Ai giorni nostri, la cannabis viene consumata da milioni di persone in tutto il mondo. Tuttavia, come molti dei frutti e delle verdure che troviamo oggi sulle nostre tavole, la cannabis è nata come una specie selvatica confinata in una piccola area ecologica.

Da quando hanno scoperto la cannabis, gli umani hanno diffuso questa pianta in tutti gli angoli del pianeta e l’hanno addomesticata. Creando sempre più ibridi e varietà diverse, hanno iniziato ad usarla per creare medicinali e materiali industriali.

Comparsa sul pianeta come una qualsiasi specie di flora spontanea, la cannabis è rapidamente diventata una delle erbe più versatili, ma controverse, della storia umana. Serviva come materia prima per produrre corde, vele e carta. Le famiglie reali la usavano come medicina per trattare i loro dolori. I credenti di molte religioni sfruttavano le sue proprietà psicoattive per sentirsi più vicini al divino.

Nell’era moderna, i ricercatori hanno svelato la complessità chimica dell’erba. I breeder hanno creato varietà capaci di produrre quantità molto più elevate di cannabinoidi e terpeni rispetto alle loro antenate autoctone e selvatiche. Attualmente, migliaia di persone sono dietro le sbarre accusate di possesso di cannabis.

Negli ultimi anni, la cannabis ha avuto un impatto significativo sulla cultura umana. Scopriamo da dove proviene esattamente la cannabis, come si è diffusa nei Paesi di tutto il mondo e com'è vista dalla società moderna.

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L’origine botanica della marijuana

Probabilmente, avrai già sperimentato centinaia di volte gli effetti della cannabis, ma sei sicuro di conoscere fino in fondo questa pianta?

Oltre ad esaminare la fisiologia e la biologia delle diverse specie vegetali, i botanici effettuano una tassonomia per analizzare le caratteristiche delle piante e classificarle in famiglie. Si occupano anche di paleobotanica, lo studio dei fossili vegetali.

Entrambi questi rami della botanica aiutano a stabilire le origini di particolari specie vegetali. Quando si tratta di marijuana, i ricercatori hanno sviluppato un quadro dettagliato del suo albero genealogico.

La classificazione ufficiale della cannabis è avvenuta in tempi relativamente recenti. Nel 1753, il botanico e zoologo svedese Carlo Linneo classificò questa pianta come Cannabis sativa L. (dove L. sta per Linneo). Il ricercatore svedese scelse questo nome poiché descriveva le caratteristiche fisiche della pianta. La parola “cannabis”, infatti, significa “simile ad una canna”, mentre “sativa” significa “piantata o seminata”. A quel tempo, Linneo credeva che ci fosse solo una specie appartenente a questo genere.

Nel 1875, il naturalista e biologo evoluzionista francese Jean-Baptiste de Lamarck mise in discussione questo punto di vista sulla base di nuovi esemplari di piante provenienti dall’India. Lamarck chiamò questa nuova versione Cannabis indica, sostenendo che le sue fibre erano di qualità inferiore rispetto a quelle della Cannabis sativa, ma il suo profilo psicoattivo era nettamente superiore.

Nei secoli successivi, numerosi botanici tentarono di suddividere la cannabis in ulteriori sottospecie. Tuttavia, queste minuscole differenze creavano linee sfocate e confuse non condivise all'unanimità. Negli anni ’70, i professori William Emboden e Loran Anderson ed il botanico di Harvard Richard E. Schultes stabilirono le principali differenze strutturali tra le tre sottospecie più eclatanti: Sativa, indica e ruderalis.

Queste tre categorie sono oggi ampiamente riconosciute. Facendo una breve ricerca sul sito web di una qualsiasi seedbank, ti imbatterai sicuramente in questi nomi. Ognuna offre al coltivatore qualcosa di leggermente diverso in termini di dimensioni, rese e velocità di crescita.

Ancora più di recente, negli anni ’80, i ricercatori inserirono la cannabis nella famiglia delle cannabaceae. Questo gruppo contiene 170 specie, compreso il luppolo, i cui fiori femminili di forma conica e ricchi di terpeni sono usati per aromatizzare la birra.

