Le opinioni sulla cannabis stanno cambiando, non c'è dubbio. Che si tratti di motivi medicinali o ricreativi, il suo uso è sempre più accettato in molte parti del mondo. Ci sono tuttavia ancora tante cose che non sappiamo sulla cannabis, ad esempio quanto sia davvero sicura, soprattutto a lungo termine.

ESISTONO RISCHI A BREVE TERMINE PER L'USO DI CANNABIS?

In RQS adoriamo la cannabis e riteniamo che un’onesta e aperta discussione sui suoi effetti sia fondamentale per abbattere i pregiudizi accumulati negli anni su questa pianta. Cominciamo quindi guardando gli effetti a breve termine che la cannabis ha sul nostro corpo:

I recettori della cannabis si trovano in tutto il corpo[1]. I recettori CB1 si trovano in concentrazioni molto elevate in molte regioni del cervello (inclusi cervelletto, ippocampo, corteccia cerebrale, gangli della base, ipotalamo, amigdala e altre). I recettori CB2 si trovano invece nelle cellule immunitarie e in alcuni neuroni.

Interagendo con questi recettori, la cannabis provoca cambiamenti di umore, memoria, appetito, coordinazione, sensazione di dolore, percezione e altro. Pensa alle caratteristiche degli effetti della cannabis: euforia, rilassamento, maggiore appetito, percezione alterata del tempo e diversi modi di pensare. La cannabis può anche aumentare temporaneamente il piacere che proviamo mangiando, facendo sesso, ascoltando musica, guardando opere d'arte o altro.

La cannabis non può causare un'overdose letale e non vi è alcun caso registrato di morte a causa del consumo eccessivo di cannabis. Alcuni cannabinoidi (in particolare il THC) possono però causare effetti spiacevoli se assunti ad alte dosi. Fra questi troviamo:

• Difficoltà a pensare lucidamente o a risolvere problemi
• Perdita di memoria a breve termine
• Pensieri accelerati
• Ansia
• Sudorazione
• Nausea e vomito

Fumare cannabis, proprio come fumare tabacco o qualsiasi altro materiale vegetale essiccato, può anche causare un'irritazione acuta del tratto respiratorio.

PSICOSI INDOTTA DA CANNABIS: LA “FOLLIA DELLO SPINELLO” È REALE?

Se cerchi su Google “rischi derivanti dall'uso di cannabis” troverai riferimenti a psicosi associate al consumo di marijuana (CIP, Cannabis-Induced Psychosis). Come suggerisce il nome, una psicosi di questo tipo è un episodio psicotico transitorio caratterizzato da sintomi come paranoia, delusioni, depressione, elucubrazioni, ansia e altro. Nel 2018, un avvocato canadese ha addirittura dato la colpa ad un attacco di psicosi indotta dalla cannabis dopo aver accusato un individuo di essere un terrorista e avergli rotto le costole con una mazza da baseball.

Ma quanto è reale la psicosi indotta dalla cannabis? Bene, c'è un sacco di dibattito sul fatto che la cannabis possa indurre un episodio psicotico. E in realtà c'è molto dibattito[2] sul legame tra cannabis e malattie mentali in generale.

PSICOSI INDOTTA DA CANNABIS: LA “FOLLIA DELLO SPINELLO” È REALE?

I RISCHI A LUNGO TERMINE DELL'UTILIZZO DI CANNABIS

A breve termine gli effetti dell'uso di cannabis sono piuttosto lievi. A lungo termine l'uso di cannabis presenta invece alcuni rischi più significativi.

LA CANNABIS PUÒ PROVOCARE RISCHI PER LA SALUTE LEGATI AL FUMO

Anche se i consumatori di cannabis adorano pensare che fumare cannabis sia più salutare del fumo di tabacco, non è affatto così. Gli studi[3] dimostrano che il fumo di cannabis contiene molte delle stesse tossine nocive del fumo di sigaretta.

I rischi per la salute del fumo di cannabis derivano dalla combustione. Il fumo proveniente dalla combustione di qualsiasi cosa contiene una serie di agenti cancerogeni, tossine e sostanze irritanti. Quando inali il fumo di cannabis, stai introducendo direttamente quelle sostanze chimiche nel tuo corpo.

LA CANNABIS PUÒ CAUSARE CAMBIAMENTI NELLA STRUTTURA DEL CERVELLO

Esistono ricerche che dimostrano come la cannabis può influire sulla struttura del cervello. Uno studio del 2014[4] pubblicato sulla rivista Neuropsychopharmacology ha osservato come la cannabis abbia influenzato la struttura del cervello in un gruppo di consumatori regolari di cannabis rispetto a un gruppo di utilizzatori occasionali. Lo studio ha scoperto che l’aumento dell'uso di cannabis era correlato a una riduzione della materia grigia (che contiene la maggior parte dei neuroni del cervello) in aree del cervello tra cui la corteccia temporale mediale, il polo temporale, il giro paraippocampale, il lobo dell'insula e la corteccia orbitofrontale. Queste aree sono ricche di recettori CB1 e svolgono ruoli importanti nei “processi di elaborazione motivazionale, emotiva e affettiva”.

