da diversi studi, l'uso di cannabis potrebbe essere in qualche modo correlato al calo di QI, ma ciò non significa che la cannabis sia necessariamente la causa.

Le prove secondo cui la marijuana potrebbe ridurre il QI

Le prove secondo cui la cannabis non riduce il QI

Secondo un crescente numero di ricerche, il calo del QI osservato nei consumatori di cannabis avrebbe cause che precedono l'uso di cannabis. Inoltre, si pensa che l'uso di cannabis possa condividere queste cause, evidenziando la forte correlazione tra quelli che potrebbero essere due effetti di cause più difficili da identificare.

Gli studi condotti su gemelli sono un modo incredibilmente efficace per distinguere le cause. Sebbene la media possa essere raccolta da un numero elevato di cittadini, può essere difficile applicarle a tutti gli individui, poiché non potremo mai sapere come sarebbe stato quell'individuo in nessuno dei suoi futuri contingenti.

Per quanto riguarda la cannabis, sebbene nel fumatore cronico X si sia osservato un calo di due punti del suo QI, mentre nel non fumatore Y non sia stato registrato alcun calo (e considerando che le persone X e Y sono diverse), è quasi impossibile determinare se la persona X non avrebbe mai manifestato questo declino se non avesse mai fumato.

Gli studi sui gemelli omozigoti vanno in qualche modo a rimuovere questo problema, poiché uno può funzionare come gruppo di controllo dell'altro. A causa delle somiglianze genetiche e delle analogie nell'educazione (questo è l'aspetto più controverso degli studi sui gemelli: piccole differenze possono avere grandi risultati), si ritiene che per alcune differenze sia più facile isolare le cause tra campioni di gemelli. Nel caso del consumo di cannabis, se un gemello usa cannabis ed ha un QI inferiore rispetto all'altro che non ne consuma (e questo si può solo osservare tra coppie di gemelli), la conclusione che possiamo trarre è che l'uso di cannabis riduce il QI.

Tuttavia, alcuni studi dimostrano che non è così.

Uno studio longitudinale di Jackson et al.,[6] a cui parteciparono molte coppie di gemelli, scoprì che l'uso di cannabis può essere effettivamente collegato ad un calo di QI, ma non nel caso delle coppie di gemelli. Se un gemello aveva fatto uso di cannabis durante l'adolescenza e l'altro no, non c'era alcuna differenza significativa nel loro QI, in nessun momento della ricerca.

Da ciò conclusero che altri fattori, come quelli socioeconomici e familiari, erano responsabili della perdita di punti del QI e non tanto l'uso di cannabis.

Allo stesso modo, un altro studio, sempre di Meier et al.,[7] dimostrò gli stessi risultati. In questo studio emersero tre importanti scoperte. In primo luogo, fu osservato che coloro che fumavano cannabis avevano un QI più basso già all'età di 12 anni, prima di iniziare a far uso di marijuana. In secondo luogo, sebbene il loro QI fosse diminuito negli anni seguenti (durante i quali consumavano cannabis), il calo non risultò maggiore di quello osservato nei partecipanti che non avevano fatto uso di cannabis. In terzo luogo, le differenze osservate tra consumatori e non consumatori non erano così evidenti nelle coppie di gemelli in cui uno usava cannabis e l'altro no. Anch'essi arrivarono alla conclusione che alla base della dipendenza da cannabis e del QI inferiore c'erano ben altri fattori.

Ci teniamo comunque a sottolineare che nessuno di questi studi arrivò alla conclusione che un basso QI induca a fumare cannabis.

Le prove secondo cui la cannabis non riduce il QI

Conclusione: Marijuana e intelligenza — Quale legame li unisce?

Sebbene questo argomento richieda ulteriori studi, la ricerca sembra dimostrare che i fattori socioeconomici ed ambientali siano alla base del calo del QI e dell'uso persistente di cannabis nell'adolescenza. Riallacciandoci a quanto detto all'inizio, siccome i fattori socioeconomici potrebbero essere la causa delle differenze etniche tra i punteggi del QI, questi parametri potrebbero anche spiegare le differenze tra coloro che fanno uso di cannabis e coloro che invece non lo fanno.

Detto questo, non dobbiamo presumere che l'uso di cannabis non abbia un impatto negativo sul QI, soprattutto tra i giovani che la usano quando il cervello è ancora in via di sviluppo. Sarebbe sciocco suggerire che non vi sia alcun legame tra il consumo adolescenziale ed il calo del QI, anche se il legame non è causale. Pertanto, non ci resta che sconsigliare l'uso di cannabis fino all'età adulta.

External Resources:
  1. Group differences in IQ are best understood as environmental in origin - PubMed https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov
  2. SAGE Journals: Your gateway to world-class journal research https://journals.sagepub.com
  3. IQ testing 101 : Kaufman, Alan S., 1944- : Free Download, Borrow, and Streaming : Internet Archive https://archive.org
  4. Persistent cannabis users show neuropsychological decline from childhood to midlife | PNAS https://www.pnas.org
  5. Intelligence quotient decline following frequent or dependent cannabis use in youth: a systematic review and meta-analysis of longitudinal studies | Psychological Medicine | Cambridge Core https://www.cambridge.org
  6. Impact of adolescent marijuana use on intelligence: Results from two longitudinal twin studies - PubMed https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov
  7. Associations between adolescent cannabis use and neuropsychological decline: a longitudinal co-twin control study - PubMed https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov
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