Quali sono le origini della marijuana?

Prima di addentrarci nella storia della marijuana nelle diverse civiltà, dobbiamo innanzitutto parlare delle sue origini. Attualmente, l'esatta provenienza geografica della marijuana è ancora al centro di numerosi dibattiti. Tuttavia, alcune prove convincenti indicano tre regioni chiave.

  • Asia Centrale

Attraverso la sua ricerca storica sulla cannabis del 1950, l’autore R. J. Bouquet affermò che la marijuana è originaria dell’Asia centrale[1]. Secondo quanto riportato, gli attuali Kazakistan, Mongolia, Cina nordoccidentale ed Estremo Oriente russo potrebbero tutti formare questo potenziale punto d’origine.

  • India

Altri due ricercatori convennero su una teoria leggermente diversa. Pur essendo d'accordo sul fatto che l’Asia centrale potesse giocare un ruolo importante come patria natia della cannabis, Hooker e Vavilov estesero i confini fino alla culla della cannabis.

Hooker scoprì che la cannabis cresceva spontaneamente tra le montagne dell’Himalaya sud-occidentale. Vavilov riteneva inoltre che la pianta fosse originaria dell’India nordoccidentale, incluse le regioni del Punjab e del Kashmir, nonché Afghanistan, Tagikistan e Uzbekistan.

Quali sono le origini della marijuana?

  • Tibet

Nonostante tutte queste teorie abbiano un fondamento, ricerche più recenti hanno fatto emergere delle origini molto più affidabili per la marijuana. John McPartland, un leggendario ricercatore britannico specializzato in cannabis, pubblicò un articolo sulla rivista “Vegetation History and Archaeobotany” in cui colloca la patria della cannabis sulle vette dell’altopiano tibetano.

Ma cosa distingue questa conclusione dalle altre? Beh, si basa su un gran numero di prove fisiche.

Arroccata a 3 chilometri sopra il livello del mare, questa steppa che si estende ad un'altitudine così elevata potrebbe sembrare un luogo improbabile per la nascita della cannabis, ma è esattamente dove i dati avrebbero portato McPartland e la sua squadra di ricerca.

Iniziarono scartabellando pile e pile di studi scientifici per identificare siti archeologici e geologici dove altri scienziati avevano precedentemente trovato del polline di cannabis. Dopo aver analizzato i dati, scoprirono che il polline di cannabis fu scoperto per la prima volta nella Cina settentrionale e nella Russia meridionale.

Giunsero così alla conclusione che la cannabis poteva aver avuto origine vicino al lago Qinghai sull’altopiano tibetano, circa 28 milioni di anni fa. A questo punto della storia, la cannabis potrebbe essere nata separandosi da un antenato comune con la pianta del luppolo.

Da queste regioni, la cannabis iniziò a diffondersi in modo naturale in tutta Europa circa 6 milioni di anni fa e nella Cina orientale circa 1,2 milioni di anni fa. Il polline di cannabis sarebbe invece apparso in India più di recente, circa 30.000 anni fa.

Gli antichi usi storici della marijuana

Adesso che conosci la tassonomia e le possibili origini della cannabis, facciamo un tuffo negli usi della cannabis attraverso la storia antica. Successivamente, daremo un’occhiata a com’è cambiato il nostro rapporto con l’erba in tempi più recenti.

Repubblica Ceca

La regione attualmente conosciuta come Repubblica Ceca potrebbe essere la patria del più antico uso di cannabis[2] ufficialmente riconosciuto nella storia umana. Su frammenti di argilla ritrovati in questo Paese, datati tra 26.000 e 24.000 anni fa, sono state scoperte tracce di fibre di cannabis.

Uno dei massimi esperti mondiali di tecnologia delle fibre preistoriche ha dichiarato: “Le impronte sono state create da tessuti intrecciati con fibre di piante selvatiche, come l’ortica e la canapa selvatica [una forma di cannabis fibrosa e a basso contenuto di THC], casualmente conservate fino ai giorni nostri”. Tuttavia, fino a quando non emergeranno ulteriori prove, il materiale vegetale che gli antichi usavano per creare queste impronte sono tuttora argomento di dibattito.

