Rapporto Grow

Royal Automatic – Royal Queen Seeds
di Steve & Sexy Dawn

Royal Automatic è una varietà autofiorente di Royal Queen Seeds, e il presente rapporto copre il periodo – così rapido da essere stupefacente – di crescita/fioritura di tale varietà incredibile.

Quattro semi Royal Auto sono stati inseriti in blocchi “Root Riot” e disposti nell’area veg che misura m 1 x 1 x 2,1/2, le pareti della quale erano appena state rivestite di lucente Mylar nuovo. Sopra c’era una lampada M/Halide a 400 W fissata a un riflettore curvo in lega
 a una distanza di 24 pollici. Sarebbe stata la loro casa per i 63 giorni successivi (insieme a varie altre talee di passaggio nei due mesi in questione).

Questo era il progetto di coltivazione: tre piante sarebbero cresciute in una base di B’Cuzz (kilomix) e una in una normale, economica, “grow bag” per pomodori in proporzione di 70/30 con la perlite. Tutte le piantine erano spuntate il giorno 3, quindi le ho disposte nei loro mix in vasi da 3,5 pollici, annaffiando bene.

Nei dieci giorni successivi non si è verificato alcun intoppo, e ho spostato le piantine sempre più vicino alla lampada, fino a sistemarle a una distanza di circa 10-12 pollici. Il giorno 14, ho dato una dose da 2 ml di Nitrozyme (uno stimolatore di crescita biologico) a due delle piante nel mix B’Cuzz.

Il giorno 16, ho tagliato la cima di una delle piante (nel mix B’Cuzz) e ho rinvasato tutte e quattro le piante in vasi da 5 pollici. Ho anche dato altri 2 ml di Nitrozyme alla pianta “tagliata”. Il motivo per cui non ho disposto le piante direttamente nei vasi definitivi da 10 pollici è lo spazio limitato dell’area veg, che in quel momento era stracolma di cloni che però avrei spostato di lì a poco.

Il giorno 22, la pianta “tagliata” mostrava i primi fiori, e non ero sicura se fosse dovuto o meno alle due dosi di Nitrozyme. Ma l’altra pianta che avevo “dosato” non fioriva ancora... però stava diventando sempre più alta! La terza, a cui non avevo dato niente, si era dimostrata la più sexy dal punto di vista della struttura, mentre quella per cui avevo usato il mix poco costoso non aveva un bell’aspetto, a essere sinceri.

La pianta più alta ha iniziato a fiorire il giorno 25. Il giorno 27 è toccato anche alla terza pianta, quella “sexy”.  La pianta nel mix economico aveva raggiunto 4 pollici e poi più niente, anche se era viva e vegeta.

Al giorno 30, la temperatura nella stanza si era alzata notevolmente a causa di un’ondata di caldo che durava da un po’. Quando ci siamo avvicinati a 30°, ho dovuto aggiungere un altro ventilatore di 12 pollici ai due già in posizione, oltre a un altro ventilatore (24 pollici) che soffiava aria da un’altra stanza, più fresca. Il risultato? Un calo di temperatura di ben 1°! Quindi ho spostato il ventilatore nella stanza veg in su di 6 pollici, creando una temperatura di circa 27-28° in cima alle piante: molto meglio!

Al giorno 35, tutte e quattro le piante erano in fioritura: due (quelle Nitrozyme) mostravano un’ottima fioritura, mentre la terza era un po’ più lenta. Invece quella alta 4 pollici nel mix economico aveva un aspetto proprio bizzarro! Una pianta “da vaso” mignon in fioritura, molto strano! Più o meno in quei giorni, l’odore delle piante cominciava a farsi piuttosto forte, soprattutto al buio.

Il giorno 36, ho inserito tre delle quattro piante in un mix fresco di B’Cuzz, in vasi da 10 pollici. Al giorno 38 iniziava a diventare chiaro che le piante avrebbero rappresentato un problema per l’odore – puzzano proprio. Ho avuto delle piante “odorose” nei miei anni di esperienza, ma mai una cosa del genere! Non ho filtri nella stanza veg perché... be’, non ne ho mai avuto bisogno. Anche se di alcune piante si sente un po’ l’odore in veg, non è mai stato un problema per me. Il fatto è che non solo avevo quattro “bimbe germoglianti” in un luogo inadatto agli odori della germogliazione; è che, dall’odore, le quattro piante sembravano quaranta!

