La Georgia è un paese che non si trova spesso sotto i riflettori. Ha un'antica storia europea, anche se si trova ad est della Turchia, quindi è tecnicamente considerata parte dell'Asia. La sua lingua è una delle poche al mondo con un alfabeto distintivo. I suoi paesaggi montuosi contengono così tante grotte, fortezze e sculture da sembrare usciti dalla mente di Tolkien. Eppure questo bellissimo paese raramente fa notizia in Occidente al di fuori dei suoi conflitti con le regioni separatiste e la vicina settentrionale, la Russia. Ora si sta cominciando a parlare del suo essere l'ultima nazione del Mondo a legalizzare il consumo di cannabis!

La Corte Costituzionale della Georgia ha esaminato le leggi sulla cannabis. L'anno scorso ha stabilito che il consumo di cannabis deve essere depenalizzato. Questo ha contribuito a dare slancio alla legislazione attualmente in parlamento che punta a depenalizzare il possesso di tutte le droghe. Quest'ultima sentenza della Corte ha sorpreso la comunità internazionale. La Corte Costituzionale è andata oltre ed ha legalizzato il consumo di cannabis, eliminando ogni reato penale per uso personale. Questo però non significa che ci sarà una piena legalizzazione della vendita e della coltivazione della cannabis. Non ancora. Diamo un'occhiata a come si è arrivati a questa sentenza.

ATTIVISMO IN GEORGIA

Gli ultimi anni hanno visto una crescente domanda di riforma della legge sulla droga. Vi è stato il sostegno di gruppi come il White Noise Movement e frequenti manifestazioni a favore della legalizzazione della cannabis. È affascinante vedere un ex stato sovietico emergere come cultura politica guidata dai giovani. In particolare, questa spinta a riformare le leggi sulla cannabis ha trovato un alleato improbabile in un nuovo piccolo partito politico che non ha rappresentanza nell'attuale parlamento, ma sta facendo notizia su scala nazionale.

Questo partito chiamato Girchi, o "Nuovo Centro Politico", si spinge verso il libertarismo. I loro attivisti hanno intrapreso una sfida legale allo stato georgiano, non specificamente per sostenere la cannabis, ma per sostenere la libertà personale. Il leader del partito pro-UE e pro-mercato libero, Zurab Japaridze, ha presentato una disputa legale insieme a Vakhtang Megrelishvili. Japaridze ha affermato che "non si trattava di una lotta per la cannabis, ma di una lotta per la libertà".

New Political Center Zurab Japaridze

LA SENTENZA DEL TRIBUNALE

La denuncia si è dimostrata storica poiché la Corte Costituzionale si è pronunciata a loro favore. Dopo aver esaminato la Costituzione della Georgia, i giudici hanno concluso che ai sensi della Costituzione è tecnicamente consentito il consumo di cannabis senza interferenze. La Corte ha annunciato la sua sentenza con una dichiarazione del 30 luglio 2018. Secondo la sentenza, la cannabis "può solo danneggiare la salute del suo utilizzatore, rendendolo unico responsabile del risultato. La responsabilità di tali azioni non causa conseguenze pericolose per il pubblico". Poiché un individuo che prende una decisione personale di consumare cannabis non sta danneggiando direttamente nessun altro, non sussiste nessun’azione che la legge dovrebbe punire.

Questa sentenza è interessante in un contesto internazionale, perché è un segno di un diverso atteggiamento riguardo alla cannabis a livello globale. L'approccio della Georgia è in contrasto con quello tedesco, che considera la cannabis una forma di autolesionismo e quindi continua a vietarla. La conquista della Georgia è più paragonabile a quella del Sudafrica, dove un tribunale nel 2017 ha dichiarato che il diritto costituzionale alla privacy proteggeva la coltivazione e il consumo di cannabis per uso personale. Quella sentenza è però attualmente all’esame della Corte d'Appello Suprema del Sudafrica, quindi l'attuale divieto rimane valido. Se la Corte Suprema d'Appello confermerà la sentenza, forse il Sudafrica riformerà le sue leggi sulla cannabis, soprattutto considerando che ha l'opportunità di diventare uno dei maggiori produttori di cannabis del mondo.

Tornando in Georgia, il suo territorio potrebbe essere abbastanza adatto per la coltivazione di cannabis di alta qualità. Sfortunatamente, la sentenza della Corte Costituzionale specifica che vendere o coltivare la cannabis è ancora reato. Non sarai arrestato se scopriranno che consumi quantità personali di cannabis. Anche questo deve essere preso con cautela, a causa dell'interpretazione del concetto di sicurezza pubblica da parte della Corte Costituzionale. La sentenza, infatti, afferma che il consumo di cannabis può essere perseguito quando crea una minaccia a terzi. Ad esempio, la corte attribuisce una responsabilità quando la marijuana viene consumata in istituti scolastici, luoghi e trasporti pubblici, e in presenza di bambini. Quindi il consumo in pubblico di cannabis e la cessione di cannabis ai minori rimarranno reati.

IL POTENZIALE DELL'INDUSTRIA GEORGIANA DELLA CANNABIS

Quindi, anche se la Georgia sembra essere ben piazzata per la coltivazione della cannabis, e sebbene sia ormai legale usare la cannabis, non è legale comprare, vendere o coltivarla. Pertanto, è una eccessiva semplificazione affermare che la Georgia abbia legalizzato completamente la cannabis. Se però l’atteggiamento dovesse progressivamente cambiare, allora sarebbe tra le prime nazioni a legalizzarla. L'Uruguay è arrivato per primo con il suo sistema di cannabis club per soli membri. Il Canada regolerà la coltivazione e la vendita al dettaglio di cannabis dalla fine del 2018 in poi. Ci sono già state speculazioni su cosa sarebbe successo alla Georgia se avesse legalizzato completamente la cannabis.

Tata Lobzhanidze di The Financial scrive: "Se il Parlamento della Georgia legifera che il consumo, la distribuzione e la coltivazione di marijuana sono legali, l'estensione del mercato locale sarà aumentata di oltre 1,3 miliardi di GEL nel 2018". Lobzhanidze continua a sottolineare quanto sia significativo il contesto georgiano, scrivendo: "Tenendo conto che le entrate di bilancio in Georgia sono di circa 8,6 miliardi di GEL, un ulteriore reddito di 1,3 miliardi di GEL è degno di fare rivedere i pregiudizi infondati sui rischi dell’uso di marijuana".

Questa non sarebbe solo un'industria di nicchia entro la quale sviluppare innovazione. Potrebbe anche essere una grande attrazione turistica, specialmente per i suoi paesi vicini, nessuno dei quali ha una cannabis ricreativa legale. In effetti, nessuno dei primi dieci paesi che hanno visitatori della Georgia ha legalizzato la cannabis, quindi se la Georgia cogliesse questa opportunità potremmo iniziare a sentirne parlare molto di più, e magari fare anche una visita se pensi che 1 GEL vale solo 0,35 euro.

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