I rimedi erboristici si son conquistati un riconoscimento ufficiale, in quanto modi pratici e fai-da-te di trattare dei disturbi di salute. Se l'assistenza di un medico è comunque sempre necessaria, molte persone stanno scoprendo che i loro sintomi sono altrettanto facili da gestire con le medicine naturali che con quelle sintetiche. In molti casi, questi rimedi erboristici non sono soltanto pratici, ma anche più economicamente convenienti rispetto ai farmaci da prescrizione o da banco.

CBD e kratom stanno entrambi attirando su di sé l'attenzione nel mondo occidentale. Queste due sostanze sono in grado di trattare un'ampia gamma di sintomi, dai dolori all'ansia. Continuate a leggere per scoprire quale di questi due composti è più adatto ai vostri bisogni.

COSA È IL KRATOM?

Il kratom è una specie botanica nota scientificamente come Mitragyna speciosa. La pianta di kratom cresce spontanea in Malaysia, Indonesia, Thailandia, e Papua Nuova Guinea. In Paesi del sudest asiatico come questi citati ha una storia di utilizzo in qualità di sostituto dell'oppio. Nel mercato globale, è stato impiegato in modo più comune per alleviare i dolori, stimolare l'energia, e come integratore alimentare.

Il kratom è stato adoperato tradizionalmente sia come tessile che come medicinale. Mytragina è un genere appartenente alla famiglia delle Rubiaceae. In maniera analoga ad altre piante della stessa famiglia, come il caffè, il kratom agisce a basse dosi come stimolante. Ma a dosi elevate, la Mytragina esibisce caratteristiche simili a quelle degli oppiacei. A parte il papavero ed i semi di akuamma, il kratom è l'unica fonte naturale al mondo di alcaloidi dell'oppio.

Per millenni, il kratom è stato impiegato in maniera simile alla cannabis. Ma tuttavia, a differenza della cannabis, non ha mai davvero preso piede nella cultura popolare. In anni recenti però il suo utilizzo negli Stati Uniti ed in Europa ha conosciuto un'impennata; e così pure le preoccupazioni quanto alla sua sicurezza e legalità.

Kratom

PER COSA PUÒ ESSERE USATO IL KRATOM?

Il kratom ha una lunga storia come rimedio per un vasto numero di sintomi e condizioni patologiche. In passato lo si è impiegato per trattare disturbi come febbre, tosse, dolori muscolari, diarrea, ipertensione, affaticamento ed altri malanni. In epoca moderna, viene comunemente utilizzato per il trattamento di dolore cronico, ansia, astinenza da oppiacei e come stimolante energetico. Malgrado sia bandito in diversi Paesi, lo si consuma tuttora regolarmente durante occasioni sociali nel sudest asiatico.

Una dose efficace di kratom può apportare benefici come far calare l'ansia, ridurre il dolore, indurre sedazione ed aumentare energia e produttività. A differenza della cannabis, il kratom non fornisce un sollievo immediato. Gli effetti del kratom si presentano tipicamente nel giro di un'ora.

Il sollievo dal dolore è uno degli impieghi del kratom più comuni. Una recente rassegna di studi clinici ha scoperto che il kratom è in grado di ridurre il dolore, ed allo stesso tempo indurre rilassamento e potenziare il sistema immunitario. Per di più, secondo un'indagine online condotta dal “Pain News Network” in collaborazione con la “American Kratom Association”, oltre il 90% dei partecipanti trova che il kratom sia efficace nell'alleviare il dolore.

Il kratom viene da tempo usato anche per trattare le crisi di astinenza, specialmente da oppioidi. La crisi degli oppioidi in Nord America è stata almeno in parte responsabile dell'ascesa in popolarità del kratom. Molti tossicodipendenti hanno trovato il kratom incredibilmente efficace nell'aiutarli a disintossicarli dalla dipendenza ad oppioidi più potenti come eroina, ossicodone e fentanyl. Alcuni sono riusciti, usando il kratom, ad eliminare i sintomi della dipendenza da oppioidi fino alla loro completa scomparsa. La capacità del kratom di agire come un sostituto degli oppioidi consente ai consumatori di droga di sbarazzarsi del vizio dei narcotici pesanti, e tornare ad una vita normale.