Il giorno 43, l’odore era ormai fuori controllo. Tutte le piante crescevano molto bene (anche se una era solo un bud di 4 pollici su un bastoncino!). Le foglie a ventaglio delle piante stavano diventando giallo-verdognolo (come ci si aspetterebbe a fine fioritura, solo che non eravamo alla fine!).

Non avendo idea di che regime alimentare seguire con queste piante, ho deciso ben presto di alimentarle solo in caso di necessità e, dimostrandosi in effetti necessario, le ho accontentate con una dose da 10 ml di Canna Terra Flores. Secondo me, se non siamo familiari con la pianta/varietà che stiamo coltivando, è sempre meglio essere abbastanza “tirchi” con i nutrienti e utilizzare dosi più alte solo quando abbiamo imparato a conoscere di più la pianta/varietà. 

Al giorno 47, l’odore era così forte che si sentiva fino in giardino – merda! Tutte le stanze in casa puzzavano, ma in realtà l’odore era meraviglioso: un odore molto pesante, un misto di caffè/spezie/hash/skunk. Però, se intendete coltivare questa varietà, non potrò mai raccomandarmi abbastanza di procurarvi un sistema filtrante di ottima qualità.

Il giorno 50, tutte le piante (compreso il “bonsai”) fiorivano in abbondanza. La produzione di resina, inizialmente scarsa, sembrava a buon punto. E l’odore era forte come non mai. Il giorno 52, le foglie di tutte le piante suggerivano che avrei dovuto alimentarle di più, ma era un po’ tardi, quindi ho deciso di proseguire con solo acqua e nessun nutriente in più. 

Il giorno 54, tutte le piante avevano raggiunto la fase “grassa”. Il “rush” floreale delle ultime settimane era rallentato, e le basi individuali dei fiori si gonfiavano a dismisura, mentre la resina luccicava ovunque. L’odore aveva raggiunto il picco; posso dire in tutta sincerità che non ho mai sentito un odore così forte. Chissà se la lampada M/Halide ha contribuito alla produzione dell’ “odore”. So che le diverse ampiezze dello spettro di colori sono responsabili per la produzione di resina, tra le altre cose, e quindi forse anche per l’odore. Sarebbe interessante vedere se odorano così anche con una lampada al sodio.

Il giorno 57, tutte le piante ingrossavano bene. I bud inferiori di due piante (quelle con il Nitrozyme) iniziavano già a scurirsi. Siccome per me si trattava di una varietà nuova, ogni tanto controllavo le radici delle piante. Pare che questa varietà “auto” non produca masse di radici spesse e “pelose”, quindi i vasi da 10 pollici erano grandi abbastanza da accomodare queste bimbe dalla crescita così rapida.

Il giorno 60, le quattro piante sembravano aver quasi finito. Le foglie più grandi (e alcune di quelle più piccole) erano ormai diventate giallo-verdognole, quindi ho tolto la maggior parte. Grazie al cielo, l’odore delle piante era quasi scomparso.

Il giorno 63, le piante erano tutte pronte per il raccolto. Erano cosparse di “peli” marroni solo per 1/3-1/2, ma osservando le ghiande di resina con una lente d’ingrandimento 10x, vedevo che molte erano già diventate ambrate/lattiginose.

Effettuare la manicure è stato una bazzecola, visto che avevo già tolto la maggior parte delle foglie. Ho appeso le piante in una credenza buia con in funzione un ventilatore piccolo. Ho capito che non ci avrebbero messo troppo a seccare, perché al tatto erano già dure, pesanti e secche. Dopo cinque giorni nella credenza, le ho messe in un barattolo (senza coperchio), sistemandole poi in un’altra credenza buia, asciutta e ventilata. Cinque giorni ancora, ed erano pronte a essere fumate.

Mentre Royal Automatic sta seccando, torna quell’odore super aspro che poi scompare dopo cinque o sei giorni. Quando il bud è secco è quasi inodore, finché non lo aprite. E wow! L’odore è quello di uno skunk intenso, sa di caffè/spezie/cioccolato. Quando lo sbucciate, si sente per tutta la casa, subito, anche prima di accenderla! Quando poi accendete Royal Automatic, venite sommersi all’istante di nubi di fumo denso e azzurro che sa di sigari molto costosi, misto con Afghan Black, sempre con quell’odore speziato di caffè sullo sfondo.

All’inizio lo stone è “pesante”, trasformandosi poi in uno stone “up” di tono più socievole. Più fumate, più vi sentite “socially stoned”! Dopo qualche spinello arriva la sindrome “occhio secco”. In generale, lo stone dura a lungo ed è esilarante, in modo un po’ “schiacciato”. Non lascia con una testa intontita o confusa la mattina dopo una nottata pesante di fumo.

