L’anandamide si trova naturalmente nel corpo umano, come uno dei suoi endocannabinoidi. Ma quali sono gli effetti dell’anandamide? A quanto pare, il suo raggio d’azione è estremamente ampio. Questa molecola può infatti avere innumerevoli effetti sul nostro organismo. Se un giorno impareremo a sfruttarla al meglio, potrebbe aprirsi un'era di nuovi e potenti trattamenti.

Alcuni fitocannabinoidi presenti nella pianta di cannabis sono noti per aumentare i livelli di anandamide nel corpo, il che potrebbe portare ad un’applicazione controllata.

Cosa sono gli endocannabinoidi?

Prima di addentrarci nell’anandamide, è importante capire più in generale cosa sono gli endocannabinoidi. In sostanza, si tratta di cannabinoidi creati in modo naturale nel corpo umano. “Endo” sta per endogeno, che in questo caso significa “all’interno del corpo”. Alcuni di voi potrebbero sorprendersi nel sapere che il nostro corpo possiede un sistema incaricato di produrre ed usare cannabinoidi, noto come sistema endocannabinoide (SEC), e che sembra svolgere un ruolo vitale per la nostra salute ed il nostro benessere.

Il SEC viene associato alla memoria, alle funzioni cognitive, al controllo motorio, al mantenimento dell’omeostasi, alla regolazione della crescita cellulare ed altro ancora. Sebbene non sia stato ancora del tutto compreso, potrebbe essere uno dei sistemi più importanti del nostro corpo.

Ci sono due principali recettori all’interno del SEC: CB1 e CB2, distribuiti in quasi ogni parte del corpo. L’anandamide è uno degli endocannabinoidi presenti nel nostro organismo con una forte affinità per questi due recettori.

Cos’è l’anandamide?

L’anandamide è un endocannabinoide naturale. Il suo nome deriva dalla parola sanscrita “ananda”, che significa “beatitudine” o “felicità”. È per questo che viene spesso chiamata la “molecola della beatitudine”. Sebbene possa produrre effetti molto potenti, viene prodotta naturalmente solo in piccole quantità e in base alle necessità. Secondo alcune ricerche, l'uomo può anche manifestare una carenza di endocannabinoidi[1] che, in alcuni casi, potrebbe spiegare la causa di determinate patologie.

Nonostante il suo nome, l'anandamide in alte concentrazioni può essere controproducente per il nostro organismo. Come tutti i processi del corpo, l’equilibrio è la chiave. Ci sono alcuni articoli che suggeriscono che troppa anandamide (e la conseguente sovrastimolazione del recettore CB1) potrebbe inibire il sistema di ricompensa del corpo ed aumentare la probabilità di malattie come l’obesità[2].

L’anandamide non è idrosolubile, il che significa che non può essere scomposta nell'acqua. Quindi, per metabolizzarla, il corpo produce gli enzimi FAAH (amide idrolasi degli acidi grassi) e MAGL (monoacilglicerolo lipasi). Se non fosse per questi enzimi, l’anandamide sarebbe continuamente presente nel nostro corpo.

Vale la pena notare che, in genere, l’anandamide prodotta naturalmente non produce effetti psicotropi rilevanti, nonostante possa essere responsabile di sentimenti di beatitudine, euforia e gioia.

Anandamide E Cannabis

  • Anandamide e omeostasi

Si ritiene che l’anandamide svolga anche un ruolo nell’omeostasi, il processo attraverso il quale il nostro corpo mantiene in equilibrio le proprie funzioni. Ad esempio, l’omeostasi è ciò che mantiene il corpo fresco quando fa caldo e caldo quando fa freddo. Senza omeostasi, non potremmo sopravvivere. L’anandamide non è l’unico endocannabinoide che influenza l’omeostasi, ma solo una singola parte del più ampio sistema endocannabinoide che aiuta a regolare l’intero corpo.

  • Anandamide e ricompensa

Secondo le ricerche condotte sull’anandamide e sul sistema di ricompensa[3], l’aumento dell’anandamide e, quindi, la maggiore stimolazione del recettore endocannabinoide CB1 potrebbero alterare le abitudini alimentari ed influenzare la libera scelta. È stato osservato che quando le concentrazioni di anandamide aumentavano, i partecipanti allo studio erano più propensi a scegliere la soluzione più facile e meno faticosa.

