Dopo essere stata usata come pregiato materiale e potente medicina, oggi, la Cannabis porta con sé lo stigma della droga pericolosa e illegale. Diamo uno sguardo alla storia di questa illustre pianta.

In un modo o nell'altro, che ne abbiate sentito parlare o che l'abbiate provata qualche volta, la Cannabis è una pianta conosciuta da tutti. Viene spesso descritta come una sostanza pericolosa ed illegale, che può avere effetti nocivi sulla salute dell'uomo, ma si tratta di un punto di vista che ignora totalmente il vero potenziale della Cannabis e l'impatto che ebbe sull'uomo nel corso della storia. Negli ultimi dieci anni, però, questa percezione sta lentamente cambiando, grazie alla maggiore consapevolezza delle vere proprietà offerte da questa pianta.

Molti sostengono che la Cannabis sia una delle prime specie vegetali coltivate dall'essere umano, sfruttata già migliaia di anni fa per le sue numerose applicazioni. Una pianta dagli infiniti usi: da materiale edile a sostanza usata con fini terapeutici e nelle più diverse applicazione. Considerando il suo enorme potenziale, non è un caso che la Cannabis venga oggi coltivata in tutto il mondo, ma ciò che risulta ancora più sorprendente è la reputazione che è riuscita ad ottenere in questi ultimi anni.

LA CANNABIS IN EPOCHE PASSATE

La Cannabis è una pianta dioica annuale originaria dell'Asia centrale, più precisamente delle regioni della Mongolia e del sud della Siberia. In natura si trova in due sottospecie: Cannabis sativa e Cannabis sativa L. (comunemente chiamata canapa). A differenza della cugina Cannabis sativa, la canapa è priva di proprietà psicoattive. Nell'antichità l'uomo usava entrambe le specie per gli scopi più diversi.

Le prime testimonianze scritte sulle prime colture di Cannabis e sui suoi usi risalgono al 5000 a.C., in Cina. Esistono numerose prove storiche ed archeologiche sull'uso della canapa nell'antica Cina, per produrre tessuti per l'abbigliamento, corde e carta. Inoltre, i suoi semi venivano usati per fare olio e alimenti. Il primo uso di Cannabis a fini terapeutici fu riportato dall'imperatore cinese Shen Nung. I cinesi sfruttavano le proprietà di questa pianta per alleviare dolori e problemi di gotta.

Dopo la diffusione su tutto il territorio cinese, la Cannabis trovò la sua strada in Corea, nel 2000 a.C., da dove raggiunse l'India intorno al 1000 a.C.. Come i cinesi, anche gli indiani scoprirono presto i diversi usi della Cannabis ed iniziarono a sfruttarla per produrre tessuti, alimenti e potenti medicine. La Cannabis iniziò presto ad avvicinarsi al Medio Oriente, nel 1400 a.C., dove fu ampiamente coltivata dagli Sciti, popolazioni nomade indo-europee. Furono gli stessi Sciti a portare la Cannabis fino in Ucraina e nelle zone meridionali della Russia, da dove iniziò la sua diffusione in quasi tutti i Paesi europei.

Nei successivi anni, data la forte influenza del Medio Oriente, la coltivazione della Cannabis giunse anche in Africa. Da quel momento, la pianta iniziò ad essere presente nella maggior parte dei Paesi d'Europa, Asia e Africa. La coltivazione e l'uso della Cannabis erano diventati ormai così importanti da essere tramandati da una cultura all'altra.

history of marijuana

Credit: Barney Warf, University of Arkansas

CANNABIS NELLA SOCIETÀ MODERNA

All'inizio del 19° secolo, la Cannabis viaggiò dall'Africa al Sud America e Messico. Con le prime grandi ondate di immigranti messicani verso i confini statunitensi (1910-1911), in pochi anni la Cannabis raggiunse anche gli USA. Fu proprio qui che l'era pacifica della coltivazione e dell'uso della Cannabis ebbe termine, dando spazio ad un turbolenta e violenta Guerra alle Droghe.

