Vaporizzare la cannabis è diventato un modo per sballarsi estremamente popolare. Questo metodo viene considerato più salutare che fumare canne e blunt, i quali vengono associati ad agenti cancerogeni. Un'altra caratteristica che offre la vaporizzazione è la precisione, che invece non si ha quando si fumano i blunt, canne e bong.

Diversi modelli di vaporizzatori permettono ai consumatori di aggiustare le impostazioni di temperatura. Questo permette di cambiare gli effetti dello sballo.

La cannabis contiene centinaia di composti chimici differenti, molti dei quali contribuiscono all’effetto generato dalla vaporizzazione dell’erba. I due contribuenti principali sono i cannabinoidi ed i terpeni.

Il cannabinoide psicoattivo predominante THC è un esempio. Questo vale anche per il CBD, che è il cannabinoide conosciuto per il suo utilizzo medicinale. Questi composti agiscono sul sistema endocannabinoide per ottenere molti dei loro effetti.

Inoltre, i terpeni mediano l’esperienza insieme ai cannabinoidi con l’effetto entourage. Questi composti aromatici offrono svariati odori, sapori ed effetti fisiologici.

Ognuno di questi “ingredienti” ha diversi punti di vaporizzazione che sono il motivo per cui la temperatura è un fattore importante quando si vaporizza la cannabis.

LA TEMPERATURA IDEALE

La temperatura ideale di vaporizzazione dipende dagli effetti desiderati. Molti consumatori scelgono di vaporizzare per lo sballo, quindi impostano i loro dispositivi su 200°C. Questa è la temperatura in cui gli acidi dei cannabinoidi, come il THCA e CBDA, vengono decarbossilati e rispettivamente convertiti nella loro forma attiva THC e CBD.

La decarbossilazione avviene con il calore e risulta nella rimozione di un gruppo carbossilico, creando un cambiamento strutturale che trasforma i suoi composti precursori inattivi nei componenti attivi ed utilizzabili.

Anche se 200°C è la soglia della decarbossilazione, le temperature più alte rendono di più quando si tratta di contenuto dei canabinoidi. È stato ottenuto un vapore con la consistenza del 77% di cannabinoidi alla temperatura di 230°C, mentre a 170°C aveva un contenuto di solamente 24% di cannabinoidi. Tuttavia, 230°C potrebbe essere considerato troppo caldo.

Il ricercatore sulla cannabis Dr. Arno Hazekamp ha constatato che 210°C è la temperatura ottimale per la vaporizzazione. Questa temperatura permette di raggiungere il miglior equilibrio tra cannabinoidi e terpeni creando tiri morbidi.

Le impostazioni di temperatura più alte di quest’ultima potrebbero produrre più cannabinoidi, ma l’erba potrebbe iniziare a bruciare. Questo risulterebbe in tiri più amari e la possibilità che possa avvenire la combustione che potrebbe produrre agenti cancerogeni. In più, sono presenti meno terpeni ad alte temperature.

Temperature ed effetti di punto di ebollizione della cannabis

BASSE TEMPERATURE STRATEGICHE

Il vapore di questa qualità è ideale per certi consumatori. Darà un effetto meno travolgente che si può utilizzare durante tutta la giornata per aumentare la concentrazione e sentirsi svegli e stimolati. In più, i terpeni portano i loro effetti nel mix. Terpeni come il mircene e limonene possono abbassare lo stress e l’ansia.

ISOLARE IL THC E CBD

Proprio come i terpeni ed i cannabinoidi che evaporano a temperature differenti, i cannabinoidi individuali fanno lo stesso. Il THC e CBD evaporano con 10°C di differenza. Questa distanza è abbastanza lontana per essere in grado di isolarli utilizzando un vaporizzatore? Molto probabilmente no, o almeno con i vaporizzatori odierni.

Per chi cerca livelli alti di CBD, è meglio che opti per i fiori con alto contenuto di CBD o estratti completamente privi di THC.

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