La cannabis sembra star spezzando le catene della proibizione, e tornare al suo precedente status di pianta in grado di essere utilizzata per un gran numero di applicazioni medicinali. La pianta di cannabis sta guadagnandosi riconoscimenti per il suo vasto potenziale terapeutico, e certe parti del mondo si stanno mobilizzando per legalizzarla sul piano medicinale, e perfino su quello ricreativo.

Man mano che la scienza esplora sempre più la cannabis ed i suoi composti attivi, la ricerca sta dimostrando il suo potenziale utilizzo per il trattamento e il sollievo di vari malanni dell'umanità, in una gamma che va dal dolore e la depressione dritto fino a cancro, epilessia, e morbo di Alzheimer. Sebbene molte persone, nel rappresentarsi il ruolo della cannabis come medicinale, possano immaginarsi qualcuno che fuma una canna o un bong, a livello di applicazione terapeutica la si può usare in molti modi differenti.

Oli, estratti, e tinture, offrono a chi la utilizza alte concentrazioni dei composti medicinali, senza che la si debba in alcun modo fumare o vaporizzare. Non soltanto questi metodi costituiscono dei modi molto più efficaci e potenti di utilizzare la cannabis come sostanza medicinale, ma aiutano anche a smontare lo stereotipo secondo cui, ogni qualvolta si tira fuori l'argomento cannabis, ci si riferisce al fumare e sballarsi con il cannabinoide THC.

La scienza cannabica sta davvero progredendo, e grandi quantità di persone stanno usando l'erba come medicina per combattere numerose malattie. La cannabis sembra funzionare con tale efficacia e concretezza che potrebbe perfino cominciare a sostituire completamente certe forme di trattamento farmacologico che vengono usate per gli stessi disturbi.

Questo è un risultato estremamente importante ed entusiasmante, perché la cannabis viene sempre più considerata a basso rischio, molto efficace, e semplice, nel senso che si tratta di una intera pianta, che ci viene direttamente dalla natura. Ciò apre le possibilità di una medicina decentralizzata e no-profit, che può letteralmente essere coltivata in casa qualora le leggi pervengano un giorno ad una tale liberatoria conclusione.

Vediamo dunque alcuni dei prodotti farmacologici che la cannabis potrebbe sostituire con successo.

Cannabis painkiller

ANTIDOLORIFICI

Un articolo scientifico dal titolo “L'effetto della cannabis terapeutica sul dolore e le conseguenze del dolore cronico sulla qualità della vita: uno studio prospettivo in aperto”, pubblicato in “The Clinical Journal of Pain” esplora il ruolo della cannabis come antidolorifico. L'articolo documenta uno studio che ha approvato il trattamento con cannabis per 274 partecipanti. Fu osservato che i risultati per i sintomi e l'intensità del dolore miglioravano.

UN SOSTITUTO?

Un elemento piuttosto interessante osservato in questo studio fu che il consumo di oppiacei da parte dei partecipanti scese del 44% nel corso di un monitoraggio. Questa informazione potrebbe portare ad ulteriori studi ed applicazioni della cannabis come antidolorifico, e potenziale sostituto per farmaci oppiacei usati per certi casi di dolore.

Un enorme vantaggio di questo cambio potrebbe essere che la cannabis sarebbe in grado letteralmente di salvare delle vite. È una pianta a basso rischio, con zero casi di overdose; la stessa cosa non può ovviamente dirsi per i farmaci antidolorifici a base oppiacea. Secondo i centri USA per la prevenzione ed il controllo, gli oppiacei, compresi quelli da prescrizione, hanno ucciso più di 33.000 persone nel 2015; ed affermano anche che in circa la metà di tutti i decessi per overdose di oppiacei erano implicati dei farmaci da prescrizione.

Un articolo intitolato “Accesso alla cannabis terapeutica, suo utilizzo, e sostituzione di oppiacei da prescrizione ed altre sostanze: studio su pazienti di cannabis medicinale autorizzata”, pubblicato in “The International Journal of Drug Policy”, presenta un'inchiesta che ha esaminato la cannabis come sostituto per droghe farmacologiche. All'inchiesta parteciparono 271 pazienti, il 30% dei quali riferiva di aver sostituito farmaci oppiacei con cannabis.

Gli autori dell'articolo dichiarano: “Scoprire che i pazienti riferiscono di usare la cannabis come sostituto delle droghe da prescrizione conferma le precedenti ricerche sugli utilizzatori di cannabis terapeutica”.

TRATTAMENTO PER L'ANSIA

Prendendo ancora una volta l'America come modello, troviamo che 40 milioni di adulti soffrono di disturbi legati all'ansia. Il trattamento comune impiegato nel tentativo di curare l'ansia consta di una gamma di farmaci noti come benzodiazepine, che includono Xanax, Klonopin, Valium, e Ativan.