Alcune persone hanno riferito di un esito positivo dell'uso di kratom nel trattamento di disturbi legati all'ansia. Patologie quali il disturbo post-traumatico da stress (DPTS) ed il disturbo di ansia sociale (SAD) sono state trattate con successo con il kratom. Sarebbe anche in grado di esercitare un effetto antinfiammatorio. Ciò potrebbe renderlo un trattamento efficace per dolori articolari ed ossei. Sono comunque necessarie maggiori ricerche prima di poter approvare pienamente il kratom come trattamento per queste patologie.

COME FUNZIONA IL KRATOM?

Nella sua forma naturale, il kratom può essere masticato, fumato, o bevuto in infusione. Il più sovente, il kratom viene macinato in una polvere e mescolato con un liquido, solitamente acqua calda. A differenza della cannabis, il kratom non ha bisogno di venire riscaldato per essere attivo; può pertanto venir consumato nella sua forma grezza, generalmente con una capsula. Il kratom può anche venir mischiato con altri liquidi o alimenti, per renderne più facile l'assunzione. Uno dei cibi più comuni e pratici utilizzati per mescolarvi il kratom è lo yogurt.

Sono almeno 25 i singoli alcaloidi che sono stati identificati ed estratti dalle foglie della pianta del kratom. L'alcaloide indolico predominante nel kratom è la mitraginina (MG), responsabile di gran parte delle virtù analgesiche del kratom. Se paragonata a quella di altri antidolorifici, la potenza analgesica della mitraginina è analoga in efficacia alla codeina. Tre altri alcaloidi della pianta sono stati scoperti capaci di attivare i recettori degli oppiacei nel corpo e nel cervello.

La MG è di fatto meno efficace se presa come molecola singola ed isolata, che non se viene consumata in forma di estratto completo della pianta. Questo perché gli estratti della pianta completi contengono molte più sostanze biologicamente attive, come la 7-idrossimitraginina. Questa sostanza è un forte analgesico che interagisce con il recettore mu-oppioide, malgrado sia strutturalmente differente dagli altri oppiacei: non si lega ai recettori degli oppiacei, ed i suoi effetti differiscono da quelli degli oppioidi farmaceutici.

La ricerca ha mostrato che le proprietà fisiologiche del kratom si esercitano tramite i sistemi di neurotrasmissione, in aggiunta alle sue peculiari interazioni con i recettori degli oppiacei. Il kratom ha un'azione su neurotrasmettitori quali dopamina, serotonina e GABA.

Come Funziona il Kratom

EFFETTI COLLATERALI E RISCHI

La capacità del kratom di trattare un'ampia serie di disturbi si accompagna ad alcuni inconvenienti. I più comuni effetti collaterali del kratom sono gli stessi che per gli oppiacei. Fra questi troviamo dolori di stomaco, vomito, prurito, nausea, bocca secca e mancanza di appetito. Il rischio di incorrere in questi effetti secondari è tuttavia molto più basso che con gli altri oppiacei. È stato anche accusato di provocare altri e più gravi problemi, come convulsioni, aritmia, danni al fegato e psicosi. Ma vi è scarsa documentazione ed investigazione esaustiva in merito al ruolo svolto dal kratom in queste condizioni patologiche.

