A partire dal 2017, un totale di 29 Stati negli USA ha legalizzato la marijuana terapeutica, compresa la capitale Washington, D.C. Tuttavia, i regolamenti federali classificano ancora la cannabis come droga illegale di Categoria 1, e questo significa che resta in vigore una miriade di restrizioni concernenti l'uso della pianta. In Europa, le leggi sulla cannabis variano da un Paese all'altro, ma i più permissivi sono Olanda, Spagna e Germania, per citarne alcuni.

Uno dei problemi che i consumatori di cannabis devono affrontare, alla luce di queste leggi federali, è legato al possesso di cannabis su un aeroplano. Per quanto possa essere comprensibile che una manciata di cime sollevi qualche sospetto, in tanti si chiedono cosa abbia a che vedere il non psicoattivo e terapeutico CBD con le restrizioni imposte sulla cannabis. In quest'articolo vediamo più in profondità la questione del trasporto di CBD sugli aerei, e vi forniamo alcune informazioni che dovreste sapere prima di decidere di farlo.

RAGIONI PER VOLARE CON DEL CBD

Prima di decidere per un semplice capriccio di portare con voi del CBD in un viaggio in aereo, è importante determinare le ragioni che vi spingono a farlo. Dopotutto, avere addosso della cannabis, sotto qualunque forma, potrebbe farvi ricevere molte più attenzioni e domande di quelle che vorreste. Gran parte delle persone che optano per volare portandosi del CBD lo fanno per non rimanere senza il loro integratore medicinale.

Il CBD viene usato per alleviare varie forme di dolore e disagio, e non è un segreto che stia dando risultati positivi in qualità di trattamento riconosciuto per condizioni di salute di diversi livelli di gravità. Pertanto, molte persone potrebbero non voler rinunciare a questa salutare abitudine in occasione dei loro viaggi. E ancora, altri usano di fatto il CBD con lo scopo specifico di alleviare l'ansia da volo in maniera naturale, senza gli effetti collaterali di prodotti farmaceutici come le benzodiazepine.

Quali che siano le vostre ragioni, l'ideale sarebbe che fossero “sufficientemente valide” perché scegliate di esporvi al rischio di farvi beccare dalle forze dell'ordine alla caccia di sostanze illecite. In tale eventualità, avere un solido motivo per giustificare la vostra decisione non può che aiutare.

CBD Oil

DISPOSIZIONI DELLE LEGGI FEDERALI

La Drug Enforcement Administration (DEA), così come la Food and Drug Administration (FDA), riconoscono i prodotti al CBD non psicoattivi, ma per poter passare i controlli aeroportuali gli oli di CBD non devono contenere quantità di THC superiori allo 0,3%. Detto questo, si raccomanda ai consumatori di acquistare i loro prodotti esclusivamente da un'azienda seria, che disponga di un certificato di analisi rilasciato da un laboratorio rispettabile, nel quale si descrive in maniera esplicita il contenuto del prodotto.

Secondo i regolamenti che la governano, la Transport Security Administration (TSA) è tenuta a riportare qualunque sospetta violazione delle leggi, qualora ne venissero trovate. In gran parte dei casi, tuttavia, gli agenti della TSA lasciano correre questo tipo di episodi; specialmente se, per giustificarne il possesso, la persona in questione dispone di prove che attestino la sua condizione di paziente che fa uso di cannabis medicinale,

Peccando per eccesso di prudenza, sarebbe più sicuro acquistare prodotti che non contengano menzione alcuna di THC. Anche se il contenuto di THC dovesse essere inferiore allo 0,3%, è sempre meglio evitare di attirare qualsiasi attenzione indesiderata.

VOLI INTERNAZIONALI CON OLIO DI CBD

In posti come gli USA, dove molti Stati autorizzano ora l'uso di CBD a fini medicinali e ricreativi, potreste pensare che sia facile volare da uno Stato all'altro con la vostra cannabis in tasca. Ma purtroppo non è così. Perfino se state volando da uno Stato legale all'altro, per esempio dall'Oregon alla vicina California, vi è comunque proibito il trasporto a bordo di qualunque tipo di cannabis psicoattiva, e potreste addirittura subire delle penali per certi prodotti ad elevato CBD. Nei voli internazionali la faccenda è ancora più complicata.

Poiché si sta attraversando la frontiera fra due Paesi, è ragionevole aspettarsi misure di sicurezza più severe. Può facilmente verificarsi il coinvolgimento dei governi, il che vi può mettere in situazioni scomode rispetto alla legge. Certi Paesi sono più permissivi di altri, e per il possesso di cannabis in certi territori si applicano pene di prigione molto severe, o perfino la pena di morte. Quindi prendete le vostre decisioni in maniera assennata.

Ecco perché non è mai consigliato fare voli internazionali portandosi appresso una qualsiasi sostanza potenzialmente illegale, anche se si trattasse di un prodotto non psicoattivo come il CBD. Potete fare le vostre diligenti ricerche sulle leggi internazionali, ma generalmente non è un qualcosa per cui valga la pena di rischiare problemi.

Airport Control For Cannabis

IN CONCLUSIONE

La cannabis può anche star raccogliendo riconoscimenti come erba miracolosa, in grado di combattere tutta una serie di disturbi e malattie, ma la realtà è che subisce ancora lo stigma negativo che ne ha denigrato la reputazione per decenni. Purtroppo, questo pregiudizio non riguarda il solo THC, ma la pianta di cannabis nel suo insieme.

Mano a mano che la legalizzazione si diffonde in tutto il mondo, potremmo vedere in futuro regolamentazioni più permissive, specialmente riguardo al CBD e ai consumatori terapeutici. Ma per il momento, la cosa migliore è semplicemente adeguarsi alle leggi attualmente in vigore.

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