Un apparato radicale sano consente alle piante di Cannabis di crescere nel miglior modo possibile. Ecco una guida su come mantenerle il più sane possibile.

Nella società moderna, la coltivazione della Cannabis è diventata una sorta di forma d'arte. Per quanto sia facile piantare un paio di semi e seguire due o tre piante sul terrazzino di casa, la rapidità con cui si possono acquisire informazioni oggigiorno ha permesso di raggiungere livelli alquanto tecnici in questo campo. Tra i fattori che ogni coltivatore di Cannabis dovrebbe prendere in considerazione per coltivare al meglio le proprie piante, troviamo la tutela della salute delle radici. Non è un eufemismo quando si dice che le radici sane danno piante di Cannabis sane. Diamo quindi un'occhiata ad alcuni dei problemi più comuni di un coltivatore e a come risolverli nel miglior modo possibile.

L'IMPORTANZA DELL'APPARATO RADICALE PER LE PIANTE DI CANNABIS

Da quando un seme germoglia a quando la pianta di Cannabis raggiunge la piena maturità, c'è un apparato che svolge un ruolo fondamentale nella crescita, a cui viene forse data ancora poca importanza: le radici. Queste sono, letteralmente, il fondamento su cui le piante di Cannabis crescono durante tutto il loro processo di sviluppo. La funzione principale delle radici è quella di assorbire acqua e sostanze nutritive. La velocità di assimilazione è direttamente collegata alle dimensioni e allo stato di salute che riescono a raggiungere le piante di Cannabis. Pertanto, la buona salute dell'apparato radicale è fondamentale per ottenere i migliori risultati.

Potrà sembrarvi fin esagerato, ma una pianta di Cannabis con radici in cattivo stato di salute è destinata a soffrire, manifestando quasi sicuramente una crescita stentata, avvizzimento, ingiallimento di rami e foglie, malattie e, nei casi più gravi, la morte. Per evitare che ciò accada, è importante sapere come mantenere in perfette condizioni di salute un apparato radicale e come affrontare i problemi più comuni potenzialmente dannosi per le radici.

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LE PRINCIPALI CAUSE DEI PROBLEMI RADICALI E LE POSSIBILI SOLUZIONI

Eccessiva irrigazione:

Uno dei problemi più comuni tra i coltivatori principianti è l'eccesso d'acqua. Per quanto importante sia l'irrigazione, le radici hanno anche bisogno di ossigeno per poter svolgere correttamente tutte le loro funzioni vitali. L'ossigeno è coinvolto in numerosi processi, nonché nell'assimilazione di sostanze nutritive. Senza di esso, le radici inizierebbero ad avere problemi di annegamento e ad indebolirsi, rendendo le piante molto più suscettibili agli agenti patogeni. Una pianta costantemente innaffiata, senza brevi intervalli di siccità, può andare facilmente incontro al marciume radicale.

Nella maggior parte dei casi, un eccesso d'acqua è il risultato di uno scarso drenaggio che mantiene le radici in costante immersione, rallentando sensibilmente l'assorbimento. Questo può essere addirittura letale quando le piante sono ancora giovani, in quanto dotate di un apparato radicale ancora troppo ridotto. Assicuratevi sempre di usare un substrato colturale con un buon drenaggio.

I primi segni di un eccesso d'acqua si manifestano sulle foglie, che tendono ad afflosciarsi e ad arricciarsi verso il basso. In questi casi, le foglie non riescono a gestire la saturazione idrica a cui vengono sottomesse. Se ciò dovesse verificarsi, vuol dire che state innaffiando troppo, senza permettere al substrato colturale di asciugarsi, almeno in parte. In queste condizioni le radici tendono ad annegare nell'acqua, portando ai primi sintomi di marciume radicale che, se non trattato in tempo, può causare numerosi problemi, tra cui una crescita stentata, avvizzimento, deformità, decolorazione e morte. In poche parole, le radici non riescono più a funzionare in modo efficiente, indebolendo il resto della pianta.

