Una guida completa ai pro e contro delle autofiorenti.

Indice:

I moderni coltivatori di cannabis hanno l'imbarazzo della scelta. Ci sono molte più varietà sul mercato rispetto al passato e numerosi coltivatori si sono affezionati alle nuove e perfezionate genetiche autofiorenti.

Le genetiche autofiorenti hanno infatti molto da offrire. Esistono varietà ricche in CBD, in THC e con proporzioni bilanciate di entrambi. Per non parlare dell'incredibile diversità dei loro profili terpenici.

Ma non è tutto rose e fiori. Oltre ai vantaggi, le varietà autofiorenti presentano anche una serie di svantaggi che possono scoraggiare alcuni coltivatori.

COS'È LA CANNABIS AUTOFIORENTE?

Cos'è che rende la genetica autofiorente diversa dagli altri tipi di cannabis? Ebbene, la differenza chiave risiede nel nome. In parole povere, queste varietà fioriscono automaticamente.

Esistono due fasi principali nel ciclo di crescita della cannabis: la fase vegetativa e la fase di fioritura. Un altro tipo di cannabis, nota come cannabis fotoperiodica, richiede una variazione nel ciclo di luce per poter iniziare a fiorire.

Le varietà autofiorenti eliminano questo inconveniente. Non si basano su stimoli esterni per iniziare a produrre le loro cime resinose, ma fioriscono dopo un periodo di tempo predeterminato.

Il tratto autofiorente non è emerso per caso, bensì si è sviluppato come forma di adattamento alle condizioni ambientali. Molto probabilmente avrete già sentito parlare di Cannabis indica e Cannabis sativa. Ebbene, il gene autofiorente nasce nella Cannabis ruderalis.

La sottospecie ruderalis si è adattata agli ambienti freddi e spesso difficili dell'Asia centrale, dell'Europa orientale e della Russia. Queste regioni sono caratterizzate da stagioni colturali molto più brevi e temperature più fredde.

Per questo motivo la ruderalis abbandonò la strategia di aspettare il cambio di stagione per innescare la sua fioritura. Questa sottospecie ha infatti sviluppato un gene autofiorente per garantire la propria riproduzione prima dei bruschi cali di temperatura.

Grazie a questo adattamento, i coltivatori possono oggi sfruttare la velocità di crescita delle genetiche autofiorenti!

COS'È LA CANNABIS AUTOFIORENTE?

AUTOFIORENTI VS FEMMINIZZATE

Probabilmente, avrete già visto il termine “femminizzato” o “feminized” usato di frequente sui siti web riguardanti tematiche relative ai semi di cannabis. Sia le varietà autofiorenti che quelle fotoperiodiche possono essere femminizzate. Ciò significa semplicemente che un breeder ha modificato una particolare varietà con il fine di produrre solo piante femminili. Tecnicamente parlando, le probabilità che da questi semi nasca una pianta femmina sono del 99,9%, una percentuale piuttosto impressionante!

I breeder producono i semi femminizzati adottando diverse tecniche, analizzate più nel dettaglio qui. Tenetelo a mente: l'obiettivo di chi compra una confezione di semi femminizzati è quello di raccogliere solo cime!

VANTAGGI

Le varietà autofiorenti presentano una lunga lista di vantaggi rispetto alle varietà fotoperiodiche. Il loro breve ciclo di vita attira i coltivatori alla ricerca di una pronta gratificazione, e la loro natura robusta le rende adatte sia per i coltivatori principianti che per quelli veterani.

CICLO DI VITA PIÙ VELOCE

Le varietà di cannabis autofiorenti sono le regine della velocità. Questo tratto è un altro risultato della loro spiccata capacità d'adattamento. La maggior parte delle varietà autofiorenti completa l'intero ciclo di crescita nello stesso lasso di tempo impiegato dalle varietà fotoperiodiche per completare la loro fase di fioritura, che può andare dalle 7 alle 10 settimane. Il loro rapido ciclo di vita deriva da una breve fase vegetativa e da una veloce fase di fioritura.

Succede molto di rado che un coltivatore decida di coltivare una varietà ruderalis pura al di fuori di un progetto d'ibridazione, data la sua scarsissima produttività. Tuttavia, ibridando delle varietà fotoperiodiche di alta qualità con la genetica ruderalis, i breeder possono creare versioni autofiorenti e, di conseguenza, più veloci di queste leggendarie piante.

Ad esempio, la genetica Haze è famosa per i suoi elettrizzanti effetti da sativa, ma i suoi lunghi tempi di fioritura possono scoraggiare molti coltivatori. Ebbene, la fusione della genetica Haze con la ruderalis consente oggi ai coltivatori di accedere a questi “high” da sativa in molto meno tempo.