Cina

Siccome la cannabis è quasi sicuramente originaria dell’Asia centrale e del Tibet, è plausibile che la prima testimonianza documentata dell’uso di questa pianta da parte dell’uomo provenga dalle regioni limitrofe. Gli archeologi hanno scoperto l’uso delle fibre di canapa sull’isola di Taiwan (situata al largo della costa della Cina), che risalirebbe a 10.000 anni fa durante l’età della pietra.

Qui, le persone usavano corde di canapa per decorare i vasi di argilla umida mentre il materiale si asciugava. Oltre a questi risultati, i ricercatori hanno anche trovato strumenti noti per essere coinvolti nella lavorazione delle fibre di cannabis.

  • Cannabis ed industria cinese

Anche gli antichi cinesi scelsero di usare la canapa come pianta con cui tessere i loro vestiti. Questa pianta slanciata e piena di risorse permise loro di porre fine alla loro dipendenza dalle pelli animali.

Non solo usavano la canapa per i loro indumenti quotidiani, ma il “Libro dei Riti” (scritto intorno al 200 a.C.) narra che le persone dovevano indossare vestiti di canapa durante i periodi di lutto.

Il loro ingegnoso uso della canapa non si limitava a semplici capi di abbigliamento. Usavano questa pianta per fare corde[3], reti per la pesca e carta con cui documentarono la loro storia, filosofia e poesie. La canapa compare in numerosi ed importanti scritti di letteratura cinese datati tra il 475 e il 221 a.C., comprese le opere filosofiche di Confucio e la poesia classica.

Alcuni secoli dopo, intorno al 200 d.C., l’antico dizionario Shuowen[4] metteva in risalto le conoscenze cinesi sulla cannabis. Questo vecchio libro documenta come all'epoca fossero a conoscenza delle caratteristiche delle piante di cannabis sia femminili che maschili, suggerendo che la popolazione fosse riuscita ad identificare queste differenze in base alla produzione di fiori o polline.

  • Cannabis e medicina cinese

La cannabis giocava anche un ruolo fondamentale nel sistema medico dell’antica Cina[5]. Secondo alcuni documenti, l’uso della cannabis nella medicina cinese potrebbe risalire a circa 1.800 anni fa. Questi testi mostrano che venivano usate quasi tutte le parti della pianta per la preparazione delle medicine, inclusi semi, foglie, radici, rami e fiori.

La Cina ha anche sfruttato il potere psicoattivo della cannabis nel corso della sua storia. Il taoismo iniziò a diffondersi in tutta la nazione intorno al 600 a.C., un sistema di credenze secondo cui gli esseri umani devono sforzarsi per vivere in equilibrio con la natura e l’universo. All’inizio era considerato peccaminoso alterare la coscienza con la cannabis.

Più tardi, durante il I secolo d.C., i taoisti iniziarono ad approfondire l’alchimia e la magia e gli effetti della cannabis acquisirono subito un grande fascino per attingere al soprannaturale.

Giappone

La cannabis ha prosperato in Giappone sin dal neolitico. La gente di queste terre iniziò ad usare la canapa durante il periodo Jomon (tra il 14.000 e il 300 a.C.), quando vivevano come cacciatori-raccoglitori ed iniziavano a praticare l’agricoltura. Questo periodo della storia giapponese è definito da un'immensa produzione di ceramiche. Molti di questi manufatti erano decorati con corde fibrose, molto probabilmente di canapa.

La canapa forniva anche una risorsa naturale utilizzata nella produzione di vestiti e cesti. Gli archeologi ebbero modo di confermare tali usi dopo aver scoperto semi di cannabis in siti preistorici sull’isola di Kyushu[6].

Inoltre, si ritiene che i semi di canapa siano stati consumati come fonte di cibo durante questo periodo. I **primi semi di canapa[7], insieme alla carta e alle risaie, furono importati in Giappone dalla Cina. Dopo aver attraversato per la prima volta la Corea, i semi di canapa si fecero strada attraverso lo stretto fino a Kyushu.