Prevenire un eccesso d'acqua è relativamente facile. Prima di tutto, bisogna capire la quantità d'acqua che la pianta è solita assorbire e verificare al tatto quando il substrato richiede di essere innaffiato. Il test più semplice ed efficace è quello di immergere il dito nella terra fino alla prima nocca. Se è asciutto, allora è il momento di aggiungere acqua. Un'alternativa altrettanto valida può essere quella di controllare il peso del vaso per determinare la quantità d'acqua in esso contenuta. Con estrema cautela, sollevate il vaso dopo un'innaffiatura, in modo da avere un'idea del suo peso con acqua. Ripetete questo passo quando siete certi che la pianta richiede acqua e fate un confronto mentale dei due pesi. In questo modo saprete riconoscere se un vaso è già sufficientemente idratato o no.

Sovraconcimazione:

Un altro errore commesso comunemente quando si coltivano piante di Cannabis è la sovraconcimazione. Non arriva a danneggiare direttamente le radici, ma un apporto eccessivo di sostanze nutritive, soprattutto quelle chimiche, possono causare accumuli di sali nel terreno di coltura che, a loro volta, bloccano l'assimilazione delle sostanze nutritive da parte delle radici. Una situazione come questa può danneggiare la pianta intera, la quale manifesterà segni di carenza nutrizionale (anche in presenza di quantità ottimali di fertilizzante nel substrato). L'obiettivo di tutti i coltivatori è quello di consentire alle radici di svolgere le proprie funzioni in modo efficiente, controllando con la massima precisione l'apporto di fertilizzanti e, in caso di accumuli di sali, "risciacquando" con abbondante acqua il substrato colturale.

foglia di cannabis nutrienti overwatering alimentano le radiciSpazi dove le Radici si Sviluppano:

Quando si coltiva in terra, viene spesso trascurato un altro parametro: le dimensioni del vaso dove viene piantato il seme. La marijuana è una pianta dallo sviluppo accelerato. Il suo apparato radicale cresce molto più velocemente delle foglie e dei rami della parte soprastante il suolo. Quando le radici non hanno sufficiente spazio dove svilupparsi tendono a compattarsi e ad aggrovigliarsi tra di loro, facendo soffrire la pianta. Quando l'apparato radicale supera la capacità di terreno colturale disponibile, la ritenzione idrica e l'assorbimento dei nutrienti vengono interrotti. Con il termine inglese "Root-Bound" si indica tale situazione, in cui si formano veri e propri blocchi di radici compatte che portano ad una crescita stentata e alla disidratazione delle piante e ad un ingiallimento precoce delle foglie.

Per evitare questo aggrovigliamento delle radici, assicuratevi di trapiantare i giovani piantini in vasi sempre più grandi, a seconda delle loro dimensioni e della fase di crescita. La gente commette spesso l'errore di trapiantare fin da subito una giovane pianta in un vaso di grandi dimensioni. Probabilmente non si verificheranno le condizioni per il "Root Bound", ma nel substrato l'acqua potrebbe facilmente accumularsi, in quanto un piantino con un apparato radicale ancora poco sviluppato è incapace di assorbire grandi quantità d'acqua. È per questo che un vaso di dimensioni troppo grandi potrebbe portare ad un eccesso idrico e, di conseguenza, all'annegamento dell'apparato radicale. Da qui l'importanza di creare un corretto drenaggio.

Sbalzi Termici nelle Zone Radicali:

Le radici hanno bisogno di svilupparsi in un ambiente con temperature costanti, senza improvvisi sbalzi. La Cannabis non gradisce le oscillazioni termiche, responsabili di innescare diversi problemi. Temperature troppo elevate possono diventare un ostacolo quando si coltiva in impianti idroponici, in quanto il calore riduce la capacità dell'acqua di trattenere ossigeno. Le radici, infatti, hanno bisogno di grandi quantità di ossigeno per potersi sviluppare adeguatamente e in idroponia le piante potrebbero rimanere soffocate da un ambiente eccessivamente caldo. Dall'altra parte, invece, le temperature troppo fredde possono causare stress, facendo avvizzire e rallentare la crescita delle piante.

