La Cannabis è una pianta che contiene alte concentrazioni di terpeni, cannabinoidi e resina. Questo articolo espone i diversi processi d'estrazione di questi composti.

I concentrati e gli estratti di Cannabis consentono di ottenere in modo molto più efficiente gli effetti psicoattivi, o terapeutici, indotti da questa pianta, a seconda della finalità che ognuno di noi desidera. Esistono prove storiche che l'umanità faceva uso di estratti di Cannabis già nel 18° secolo, con fini prevalentemente medicinali.

Molti di voi sapranno che le tinture di Cannabis erano comunemente usate dalle famiglie reali e dalle classi più agiate. Victoria, la Regina del Regno Unito e dell'Irlanda, ad esempio, assumeva estratti di Cannabis per alleviare diversi disturbi e, ovviamente, per governare il proprio impero con un approccio molto più rilassato e pacato. Sua maestà la regina sarebbe stata sicuramente un'ottima cliente della Royal Queen Seeds, peccato che le nostre genetiche e il nostro olio di CBD non fossero già disponibili un centinaio di anni fa. Meglio tardi che mai.

In questi ultimissimi anni sono emersi i più rivoluzionari concentrati, grazie soprattutto al movimento per la legalizzazione della marijuana negli Stati Uniti, che ha permesso al settore cannabico di sopravvivere e crescere in modo esponenziale. Questo articolo ha come fine quello di offrire agli appassionati di Cannabis una breve introduzione sui diversi tipi di concentrati di Cannabis.

IN GENERALE, CHE COSA SONO I CONCENTRATI DI CANNABIS?

Per quanto stupida possa sembrare la domanda, perché non definire ciò di cui stiamo parlando prima di immergerci nei dettagli della questione?! Tutti i diversi tipi di concentrati di Cannabis, o quasi, sono frutto di un processo d'estrazione attraverso il quale i principi attivi, come ad esempio il THC e il CBD, vengono separati dalla materia vegetale. Durante tutta la fase d'estrazione, le temperature giocano un ruolo importante, dato che il materiale vegetale viene quasi sempre sottoposto a temperature basse o alte, con il fine ultimo di raccogliere la maggiore quantità di teste o ghiandole dei tricomi.

Esistono diversi tipi di concentrati ed ognuno di essi si distingue per il tipo di materiale usato e per il processo d'estrazione adottato. A seconda della materia prima e del specifico sistema d'estrazione, il concentrato di Cannabis può avere una certa consistenza, sapore, potenza e aspetto.

Concentrati ed Estratti di Cannabis

BREVE PARENTESI: I TRICOMI

Parlando di produzione di estratti, cogliamo l'occasione per approfondire il discorso sui tricomi. È sempre raccomandabile procurarsi una buona lente d'ingrandimento con cui osservare la struttura e lo sviluppo dei tricomi sulle cime delle piante. Le piccole lenti usate dai gioiellieri per esaminare la qualità dei diamanti possono essere già un ottimo strumento d'osservazione.

Tornando ai tricomi, ne esistono, fondamentalmente, tre tipi:

1. Tricoma bulboso

Si tratta della categoria di tricomi più piccoli, che non superano i 25-30 micron di grandezza. Sia il gambo che la testa sono formati da 1-4 cellule. Man mano che le piante si avvicinano al punto di maturazione, questi tricomi tendono a formare una piccola sfera di dimensioni microscopiche, al cui interno è racchiusa la resina.

2. Tricoma capitato-sessile

Questi tricomi sono presenti in quantità nettamente superiore rispetto ai tricomi bulbosi. Appaiono come ghiandole senza gambo, come piccole sfere adagiate direttamente sulla superficie della pianta. Ogni ghiandola è composta da 8-16 cellule, dando a questi tricomi dimensioni complessive di circa 25-100 micron.

3. Tricoma capitato-peduncolato

Questi tricomi sono anche conosciuti come tricomi ghiandolari, i migliori per produrre qualsiasi tipo di estratto o concentrato. Si tratta di ghiandole di grandi dimensioni, dai 150 ai 500 micron, che producono gran parte dei cannabinoidi contenuti nella Cannabis. La maggior parte dei processi d'estrazione sfrutta le dimensioni e lo stadio di sviluppo dei tricomi capitato-peduncolati, dato che possono essere facilmente separati dal gambo. Ciò è dovuto al legame che esiste tra le cellule che compongono questi tricomi, dove la testa tende ad essere separata facilmente dal gambo. Questo strato di cellule si stacca e le teste dei tricomi vengono raccolte sulla superficie di particolari materiali atti a questo specifico scopo.

tricomi

I DIVERSI TIPI DI CONCENTRATI ED ESTRATTI

1. BHO (Butane Hash Oil)

Il Butane Hash Oil o BHO è il termine generico usato per indicare concentrati come shatter, wax/budder, crumble e pull-and-snap, che vedremo più avanti. Ciò che suona delizioso e potente tende, quasi sempre, ad esserlo! I cosiddetti "dabbers", comunemente chiamati consumatori di BHO, sono coloro che mostrano particolare interesse negli effetti travolgenti di questi concentrati, dato che consentono di ridurre le quantità di sostanza da assumere. Il butano (C4H10) è un composto organico usato per estrarre i terpeni, il CBD e il THC dalla materia vegetale della pianta. Il butano è anche altamente infiammabile e richiede una certa esperienza per poter essere maneggiato adeguatamente. Questo tipo d'estrazione, infatti, presenta alcuni ostacoli da superare, ma le concentrazioni di THC superiori all'80% sono sicuramente un buon pretesto per provarci, senza commettere errori.