Un altro indicatore chiave del fatto che la canapa regnava sovrana durante il periodo Jomon si presenta sotto forma di una pittura rupestre. Una superficie di roccia colorata rinvenuta sulla costa di Kyushu raffigura imponenti piante di canapa[8] con le loro inconfondibili foglie verdi a ventaglio.

Anche la religione giapponese dello shintoismo sosteneva l'uso della cannabis[9]. Sventolando fasci di bastoncini di canapa, i sacerdoti credevano di benedire i seguaci e di scacciare gli spiriti maligni.

India

La cannabis ha svolto un ruolo chiave all’interno dell’antico sistema religioso e medico dell’India e rimane ancora oggi in prima linea in alcune pratiche spirituali. L’induismo è apparso per la prima volta nella valle dell'Indo, vicino all’odierno Pakistan, tra il 2.300 ed il 1.500 a.C.

I testi sacri della religione sono formati da quattro Veda, o libri della conoscenza. All’interno di queste pagine, gli autori evidenziano cinque piante sacre. La cannabis si erge su questo pantheon, con un presunto angelo custode contenuto nelle sue foglie. I libri descrivono la cannabis come liberatrice e fonte di felicità donata agli umani per aiutarli a vincere la paura.

  • La leggenda di Shiva

Anche gli dei della religione indù hanno a che vedere con la cannabis. Gli induisti credono che Shiva costituisca il terzo dio all’interno del loro triumvirato ed una leggenda descrive il momento in cui avrebbe usato la cannabis per ritrovare le energie perse.

Dopo aver perso le forze a seguito di una discussione con la sua famiglia, Shiva svenne sotto una pianta piuttosto speciale. Dopo essersi svegliato, toccò ed osservo le sue foglie e in pochi istanti riprese tutte le forze. Da allora, ricevette il soprannome di “Signore del Bhang”.

Come miscela di cannabis, latte, zucchero ed una miriade di altri prodotti di origine vegetale, il bhang è una bevanda che provoca uno sballo intenso e di lunga durata. Questo edibile ha giocato un ruolo importante nella cultura indiana, soprattutto durante i matrimoni, dove aiutava ad allontanare gli spiriti maligni. Le famiglie erano solite offrire agli ospiti una tazza di bhang come atto di ospitalità.

  • La patria del charas

Il charas è originario della valle di Parvati e del Kashmir. I coltivatori di cannabis di queste regioni producevano (e producono) questo pregiato estratto strofinando la resina fresca delle piante tra i palmi delle loro mani, fino a formare una densa sfera di tricomi nota come “temple ball”.

  • I santoni usavano l’erba

Anche i sadhu hanno svolto un ruolo importante nella storia della cannabis in India. Questi devoti seguaci di Shiva dedicano la loro vita alla loro fede. Come asceti, si astengono dalla ricchezza materiale, dalla famiglia e dal sesso. Questo stile di vita ebbe origine nell’VIII secolo d.C. ed ancora oggi ha una lunga schiera di seguaci. I devoti usano la cannabis per migliorare la propria meditazione.

Persia

Al culmine dell’impero persiano, i confini della Persia racchiudevano un’area che comprendeva gli attuali Iran, Egitto, Turchia ed alcune parti di Pakistan ed Afghanistan. Conosciuto anche come impero achemenide, questa civiltà durò dal 559 al 331 a.C.

  • Zoroastrismo

La fede zoroastriana, fondata dal profeta Zarathustra (o Zoroastro), divenne la religione ufficiale di queste regioni. Prima che l’islam invadesse l’area, i sacerdoti zoroastriani usavano la cannabis nei rituali e i loro inni esprimevano addirittura l’importanza di proteggere questa “pianta sacra”.

  • L’era islamica

Più vicino ai giorni nostri, durante il XIII secolo, l’hashish divenne una sostanza popolare durante l’era islamica. Secondo gli studiosi, sarebbe stato il santo sufi persiano Sheikah Haydar ad aver contribuito ad aumentare la popolarità della cannabis nella regione.

