Tutti sanno che la cannabis vanta innumerevoli applicazioni. Grazie al sistema endocannabinoide presente in ogni creatura vivente (ad eccezione degli insetti), le molecole all'interno della cannabis possono interagire con i recettori del nostro organismo, producendo gli effetti che hanno reso celebre la pianta.

La cannabis racchiude diversi effetti benefici, dal miglioramento del tono dell'umore al rilassamento muscolare, e molte altre potenzialità ancora inesplorate. Proprio per questo motivo, la cannabis è stata utilizzata per molto tempo a scopo olistico ed ancora oggi gli scienziati continuano ad esaminare la pianta per scoprirne le possibili applicazioni cliniche.

Quando si parla di utilizzo della cannabis, le persone tendono ad immaginare l'atto di fumare le cime o l'ingestione degli oli estratti dalla pianta. Ma c'è una parte anatomica che viene spesso ignorata, probabilmente perché non è direttamente visibile: le radici.

Le radici della cannabis non dovrebbero essere sottovalutate, poiché svolgono ruoli fondamentali in vari settori, da quello industriale a quello olistico. Dunque, come possono essere utilizzate le radici della cannabis? Scopriamolo insieme.

La Storia dell'Utilizzo delle Radici di Cannabis

Al giorno d'oggi, le radici della cannabis vengono usate piuttosto raramente. Di solito, vengono catalogate come rifiuti e gettate nella spazzatura subito dopo la raccolta delle piante. In realtà, le radici sono state utilizzate a scopi terapeutici per migliaia di anni. Alcuni documenti cinesi, risalenti al 2700 a.C., descrivono l'impiego delle radici di cannabis per alleviare i disturbi fisici durante le operazioni chirurgiche ed attenuare il dolore provocato da fratture e contusioni.

I testi descrivono la preparazione delle radici—che dovevano essere essiccate, tritate fino ad ottenere un impasto denso ed applicate sull'area interessata. Le radici venivano anche trasformate in succo o bollite per ricavarne un tè, da assumere in caso di emorragie da parto o per distendere i muscoli e favorire la diuresi. In uno di questi resoconti, le radici vengono essiccate, polverizzate ed usate dopo la puntura di uno scorpione per “estrarre” e neutralizzare il veleno.

Quella cinese non fu l'unica civiltà antica ad utilizzare le radici di cannabis per scopi terapeutici. A quanto pare, attorno al 75 a.C., lo storico romano Plinio il Vecchio scrisse documenti dettagliati sull'impiego della cannabis per fini olistici, spiegando che la pianta poteva essere usata in caso di ustioni, dolori articolari e gotta. Molti dubitano dell'autenticità di questi documenti ma, in ogni caso, si tratta di testimonianze che vale la pena prendere in considerazione.

Avvicinandoci all'era moderna, e precisamente nel XIII secolo, il medico inglese William Salmon scrisse che le radici della cannabis potevano essere utili per migliorare la flessibilità delle articolazioni ed alleviare i sintomi della sciatica. A parte qualche piccola differenza, tutti questi testi antichi sembrano concordare sul fatto che le radici della cannabis fossero in grado di donare sollievo fisico.

La Storia dell'Utilizzo delle Radici di Cannabis

Impieghi Moderni delle Radici di Cannabis

I documenti elencati in precedenza forniscono un quadro dettagliato della storia delle radici di cannabis, ma è importante valutare anche le loro limitazioni. Sebbene possano risultare efficaci in alcune circostanze, queste applicazioni non possono essere considerate dei veri e propri trattamenti.

Le radici della cannabis sono molto meno famose rispetto ai fiori, ma anch'esse stanno conquistando un loro spazio nel mercato moderno. Oggi, l'estratto di radice di cannabis è un ingrediente presente in molti prodotti per uso topico, come balsami, lozioni, unguenti, oli per massaggi ed altro ancora.

Le radici vengono usate raramente per realizzare prodotti edibili, ma da esse è possibile ricavare un tè: è sufficiente essiccarle, polverizzarle e lasciarle semplicemente bollire in una pentola. Non resta che aggiungere stecche di cannella, anice o altre erbe aromatiche, filtrare il composto e degustare l'infuso.

Le Radici della Cannabis Contengono Cannabinoidi o Terpeni?

Alcune prove indicano che le radici della cannabis contengono minime tracce di cannabinoidi, soprattutto CBD (cannabidiolo), ma in dosi talmente esigue da non produrre alcun effetto visibile. Detto questo, la concentrazione di cannabinoidi nelle radici dipende da diversi fattori, come la varietà di cannabis, il luogo e il metodo di coltivazione.

Uno studio[1] canadese, pubblicato nel 2012, ha esaminato la canapa Finola ed ha scoperto che i fiori contenevano CBDA, l'acido precursore del CBD, presente in quasi ogni parte della pianta di cannabis fresca, inclusi i fiori. Prima che vengano esposte al calore (tramite un processo chiamato decarbossilazione), le piante di cannabis fresche contengono acidi cannabinoidi e non cannabinoidi (ovvero CBD, THC, etc).

Non è ancora stata svolta alcuna ricerca sulle varietà ricche di THC, tuttavia, analizzando i dati raccolti finora, è possibile affermare che le radici contengano THC/THCA in concentrazioni decisamente inferiori rispetto ai fiori e alle foglie della pianta.

Come i cannabinoidi, anche i terpeni contribuiscono a definire i potenziali effetti della cannabis. Curiosamente, nelle radici sono stati isolati due particolari terpeni, assenti in ogni altra parte della pianta.