La velocità delle autofiorenti si rivolge soprattutto ai coltivatori che vogliono ottenere risultati in poche settimane. Aspettare che maturi un raccolto può essere eccitante nella migliore delle ipotesi, ma anche un'agonia nel peggiore dei casi. Se siete persone impazienti, le varietà autofiorenti sono la migliore strada da percorrere.

La rapidità delle autofiorenti è anche apprezzata da coloro che coltivano sotto pressione. Possono dare profitti più rapidi nelle operazioni commerciali, consentendo di ottenere ripetuti raccolti nelle colture indoor.

Anche in questo caso, la maggior parte delle autofiorenti passano dalla semina al raccolto in circa 7–10 settimane e i coltivatori, calcolando bene i tempi, possono avviare la loro nuova coltura di piantine in contemporanea con quella precedente.

I coltivatori possono inoltre massimizzare i raccolti usando la tecnica Sea of Green (SOG). Questo metodo prevede di piantare numerose autofiorenti una attaccata all'altra e di manipolarle per convergere la crescita in una grande chioma produttiva.

Ecco alcune delle autofiorenti più veloci in circolazione:

QUICK ONE
Ciclo di vita: 8–9 settimane
Tempo di fioritura: 5–6 settimane
EASY BUD
Ciclo di vita: 8–9 settimane
Tempo di fioritura: 5–7 settimane
ROYAL COOKIES AUTO
Ciclo di vita: 8–10 settimane
Tempo di fioritura: 5–7 settimane

Le varietà autofiorenti raggiungono in genere un'altezza compresa tra 60 e 100cm. Le loro dimensioni contenute e la straordinaria velocità con cui crescono consentono ai coltivatori clandestini di allestire e smontare il loro impianto di coltivazione nel minor tempo possibile.

Le autofiorenti possono essere facilmente coltivate su balconi o in luoghi nascosti del giardino. Sono anche molto popolari tra i coltivatori guerrilla: ovvero chi coltiva cannabis all'aperto in luoghi nascosti al pubblico o in mezzo alla natura. Questo metodo aiuta a mantenere le colture fuori dalla vista della gente e nascoste ai ladri.

Se poi volete coltivare nel modo più furtivo possibile, allora provate la micro-coltivazione. L'obiettivo è quello di mantenere le piante il più piccole possibile, pur ottenendo rese ragionevoli. Va da sé che le varietà autofiorenti si adattano perfettamente a questo metodo.

Esempi ancora più estremi di micro-coltivazione includono la crescita delle piante in torri di computer riadattate, secchi e scatole. I coltivatori usano spesso la tecnica Low Stress Training per mantenere le piante più piccole e sotto controllo.

Ecco alcune delle varietà autofiorenti più furtive del mercato:

ROYAL DWARF
Indoor: 40–70cm
All'aperto: 50–90cm
ROYAL BLUEMATIC
Indoor: 60–75cm
All'aperto: 70–100cm
ROYAL CREAMATIC
Indoor: 60–80cm
All'aperto: 80–100cm

SEMPLICI ESIGENZE D'ILLUMINAZIONE

In genere, i coltivatori di autofiorenti scelgono di utilizzare un semplice programma d'illuminazione di 18 ore di luce e 6 ore di buio per l'intera durata del ciclo di vita. Tale programma fornisce alle piante un'adeguata quantità di luce risparmiando energia.

Le semplici esigenze d'illuminazione delle varietà autofiorenti nascondono un ulteriore vantaggio. Come accennato in precedenza, per iniziare a fiorire non richiedono un cambiamento nel programma di illuminazione. Questa loro caratteristica consente ai coltivatori di essere estremamente flessibili con l'illuminazione.

I coltivatori che non hanno problemi a sostenere maggiori costi d'elettricità potrebbero scegliere di accendere le luci per 24 ore. Alcuni coltivatori sostengono che questo metodo permette di ottenere una crescita vegetativa più esplosiva e rese migliori. Altri sostengono che un programma di 24 ore può invece privare le piante del loro periodo di riposo naturale.

Un programma di 12 ore di luce e 12 di buio rappresenta invece l'altra estremità dello spettro. È sicuramente la migliore opzione per i coltivatori che desiderano risparmiare, ma le rese non saranno altrettanto impressionanti.

Indipendentemente dal programma, le esigenze di illuminazione delle varietà autofiorenti sono più facili da soddisfare rispetto a quelle delle loro controparti fotoperiodiche.

PIANTE RESISTENTI

Le piante autofiorenti vantano genetiche stabili, robuste e resistenti. La Cannabis ruderalis non è sopravvissuta casualmente alle latitudini settentrionali. Questa sottospecie è ben equipaggiata per affrontare le temperature estreme e le condizioni meteorologiche avverse.