La resa era sorprendente, considerando che il tutto è avvenuto in 63 giorni. La resa migliore l’ha avuta la pianta più alta; non è mai stata la più bella, ma ha prodotto bud super densi che hanno dato appena più di 21 g secchi. Al secondo posto la pianta “tagliata”, appena sotto 19 g, poi la pianta di dimensioni medie – con una struttura di bud leggermente diversa – che anch’essa ha prodotto poco più di 19 g. Per quanto riguarda il bonsai, ha prodotto una meravigliosa quantità di 1,5 g! Quindi, senza considerare il bonsai, le tre piante hanno prodotto 59 g secchi, in 63 giorni. E non occupano molto spazio, quindi potreste aggiungere molte altre piante.

E allora le Automatiche sono l’opzione migliore? Be’, sembrano produrre bud di crescita veloce e buona qualità; la produzione è discreta (considerando il breve tempo impiegato); i semi si possono avere in versione femminizzata; stanno diventando disponibili sempre più varietà. Tutto questo è ottimo. MA, ricordate che coltivare le Auto in indoor è limitante. Con una pianta che magari produce quantità enormi, solitamente si possono prendere talee (anche in fiore) e, una volta finito il ciclo, si possono spostare a 18/6 o 20/4 per tornare al ciclo veg. Ma questo non è possibile con le Auto; una volta piantate, sono bloccate sul ciclo auto.

Inoltre, se per esempio si vuole aumentare la produzione, forse è meglio coltivare più a lungo le piante in “veg”. Neanche questo è possibile con le Auto, perché fioriranno a prescindere dal regime di illuminazione. Poi c’è da considerare che, se non si ha molto spazio a disposizione – magari solo un’area da usare per “veg” con illuminazione 18/6, cambiando a 12/12 per la fioritura – si possono coltivare solo varietà Auto, perché il regime di illuminazione va mantenuto su un minimo di 18/6 (per avere effetto pieno). E qualunque varietà “non-Auto” non farà altro che restare in “veg” (ideale per le madri!).

Non dico che le Auto non siano una buona soluzione – anzi. Voglio dire, circa 60 giorni dall’acquisto al fumo è da non credere. E anche se mantenete luci, ventilatori ecc a un minimo fisso di 18/6 (anziché 12/12), la dimensione della pianta non è mai eccessiva, quindi ce ne puoi infilare un sacco, con il risultato di molti bud in poco tempo. Sono convinto che si possono inserire vasi 16x19 pollici in uno spazio grande 1 m x 1 m. Con una lampada a 400W, dovreste ottenere così un minimo di 300 g (faccio riferimento a questa mia coltura) ogni 60 giorni o giù di lì! In passato, ho atteso più di 90 giorni che una stanza di Sativa fosse pronta, per ottenere una resa maggiore solo di poco rispetto a questa!

Quindi, anche se con le varietà Auto in confronto alle non-Auto abbiamo molto meno controllo sulla coltura e il relativo esito, va detto che a volte quell’esito (con le non-Auto) non è proprio quello desiderato, mentre le Auto (soprattutto, pare, Royal Automatic) risultano in piante robuste, resistenti (nonché puzzolenti!), che fanno esattamente ciò che dice sulla confezione.

Per quanto riguarda il regime alimentare delle Auto, a quanto pare a Royal Automatic va dato un mix fioritura dal momento in cui iniziano a vedersi i fiori (a circa 21-22 giorni in terriccio; magari dosi dimezzate per la prima settimana), e probabilmente può essere alimentata almeno una volta a settimana (se non di più, con attenzione) fino al giorno 50, circa.

Non sono sicuro per quanto riguarda i booster P/K; l’intera coltura avviene così velocemente che non so quando si aggiungerebbero, né in che quantità. Semmai, aggiungerei uno stimolatore di crescita il prima possibile, quando le piante sono ancora giovani, in modo da cercare di massimizzare la breve fase veg. Inoltre, nelle prime settimane hanno bisogno di più luce possibile, sempre nel tentativo di massimizzare quel breve periodo veg. Se poi vale la pena tagliare le cime, in questo caso mi sembra che abbia avuto un effetto solo marginale.

Quindi se volete un’esperienza di coltura diversa, con un risultato praticamente garantito (in poco più di 1.500 ore), be’, Royal Automatic (o qualunque Auto fornita da Royal Queen Seeds) è la scelta che fa per voi. Ma attenti a non chiudere gli occhi, perché potreste non accorgervene!!

Saluti a tutti!