Come seguace del sufismo (un ramo mistico dell’islam), Haydar conduceva uno stile di vita ascetico. Ebbene, era solito farlo fino a quando non scoprì la cannabis! La storia racconta che trovandosi davanti ad una coltivazione di cannabis, non riuscì a trattenere la voglia di provarla. Dopo la prima esperienza, iniziò a consumarla regolarmente.

Ma l’uso della marijuana non compromise il suo stile di vita agli occhi di Haydar. Parlò con riverenza della pianta, affermando che: “Dio onnipotente ti ha concesso come un favore speciale la consapevolezza delle virtù di questa foglia...”. Successivamente, la cannabis si diffuse in Siria, Egitto ed Iraq, dove la gente la chiamava la “signora di Haydar”.

Sciti

Hai mai sentito parlare degli sciti? Se non sai chi sono, preparati per delle grandi sorprese! Questi forti guerrieri ariani formarono una cultura nomade e divennero maestri nell’equitazione. Dominavano la steppa eurasiatica, una vasta regione di praterie che attraversava l’odierna Ungheria, Bulgaria, Ucraina, Russa occidentale e Siberia.

  • Feroci guerrieri ed il culto dei morti

La ferocia e l'efficienza di questi guerrieri era tale che definirono i modelli su cui si sarebbero poi basati i mongoli e gli unni. Sono persino stati fonte d’ispirazione per la cultura dell’equitazione Dothraki della serie “Trono di Spade”.

Ma dove si inserisce la cannabis nella loro cultura antica? Ebbene, l’erba giocava un ruolo importante nel culto scitico dei morti[10]. Dopo la morte e la sepoltura dei loro capi, i guerrieri sciti cercavano di purificarsi allestendo una struttura simile ad una tenda e riempiendola di fumo di cannabis.

L’antico scrittore greco Erodoto documentò questo rito, affermando che: “Gli sciti hanno preso dei semi di questa canapa, si siedono sotto i teli e mettono i semi su pietre roventi”, aggiungendo, “gli sciti, trasportati da questo fumo, urlano”.

Gli storici ritengono che, probabilmente, anche le infiorescenze di cannabis venissero messe sulle pietre per produrre questo effetto apparentemente psicoattivo.

Grecia

La cannabis fu introdotta nell’antica Grecia probabilmente dagli sciti, che lavoravano come partner commerciali in campo culturale e venivano persino reclutati come forza di polizia mercenaria ad Atene.

La cannabis apparve per la prima volta nell’età classica con Erodoto, ma a quel tempo la cultura aveva scarso interesse per l’erba. Con il passare degli anni, però, la pianta iniziò ad assumere sempre più importanza nel loro sistema medico ed anche all’interno di alcuni culti greci.

  • La cannabis nella medicina greca

La cannabis occupava un posto di rilievo nella farmacopea greca. I medici antichi sfruttavano questa pianta nel tentativo di curare infiammazioni, gonfiori e mal d’orecchi. Utilizzavano anche le sue radici[11], credendo di poter trattare vari tipi di tumori.

  • Il culto di Asclepio

Molti santuari e templi di epoca classica furono costruiti per onorare Asclepio, il dio della medicina e della guarigione. Gli storici credono che i seguaci del culto di Asclepio abbiano probabilmente sfruttato il “fuoco scitico” come incenso durante i loro rituali[12].

Storia recente

La conoscenza e gli usi della cannabis rimasero inalterati nei secoli arrivando fino ai tempi moderni.

Cannabis in Gran Bretagna

La Gran Bretagna ha una storia piuttosto lunga con la pianta di cannabis. Gli archeologi hanno scoperto prove che indicano il suo uso industriale e documenti che ne descrivono l’impiego come medicinale.