Quasi tutti i decessi in cui è implicato il kratom vedono anche l'implicazione di altri narcotici o sostanze stupefacenti. Questo suggerisce che il kratom possa essere pericoloso se mischiato con altre sostanze, compresi farmaci da banco. Degli studi mostrano che il kratom ha la capacità di alterare il metabolismo umano di varie sostanze, rendendole potenzialmente più pericolose.
Si raccomanda pertanto di consumare il kratom esclusivamente da solo, senza aggiunta di alcun'altra sostanza.
Secondo uno studio, la potenzialità di un'overdose solo con kratom esiste; sarebbe però necessaria una dose estremamente elevata. E dunque un'overdose di kratom è praticamente una cosa inaudita, in quanto prima di raggiungere un punto tale sopravverrebbero delle crisi spontanee di vomito.

Se pure il kratom potrebbe essere utile nel trattamento della dipendenza da oppioidi, possiede anche in se stesso il potenziale per creare dipendenza. Un'indagine del 2014[1], condotta su 293 persone, ha trovato che quasi tutti i partecipanti mostravano segni di dipendenza dopo 6 mesi di consumo regolare di kratom. Dolori, difficoltà a dormire e collera erano fra i sintomi fisici e psicologici più comunemente riscontrati.

Di recente, adulteranti e additivi in prodotti a base di kratom sono diventati una fonte di preoccupazioni e critiche. Questo non è un problema in Paesi asiatici dove i consumatori possono acquistare il prodotto puro da fabbricanti locali. Ma gli additivi non sono infrequenti in prodotti al kratom venduti in Occidente. Certi prodotti vengono alterati con caffeina, oppioidi sintetici, o altri composti farmaceutici. Il pericolo maggiore legato al kratom non proviene dalla droga in sé, ma dal fatto che gli si mischino altre droghe.

IL KRATOM È LEGALE?

La situazione legale del kratom varia da Paese a Paese, e da Stato a Stato. Paesi come Polonia, Germania, e Nuova Zelanda lo hanno dichiarato sostanza controllata. Altri, come Australia, Birmania, e Thailandia, lo hanno reso completamente illegale. Non trascurate di verificare lo statuto legale del kratom nel vostro Paese, regione, e città, poiché potrebbe variare da una giurisdizione all'altra.

Per quanto riguarda gli Stati Uniti, lo statuto legale del kratom è costantemente sotto minaccia. Il suo stretto rapporto con gli oppiacei gli ha attirato critiche da parte dei legislatori statunitensi. Nel 2016, la DEA (agenzia federale USA per il controllo delle droghe) ha fatto il suo primo tentativo di bandire il kratom dal Paese. Nel 2017, la FDA (agenzia per gli alimenti e i medicinali) raccomandava che il kratom venisse classificato come droga di Categoria I, insieme ad altri narcotici oppiacei. In seguito alle pubbliche proteste, DEA e FDA hanno deciso di non agire su queste raccomandazioni, il che significa che il kratom è tuttora legale a livello federale.

Numerosi Stati hanno preso l'iniziativa di bandire il kratom a livello locale. Stati come Alabama, Indiana e Tennessee, fra gli altri, hanno optato per rendere il kratom illegale. Alcune città degli USA, come Denver, San Diego e Sarasota, hanno anch'esse deciso di rendere il kratom illegale nell'ambito della loro giurisdizione.

Kratom Legal

COSA È IL CBD?

Il cannabidiolo (CBD) è un cannabinoide presente nella pianta di cannabis. È il secondo cannabinoide più importante, insieme al tetraidrocannabinolo (THC). Ma a differenza del THC non provoca effetti psicoattivi o stupefacenti. Il CBD viene tipicamente ricavato da varietà di marijuana con un alto contenuto di CBD. Lo si estrae solitamente in forma di olio, e viene poi trasformato in una vasta gamma di prodotti quali tinture, capsule, alimenti ed oli vaporizzabili. Queste varietà ad alto CBD possono anche venir fumate o vaporizzate nella loro forma vegetale.

