La domanda di CBD è aumentata esponenzialmente negli ultimi anni a causa di studi pubblicati, episodi aneddotici e reportage rilasciati dai mezzi di comunicazione sui vari benefici di questo composto. Tuttavia, indipendentemente dalla sua efficacia, i cannabinoidi vivono ancora in un'area grigia quando si tratta di legalità.

Il CBD è naturale, relativamente sicuro e non psicoattivo. Ciò nonostante, la sua associazione con la pianta di cannabis continua a creare confusione e a sollevare accesi dibattiti. La situazione è abbastanza complessa, con diverse variabili coinvolte. Il CBD è infatti legale in molti Paesi dove la cannabis rimane una sostanza proibita, il che significa che anche le varietà ricche in CBD contenenti piccole quantità di THC sono ancora illegali.

Il CBD può essere estratto anche dalla canapa industriale, una coltura ampiamente legale sia da produrre che da vendere. La differenza tra cannabis e canapa si riduce in gran parte alla percentuale di THC, in quanto entrambe sono varianti di una stessa specie vegetale. La cannabis è stata semplicemente ibridata selettivamente negli anni per ottenere quantità sempre più elevate di THC, il cannabinoide psicoattivo. La canapa industriale, invece, contiene normalmente meno dello 0,3% di THC e, quindi, è quasi impossibile che sballi. Tuttavia, la canapa contiene di solito concentrazioni abbastanza elevate di CBD.

Inoltre, l'estrazione di CBD dalle piante di cannabis e l'isolamento del composto sotto forma di integratore è tecnicamente legale in molti Paesi. Se il prodotto viene fabbricato in una regione in cui la cannabis è legale, e quindi spedito in luoghi dove la cannabis è illegale ma il CBD no, sarà comunque considerato legale data la mancanza di THC.

Facciamo chiarezza sulla situazione legale del CBD in alcuni Paesi, in modo da sapere con certezza dove poterlo acquistare in totale sicurezza in giro per il mondo.

NAZIONI UNITE

Prima di addentrarci nei singoli Paesi, diamo uno sguardo a ciò che le Nazioni Unite hanno da dire riguardo il CBD. Per coloro che non lo sapessero, le Nazioni Unite sono un'organizzazione internazionale fondata nel 1945 formata da 193 Stati membri. Una delle ragioni per l'istituzione di questo gruppo di nazioni era ottenere una cooperazione internazionale per risolvere problemi internazionali.

Nel 1971, le Nazioni Unite stilarono un trattato per il controllo delle droghe psicoattive, come le sostanze psichedeliche e la cannabis, noto come Convenzione sulle Sostanze Psicotrope. Fortunatamente, nel trattato non fu mai menzionato il CBD come sostanza controllata.

Nazioni Unite

STATI UNITI

Di tutti i Paesi, la situazione del CBD negli Stati Uniti è di gran lunga la più confusa. Tutti i 50 Stati che compongono il Paese hanno diverse leggi sulla cannabis e il governo federale che regola questi Stati ha la propria legislazione su questa pianta.

LEGGE FEDERALE

Per quanto riguarda la legge federale, la cannabis è una droga classificata nella categoria "Schedule 1" delle droghe pericolose, ai sensi della legge sulle sostanze controllate. Questa classificazione fu firmata ed approvata come legge dal presidente Richard Nixon il 27 ottobre 1970. Secondo questa normativa, la produzione, l'importazione, il possesso, l'uso e la distribuzione di determinati stupefacenti, come stimolanti, sedativi, allucinogeni e cannabis sono severamente vietati.

Se la cannabis rientra tra le droghe pericolose nella categoria "Schedule 1" è perché il governo federale ritiene che abbia un alto potenziale di abuso e nessuna finalità terapeutica riconosciuta nelle terapie. Questa legge si applica anche agli estratti di cannabis definiti dalla Drug Enforcement Agency (DEA) come: "Un estratto è una sostanza contenente uno o più cannabinoidi derivati da qualsiasi pianta del genere cannabis, all'infuori della resina separata (sia grezza che purificata) ottenuta dalla pianta".

Le vere motivazioni dietro una tale classificazione sono aperte alla speculazione. Ma una cosa è certa, una decisione di questo tipo è una chiara dimostrazione dell'ignoranza scientifica. In molti studi scientifici è stato dimostrato che il CBD ha un vasto potenziale terapeutico e un minimo, se non nullo, potenziale di abuso.