Il nome stesso “ruderalis” deriva dalla parola latina “rudus”, che significa detriti. Questa sottospecie cresce in contesti urbani dove prosperano i terreni sconnessi, vicino ad edifici demoliti e in fossati lungo la strada.

La maggior parte delle autofiorenti può badare a sé stessa. Non temono le infestazioni di parassiti e si difendono bene dalle muffe che potrebbero rovinare i raccolti.

La loro straordinaria resistenza le rende adatte per i coltivatori principianti, poiché reagiscono estremamente bene agli errori da principiante.

NESSUN PROBLEMA CON L'INQUINAMENTO LUMINOSO

Coltivare autofiorenti garantisce una maggiore tranquillità al momento di fare i conti con l'inquinamento luminoso. Infatti, si tratta di un problema del tutto inesistente.

L'inquinamento luminoso può rovinare completamente una coltura di piante fotoperiodiche. La luce dei lampioni può impedire alle piante coltivate all'aperto di iniziare a fiorire.

Anche i coltivatori indoor possono avere questo inconveniente. Devono infatti assicurarsi che le loro piante fotoperiodiche crescano in totale assenza di luce nelle ore in cui non è necessaria. Un armadio di coltivazione con infiltrazioni di luce basta per scombinare tutto un programma d'illuminazione.

Fortunatamente, le piante autofiorenti non cadono preda di questo irritante fenomeno. Non obbediscono ai comandi luminosi provenienti dall'ambiente esterno, ma crescono e fioriscono seguendo i propri tempi.

RICHIEDONO MENO FERTILIZZANTI

Le varietà autofiorenti crescono meglio nei terreni poco concimati. Date le loro piccole dimensioni e la loro rapida crescita, sono piante che non richiedono molti fertilizzanti.

Le autofiorenti sono varietà semplicemente meno affamate di sostanze nutritive rispetto alle loro controparti fotoperiodiche, un'altra conseguenza della loro natura più robusta. Mentre le varietà fotoperiodiche richiedono una complessa strategia nutrizionale che cambia durante il loro ciclo di crescita, le autofiorenti possono accontentarsi del minimo indispensabile.

Ecco una ricetta di base per una buona miscela di terriccio per autofiorenti:

  • 3 parti di torba
  • 3 parti di compost
  • 2 parti di perlite, inumidita
  • 1 parte di vermiculite, inumidita

PERCENTUALI DI CBD PIÙ ALTE

Le autofiorenti tendono a produrre quantità più elevate di CBD. Mentre alcuni consumatori di cannabis apprezzano solo il THC, molti altri preferiscono che il CBD sia presente in concentrazioni uguali o superiori.

Questo cannabinoide non psicotropo offre un piacevole effetto a livello ricreativo, caratterizzato da sensazioni che mantengono lucida e concentrata la mente.

Anche i consumatori di cannabis terapeutica possono trarre importanti benefici da queste concentrazioni più alte di CBD. Questo cannabinoide offre infatti effetti che aiutano ad alleviare diversi problemi di salute.

I breeder sono riusciti ad aumentare i livelli di CBD di molti ibridi famosi incrociandoli con la genetica Cannabis ruderalis.

Date un'occhiata a queste autofiorenti ad alto contenuto di CBD:

SOLOMATIC CBD
CBD: 21%
THC: 1%
FAST EDDY
CBD: Alto
THC: 9%
STRESS KILLER AUTO
CBD: Alto
THC: 11%

SVANTAGGI

La verità è che niente è perfetto. Nonostante tutte queste qualità impressionanti, la genetica autofiorente non sfugge a questa dura legge della realtà.

RESE INFERIORI

A causa delle loro dimensioni ridotte e del loro breve ciclo di vita, con le autofiorenti bisogna scendere a compromessi e accontentarsi di raccolti più contenuti. La loro statura compatta significa che non possono produrre tanti siti per le cime quanto quelli di una pianta fotoperiodica più alta. I raccolti all'aperto di solito vanno dagli 80 ai 180g/pianta.

Alcune sativa fotoperiodiche raggiungono altezze gigantesche arrivando a sembrare veri e propri alberi, mentre le indica sviluppano chiome incredibilmente dense e produttive. La maggior parte delle autofiorenti non supera invece il metro d'altezza e le loro chiome producono meno cime.

Inoltre, i tempi di fioritura delle autofiorenti sono così brevi che è impossibile che riescano a produrre quantità esorbitanti di infiorescenze. Le varietà fotoperiodiche, invece, hanno tutto il tempo di maturare e diventare campionesse altamente produttive. Tuttavia, le autofiorenti devono mettere in evidenza tutto quello che hanno da offrire prima che la loro breve vita si concluda.