I prodotti al CBD possono talvolta contenere anche altri cannabinoidi (compreso il THC). Questo tipo di prodotto è noto come “CBD a spettro completo”. Alcuni utilizzatori sentono che l'aggiunta di altri cannabinoidi amplifica gli effetti del prodotto finale. Negli USA, questi prodotti sono considerati legali fintanto che contengono meno dello 0,3% di THC. In Europa vale lo stesso, ma con un valore limite dello 0,02%. La percentuale di THC legalmente consentita potrebbe essere differente in altri Paesi. Il CBD può venir acquistato e consumato anche come singola molecola isolata. Il “CBD isolato” è una polvere bianca che non contiene alcun altro cannabinoide o terpene.

PER COSA VIENE USATO IL CBD?

Il CBD è in grado di trattare una varietà di disturbi fisici e psicologici. La lista delle condizioni patologiche per le quali il CBD viene approvato come trattamento, o coadiuvante al trattamento, è in costante espansione, e comprende l'epilessia (in particolar modo la sindrome di Dravet e quella di Lennox-Gastaut), la sclerosi multipla, dolori, infiammazione, artrite, morbo di Crohn, ansia, disturbi legati allo stress e crisi di astinenza da sostanze.

Il cannabidiolo si è dimostrato particolarmente efficace nel trattamento dell'epilessia. Il CBD è entrato nella prassi corrente nel 2013, quando Charlotte Figi, una bambina del Colorado, aveva arrestato con successo le sue crisi usando olio di cannabidiolo. Da allora, la ricerca clinica ha confermato i risultati positivi del CBD nel trattamento di forme rare ed incurabili di epilessia.

Il CBD si è mostrato tremendamente promettente anche come trattamento contro l'ansia. Numerosi studi su animali ed umani hanno dimostrato in maniera definitiva l'efficacia del CBD nel trattamento di disturbi legati ad ansia e stress, quali DPTS e SAD. Si è mostrato perfino capace di migliorare condizioni di salute influenzate dall'ansia. Per esempio, i pazienti riportano una riduzione dei sintomi dell'insonnia dopo aver trattato l'ansia con il CBD. In maniera analoga, persone sofferenti di astinenza da sostanze hanno trovato sollievo nel CBD. Non soltanto il CBD riduce i sintomi di ansia e depressione provocati dall'astinenza, ma funziona anche in modo attivo per prevenire crisi e ricadute.

Il CBD è stato incredibilmente efficace anche nel trattamento dei dolori articolari. Continua a guadagnarsi popolarità come trattamento per numerose patologie artritiche. Fra queste, le due patologie artritiche più comuni, artrite reumatoide (AR) e osteoporosi (OA). Si è scoperto che le molecole di CBD agiscono su dei recettori all'interno delle articolazioni, procurando un sollievo diretto.

CBD Uses

COME FUNZIONA IL CBD?

Il CBD genera molti differenti effetti, attraverso molti percorsi differenti. La letteratura scientifica ha identificato per il CBD oltre 65 obiettivi e percorsi molecolari. A differenza del THC, il CBD ha scarsa affinità di legame con i recettori dei cannabinoidi CB1 e CB2. Invece che legarsi a loro, agisce su di essi in maniera indiretta. Per far ciò, il CBD agisce attraverso numerosi canali e recettori ionici non cannabinoidi.

Il CBD produce i suoi effetti attivando recettori come il TRPV1, usandoli per manipolare specifiche funzioni dell'organismo come percezione del dolore, infiammazione, e temperatura. Il CBD esercita alcuni degli altri suoi effetti aumentando la quantità di anandamide disponibile nell'organismo. Ciò a sua volta influenza la risposta del cervello al piacere ed alla motivazione.

QUALI SONO GLI EFFETTI SECONDARI O I RISCHI CONNESSI ALL'USO DI CBD?

