Mentre la Germania sta considerando la legalizzazione dell'uso medico, i militari in Italia avviano un'attività di produzione e di distribuzione, e la Croazia inizia la distribuzione di olio di cannabis medicinale importato dal Canada, un tipo di riforma completamente diverso sta avvenendo in Spagna.

Non c'è stata alcuna mossa legislativa ufficiale (fino a poco tempo fa) per gestire la nuova cultura della marijuana che sta sorgendo, in particolare nelle grandi città. La marijuana, anche per uso medico, resta tecnicamente illegale.

Detto questo, a partire dal 1993, su decisione del procuratore antidroga a Barcellona, la coltivazione di cannabis per il consumo nei club privati è tecnicamente fuori dalla portata della legge, e crea, proprio come in Olanda, una specie di semi-legalizzazione.

Il codice penale spagnolo vieta esplicitamente la vendita di marijuana, ma non il suo consumo.

Nelle aree grigie di quella legge, è cominciato ad emergere ed affermarsi un nuovo tipo di cultura della marijuana. Mentre la produzione, la vendita o il trasporto di marijuana resta illegale in ogni caso, il consumo personale, più il diritto di riunirsi, è ovviamente perfettamente legale. E in questo spazio, i cannabis club privati senza scopo di lucro sono fioriti.

Molto simile alla scappatoia usata dai club underground privati in altri luoghi (dagli Stati Uniti al Regno Unito), i cannabis clubs in Spagna chiedono una "quota associativa" mensile, e permettono ai membri di riunirsi e fumare in privato - purché siano sponsorizzati da un altro membro.

Al momento ci sono 268 cannabis clubs privati registrati nella sola Barcellona, supportati da oltre 200.000 privati cittadini.
Tuttavia, i club incontrano potenziali problemi legali in fatto di produzione su larga scala, trasporto e distribuzione della pianta. La repressione della polizia, in particolare negli ultimi due anni, ha determinato la chiusura di alcuni dei club più grandi, insieme a procedimenti individuali per traffico di droga.

La frustrazione riguardo la situazione attuale è in aumento. È come dire che i panettieri possono aprire una panetteria, ma non possono cuocere il pane.

LA ROSA VERDA

La situazione attuale è chiaramente insostenibile per la maggior parte degli spagnoli - che vedono il relax con gli amici e il fumare uno spinello, identico al riunirsi per bere vino. Circa il 10% del Paese ha consumato almeno un po' di cannabis nel corso dello scorso anno.

Nel 2015, durante le elezioni generali nel Paese, diversi partiti politici hanno espresso la loro intenzione di legalizzare la marijuana per controllare la crescita del mercato nero. Oltre alla coltivazione illegale, che persiste a supporto dei club e per uso personale, il Paese assiste anche ad un afflusso significativo di hashish proveniente dal Marocco.

Quest'anno, nel mese di settembre, il parlamento della Catalogna ha introdotto la legislazione che disciplina in particolare la produzione e la distribuzione di marijuana destinata ai club. Soprannominata "La Rosa Verde", la nuova legge ha il sostegno di 124 legislatori su 135. Prima che fosse introdotta nella legislatura, una petizione per approvare la nuova legge ha ricevuto un numero record di firme private. Si prevede che venga approvata il prossimo anno.

Quando ciò avverrà, il Paese sarà il primo al mondo, oltre all'Olanda, a creare una infrastruttura legale che permette qualsiasi tipo di consumo semi-pubblico (anche se all'interno di un "club"). Ai club tuttavia, si richiederebbero 15 giorni di attesa prima di approvare i nuovi membri - a quanto pare un'iniziativa progettata appositamente per limitare il turismo della droga. La Spagna potrebbe anche diventare, a differenza dell'Olanda, il primo luogo dove i cannabis club sono autorizzati a coltivare, trasportare e distribuire legalmente la cannabis ai "membri". In Olanda, in diretto contrasto, le azioni citate sopra non sono legali, ma i coffee shops sono autorizzati a vendere la cannabis. Se la Spagna è come qualsiasi altro luogo sul pianeta in questo momento, potrebbe fare come l'Argentina, dove club simili attualmente prosperano nelle zone grigie della legge. A differenza della Spagna, invece, l'Argentina si sta muovendo in modo esplicito anche verso la legalizzazione dell'uso medico.

spagna legge legalizzazione catalogna ricreativo della marijuana terapeutica medicaIL VERDE DILAGA IN SPAGNA

Quindi, quale sarebbe il significato dell'approvazione della Rosa Verde per il settore, i clienti locali e coloro che sperano di visitare il Paese?

Significherebbe chiaramente che i cannabis club, così come la coltivazione e la distribuzione che li sostiene, sono diventati legali agli occhi della legge spagnola. Questo potenzialmente potrebbe favorire lo sviluppo di un nuovo settore commerciale e la nascita di una varietà di prodotti di consumo mai visti al di fuori di Olanda, Canada e Stati Uniti - anche se i loro unici "clienti" fossero i club stessi. In che modo a tali imprese verrebbe permesso di operare è un'altra storia, ma potrebbero affermare chiaramente che la loro attività è protetta in base alle libertà che la legge concederebbe agli operatori dei club.

La legge potrebbe anche aprire la strada a una riforma specifica più vasta. In questo momento i medici sono riluttanti, per la maggior parte, a prescrivere la cannabis per scopi medici. L'uso medico e quello ricreativo vengono raggruppati insieme (anche se i giudici hanno avuto la tendenza a concedere più clemenza per gli utenti ad uso terapeutico nei pochi casi che sono finiti in tribunale). La logica dietro la creazione dei club, in primo luogo, è che l'appartenenza al club ha dei limiti di età - per creare un clima di "consumo responsabile". Inoltre, gli utenti a scopo terapeutico sono ancora, relativamente parlando, lasciati fuori al freddo. Per ora, possono andare al club e partecipare. Tuttavia, la copertura sanitaria del loro farmaco (come è in atto in Germania in questo momento) non è stata ancora presa in considerazione.

La chiara commercializzazione che la legge Rosa Verde creerà nel settore, metterà anche pressione al governo per spingerlo a seguire l'esempio di altri Paesi e prendere in considerazione una denominazione medica specifica per la sostanza - così come la copertura sanitaria per gli utenti malati.

LA SPAGNA POTREBBE PRESTO APPROVARE LA LEGALIZZAZIONE?

Date le attuali tendenze politiche in Europa, così come altrove, La Rosa Verda potrebbe certamente aprire uno spiraglio e anche trasformarsi in maggiori libertà, in particolare data l'attuale mancanza di distinzione tra utenti per usi terapeutici e ricreativi.

Il turismo dell'erba è chiaramente all'orizzonte anche se, per il momento, l'attenzione è rivolta ai consumatori locali. L'impatto su un'economia in difficoltà, l'attrazione aggiunta per i turisti, ed un'accettazione culturale generale, puntano direttamente ad una nuova era di liberalizzazione in Spagna.

E mentre i "coffee shops" sono controversi un po' ovunque - perfino in Canada sull'orlo della piena legalizzazione per l'uso ricreativo - potrebbe essere proprio la Spagna a portare il concetto ad un livello successivo.

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