Sono questi gli elementi che creano confusione. Sebbene la cannabis sia illegale dal punto di vista federale, la canapa industriale non lo è. Pertanto, il CBD derivato dalla canapa industriale è legale da produrre e da vendere, nonostante sia esattamente lo stesso composto isolato dalla pianta di cannabis.

Legalità del CBD degli Stati Uniti

LE LEGGI DEI VARI STATI

Poiché i vari Stati possono approvare le proprie leggi, molti di loro consentono oggi l'uso della marijuana a fini ricreativi. Attualmente, la cannabis, e quindi il CBD, è legale in ambito terapeutico e ricreativo in 9 Stati: Alaska, California, Colorado, Maine, Massachusetts, Nevada, Oregon, Vermont e Washington, nonché il Distretto di Columbia (Washington DC).

Alcuni Stati hanno legalizzato la cannabis a scopo terapeutico (in alcuni casi solo il CBD), ma non la cannabis a fini ricreativi. Questi Stati includono Oklahoma, New Mexico, New Jersey, New Hampshire, Georgia, Delaware, Florida e Connecticut.

EUROPA E REGNO UNITO

La cannabis terapeutica, e quindi il CBD, è legale in più Paesi europei e può essere liberamente acquistata in Austria, Belgio, Danimarca, Paesi Bassi, Romania, Spagna e Italia.

La canapa industriale può inoltre essere coltivata legalmente in gran parte dell'Europa. Solo le genetiche con concentrazioni di THC inferiori allo 0,2% possono essere coltivate. Varie aziende del continente usano la canapa industriale come fonte per produrre estratti ed isolati di CBD.

Il CBD è legale nel Regno Unito e non è considerato una sostanza controllata. Non esistono restrizioni intorno a questo cannabinoide e può essere distribuito liberamente. Tuttavia, il CBD derivato dalle piante di cannabis non può essere acquistato legalmente, dato che la marijuana rimane illegale ai sensi del Misuse of Drugs Act, approvata nel 1971.

La coltivazione della canapa è legale nel Regno Unito, in linea con i regolamenti dell'UE. Pertanto, qualsiasi olio di CBD con valori di THC superiori allo 0,2% è considerato marijuana a fini terapeutici, ma illegale.

Campo Di Canapa Uk

SVIZZERA

In Svizzera vigono alcune singolari leggi sulla cannabis. Il THC è illegale all'interno del Paese, ma il CBD non è controllato ai sensi della legge svizzera sui narcotici. I prodotti di cannabis contenenti meno dell'1% di THC possono essere prodotti e venduti. Oggi, la Svizzera consente ai coltivatori di produrre varietà ad alto contenuto di CBD, purché non superino i suddetti valori di THC.

LUSSEMBURGO

Il Lussemburgo è un altro Paese europeo che ha legalizzato l'uso terapeutico della cannabis. A novembre del 2017, il suo Ministro della Salute ha dichiarato per la prima volta l'avvio di un programma pilota di due anni che permette ai lussemburghesi di ottenere estratti di cannabis e cannabinoidi ad uso medico per trattare diversi problemi di salute. Questo passo nella giusta direzione è stato ulteriormente impulsato nel mese di giugno 2018, quando i legislatori del Paese hanno approvato una proposta di legge per legalizzare pienamente l'uso medico della cannabis. Ciò consentirà ai consumatori terapeutici residenti in Lussemburgo di accedere con maggiore facilità alla cannabis per trattare molte più affezioni mediche che possono trarre benefici dall'erba.

Ciò significa che i consumatori di CBD potranno amministrare questo cannabinoide all'interno del Paese senza il timore di essere perseguiti. Inoltre, in Lussemburgo è anche legale la coltivazione, ma solo di varietà contenenti meno dello 0,3% di THC. Ciò significa che solo la canapa e i prodotti con CBD da essa derivati sono tollerati.

CANADA

Il Canada ha legalizzato di recente la cannabis ad uso ricreativo, il che significa che il CBD è molto facile da ottenere e del tutto legale per i consumatori ricreativi e terapeutici. Questa legislazione è ancora in fase di elaborazione e fino ad ottobre 2018 sarà legale solo la cannabis terapeutica. Nonostante ciò, sono stati sicuramente fatti enormi progressi.

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