Il CBD non provoca dipendenza e non è psicoattivo. Di fatto, si è dimostrato di particolare utilità nel trattamento dell'astinenza da sostanze, riducendo il rilascio di dopamina, la molecola del piacere. Lo si può osservare nelle interazioni del CBD con il THC, laddove il THC risulta incapace di rilasciare altrettanta dopamina di quanto non farebbe se assunto da solo. Pertanto, i consumatori di CBD non devono preoccuparsi di effetti collaterali stupefacenti o generatori di dipendenza.

I più comuni effetti secondari del CBD consistono in nausea, vomito, diarrea, bocca asciutta, capogiro, torpore ed alterazioni dell'umore o dell'appetito. Questi effetti vengono riportati di rado, e non proseguono se si interrompe il consumo di CBD.

Il CBD può interagire con numerosi altri farmaci, comprese le medicazioni antiepilettiche. Non trascurate di parlare con il vostro medico se avete intenzione di fare uso contemporaneamente di CBD e farmaci da prescrizione. È anche fortemente raccomandato che le donne in gravidanza e le madri che allattano evitino completamente di consumare qualsiasi prodotto a base di cannabis.

IL CBD È LEGALE?

La legalità del CBD varia a seconda della giurisdizione. La legalizzazione federale della canapa negli Stati Uniti ha reso il CBD una zona grigia. In teoria, se i prodotti al CBD contengono meno dello 0,3% di THC, dovrebbero essere legali. Ma distinte giurisdizioni potrebbero avere regole differenti quanto alla legalità del CBD, il che potrebbe incidere sulla sua legalità a livello locale. Ci si dovrebbe aspettare che il CBD sia legale in Stati che hanno legalizzato la marijuana, medicinale o ricreativa.

Parlando dell'Europa, il CBD è legale ovunque sia legale la cannabis terapeutica. Paesi come Regno Unito, Italia, Austria, Belgio e Romania sono solo alcuni di quelli che hanno legalizzato la marijuana terapeutica ad alto contenuto di CBD.

COME SI RAFFRONTANO CBD E KRATOM?

La principale differenza fra kratom e CBD si riscontra a livello molecolare. L'uno e l'altro contengono differenti composti molecolari. Pertanto, benché talvolta provochino effetti simili, differiscono l'uno dall'altro quanto alla maniera in cui agiscono per produrre tali effetti.

CBD e kratom hanno entrambi la capacità di ridurre il dolore. Il ruolo del CBD nell'eliminazione di vari tipi di dolore, come quello connesso alle infiammazioni ed il dolore neuropatico, è stato ben documentato attraverso studi di laboratorio.

Per quanto riguarda il kratom, semplicemente non esistono ricerche sufficienti per dire con certezza quali tipi di dolore sia in grado di trattare. A differenza che con il CBD, l'efficacia del kratom è testimoniata da prove aneddotiche, e non da ricerche cliniche. Questo tuttavia non lo rende necessariamente meno efficace. Malgrado il suo nebuloso statuto legale, molte persone si curano da sé con il kratom per trovare sollievo dal dolore.

Sia kratom che CBD si mostrano promettenti per il trattamento dell'astinenza da sostanze. Per trattare questa condizione agiscono però in maniere molto diverse. Il kratom interagisce direttamente con i recettori degli oppiacei, mentre il CBD non interagisce direttamente con i recettori dei cannabinoidi CB1 e CB2. Il kratom è utile nel trattamento della dipendenza da oppioidi in quanto possiede molte proprietà simili a questi. Il kratom viene perciò considerato un sostituto degli oppiacei.

CBD Kratom Cannabis

Il CBD è efficace nel trattamento dell'abuso di sostanze, a causa dei suoi effetti antidepressivi, ansiolitici, antipsicotici ed analgesici. Può costituire un trattamento efficace a molteplici stadi della dipendenza, e perfino in seguito, per prevenire le ricadute. Il CBD è in grado di ridurre la sensazione di euforia indotta dagli oppiacei, e “riprogrammare” il sistema di ricompensa del cervello. Rende perciò le droghe euforizzanti meno effettive, e le crisi di astinenza meno intense e frequenti.

