By RQS Editorial Team


Chi coltiva cannabis per consumare infiorescenze ha poco interesse nei confronti del polline. Tuttavia, se volete preservare la genetica di una particolare pianta o ibridare le vostre varietà, il polline ha la sua utilità. È anche relativamente semplice da raccogliere e conservare. Continuate a leggere per saperne di più sul polline di cannabis e su come usarlo, raccoglierlo e conservarlo.

Cos’è il polline di cannabis e qual è la sua funzione?

Dovreste già conoscere il polline. È quella sostanza fine, polverosa e di colore giallo creata da tutte le piante da fiore e dalle gimnosperme. Lo scopo principale del polline è quello di fecondare altre piante della stessa specie. Il polline può essere considerato utile e inutile, a seconda del motivo per cui si coltiva la cannabis.

  • Come e quando viene rilasciato il polline di cannabis?

Le sacche polliniche sono gli organi riproduttivi della pianta di cannabis maschio. Queste sacche si sviluppano nelle ultime settimane della fase vegetativa sui nodi delle piante (i punti di intersezione tra rami/foglie e gambo). Una volta che una pianta maschio raggiunge la maturità (alla 4ª o 5ª settimana della fase di fioritura), le sacche si aprono e rilasciano il polline nell’aria. Il polline viene trasportato dal vento fino a raggiungere una pianta di cannabis femmina, fecondandola. Successivamente, la pianta femmina produrrà semi contenenti geni sia suoi che della pianta maschio, perpetuando così la specie.

Che aspetto ha una pianta di cannabis maschio?

La cannabis è una pianta dioica, ovvero produce organi riproduttivi maschili o femminili. Le sacche polliniche delle piante di cannabis maschio sono facili da distinguere. Sembrano piccole banane che pendono lateralmente dai nodi della pianta. Ciò è in netto contrasto con i peletti sottili e rivolti verso l’alto (stigmi o stimmi) presenti invece sulle piante femmina.

  • Il polline è prodotto solo dalle piante di cannabis maschio?

Le sacche polliniche crescono solo sulle piante di cannabis maschio. Tuttavia, anche i fiori maschili prodotti da una pianta ermafrodita possono sviluppare le parti riproduttive necessarie per creare e rilasciare il polline. Quando le piante di cannabis diventano “ermafrodite”, lo fanno per autoimpollinarsi.

La capacità di trasformarsi in ermafrodita è un’intelligente tecnica evolutiva impiegata dalla pianta di cannabis per preservare la specie in condizioni sfavorevoli. Il processo di trasformazione consente alla pianta di produrre semi da sola, anche quando non sono presenti esemplari di sesso maschile. Questo potrebbe essere dovuto, ad esempio, a qualche fattore di stress ambientale che ha spazzato via tutte le piante maschio.

Che aspetto ha una pianta di cannabis maschio?

Il polline di cannabis ha qualche utilità?

In genere, i coltivatori di cannabis sono più interessati alle piante femmina piuttosto che a quelle maschio. Dopotutto, è la femmina che produce le cime cariche di tricomi/resina che raccogliamo al fine di fumarle, vaporizzarle o usarle per fare edibili o concentrati. Le cime delle piante femmina contengono tutti i componenti attivi che associamo alla cannabis, come i cannabinoidi (es. THC e CBD) e i terpeni. Tuttavia, la pianta femmina può produrre queste cime resinose ricche di sostanze fitochimiche solo se non viene fecondata.

Per il coltivatore hobbistico medio, le piante di cannabis maschio sono generalmente considerate inutili e, se dovessero spuntare, vengono rimosse meticolosamente dalla stanza di coltivazione. In genere, la funzione delle piante di cannabis maschio è rilasciare polline nell’aria con cui fecondare le femmine. Quando ciò accade, è la fine di ogni speranza di produrre del materiale da fumare di alta qualità.

Quando viene fecondato, il fiore femminile inizia a produrre semi, che daranno un sapore aspro e poco gradevole al prodotto finale. La produzione di semi richiede inoltre molta energia, distogliendo risorse preziose dallo sviluppo di cannabinoidi e terpeni.

Detto questo, il polline della pianta di cannabis maschio è necessario per coloro che cercano di ibridare varietà di cannabis ed è anche utile per coloro che cercano di preservare la genetica di una determinata varietà.

  • Usare il polline di cannabis per l’ibridazione

Pianificazione e precisione sono indispensabili per coloro che vogliono incrociare specifiche varietà di cannabis usando il polline. Nel mondo naturale, il polline di cannabis viene trasportato dal vento verso le piante femmina in modo del tutto casuale. I coltivatori indoor, invece, possono raccogliere di proposito il polline di una pianta maschio e distribuirlo sulle parti riproduttive femminili per fecondarle e produrre semi.

Come raccogliere il polline di cannabis

Se volete prendere la strada dell’ibridazione, la prima cosa da fare è raccogliere il polline da una pianta maschio. Se possibile, dovreste usare il polline subito dopo averlo raccolto per evitare di compromettere la sua qualità. Dopo che la pianta maschio ha sviluppato le sue sacche polliniche, dovete monitorarle attentamente. Il polline di cannabis rimane vitale per circa 2 o 3 giorni in condizioni naturali. Sapere quanto ci vorrà prima che le sacche polliniche maschili si aprano è un’abilità piuttosto complessa.