Per quanto questi farmaci possano essere efficaci per certe persone nel contrastare l'ansia, se ne può abusare, ed hanno una serie di effetti collaterali negativi; gli effetti collaterali di alte dosi di benzodiazepine possono comprendere stati confusionali, torpore, stordimento, debolezza, visione sfuocata, ed altri ancora.

RICERCA

Un articolo scientifico pubblicato nel giornale “Biological Psychiatry” documenta uno studio realizzato su topi, che mostra i potenziali effetti ansiolitici della cannabis. Cosa interessante, i ricercatori affermano che la cannabis potrebbe perfino agire sugli stessi recettori cui si legano anche le benzodiazepine: “è perciò nostra convinzione che l'effetto ansiolitico della cannabis venga mediato attraverso i recettori centrali delle benzodiazepine”.

Questa ricerca costituisce un'interessante indicazione del fatto che la cannabis potrebbe in futuro svolgere un ruolo importante come medicinale ansiolitico, e potrebbe benissimo sostituire le attuali droghe farmacologiche, visto che forse agisce sullo stesso meccanismo biologico.

Per di più, una ricerca ha mostrato che il CBD, un cannabinoide derivato dalla pianta di cannabis, potrebbe aiutare a ridurre le forme di ansia. Questa ricerca ha fatto uso di un modello di simulazione di discorso in pubblico per misurare i livelli di ansia in pazienti affetti da fobia sociale, e “naïf al trattamento”, dopo una dose di CBD o di placebo.

Lo studio prima citato afferma inoltre che su 271 pazienti, il 16% ha riferito di aver sostituito le benzodiazepine con cannabis.

Cannabis painkiller

STIMOLANTI

L'Adderall è un'anfetamina che appartiene alla classe di droghe note come stimolanti. A causa dei suoi effetti che possono aiutare ad aumentare la concentrazione, è una droga farmacologica usata nel trattamento di ADHD, o Disturbo da Deficit di Attenzione/Iperattività.

Ma l'Adderall comporta effetti collaterali, come perdita di peso ed appetito, dolori gastrici, irritabilità e disturbi del sonno.

Un articolo intitolato “La cannabis ha migliorato i sintomi di ADHD”, comincia a far luce sul potenziale della cannabis come alternativa all'attuale trattamento per ADHD.

Gli autori dell'articolo hanno svolto un'indagine sui possibili benefici che i pazienti di ADHD potrebbero trarre dall'assunzione del cannabinoide psicoattivo THC. Gli autori riportano che “un uomo di 28 anni, che mostrava comportamenti inappropriati, ed appariva molto disadattato e trascurato quando era sobrio, passava completamente inosservato quando aveva nel sangue un livello molto alto di delta-9-tetraidrocannabinolo (THC)”.

In altre parole, il THC sembrava alleviare la sua condizione.

Gli autori concludono inoltre che “il presente rapporto su caso clinico suggerisce che individui sofferenti di ADHD, disfunzione con un cambio sintomatico dei livelli di attività, potrebbero – in alcuni casi – beneficiarsi di un trattamento a base di cannabis, in quanto ciò sembra regolare l'attività ad un livello che potrebbe essere considerato ottimale per il loro funzionamento”.

ANTIDEPRESSIVI

Lo studio citato in precedenza riportava che su 271 pazienti, il 12% riferiva di usare cannabis in sostituzione di droghe farmacologiche antidepressive.

Il cannabinoide CBD potrebbe svolgere un ruolo importante nell'uso di cannabis come medicinale antidepressivo. Un articolo pubblicato nel giornale “Neuropharmacology” mostra che il CBD svolge una rapida azione di tipo antidepressivo in campioni animali. Gli autori dichiarano: “le nostre scoperte indicano che il CBD potrebbe costituire un nuovo, rapido, farmaco antidepressivo”.

SONNIFERI

Per finire, i sonniferi sono un altro campo in cui la cannabis può avere un uso potenziale in sostituzione di droghe farmacologiche.

Molte persone che lottano con il sonno potrebbero soffrire di insonnia, un disturbo associato con la difficoltà ad addormentarsi, ed a restare addormentati per un lungo periodo di tempo. Come trattamento vengono spesso usati i tranquillanti, ma questi presentano rischi ed effetti collaterali. Si è comunque scoperto che molte droghe per dormire sono soltanto relativamente efficaci.

Esistono testimonianze di persone che affermano che l'assunzione di CBD prima di andare a letto le aiuta ad ottenere una buona notte di sonno.

 

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