Ne consegue che l’anandamide potrebbe essere coinvolta nel sistema di ricompensa e nelle sensazioni di piacere del nostro corpo proprio come la dopamina.

Fitocannabinoidi: In che modo THC e CBD influenzano l’anandamide?

Ma cosa c’entra la cannabis in tutto questo? La cannabis ha un proprio sistema cannabinoide ed i cannabinoidi che produce sono conosciuti come fitocannabinoidi. Sappiamo che ce ne sono almeno 113 e, probabilmente, ce ne sono altri di cui non siamo ancora a conoscenza. Molti, se non tutti, possono interagire con il SEC del corpo umano ed ognuno produce effetti diversi.

I due su cui ci concentreremo oggi sono i cannabinoidi di cui probabilmente avete sentito parlare di più: THC e CBD. Nonostante siano i due cannabinoidi più abbondanti all’interno delle piante di cannabis, interagiscono con il SEC in modi molto diversi e, come tali, producono effetti diversi.

  • Anandamide e THC

Il delta-9-tetraidrocannabinolo (THC) è probabilmente il cannabinoide più noto tra quelli prodotti dalla cannabis. È quello che provoca il famoso sballo. Il THC interagisce direttamente con i recettori CB1 e CB2 del corpo. In un certo senso, imita l’anandamide presente nel nostro corpo, in quanto ha la capacità di legarsi agli stessi recettori. Questo è il motivo per cui ha un effetto così profondo. In un certo senso, si comporta quasi come un’altissima dose di anandamide.

A causa dell'ampia diffusione del SEC nel nostro organismo (i cui recettori sono presenti in tutte le parti del corpo), gli effetti del THC sono ampi e versatili. Inoltre, gli enzimi del nostro corpo possono facilmente scomporre l’anandamide, mentre con il THC hanno più difficoltà. Questo è il motivo per cui gli effetti del THC possono durare diverse ore, mentre quelli dell’anandamide sono relativamente di breve durata.

Anandamide e CBD

  • Anandamide e CBD

Il CBD funziona in modo molto diverso dal THC. Non ha quasi alcuna affinità verso i recettori CB1 o CB2 e, infatti, sembra addirittura inibirli, il che significa che potrebbe limitare il loro assorbimento. Si presume che questo sia il motivo per cui il CBD sembra “contrastare” gli effetti psicotropi del THC.

Il CBD inibisce anche la produzione di FAAH e MAGL nel corpo, gli enzimi utilizzati per scomporre l’anandamide. In tal modo, aumenta indirettamente la concentrazione di anandamide disponibile per i recettori CB1 e CB2, il che significa che l'endocannabinoide sarà presente in maggiore quantità all'interno del corpo. È così che il CBD è in grado di produrre sensazioni di serenità, felicità e benessere, senza sballare. Mentre il THC inonda il corpo con una sostanza chimica simile all’anandamide, il CBD offre al corpo un maggiore accesso all’anandamide stessa.

Ricerca sul potenziale terapeutico dell’anandamide

Dati i profondi effetti della manipolazione dell’anandamide all’interno del nostro corpo, un numero crescente di ricerche si sta interessando alle possibili applicazioni di questi effetti, soprattutto in un contesto clinico.

Siamo ancora agli inizi, ma i risultati sono promettenti e, con l’allentamento delle leggi sulla cannabis in tutto il mondo, i risultati dovrebbero arrivare più velocemente. Negli ultimi anni, l’attenzione si è spostata sul CBD rispetto al THC, poiché le sue proprietà non psicotrope lo rendono una sostanza da studiare versatile e sicura.

Qui di seguito approfondiremo alcuni studi interessanti sull’anandamide e su come la sua manipolazione potrebbe giovare agli esseri umani. Vale la pena notare che molti di questi studi non hanno utilizzato il CBD, sebbene alcuni dei meccanismi siano simili. Quindi, la possibilità che il CBD possa essere usato come un modo efficace per modulare l’anandamide deve essere ancora confermata.