COSTI D'ILLUMINAZIONE

Risparmierete soldi sui fertilizzanti, ma probabilmente finirete per spendere qualcosa in più sulla bolletta della luce. Questo inconveniente passa in secondo pianto per alcuni coltivatori, che espongono le loro autofiorenti a cicli di luce permanente di 24 ore.

Altri coltivatori mirano invece a spendere il meno possibile per l'illuminazione. Le varietà autofiorenti richiedono un minimo di 12 ore di luce e 12 ore di buio. Questo ciclo di luce può far risparmiare qualche euro ai coltivatori, ma pagheranno il prezzo di questa decisione sotto forma di rese più piccole.

Al contrario, le varietà fotoperiodiche altamente produttive richiedono solo un programma d'illuminazione di 12 ore di luce e 12 di buio per innescare la fioritura. I coltivatori devono attenersi a questo programma durante l'intera fase di fioritura, il che significa che risparmieranno denaro e produrranno raccolti più abbondanti mentre lo faranno.

BASSO CONTENUTO DI THC

Alcuni coltivatori si lasciano scoraggiare dalla coltivazione di autofiorenti a causa dei loro bassi livelli di THC percepiti. È vero, le autofiorenti vecchia scuola hanno faticato a competere con le varietà fotoperiodiche altamente psicoattive.

Tuttavia, Royal Queen Seeds ha lanciato una nuova generazione di genetiche autofiorenti. Queste nuove varietà producono concentrazioni di THC capaci di competere con molte delle loro controparti fotoperiodiche.

Date un'occhiata a queste autofiorenti ad alto contenuto di THC:

HULKBERRY AUTO
THC: 21%
GREEN GELATO AUTO
THC: 24%
FAT BANANA AUTO
THC: 22%

CLONI DI SCARSA QUALITÀ

Sfortunatamente, le autofiorenti non producono cloni di buona qualità. Essendo i cloni una copia esatta della pianta madre da cui vengono prelevati, ereditano anche la sua età!

Ipotizziamo che un coltivatore abbia prelevato una talea da una pianta madre di due settimane, questo clone dovrà vegetare, fiorire e maturare nel giro di circa 5–6 settimane.

Il risultato finale sarà una pianta sottosviluppata che non sarà nemmeno arrivata alla fine della fase di fioritura, o non avrà raggiunto una buona dimensione o resa, prima che il suo ciclo di vita giunga al termine.

NON HANNO TEMPO PER IL RECUPERO

Le autofiorenti crescono in modo rapido e lineare. I loro tratti così accelerati le rendono estremamente pratiche, ma anche particolarmente vulnerabili alla sperimentazione. I loro brevi cicli di vita lasciano pochissimo tempo per il recupero da errori importanti.

I coltivatori di piante fotoperiodiche possono tranquillamente potare, piegare e defogliare in base alle loro esigenze. Se commettono errori gravi, possono semplicemente mantenere le piante in fase vegetativa e attendere che si riprendano.

Le autofiorenti, invece, non si comportano allo stesso modo. Possono essere piegate, ma rimane comunque un'operazione rischiosa. Se piegate troppo o danneggiate accidentalmente un ramo o una parte della pianta destinata alla formazione di cime, le autofiorenti non avranno quasi tempo per recuperarsi. Interromperanno la loro crescita vegetativa quando lo riterranno opportuno.

Pertanto, dovrete essere molto precisi e delicati quando piegate e maneggiate le autofiorenti. Piegate sempre con estrema cura le piante, perché non avranno tempo di riprendersi dallo stress.

I PRINCIPIANTI DOVREBBERO INIZIARE CON LE VARIETÀ DI CANNABIS AUTOFIORENTI?

Le varietà autofiorenti sono indubbiamente molto più facili da coltivare. Se siete principianti, evitare complicazioni e godersi appieno il processo di coltivazione vi aiuterà a sviluppare più velocemente il pollice verde. Non solo le autofiorenti sono più discrete e più resistenti a parassiti e malattie, ma vi regaleranno anche raccolti in tempi molto più ridotti.

Qual è il loro inconveniente? Producono meno cime e meno THC. Inoltre, i coltivatori possono scegliere di mantenere le varietà fotoperiodiche in fase vegetativa per tutto il tempo che desiderano. Ciò consente loro di sviluppare piante grandi e produttive. Sebbene anche i principianti possano lanciarsi nella coltivazione di piante sativa dalle altezze torreggianti, nel processo possono trovare molti ostacoli.

Se volete seguire le orme di molti principianti che oggi sono coltivatori affermati, comprate dei semi e date un'occhiata alla nostra guida alla coltivazione di autofiorenti.

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