I risultati di questo studio sono in linea con i risultati di altri studi sugli animali.

LA CANNABIS INFLUENZA L'APPRENDIMENTO, LA MEMORIA E L'ATTENZIONE

La ricerca mostra anche che la cannabis può influire sulla nostra capacità di apprendere e ricordare. In che modo non è tuttavia molto chiaro.

Uno studio del 2016[5] pubblicato sulla rivista JAMA Internal Medicine ha trovato una forte associazione tra l'esposizione a lungo termine alla marijuana e il peggioramento della memoria verbale nelle persone di mezza età (dai 18 ai 30 anni).

Lo studio comprendeva un campione di oltre 5.000 partecipanti ai quali è stato chiesto di riferire autonomamente sul loro uso di cannabis e quindi partecipare a test di memoria verbale, velocità di elaborazione e funzionalità esecutive.

Lo studio ha scoperto che, in media, per ogni 5 anni di uso regolare di cannabis, un partecipante su due ricordava 1 parola in meno da un elenco di 15 parole in precedenza mostrato loro.

Tuttavia, altri studi suggeriscono che la cannabis può aiutare a ridurre il declino cognitivo associato alla vecchiaia. Nel 2017, una ricerca[6] pubblicata su Nature Medicine ha mostrato che mentre il THC nei test cognitivi aveva un impatto negativo sulle prestazioni dei topi giovani, esercitava invece l'effetto opposto sui topi più anziani.

LA CANNABIS INFLUENZA L'APPRENDIMENTO, LA MEMORIA E L'ATTENZIONE

LA CANNABIS PUÒ CAUSARE TOLLERANZA E DIPENDENZA

Non importa quanto ami la cannabis, è importante che tu sappia che può causare dipendenza. Quando il THC si lega ai recettori CB1, il sistema endocannabinoide avvia naturalmente un processo chiamato “sottoregolazione”. Quando ciò accade, produce meno endocannabinoidi e meno recettori. Con un uso regolare, ciò significa che svilupperai naturalmente una tolleranza al THC e avrai bisogno di dosi più elevate per ottenere gli stessi risultati.

Nel tempo, anche i normali consumatori di cannabis possono sviluppare una dipendenza. Il sistema endocannabinoide è naturalmente un sistema molto intelligente. In situazioni stressanti, ad esempio, il sistema endocannabinoide aumenta i livelli di endocannabinoidi in risposta ad un aumento del cortisolo. Quando le persone usano la cannabis per affrontare lo stress, il THC occupa effettivamente il posto degli endocannabinoidi come l'anandamide e il 2-AG, influenzando la capacità del sistema endocannabinoide di affrontare naturalmente lo stress. Ciò può far sentire le persone dipendenti dalla cannabis in situazioni stressanti.

In sostanza, la dipendenza da cannabis si verifica quando una persona usa la cannabis, sente che ha un impatto negativo sulla sua vita e vuole smettere di usarla, ma non ci riesce.

LA CANNABIS È STATA COLLEGATA A MALATTIE MENTALI

Sì, ci sono ricerche che dimostrano come la cannabis può influire sulla salute mentale. Il legame tra erba e malattie mentali, tuttavia, non è ben compreso. In precedenza si pensava che la cannabis potesse causare psicosi e schizofrenia, ma in realtà non sembra essere così. Alcuni ricercatori hanno invece sostenuto che la cannabis potrebbe provocare l'insorgenza di malattie mentali nelle persone che sono già predisposte a tali condizioni. Non riusciamo tuttavia ancora a capire completamente come la cannabis influenzi la nostra salute mentale.

UNA NOTA PER I GIOVANI CONSUMATORI DI CANNABIS

Quindi, ora conosci sia gli effetti collaterali sia a breve, sia a lungo termine della cannabis. Con un uso responsabile dovresti essere in grado di godertela liberamente senza preoccuparti di esporti a seri rischi.

È importante però notare che i più giovani dovrebbero evitare la cannabis. Il sistema endocannabinoide svolge un ruolo chiave nello sviluppo del cervello, dalla vita nell'utero fino alla pubertà e fino all'età adulta. Raccomandiamo quindi rigorosamente che le persone più giovani, il cui cervello è ancora in via di sviluppo, NON utilizzino la cannabis.

External Resources:
  1. Cannabinoid receptors: where they are and what they do. - PubMed - NCBI https://www.ncbi.nlm.nih.gov
  2. Here's the truth about whether cannabis causes psychosis – and what you can do to minimise your risk of harm | The Independent https://www.independent.co.uk
  3. Marijuana and Lung Health | American Lung Association https://www.lung.org
  4. Long-Term Effects of Cannabis on Brain Structure https://www.ncbi.nlm.nih.gov
  5. Long-Term Marijuana Use Associated with Worse Verbal Memory in Middle Age - For The Media - JAMA Network https://media.jamanetwork.com
  6. https://www.researchgate.net/publication/316842775_A_chronic_low_dose_of_D9-tetrahydrocannabinol_THC_restores_cognitive_function_in_old_mice
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