  • Anandamide e dipendenza

Secondo alcune ricerche precliniche, l’anandamide potrebbe svolgere un ruolo importante nell’aiutare le persone a superare la dipendenza[4]. I ricercatori hanno somministrato ad alcune cavie gli inibitori degli enzimi FAAH e MAGL, ostacolando così la scomposizione dell’anandamide nel corpo ed aumentando essenzialmente la sua concentrazione. Usando topi da laboratorio, hanno notato che l’astinenza da oppiacei era meno forte nelle cavie con livelli più elevati di anandamide nel corpo, indicando una possibile strada per il trattamento della dipendenza.

  • Anandamide ed infiammazioni

In un altro studio, alcuni ratti furono esposti ad una parodontite sperimentale[5], ovvero un’infiammazione delle gengive. Successivamente, fu iniettata nelle loro zampe posteriori una dose di anandamide. Nei ratti a cui venne somministrato l’endocannabinoide, l’attivazione dei recettori CB1 e CB2 riduceva i marcatori associati alla parodontite, anche in un ambiente stressante.

I legami tra endocannabinoidi e risposta infiammatoria hanno suscitato molto interesse e questo è solo uno dei tanti esempi a conferma del loro rapporto positivo.

  • Anandamide e neuroprotezione

Sembra che l’anandamide svolga un ruolo nella neuroprotezione[6], il processo attraverso cui le cellule si difendono dalla degradazione e dalla morte. Questo sembra particolarmente correlato al recettore CB2. Pertanto, è stato ipotizzato che il SEC potrebbe svolgere un ruolo vitale nella lotta alle patologie neurodegenerative. Quali siano esattamente i meccanismi dietro questa proprietà rimane poco chiaro, ma sembra avere qualcosa a che fare con l’apoptosi, la morte cellulare programmata.

  • Anandamide e crescita tumorale

Legandosi ai recettori CB1, l’anandamide sembra riuscire ad inibire la crescita della proteina K-Ras[7], coinvolta nella crescita e nella proliferazione cellulare. Negli studi sui ratti, i ricercatori sono stati in grado di rallentare la crescita di alcuni tumori con l’applicazione di Met-F-AEA, un analogo metabolicamente stabile dell'anandamide. Questo studio è stato condotto in vivo, il che significa che la ricerca è stata effettuata su cellule vive presenti all'interno nei ratti, piuttosto che su cellule isolate e studiate al di fuori dei topi (ex vivo). Questo apre la possibilità di estendere questo tipo di ricerca alla crescita del tumore negli esseri umani, almeno dove sono coinvolte le proteine K-Ras.

Ricerca sul potenziale terapeutico dell’anandamide

Come aumentare l’anandamide

Esistono dei modi piuttosto semplici per aumentare l’anandamide nel corpo e non tutti comportano il consumo di cannabis. Infatti, ci sono numerosi alimenti ed integratori ricchi di anandamide, ma non si devono necessariamente ingerire delle sostanze per aumentarne le quantità. Anche l’attività fisica può aiutare ad incrementarla.

  • Condurre una vita attiva

Non è un mistero che l’esercizio fisico migliori il senso di benessere di una persona. Normalmente, oltre a far sentire bene e in piena forma una persona, questo effetto è attribuito alle endorfine. Tuttavia, è stato scoperto che le concentrazioni di anandamide aumentano nella mezz’ora successiva ad uno sforzo fisico. Quindi, facendo una corsa o una nuotata, non vi starete rimettendo solo in forma, ma in realtà starete anche aumentando le concentrazioni di questo endocannabinoide.

  • Cioccolato

Tutti amiamo il cioccolato, giusto? E chi l’avrebbe mai detto che il nostro organismo può trarne beneficio! A quanto pare, il cioccolato ha la proprietà di rallentare la scomposizione dell’anandamide e di generare una maggiore produzione di questo endocannabinoide. Se così fosse, significherebbe che il cioccolato ha un doppio fattore di potenziamento dell’anadamide.

Tuttavia, per ottenere il massimo dal vostro cioccolato, dovreste usare quelli con maggiore purezza e concentrazione di cacao. Una tavoletta di cioccolato al latte non farà nulla. Per aumentare davvero i livelli di anandamide, dovreste consumare le fave di cacao nella loro forma grezza, dando al vostro corpo i componenti che necessita. In questo modo ridurrete anche lo zucchero!

