Medical Marijuana per pazienti affetti da SLA

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Categories : la marijuana medica

Medical Marijuana per pazienti affetti da SLA

I componenti medici della marijuana hanno mostrato di avere delle grandissime capacità di rallentare e addirittura fermare la progressione del disturbo neurodegenerativo conosciuto come SLA o Sclerosi amiotropica laterali.


Il CBD ha dimostrato di avere effetti benefici su tutti i principali disturbi neurodegenerativi che coinvolgono la parte del cervello appartenente alla ghiandola basale e mitocondriale.

I malati di SLA vivono una situazione in cui i motoneuroni della loro colonna vertebrale e del sistema nervoso muoiono progressivamente a causa della mancanza di produzione di un enzima chiamato superossido dismutasi (SOD1). Questo tipo di enzima è un potente antiossidante che protegge il corpo dai danni causati da radicali liberi tossici. SOD1 viene generato dalla porzione mitocondriale del cervello e sconfigge i radicali che hanno la capacità di danneggiare il DNA e le proteine all’interno delle cellule di oltre 110 mutazioni genetiche individuali associate alle SLA. La distruzione dei geni che producono la SOD1 sono spesso collegati alla malattia.
ALS
L’apoptosi è il processo naturale che porta alla morte delle cellule. Quando le cellule vengono lasciate non protette contro i radicali liberi, l’apoptosi si accelera. Nel caso della SLA le mutazioni del DNA causano una diminuzione fino alla cessazione nella produzione della SOD1 che rende i motoneuroni vulnerabili ai danni procurati dai radicali liberi fino a portare alla loro morte. I pazienti con la SLA normalmente riescono a sopravvivere tre-quattro anni dal momento in cui viene diagnosticata la malattia ed è molto raro che possano vivere altri dieci anni.  

Sia i componente di CBD che di THC della marijuana medica hanno dimostrato le loro capacità nel proteggere le cellule dai danni causati dai radicali liberi e in casi di malati di SLA, la marijuana terapeutica ha rallentato e addirittura fermato il progresso della malattia. Il CBD e il THC sono stati testati indipendentemente e insieme e in tutti i test hanno fatto registrare risultati positivi e quando sono stati somministrati insieme hanno prodotto dei risultati stupefacenti.

Il corpo umano ha ricettori di cannabinoidi I e II (CB1 e CB2) posizionati all’interno delle cellule del cervello e in tutto il sistema nervoso centrale. I ricettori CB1 sono stati trovati anche all’interno del fegato, polmoni e reni e quelli CB2 sono stati trovati nei tessuti dei muscoli, nel sistema immunitario e altre parti del corpo.

I ricettori cannabinoidi sono associati all’appetito, alla sensazione di dolore, memoria e umore. Quando i ricettori sono attivati dalla presenza di cannabis questi rilasciano antiossidanti, antiinfiammatori e altri qualità neuro protettivi che hanno efficacia contro i radicai liberi e inibiscono i danni causati sul sistema nervoso.

La marijuana a scopo terapeutico è un antiossidante molto più potente della vitamina C e della vitamina E. Le qualità neuro protettive di CBD e THC sono attribuibili anche alle loro proprietà anti infiammatorie insieme alle proprietà anti-eccitossici.

La marijuana a scopi terapeutici ha dimostrato la sua capacità di ridurre, e in alcuni casi di eliminare completamente, gli spasmi muscolari, di migliorare l’appetito, ridurre e alleviare il dolore, incoraggiare il sonno agli insonni e ridurre il livello di stress nei pazienti di questa sindrome.

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