2. Hashish con Ghiaccio-Acqua (Bubble Hash)

Questo è uno dei metodi più usati dai coltivatori hobbistici per ottenere un delizioso hashish di primissima qualità. Si possono acquistare on-line diversi kit per questo tipo d'estrazione, tutti basati sul principio di immergere le cime e gli scarti della manicure in acqua estremamente fredda, aggiungendo cubetti di ghiaccio (eventualmente tritati). Le temperature molto basse aiutano i tricomi a staccarsi dalla materia vegetale. Dopo aver agitato energicamente acqua-ghiaccio-cime, la soluzione ricca in cannabinoidi viene filtrata attraverso alcune speciali borse, dotate di un tessuto a maglia fine (con dimensioni diverse, a seconda della purezza desiderata). Grazie a questi kit si può produrre un hashish artigianale di prima qualità. Questo tipo di estratto si presta anche molto bene alla produzione di burro di Cannabis, soprattutto quando dal raccolto si ricavano grandi quantitativi di scarti da processare.

3. Hashish Fresco-Congelato (Live Resin)

L'hashish fresco-congelato, o Live Resin, è un fenomeno che si sta diffondendo a macchia d'olio tra i produttori di hashish. Si tratta di un'alternativa che offre alcuni interessanti vantaggi rispetto al classico metodo "ghiaccio-acqua". Ha ottenuto così tanto successo perché può essere prodotto dalle stesse parti vegetali usate per altri tipi di concentrati, ma con una qualità decisamente superiore. I sapori riescono a mantenere gran parte della freschezza degli aromi originali della pianta, in quando vengono esclusivamente usate parti vegetali fresche (da qui il nome di Live Resin). Le cime delle piante vengono sottoposte ad una temperatura di 4°C, sufficiente a raffreddare ma non a congelare, in quanto i cristalli di ghiaccio potrebbero danneggiare l'interno delle cellule vegetali. Senza la formazione di cristalli di ghiaccio (capaci di frantumare le pareti cellulari, rilasciando grandi quantità di clorofilla che potrebbe facilmente rovinare sapore e qualità del prodotto finale), il concentrato ottenuto con questo processo d'estrazione offrirà sapori eccezionali. Ecco un link dove potrete trovare un articolo per approfondire il discorso sul Live Resin.

4. Kief (anche conosciuto come hashish setacciato a secco)

Il metodo d'estrazione con cui si produce il kief è piuttosto semplice e sfrutta un sistema meccanico di produzione, ovvero senza alcun tipo di solvente o di sostanza esterna. Molti dei grinder in commercio sono dotati di uno scomparto inferiore in cui vengono raccolte piccole quantità di kief. Agitando le parti vegetali contenenti resina su pannelli di diverse dimensioni, con tessuti a maglia fine, i tricomi sono forzati meccanicamente a staccarsi dalle cime o dagli scarti della manicure. Poter disporre di un po' di "polvere d'angelo", accumulatasi sul fondo di un grinder e poter degustare di tanto in tanto una buona canna, è sempre piacevole.

5. Wax (o Budder)

Il wax (cera in inglese) è un concentrato straordinario da fumare. Il suo nome deriva dalla consistenza e dall'aspetto ceroso che assumono questi particolari estratti. Anche in questo processo d'estrazione, il butano attraversa la materia vegetale portandosi con sé gran parte degli oli essenziali e dei principi attivi. Una volta fuoriuscito ed evaporato tutto il butano, si ottiene questa potente cera con livelli di THC che possono anche raggiungere il 90%. I consumatori d'erba più incalliti e i pazienti con alta tolleranza al THC, causato da un consumo regolare di marijuana, hanno la possibilità di fumare solo piccole quantità di wax per raggiungere gli effetti desiderati.

6. Shatter

Questo tipo di Butane Hash Oil sfrutta lo stesso e identico metodo d'estrazione usato nella produzione di wax o budder. L'unica grande differenza è che assume una consistenza simile al vetro, offrendo un prodotto finale più duro. Può essere suddiviso in piccoli pezzi, proprio come schegge di vetro rotto. Lo shatter viene ottenuto applicando una temperatura molto elevata al termine del processo BHO, spingendo quello che veniva definito come wax a perdere maggiori quantità d'umidità e, di conseguenza, concentrando ulteriormente la potenza del shatter risultante.

7. Olio CO2 (in molti casi, Olio di CBD)

Per estrarre i composti contenuti nelle piante di Cannabis viene spesso usato anche il processo d'estrazione con CO2. Iniettando anidride carbonica a pressioni molto elevate nella materia vegetale, i composti come THC, CBD e terpeni si separano dalle cellule vegetali. La Royal Queen Seeds ha messo in commercio un pregiato Olio di CBD con un 5% di concentrazione realizzato proprio con questo sistema. I laboratori di questa banca del seme controllano costantemente la qualità dell'olio, seguendo ogni fase del processo, fino ad offrire un prodotto di qualità superiore, oggi disponibile per il mercato europeo. Si tratta di un'ottima alternativa per coloro che vogliono provare l'Olio di CBD, prima di investire grandi somme di denaro per comprare attrezzature con cui produrselo da soli. La Regina Victoria lo avrebbe sicuramente fatto!

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