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By Miguel Ordoñez

I CANNABINOIDI PARLANO AL SISTEMA ENDOCRINO

Proprio come gli endocannabinoidi, gli ormoni sono messaggeri biochimici coinvolti in molti aspetti della nostra fisiologia. La nostra crescita, il comportamento, il sonno, la funzione sessuale, il consumo di energia e l'umore sono tutti influenzati dagli ormoni. Anche la nostra capacità di valutare il pericolo ed elaborare una risposta adeguata dipende da questi composti.

Questi regolatori naturali sono prodotti dal sistema endocrino in ghiandole come la tiroide, il pancreas, la ghiandola pineale, la ghiandola pituitaria, l'ipotalamo, le ovaie e i testicoli. Gli ormoni rilasciati da queste ghiandole includono melatonina, testosterone, insulina, cortisolo, glucagone, epinefrina e molti altri. Ad esempio, il cortisolo è l'ormone che gestisce la nostra risposta allo stress e all'ansia, mentre la melatonina indica al nostro corpo quando è ora di andare a dormire e quando svegliarsi. Fattori interni o esterni come invecchiamento, stress, alimentazione e sostanze chimiche possono sbilanciare la produzione di questi messaggeri.

Il nostro sistema endocannabinoide è strettamente legato al sistema endocrino. Vari studi hanno dimostrato che il sistema endocannabinoide attiva i recettori nel sistema endocrino e i recettori cannabinoidi sono stati trovati in diverse ghiandole endocrine. Di conseguenza, anche il CBD può attivare i recettori endocrini nel cervello, così come in tutto il corpo.

Gli studi hanno dimostrato che questo cannabinoide interagisce effettivamente con il sistema endocrino, influenzando processi come il ciclo del sonno, i segnali dello stress, il metabolismo e l'attività sessuale. Alcune ricerche indicano anche che gli endocannabinoidi possono controllare la proliferazione di numerosi tipi di cellule del cancro endocrino, portando quindi a effetti antitumorali[1]. In particolare, i cannabinoidi sono in grado di inibire la crescita cellulare e le metastasi in alcuni tipi di malattie oncologiche a tiroide, seno e prostata.

La relazione tra i cannabinoidi[2] e la produzione di ormoni suggerisce così che questi composti naturali possono avere un potenziale terapeutico nel trattamento dei disturbi endocrini. Una delle sfide per la scienza della cannabis oggi è capire come il sistema endocrino possa essere modulato dal CBD e da altri cannabinoidi al fine di regolare i livelli ormonali.

GHIANDOLE ENDOCRINE

CBD E ORMONI METABOLICI

Il diabete è una delle più comuni malattie endocrine, causata da una ridotta produzione di insulina nel pancreas. L'insulina bilancia il nostro metabolismo e i livelli di energia regolando l'assorbimento e lo stoccaggio dei nutrienti, e trasformando gli zuccheri in energia. Gli squilibri di insulina possono causare obesità, malattie cardiache e diabete.

Numerosi studi hanno esplorato gli effetti dei cannabinoidi sul metabolismo e la relazione tra CBD e diabete. I gruppi di ricerca stanno ora cercando di verificare l'effettiva capacità del CBD di agire sulle funzioni del pancreas, sui livelli di zucchero nel sangue e sul bilancio energetico[2]. Quando avremo dei risultati più conclusivi, la somministrazione di insulina potrebbe subire dei cambiamenti ed essere uno dei grandi traguardi nel campo dell’applicazione della cannabis.

CBD E ORMONI SESSUALI

Nei maschi come nelle femmine, la secrezione degli ormoni sessuali è direttamente controllata dalla ghiandola pituitaria ed è influenzata dall'ipotalamo. Sembra che anche qui i cannabinoidi esercitino un'azione sull'asse ipotalamo-ipofisi-gonadico ed esiste un'evidente connessione tra l'attività degli endocannabinoidi e la produzione dell'ormone femminile estradiolo. È stato anche scoperto che il sistema endocannabinoide contribuisce alla regolazione del ciclo mestruale. I meccanismi non sono ben compresi, ma appare chiaro che il sistema endocannabinoide influisce sul rilascio di ormoni gonadici. Sfortunatamente, il THC ha però alterato l'integrità ipotalamo-ipofisi-gonadica e la funzione riproduttiva nei topi femmina e l’esposizione cronica al CBD ha determinato una compromissione del comportamento sessuale e della fertilità dei topi maschi.

Un'area della scienza della cannabis che si sta dimostrando molto promettente è il trattamento delle malattie delle ossa e delle articolazioni con i cannabinoidi. Durante la menopausa, le fluttuazioni e una riduzione generale degli ormoni sessuali causano ossa più deboli e perdita della densità ossea nelle donne. Un'eccessiva attività del recettore GPR55 è coinvolta in questo processo, che porta alla perdita del tessuto osseo e infine all'osteoporosi. 

Alcuni accademici hanno etichettato il GPR55 come il terzo recettore dei cannabinoidi (CB3) e il CBD riesce a bloccarlo temporaneamente. I ricercatori stanno ora testando questo meccanismo[4] in modelli di rimodellamento osseo e perdita di densità ossea.

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CBD ed ormoni del sonno

I farmaci che influenzano gli ormoni del sonno in modo positivo possono “violare” il sistema endocrino per aiutare le persone a dormire meglio la notte. Il CBD appartiene a questo pantheon farmacologico? I ricercatori stanno cercando di scoprirlo. Si ritiene che alti livelli dell’ormone cortisolo, causati da stress e cattiva alimentazione, abbiano un impatto negativo sul sonno.

Gli studi sull’uomo stanno ora cercando di vedere se il CBD abbia la capacità di influenzare i livelli di cortisolo[5]. Anche l’ormone melatonina svolge un ruolo chiave nel conciliare il sonno. Gli studi stanno cercando di capire gli effetti dell’applicazione del CBD per ridurre[6] o aumentare questa sostanza chimica cruciale.

CBD, sonno ed approccio olistico

La ricerca sul CBD e sul sonno rimane precoce ed inconcludente. Sebbene le indagini degli scienziati continuino ad avanzare, i medici raccomandano diverse modifiche allo stile di vita per promuovere un sonno ristoratore. Questi cambiamenti includono la necessità di seguire un rigoroso programma di sonno, fare più esercizio fisico, seguire una dieta equilibrata e ridurre al minimo le preoccupazioni attraverso pratiche come la meditazione.

External Resources:
  1. Endocannabinoids in endocrine and related tumours. - PubMed - NCBI https://www.ncbi.nlm.nih.gov
  2. The emerging role of the endocannabinoid system in endocrine regulation and energy balance. - PubMed - NCBI https://www.ncbi.nlm.nih.gov
  3. Chronic cannabidiol exposure promotes functional impairment in sexual behavior and fertility of male mice. - PubMed - NCBI https://www.ncbi.nlm.nih.gov
  4. The putative cannabinoid receptor GPR55 affects osteoclast function in vitro and bone mass in vivo https://www.ncbi.nlm.nih.gov
  5. Cannabidiol in Anxiety and Sleep: A Large Case Series https://www.ncbi.nlm.nih.gov
  6. Cannabinoids attenuate norepinephrine-induced melatonin biosynthesis in the rat pineal gland by reducing arylalkylamine N-acetyltransferase activity without involvement of cannabinoid receptors https://onlinelibrary.wiley.com
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