  • Essere dell’Africa occidentale

Questo è più facile a dirsi che a farsi. Uno studio ha scoperto che quelle nazioni che tendevano a considerarsi più felici, condividevano anche la stessa mutazione genetica[8]. Le popolazioni di Ghana, Nigeria, Colombia e Messico hanno ottenuto il punteggio più alto. Hanno anche mostrato una più alta prevalenza dell’allele A nell’enzima FAAH, che aiuta a prevenire la scomposizione dell’anandamide. Ma se non siete originari di questi Paesi, dovrete seguire i successivi consigli di questo elenco.

  • Tartufi neri

Questa è l’unica altra fonte di cibo nota per aumentare l’anandamide. Questi rari e costosi organismi non appartengono alla stessa famiglia dei tartufi allucinogeni, ma ciò non significa che non possano rendervi felici. Scovati sotto terra da maiali o cani addestrati, questi tartufi dell'alta cucina potrebbero essere ben più di una moda culinaria. Forse il motivo per cui li mangiamo da così tanti anni sono le loro proprietà di potenziamento dell’anandamide e le sensazioni di benessere che evocano dopo l'ingestione.

  • Kaempferolo

Sembra il nome di una pericolosa droga tedesca, vero? In realtà si tratta di un flavonoide presente in alcuni tipi di frutta e verdura fresca, come mele, pomodori, uva, cipolle, broccoli e patate. Questo composto inibisce l’enzima FAAH, aumentando la quantità di anandamide disponibile nel corpo.

  • Concedersi un po’ di coccole

Sembra che la produzione di ossitocina stimoli anche la produzione di anandamide. Infatti, sembra che le due sostanze possano lavorare insieme per aiutare a creare legami sociali. Ci sono alcuni modi per produrre l’ossitocina e il più semplice è il contatto fisico. Fare sesso o rilassarsi con un buon massaggio stimola la produzione di ossitocina e anandamide. In misura minore, può farlo anche l’interazione non fisica. Tuttavia, l’interazione tattile è il mezzo più efficace per ottenere l’anandamide tramite l’ossitocina.

Fitocannabinoidi

  • Fitocannabinoidi

Certo, potreste semplicemente fumare un po’ d’erba se volete aumentare i vostri livelli di anandamide. Se vi sentite in piena forma, potete fumare un po’ di marijuana ricca di THC per imitare l’anandamide e sballarvi per qualche ora.

Se invece volete rilassarvi solo un po’ e cercate qualcosa di più leggero, optate per una varietà più ricca di CBD. Inibendo la scomposizione dell’anandamide, otterrete una spinta naturale e delicata, piena di potenziali benefici. Mescolatela con del cioccolato fondente ed un paio di tartufi e chissà quali risultati otterrete!

Anandamide: C’è ancora molto da scoprire sulla molecola della beatitudine

È ovvio che l’anandamide e il SEC svolgono un ruolo cruciale per la nostra salute e benessere. Dalla salute mentale al benessere fisico, la manipolazione del SEC potrebbe avere implicazioni molto profonde per l’essere umano.

Ma che ruolo può giocare la cannabis in tutto ciò? Mentre la speculazione continua a dilagare e non senza prove convincenti, è ancora troppo presto per trarre delle conclusioni. Quello che sappiamo è che: influenzando l’anandamide ed altre parti del SEC, i cannabinoidi sono in grado di funzionare come manipolatori sicuri di questo sistema, il che significa che potrebbero svolgere un ruolo nello sviluppo di trattamenti futuri.

External Resources:
  1. Clinical Endocannabinoid Deficiency Reconsidered https://www.ncbi.nlm.nih.gov
  2. The Expanded Endocannabinoid System/Endocannabinoidome as a Potential Target for Treating Diabetes Mellitus https://link.springer.com
  3. Effects of anandamide administration on components of reward processing during free choice https://www.sciencedirect.com
  4. AM404 - an overview https://www.sciencedirect.com
  5. Anti-inflammatory effect of the endocannabinoid anandamide in experimental periodontitis and stress in the rat - PubMed https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov
  6. The endocannabinoid system, anandamide and the regulation of mammalian cell apoptosis https://www.nature.com
  7. Control by the endogenous cannabinoid system of ras oncogene-dependent tumor growth https://faseb.onlinelibrary.wiley.com
  8. Genes may contribute to making some nations happier than others https://www.sciencedaily.com
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