Nel 1971, alcuni[2] ricercatori hanno scoperto che le radici della cannabis contengono friedelin e epifriedelanol. Questi due triterpenoidi, prodotti dalla pianta come difesa contro i predatori, potrebbero anche racchiudere proprietà benefiche per la salute umana.

Le Radici della Cannabis Contengono Cannabinoidi o Terpeni?

I Benefici delle Radici di Cannabis: Cosa Dice la Scienza

Le radici della cannabis non hanno ancora trovato il loro posto nella medicina occidentale e gli studi scientifici relativi ai loro effetti sono ancora molto limitati. Tuttavia, i pochi dati ottenuti fino ad oggi sono incoraggianti: forse, nel prossimo futuro, le radici della cannabis verranno introdotte nell'ambito terapeutico moderno.

Un articolo pubblicato nel 2017[3] sulla rivista Cannabis and Cannabinoid Research spiega che:

“I dati attualmente disponibili sulla farmacologia dei componenti all'interno delle radici della cannabis supportano in modo significativo i resoconti storici ed etnobotanici che ne attestano l'efficacia sul piano clinico. Di conseguenza, emerge la necessità di riesaminare i vari impieghi della radice nel trattamento di condizioni infiammatorie e maligne, utilizzando tecniche scientifiche moderne.”

Gli autori dell'articolo evidenziano i motivi per cui le radici di cannabis potrebbero offrire potenziali effetti terapeutici. Ad esempio, citano la friedelina—un triterpenoide menzionato in precedenza—per le sue potenziali capacità protettive a livello epatico. Anche i chetoni triterpenici pentaciclici, altre molecole presenti nelle radici della cannabis, possono generare effetti antinfiammatori e antimicrobici.

Inoltre, le radici della cannabis contengono piccole quantità di colina, un potente macronutriente che svolge un ruolo fondamentale in diversi processi fisiologici, come le funzioni nervose, lo sviluppo cerebrale e livelli/riserve di energia.

Come Raccogliere, Pulire e Conservare le Radici della Cannabis

Se volete preparare da soli un infuso o un unguento per uso topico con le radici della cannabis, dovete prima di tutto raccogliere le radici della pianta.

  1. Prima di estrarre le radici dal terreno, assicuratevi che il substrato sia sufficientemente umido. Se la terra è eccessivamente compatta ed asciutta, la procedura di estrazione risulterà più complicata.
  2. Successivamente, procuratevi una pala o una vanga e scavate sotto la zolla delle radici, in modo da rimuovere la terra senza danneggiarle.
  3. Dopo aver estratto le radici, potete separarle dal resto della pianta usando un coltello affilato o delle cesoie.
  4. Lavate le radici per rimuovere i residui di terra.
  5. A questo punto, conservate le radici pulite in un luogo buio e asciutto per un paio di giorni.

Potete inserire le radici essiccate in un barattolo di vetro a chiusura ermetica, proprio come fareste con le cime della cannabis. Molte persone preferiscono trasformare le radici in un unguento o una pasta prima di conservarle.

Come Raccogliere, Pulire e Conservare le Radici della Cannabis

Ricette Facili a Base di Radici di Cannabis

Ora scopriamo un paio di semplici ricette per preparare un unguento ed un tè a base di radici di cannabis.

Unguento a Base di Radici di Cannabis

  1. Per realizzare un unguento per uso topico con le radici della cannabis, tritate le radici, precedentemente pulite ed essiccate, fino a polverizzarle (sono sufficienti 2 zolle di radici).
  2. Scegliete un ingrediente grasso, ad esempio l'olio di cocco, come base per il vostro unguento. Mescolate le radici tritate all'olio di cocco.
  3. Aggiungete acqua (per evitare che il composto bruci), e lasciate bollire a fuoco basso per 12 ore. Consigliamo un rapporto olio di cocco:acqua di 2:1.
  4. Lasciate raffreddare e solidificare il composto. Conservate l'unguento in un recipiente a chiusura ermetica.

Ora potete applicare la vostra crema alle radici di cannabis sulla pelle per un effetto lenitivo ed emolliente! Potete modificare leggermente la ricetta, ed aggiungere diversi tipi di basi grasse o altri ingredienti. L'unico limite è la vostra immaginazione!

Tè alle Radici di Cannabis

Preparare un con le radici di cannabis è davvero semplicissimo! Tritate le radici, aggiungete acqua ed altri ingredienti a piacimento, come cannella, menta, anice, etc. e lasciate bollire a fuoco basso per 12 ore. Ricordate di filtrare il tè prima di assaggiarlo.

Avvertenze sul Consumo di Radici di Cannabis

A quanto pare, le radici di cannabis racchiudono potenziali effetti benefici. Tuttavia, contengono anche un'elevata quantità di alcaloidi, nello specifico pirrolidina e piperidina, che possono essere tossici se ingeriti in dosi eccessive. Consultate sempre un medico o uno specialista prima di apportare modifiche al vostro regime alimentare, ed evitate di consumare radici di cannabis per periodi prolungati.

External Resources:
  1. The hexanoyl‐CoA precursor for cannabinoid biosynthesis is formed by an acyl‐activating enzyme in Cannabis sativa trichomes https://onlinelibrary.wiley.com
  2. Chemical constituents of Cannabis sativa L. root - PubMed https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov
  3. Cannabis Roots: A Traditional Therapy with Future Potential for Treating Inflammation and Pain https://www.ncbi.nlm.nih.gov
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