L'ideale è mantenere una temperatura di 22°C nella zona circostante le radici, in modo da consentire alle piante di crescere senza soffrire gli effetti secondari delle eventuali oscillazioni termiche. Se doveste avere problemi a mantenere questi valori, potete installare nella vostra stanza di coltivazione un dispositivo di aria condizionata. Anche se si tratta di un dispositivo che genera ulteriori spese, rimane pur sempre un ottimo alleato se volete raggiungere i migliori risultati.

Agenti Patogeni:

Tutti i fattori precedentemente elencati, responsabili di problemi e stress colturali, possono indebolire le difese naturali delle piante, rendendole molto più suscettibili agli attacchi di agenti patogeni esterni. Esistono due microrganismi patogeni che sono soliti attaccare le radici e devastare colture intere, quando trattati in ritardo.

Il Rhizoctonia è un fungo che nasce nel sottosuolo ed è il principale responsabile della morte di piantini e giovani piante. Questo fungo provoca il marciume radicale e quello del colletto, interrompendo i flussi di sostanze nutritive dalle radici alle diverse parti delle piante. Il fungo è visibile nel terreno, dove produce sottili filamenti biancastri. La pianta infetta può anche sviluppare macchie rosse o marroni su steli e foglie. Il Rhizoctonia si sviluppa soprattutto nei substrati saturi d'acqua e sottoposti ad alte temperature.

Il Pythium è l'agente patogeno più temuto tra i batteri dei substrati colturali ed è il più aggressivo. Si sviluppa in impianti idroponici e aeroponici, dove vengono usati substrati inerti privi di materia organica. Tuttavia, può prosperare un po' ovunque. Gli attacchi di Pythium indeboliscono le piante, provocando marciume radicale ed avvizzimento delle parti vegetali. Le piante rispondono con una crescita stentata ed un ingiallimento delle foglie che, con il passare dei giorni, muoiono e cadono. Le radici diventano viscide e mostrano un colore marrone piuttosto malsano.

Mantenete sempre la vostra stanza di coltivazione il più pulita possibile, in modo da prevenire le infestazioni. Sappiate comunque che anche l'armadio più pulito al mondo può essere attaccato dagli agenti patogeni presenti nell'aria, come appunto il Pythium. Introdurre batteri benefici in un substrato colturale consente di evitare questi attacchi parassitari e può fare la differenza nella coltura della Cannabis. Questi organismi non solo eliminano gli eventuali invasori patogeni, ma possono anche formare legami simbiotici con le radici delle piante, aumentando la loro capacità di assimilazione e rendendole ancora più forti e robuste.

Uno degli organismi benefici più popolari è la Micorriza. Si tratta di un fungo che predilige le zone prossime all'apparato radicale delle piante. Questi funghi aiutano le piante ad assimilare meglio le sostanze nutritive, sintetizzandole in elementi ancora più facili da assorbire. Questo processo permette alle radici di assimilare una maggior quantità di fertilizzanti, in tempi più ridotti. Ciò, ovviamente, stimola le piante a crescere molto più velocemente e con maggiore vigore. Le micorrize possono essere acquistate in quasi tutti i negozi specializzati in idroponia e il loro inserimento in un substrato colturale è sicuro ed estremamente vantaggioso.

Un altro fungo potenzialmente benefico per le piante è il tricoderma. Si tratta di un fungo piuttosto comune, presente nella maggior parte dei terreni naturali di tutto il mondo. Si tratta di un organismo che agisce quasi come una guardia del corpo, invadendo le zone prossime alle radici con estremo impeto, eliminando gli invasori in competizione per occupare questi spazi. Oltre ad eliminare i funghi patogeni, è in grado di penetrare anche nei primi strati delle radici, avviano alcuni meccanismi di autodifesa che consentono alle piante di crescere con maggiore resistenza e vigore, respingendo qualsiasi altra forma di stress.

 

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