Non appena sembra che stiano per aprirsi, dovrete procedere a raccogliere ed imbustare le sacche polliniche. È meglio prendere l’intero grappolo di fiori maschili. Questo può essere scrollato ed agitato su un setaccio a maglie fini posizionato sopra un pezzo di carta da forno. In questo modo, il polline verrà separato dalle parti vegetali.

Dopo essere stato filtrato, con un pennello pulito si distribuisce il polline sulla carta da forno e si posiziona in un’area ombreggiata, asciutta e calda. Dopo averlo fatto asciugare per 48 ore, si può usare o conservare. L’ideale sarebbe un intervallo termico da 18 a 24°C con un’umidità relativa del 30–60%.

Come raccogliere il polline di cannabis
  • Preparazione e conservazione del polline di cannabis

Se volete conservare il polline di una pianta di cannabis, aspettate che i grappoli di sacche polliniche si asciughino in un contenitore ermetico per circa sette giorni. Una volta asciugati, posizionate i grappoli su un setaccio a maglia molto fine di pochi micron ed agitate delicatamente per separare quanto più polline possibile. Il setaccio dovrebbe impedire il passaggio di qualsiasi altro materiale vegetale.

Vi consigliamo di indossare guanti in lattice quando maneggiate il polline. Sarebbe una buona idea indossare anche una mascherina, soprattutto se siete allergici ai pollini. La cosa peggiore che potreste fare è starnutire. Preparate l’area di lavoro nel miglior modo possibile prima di iniziare il processo di raccolta. Basta un minimo movimento d’aria mentre cercate qualcosa per spazzare via il polline.

L’eccesso di umidità può danneggiare la qualità del polline. Questo perché i granelli di polline non hanno un guscio esterno protettivo. Di conseguenza, si degradano rapidamente a contatto con l’umidità. Sotto il setaccio posizionate un contenitore rivestito di carta da forno per assorbire l’umidità in eccesso. Alcuni coltivatori mescolano una piccola quantità di farina con il polline prima di metterlo da parte, poiché tiene a bada l’umidità e prolunga ulteriormente la conservazione del polline.

Il rapporto medio tra farina e polline è di circa 1:5. Una volta raccolto il polline, chiudete il contenitore ermeticamente e conservatelo in un luogo fresco, buio ed asciutto. Potete metterlo in frigorifero o nel congelatore per una conservazione a lungo termine. Più freddo sarà l’ambiente e meglio sarà. Una volta congelato e sigillato, il polline può essere conservato per 12 mesi o più.

  • Come gestire il polline di cannabis dopo la conservazione

Nel caso del polline conservato in freezer, non scongelatelo finché non siete pronti ad usarlo. Il susseguirsi di scongelamenti e ricongelamenti degraderanno la sua qualità. Gli sbalzi di temperatura ed umidità possono distruggere rapidamente la vitalità del polline. Mantenete una temperatura costante il più a lungo possibile durante lo scongelamento. L’ideale sarebbe riportare a temperatura ambiente il polline prima di provare a distribuirlo sulle piante femmina.

Come applicare il polline di marijuana sulle piante femmina

L’ibridazione è un campo intricato che dovreste studiare a fondo prima di avventurarvici. Tuttavia, vogliamo darvi una panoramica molto generale di come potreste impollinare le piante di cannabis femmina.

Il polline dev’essere applicato sugli stigmi, i minuscoli peletti bianchi di cui abbiamo parlato prima, situati nei nodi delle piante. Questi stigmi sono incaricati di trattenere il polline e, di conseguenza, fecondare la pianta.

Esistono diversi metodi per somministrare il polline raccolto. Può essere distribuito tamponando i fiori, spolverato con un pennello o addirittura soffiato direttamente sulle cime. Essendo molto leggero, il polline si diffonde rapidamente e bisognerebbe sempre lavorare in una stanza ben sigillata. Se lo state facendo nella vostra stanza di coltivazione, spegnete prima tutti i ventilatori ed estrattori.

Perché dovremmo raccogliere il polline della cannabis?

Un giorno potreste decidere di incrociare qualche varietà di cannabis a cui siete particolarmente cari per crearne una completamente nuova. In questi casi, il polline di cannabis è la soluzione perfetta. Inoltre, se volete mantenere alcune genetiche pregiate, ma preferite non mantenere una pianta madre, la raccolta del polline di cannabis è un’ottima alternativa che richiede molto meno spazio e risorse, senza alcuna complicazione.

In alcuni negozi è possibile acquistare il polline già estratto, ma può essere costoso e difficile da trovare (a seconda del Paese in cui vivete). Alla fine, le uniche cose di cui avete bisogno sono tempo, pazienza ed alcuni semplici strumenti, ma il risultato sarà una scorta di materiale genetico proveniente dalle vostre varietà preferite ed ottenuta in pochissimo tempo.