  • Canapa e marina inglese

L’umile pianta di cannabis ebbe probabilmente un ruolo importante nel determinare il grande successo della marina inglese, grazie al suo impiego nella produzione di corde. Divenne una risorsa così importante che, nel 1533, re Enrico VIII ordinò che le sue terre fossero destinate alla coltivazione di canapa. Più tardi, Elisabetta I ordinò alla popolazione di coltivarne ancora di più, multando gli agricoltori incapaci di soddisfare tali richieste.

  • Cannabis medica

La cannabis entrò di nuovo in Gran Bretagna nel 1842 tramite il medico irlandese William Brooke O'Shaughnessy. Dopo aver studiato la pianta nel Bengala, mentre lavorava come ufficiale medico per la compagnia britannica delle Indie orientali, rientrò al quartier generale dell’impero portandosi dietro una piccola scorta di cannabis. Secondo alcuni storici, alcuni mesi dopo il suo ritorno, la regina Vittoria iniziò ad usare la cannabis[13] per curare i sintomi del suo stress post-mestruale.

Canapa in Nord America

Anche l’America ha fatto buon uso della canapa. Sebbene alla fine la pianta sia stata diffamata, svolse un ruolo importante in Nord America per diversi secoli.

  • La cannabis attraversa l’Atlantico

I semi di canapa sbarcarono per la prima volta in Nord America dopo l’insediamento britannico a Jamestown nel 1616. Qui, gli agricoltori coltivavano canapa per la produzione di fibre, che usavano per fabbricare corde, vele e vestiti. Re Giacomo I richiedeva ad ogni proprietario terriero di coltivare 100 piante di canapa come coltura destinata all’esportazione.

  • I padri fondatori rispettavano la cannabis

Molti dei padri fondatori sostenevano l’uso della cannabis. George Washington coltivava canapa nella sua tenuta.

Il proibizionismo nel corso delle varie epoche

Nel corso dei secoli, i nostri governanti hanno sempre nutrito opinioni molto diverse sulla cannabis. Sebbene alcuni rispettassero e riverissero la pianta, altri la detestavano. Il proibizionismo della cannabis è apparso ripetutamente nel corso della nostra storia. Scopri alcuni esempi chiave qui di seguito.

  • Arabia

Il primo resoconto con chiari riferimenti al proibizionismo risale al lontano 1378. L’emiro di Joneima, Soudoun Sheikouni, mise al bando la cannabis in tutta l’Arabia quando regnava in questa regione.

  • Madagascar

Il successivo caso di proibizionismo della cannabis emerse nel 1787 nell’isola africana del Madagascar. Dopo che il re Andrianampoinimerina salì al trono, mise al bando la cannabis in tutto il suo regno. Si assicurò che il suo popolo obbedisse al suo comando applicando la sua legge draconiana con la pena di morte.

  • Impero francese

Napoleone vietò l’uso della cannabis nel 1800. Dopo che le sue forze presero d’assalto l’Egitto, vide con i propri occhi gli effetti della cannabis sui suoi uomini mentre fumavano hashish e bevevano infusioni a base di cannabis. Temendo che ne diminuisse l’efficacia, vietò l’uso della cannabis e chiuse i punti vendita che rifornivano le sue truppe.

  • Brasile

Il consiglio nazionale del Brasile emanò leggi anti-cannabis nel 1830. Proibirono ai cittadini di trasportare cannabis in città e punirono tutti gli schiavi catturati usando l’erba.

Il proibizionismo nel corso delle varie epoche

  • Impero ottomano

L’impero ottomano conquistatore intraprese una guerra contro l’hashish egiziano nel 1877. Il governo di Costantinopoli, la città occupata dopo aver sconfitto l’impero bizantino, ordinò alle sue forze di distruggere tutto l’hashish in Egitto.

  • Marocco

Anche la patria del miglior hashish al mondo ha visto qualche forma di proibizionismo nel corso della sua storia. Nel 1890, il sultano Hassan I pose severe restrizioni alla coltivazione della cannabis, concedendo solo ad alcune tribù il diritto di coltivare.

  • Grecia

Nonostante l’importante ruolo storico svolto dalla pianta nella sua storia antica, il governo greco vietò la coltivazione, l’importazione e l’uso della cannabis nel 1890.