Il consumo di Cannabis, purtroppo, iniziò ad essere associato ad atti criminali commessi dagli immigrati ispanici ed i pregiudizi verso l'erba iniziarono a diffondersi un po' ovunque. I giornali dell'epoca sembravano interessati a mettere in cattiva luce la marijuana, contribuendo così alla definitiva criminalizzazione della Cannabis in tutti gli Stati Uniti. Il primo Stato che vietò l'uso della marijuana fu lo Utah, nel 1915. Molti seguirono il suo esempio e nel 1931 la Cannabis era diventata ormai illegale in 29 stati. Il lavoro condotto dall'Agenzia Federale sui Narcotici e dal commissario Harry Aslinger nel 1937 permise l'approvazione della Marijuana Tax Act, una dura legge che criminalizzava il possesso e l'uso di Cannabis su tutto il territorio statunitense. Ancora oggi, molti sospettano che furono le potenti lobby del petrolio e della carta, minacciate da un prodotto competitivo come la canapa, a far pressione per proibire la Cannabis. Questi ripetuti episodi influenzarono le leggi federali, spingendo i governi dell'epoca a regolamentare o vietare duramente la produzione di canapa.

Oggi, il governo federale classifica ancora la marijuana come una sostanza pericolosa della categoria Schedule I, definendola una droga dagli alti rischi di abuso e dipendenza, assolutamente priva di proprietà medicinali riconosciute. Pur rimanendo illegale in molti Stati degli USA e in diversi Paesi dell'UE, l'approccio verso la Cannabis sta lentamente cambiando. Nel 1976, l'Olanda depenalizzò l'uso della Cannabis e dal 1980 questa pianta iniziò ad essere legalmente venduta al dettaglio nei famosi "coffeeshop". Anche i più recenti Cannabis Club privati aperti in Spagna stanno sensibilizzando la cittadinanza ad un uso più responsabile di questa sostanza. La Repubblica Ceca legalizzò pochi mesi fa la Cannabis a fini terapeutici, esclusivamente destinata a persone autorizzate al suo acquisto ed uso, in possesso di una regolare prescrizione medica. Tuttavia, questo Stato sta tuttora lottando per produrre la propria Cannabis, necessaria per soddisfare la domanda dei consumatori a fini medicinali.

Negli ultimi anni, la percezione degli Stati Uniti rispetto al consumo di Cannabis è notevolmente cambiata e, grazie ad una crescente consapevolezza nazionale, oggi 32 Stati hanno legalizzato la marijuana con fini terapeutici. Grazie alle numerose ricerche scientifiche che hanno confermato il potenziale terapeutico di questa pianta, la Cannabis sta lentamente rientrando in scena dopo tutti questi anni di proibizionismo. Ci auguriamo che questa lunga tradizione continui a mostrare i suoi risvolti più benefici, per essere nuovamente considerata una pianta dalle eccezionali potenzialità, sia mediche che economiche, esattamente come accadeva molti anni fa.

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LE ORIGINI DEL NOME

Il nome Cannabis deriva dalla parola greca κάνναβις (kánnabis), in origine usata dalle popolazioni scite. Anche il nome canapa potrebbe derivare da una variante di una parola coniata dagli sciti. Più tardi, le espressioni scite di Cannabis e canapa iniziarono a diffondersi in tutte le lingue indo-europee. Nel 1548, il Dizionario Oxford English riportò per iscritto il suo primo uso con l'espressione Cannabis sativa.

Il nome marijuana o marihuana, usato per indicare la Cannabis sativa, ha più di un'etimologia popolare. L'uso della parola marijuana ebbe origine in Messico, tra i nativi ispanici messicani, ed era associata al nome femminile di Maria Juana. Tuttavia, questa connessione non è ancora del tutto chiara. Dal 1930, la stampa iniziò a riportare questo nome straniero un po' ovunque, dando alla Cannabis una connotazione molto più negativa e pericolosa. In questo modo, riuscirono a convincere il popolo americano a disinteressarsi della pianta. Altri ancora, invece, sostengono che il nome marijuana derivi dalla parola cinese "ma", canapa. Si narra che alcuni esploratori cinesi fossero soliti indicare i fiori di Cannabis con la parola "ma ren hua", che letteralmente significa fiori di semi di canapa. In un secondo momento, questo termine potrebbe essere stato preso dai nativi spagnoli delle Americhe, dando così origine all'altra possibile fonte etimologica.

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