Quando se ne comparano gli effetti secondari, la differenza più significativa è il potenziale del kratom come generatore di dipendenza. La ricerca ha dimostrato in maniera conclusiva che gli utilizzatori di kratom soffrono di effetti collaterali simili a quelli provocati da altri oppiacei. La differenza principale risiede nell'intensità e durata degli effetti secondari.

Il kratom è noto per rendere insonnolito chi ne consuma, specialmente ad alte dosi. Il CBD non induce sonnolenza, né incide sulle capacità cognitive. Di conseguenza, dovreste essere prudenti quando consumate kratom, poiché non sarete in grado di svolgere determinate attività, come guidare. A titolo di confronto, potete aspettarvi di fare con il CBD praticamente tutto ciò che fareste senza averne consumato.

Il CBD è preferito da molti per la varietà di forme in cui si presenta. Dei sofisticati processi di estrazione permettono di infondere il CBD in una varietà di pratiche forme, fra cui alimenti, liquidi e capsule.

Il kratom è molto meno sicuro se mischiato con altri farmaci o sostanze narcotiche, compresi farmaci da banco. I decessi in cui è implicato il kratom vedono quasi sempre il coinvolgimento di più sostanze.

COME SI RAFFRONTANO KRATOM E MARIJUANA?

Per quanto riguarda la pianta di cannabis nel suo complesso, la comparazione si fa più complicata a causa delle diverse varietà. Sia kratom che cannabis vengono riprodotte in differenti varietà, che incidono sul tipo di effetti che queste producono.

Le varietà di kratom più raccomandabili per alleviare i dolori sono quelle “Red Vein”, Bali, Borneo o Indo. Per quanto riguarda la marijuana, le varietà migliori dal punto di vista analgesico sono di solito le pesanti varietà indica come Afghan e Hindu Kush.

Se consumate a basse dosi, queste varietà di kratom possono esercitare i loro effetti permettendo di mantenere le capacità cognitive. A dosi più elevate possono eliminare del tutto il dolore, ma i loro effetti cognitivi saranno più imprevedibili. Quando si consumano varietà di cannabis indica a dosi elevate, gli effetti sono analoghi a quelli del kratom; gli effetti sul dolore saranno più completi, ma con un evidente impedimento cognitivo. Per evitare questo, alcuni utilizzatori di marijuana medicinale preferiscono assumere microdosi, che vanno da 0,1 a 0,3 grammi. Ciò permette loro di ottenere un certo effetto di sollievo dal dolore, senza sacrificare troppe capacità mentali.

Sappiamo che sia kratom che marijuana possono offrire un sollievo, almeno temporaneo, all'ansia. Gli utilizzatori di marijuana devono prestare particolare attenzione alle varietà che scelgono per ridurre l'ansia. Delle forti varietà sativa possono di fatto produrre effetti opposti, facendo aumentare l'ansia. Talvolta questo effetto può essere tanto profondo che chi ne consuma si ritrova a sperimentare attacchi d'ansia o di panico. A titolo di comparazione, il kratom è noto per non aggravare l'ansia, ma soltanto ridurla.

Lo statuto legale del kratom ne rende l'acquisto e l'uso più sicuri rispetto alla marijuana in parecchie parti del mondo, anche se non dappertutto. Se la legalità costituisce per voi un problema, allora il kratom è fra le due l'opzione migliore. Tuttavia, man mano che la legalizzazione della marijuana medicinale e ricreativa continua a diffondersi, questa situazione potrebbe cambiare.

External Resources:
  1. Kratom (Mitragyna speciosa) dependence, withdrawal symptoms and craving in regular users. - PubMed - NCBI https://www.ncbi.nlm.nih.gov
Disclaimer:
This article has been written for informational purposes only, and is based on research published by other externals resources.

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