  • XX secolo

Dopo questi piccoli contrattempi nel rapporto tra uomo e cannabis, il proibizionismo si diffuse in quasi tutto il mondo durante il XX secolo. Molte di queste leggi sono ancora in vigore ai giorni nostri. Questi sono solo alcuni dei Paesi che hanno vietato la cannabis in questo periodo:

Giamaica (1913) Sierra Leone (1920)
Messico (1920) Sud Africa (1922)
Canada (1923) Panama (1923)
Sudan (1924) Libano (1926)
Australia (1926) Indonesia (1927)
Regno Unito (1928) Stati Uniti (1937)
Paesi Bassi (1953) Nuova Zelanda (1965)
Bangladesh (1989) Polonia (1997)
  • XXI secolo

Nel corso del XXI secolo le cose cambiarono improvvisamente. Quando la scienza iniziò a screditare le propagande alla base del proibizionismo diffusosi nel precedente secolo, molte nazioni fecero un passo indietro ed iniziarono a rendere la cannabis molto più accessibile ai propri cittadini. I Paesi che hanno legalizzato la cannabis ad uso ricreativo o terapeutico o l’hanno depenalizzata, includono:

Lussemburgo Canada
Portogallo Belgio
Cile Brasile
Austria Messico
Argentina Danimarca
Svizzera Italia
Germania Grecia
Alcuni Stati degli USA

La scienza incontra la cannabis

È interessante notare che la maggior parte della scienza pionieristica che ha posto le basi per la nostra comprensione della pianta ha avuto luogo durante il ferreo divieto del XX secolo. Sebbene gli antichi conoscessero le proprietà medicinali dell’erba, gli scienziati occidentali riuscirono ad isolare i componenti attivi. Inoltre, iniziarono a studiare la sua azione sul corpo umano, scoprendo rapidamente che le molecole come il THC interagivano con il sistema endocannabinoide.

Qui di seguito, scoprirai alcuni degli eventi chiave che hanno portato alla nostra attuale comprensione della cannabis e dei meccanismi dietro ai suoi affascinanti effetti:

Primi anni ’30: Un gruppo di Cambridge guidato da Thomas Easterfield isolò per la prima volta il cannabinoide CBN, una molecola prodotta dalla degradazione del THC.
1940: Il chimico statunitense Roger Adams fu il primo ad isolare il CBD.
1964: Raphael Mechoulam e colleghi isolarono per la prima volta il cannabinoide psicoattivo THC.
1973: I ricercatori confermarono gli effetti di alterazione della mente del THC durante alcuni esperimenti su animali e ricerche condotte sull'uomo.
Primi anni ’90: I ricercatori scoprirono e clonarono per la prima volta i recettori[14] che compongono il sistema endocannabinoide. Il recettore CB1 fu scoperto nel 1990, mentre il CB2 nel 1993.
1992: Gli scienziati scoprirono il primo endocannabinoide riconosciuto dalla scienza[15]: l’anandamide.
1995: Mechoulam e colleghi identificarono un secondo endocannabinoide[16]: il 2-AG.

L’era moderna

Oggi, la cannabis si sta ancora riprendendo dal trattamento draconiano ricevuto nel XX secolo. Tuttavia, poiché la nostra comprensione scientifica della pianta continua a crescere, sempre più nazioni stanno legalizzando la marijuana.

Ogni giorno, gli scienziati che si occupano di cannabis scoprono nuove applicazioni mediche per questa pianta. I ricercatori stanno analizzando più di 100 cannabinoidi e 200 terpeni presenti all’interno dei fiori di cannabis. La maggior parte di queste sostanze fitochimiche possiede benefici nella loro forma isolata, ma sembrano funzionare ancora meglio quando somministrate insieme, grazie ad un effetto sinergico[17].

Ancora oggi, molte menti innovative portano avanti il lavoro dei nostri antichi antenati. Stanno esplorando gli usi industriali della canapa: da materiale da costruzione[18] e combustibile[19], fino a mezzo per ripulire gli ambienti inquinati[20].

