Il borneolo è uno dei tanti terpeni che gli insetti ed i parassiti odiano. L'aroma che viene sprigionato è parte delle difese naturali della pianta di cannabis contro predatori e parassiti. Gli umani, dal canto loro, sono invece generalmente attratti da queste fragranze uniche.

Il borneolo è per natura presente in zenzero, rosmarino, salvia, canfora, maggiorana, timo, artemisia ed altre piante. È un monoterpene biciclico dalla forma di minuti cristalli, opachi e biancastri, e dall'aroma mentolato e balsamico. La sua ossidazione genera la sostanza comunemente nota come canfora, che può essa stessa venir estratta da piante come l'albero della canfora, ed utilizzata come fonte di borneolo. Prima di immergerci nelle ultime scoperte della ricerca sul borneolo ed il suo promettente avvenire, potrebbe interessarvi leggere quest'articolo per una rapidapanoramica sui terpeni della cannabis ed i loro effetti sull'organismo.

DALLA MEDICINA TRADIZIONALE ALLE RICERCHE DI LABORATORIO

Le culture asiatiche sono a conoscenza delle possibili applicazioni del borneolo da millenni, e questa sostanza è fondamentale nella medicina tradizionale cinese. Il borneolo viene impiegato ancora oggi per alleviare certi tipi di dolori, facilitare la digestione, migliorare la circolazione del sangue, e perfino come coadiuvante nel trattamento di malattie respiratorie. La sua azione rinfrescante viene impiegata per ridurre la febbre e per altre finalità refrigeranti. In Asia, questa sostanza viene adoperata anche come trattamento preventivo per malattie cardiovascolari. Il borneolo è un ingrediente comune di cosmetici, repellenti per insetti ed oli essenziali. La scienza ha recentemente cominciato a dare conferme di molte credenze antiche sull'efficacia terapeutica del borneolo, grazie alle sue proprietà antinfiammatorie, neuroprotettive, antiossidanti, anticoagulanti ed anestetiche.

POTENZIALI PROPRIETÀ MEDICINALI

Il borneolo è uno dei composti naturali che più ha mostrato di ridurre l'infiammazione della gengivite in soggetti da laboratorio, mentre in qualità di antidolorifico locale presenta dei vantaggi rispetto al mentolo. Come anticoagulante mostra un effetto sinergico con l'edaravone in ratti da laboratorio colpiti da ictus ischemico. L'edaravone è una molecola impiegata per aiutare le persone a riprendersi dall'ictus, e per il trattamento della sclerosi laterale amiotrofica. Un altro studio del 2008 suggerisce un effetto antitrombotico del borneolo, indicando una possibile azione preventiva dei coaguli sanguigni e delle malattie cardiovascolari come l'infarto.

Borneol

Uno studio mostra che il borneolo agisce sui ratti come antinocicettivo centrale e periferico, riducendo dolore e infiammazione indotti. La ricerca sulle colture cellulari indica che il borneolo può influenzare l'attività dei recettori nicotinici (nAChR), che sono implicati nella regolazione della comunicazione nervo-muscolo e dei processi infiammatori. L'inibizione da parte del borneolo degli effetti chimici mediati da nAChR potrebbe risultare in un effetto anestetico locale.

La ricerca sta anche cominciando a valutare le proprietà neuroprotettive ed antiossidanti di questo terpene. La degradazione cellulare è stata inibita da un trattamento a base di borneolo, che proteggeva una linea cellulare SH-SY5Y contro la tossicità indotta, esercitando un effetto antiossidante e sopprimendo l'apoptosi. La linea cellulare SH-SY5Y viene usata per studiare caratteristiche delle cellule cerebrali umane, ed i risultati di questo studio ampliano le conoscenze sui meccanismi neuroprotettivi del borneolo, come anche il suo potenziale nella prevenzione e trattamento dell'Alzheimer ed altre malattie neurodegenerative.

Infine, uno studio pubblicato in “PLoS One” mostra che il borneolo incrementa fortemente l'apoptosi in cellule del carcinoma del fegato negli umani, indotta dalla nuova sostanza anticancerosa selenocisteina. Come risultato, questo terpene potrebbe divenire un candidato in qualità di chemiosensibilizzante della selenocisteina nei trattamenti del tumore negli umani. Tutti questi studi vengono condotti su linee cellulari o ratti, e sono necessarie molte più ricerche nella medicina convenzionale prima di poter anche soltanto pensare a dei test clinici.

IL BORNEOLO NELLA CANNABIS

Piccole quantità di borneolo presenti per natura nella cannabis ed in altre erbe sono completamente innocue, mentre il borneolo puro può irritare gli occhi, la pelle ed il tratto respiratorio. Il borneolo puro è nocivo anche se viene ingerito. Gli studi mostrano che il borneolo incrementa la biodisponibilità di altre sostanze attive, e favorisce il trasporto di sostanze verso le cellule cerebrali. Il borneolo svolge un ruolo anche nel fenomeno sinergico detto “effetto entourage”, insieme con altri terpeni, cannabinoidi e altro ancora. È qui che probabilmente si notano gli effetti del borneolo presente nella cannabis.

Tuttavia, il borneolo non è uno dei terpeni principali della cannabis, e non si trova frequentemente in quantità significative. Alcune delle proprietà e degli aromi benefici del borneolo possono trovarsi anche in altri terpeni, ma è bene sapere che OG Kush è una delle varietà che potrebbe contenerne. Questa particolare varietà non è una variante Kush tradizionale, poiché possiede maggiormente caratteristiche sativa, ed i fiori che si sviluppano da questa linea genetica sono noti per le loro fragranze di pino e limone. Dopo aver scelto e fatto germinare i semi adatti ai vostri gusti e bisogni, potreste voler incrementare la quantità di terpeni nella vostra coltura, giusto? Ecco alcuni consigli per massimizzare il contenuto in terpeni delle vostre piante di cannabis.

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