Le origini del nome

Il nome Cannabis deriva dalla parola greca κάνναβις (kánnabis), in origine usata dalle popolazioni scite. Anche il nome canapa potrebbe derivare da una variante di una parola coniata dagli sciti. Più tardi, le espressioni scite di Cannabis e canapa iniziarono a diffondersi in tutte le lingue indo-europee. Nel 1548, il Dizionario Oxford English riportò per iscritto il suo primo uso con l'espressione Cannabis sativa.

Il nome marijuana o marihuana, usato per indicare la Cannabis sativa, ha più di un'etimologia popolare. L'uso della parola marijuana ebbe origine in Messico, tra i nativi ispanici messicani, ed era associata al nome femminile di Maria Juana. Tuttavia, questa connessione non è ancora del tutto chiara. Dal 1930, la stampa iniziò a riportare questo nome straniero un po' ovunque, dando alla Cannabis una connotazione molto più negativa e pericolosa. In questo modo, riuscirono a convincere il popolo americano a disinteressarsi della pianta. Altri ancora, invece, sostengono che il nome marijuana derivi dalla parola cinese "ma", canapa. Si narra che alcuni esploratori cinesi fossero soliti indicare i fiori di Cannabis con la parola "ma ren hua", che letteralmente significa fiori di semi di canapa. In un secondo momento, questo termine potrebbe essere stato preso dai nativi spagnoli delle Americhe, dando così origine all'altra possibile fonte etimologica.

La cannabis possiede una storia ricca e complessa. Ci auguriamo che l’uomo moderno riesca a portare la cannabis lontano dal proibizionismo e verso la libertà. Si spera che le generazioni future rileggeranno la storia del XXI secolo come un’epoca in cui le persone iniziarono a rivalutare la cannabis per creare un mondo migliore.

External Resources:
  1. UNODC - Bulletin on Narcotics - 1950 Issue 4 - 002 https://www.unodc.org
  2. Cannabis utilization and diffusion patterns in prehistoric Europe: a critical analysis of archaeological evidence https://www.researchgate.net
  3. Cannabis in Chinese Medicine: Are Some Traditional Indications Referenced in Ancient Literature Related to Cannabinoids? https://www.ncbi.nlm.nih.gov
  4. Shuowen jiezi 說文解字 (www.chinaknowledge.de) http://www.chinaknowledge.de
  5. Cannabis in Chinese Medicine: Are Some Traditional Indications Referenced in Ancient Literature Related to Cannabinoids? https://www.ncbi.nlm.nih.gov
  6. Japanese History: Hemp in Prehistoric Times | Herb Museum http://www.herbmuseum.ca
  7. Hempen Culture In Japan http://www.japanhemp.org
  8. Japanese History: Hemp in Prehistoric Times | Herb Museum http://www.herbmuseum.ca
  9. Cannabis | Green Shinto http://www.greenshinto.com
  10. Ancient Scythians spread the use of cannabis in death rituals https://www.digitaljournal.com
  11. Luigi Arata, Nepenthes and cannabis in ancient Greece - PhilPapers https://philpapers.org
  12. Cannabis in Ancient Greece - theDelphiGuide.com https://thedelphiguide.com
  13. BBC News | PANORAMA | History of Cannabis http://news.bbc.co.uk
  14. Cannabinoid pharmacology: the first 66 years https://bpspubs.onlinelibrary.wiley.com
  15. Isolation and structure of a brain constituent that binds to the cannabinoid receptor | Science https://science.sciencemag.org
  16. Identification of an endogenous 2-monoglyceride, present in canine gut, that binds to cannabinoid receptors - ScienceDirect https://www.sciencedirect.com
  17. Taming THC: potential cannabis synergy and phytocannabinoid-terpenoid entourage effects https://www.ncbi.nlm.nih.gov
  18. Hempcrete: Alberta company uses hemp to build tiny homes https://www.cbc.ca
  19. Industrial Hemp's Energy Potential - Biofuels - Hemp Gazette https://hempgazette.com
  20. Industrial Hemp for Bioremediation | Florida Hemp Coalition https://floridahempcoalition.org
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