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By Luke Sumpter


Com’è il vostro rapporto con il cibo? Sebbene molti di noi non abbiano problemi a consumare tre pasti abbondanti al giorno (magari con qualche spuntino tra uno e l'altro), ci sono persone costrette ad affrontare una serie di disturbi alimentari. Almeno il 9%[1] della popolazione mondiale è affetto da qualche forma di disturbo alimentare, due volte più comuni nelle donne rispetto agli uomini. Non solo ogni ora muore una persona a causa di un disordine alimentare, ma chi ne soffre può sperimentare patologie concomitanti[2] di ansia, disturbi dell’umore, autolesionismo ed abuso di sostanze.

L’anoressia costituisce gran parte di questi numeri. Questo disturbo deriva da una visione distorta del proprio corpo, a tal punto che i malati si rifiutano di mangiare e/o fanno troppo esercizio fisico nel tentativo di dimagrire sempre di più.

Poiché l’uso di cannabis è in costante crescita e gli studi in corso dimostrano ogni giorno l’efficacia della cannabis contro una miriade di problemi di salute, i ricercatori si stanno interessando alla relazione tra erba ed anoressia. La pianta di cannabis potrebbe stimolare l’appetito e riequilibrare l’alimentazione? O contribuisce solo ad innescare questo disturbo? Scoprite qui di seguito la relazione tra marijuana ed anoressia.

Tipi di disturbi alimentari

Esistono diversi tipi di disturbo alimentare. Alcuni comportano un eccessivo consumo di alimenti in un breve lasso di tempo, altri portano al rifiuto totale del cibo. Le forme più comuni di disturbi alimentari includono:

Anoressia L’anoressia fa sì che una persona si rifiuti di mangiare per colpa di un’immagine distorta del proprio corpo. Sebbene magre, le persone anoressiche si vedono sempre in sovrappeso ed affrontano il problema limitando l’apporto calorico e praticando esercizio fisico in modo eccessivo e compulsivo. Nei casi più gravi, il malato può addirittura morire di fame.
Bulimia Mentre l’anoressia implica il digiuno volontario, le persone che soffrono di bulimia consumano cibo e, di solito, il loro peso corporeo è normale o superiore alla media[3]. Questo disturbo è caratterizzato da un'alternanza di diete, abbuffate e periodi di depurazione. Dopo aver consumato grandi quantità di cibo, le persone affette da bulimia si autoinducono il vomito.
Disturbo da alimentazione incontrollata Questo disturbo alimentare comporta il consumo di grandi quantità di cibo in un breve lasso di tempo. Le persone affette da questo disturbo possono ingerire in pochi minuti gli alimenti più diversi, provando sentimenti di colpa e vergogna dopo aver ceduto alla tentazione.

Cos’è l’anoressia?

L’anoressia è un disturbo sia alimentare che di salute mentale ufficialmente riconosciuto nel Manuale Diagnostico e Statistico dei Disturbi Mentali (DSM-5). Questo problema di salute è classificato come la malattia mentale più mortale, poiché gli studi hanno dimostrato che le persone anoressiche hanno 56 volte più probabilità[4] di suicidarsi rispetto a chi non soffre di problemi alimentari. Riducendo drasticamente l’assunzione di calorie e sostanze nutritive, i pazienti infliggono un duro colpo al proprio organismo, che si traduce in un tasso di mortalità del 5–20%. L’interruzione di questo importantissimo apporto di nutrienti può portare ad osteoporosi, danni cardiaci, perdita di massa muscolare magra, infertilità e problemi neurologici.

  • Cause dell’anoressia

Le cause esatte dei disturbi alimentari, inclusa l’anoressia, rimangono sconosciute. Tuttavia, è probabile che alla base di ciascun caso ci sia un complesso insieme di fattori diversi. Questi includono:

  • Fattori genetici che alterano i livelli ormonali
  • Una storia familiare di disturbi alimentari
  • Incapacità di far fronte allo stress
  • Eccesso di preoccupazione
  • Essere vulnerabili ad ansia e depressione
  • Comportamento compulsivo ed ossessivo
  • Paura di essere in sovrappeso
  • Relazioni difficili
  • Bullismo ed abusi

Cos’è l’anoressia?
  • Sintomi dell’anoressia

Quando una persona riduce al minimo il suo fabbisogno calorico, l’organismo inizia a mostrare evidenti segni di carenze e possono manifestarsi i seguenti sintomi comuni:

  • Indice di massa corporea (IMC) insolitamente basso
  • Gonfiore e dolore addominale
  • Mal di testa
  • Problemi di sonno
  • Sensazioni di freddo e stanchezza
  • Pelle secca e caduta dei capelli
  • Perdita del ciclo mestruale nelle donne
  • Ridotto desiderio sessuale

Parenti ed amici stretti potrebbero anche notare altri sintomi e cambiamenti nel comportamento delle persone affette da questo disturbo, tra cui:

  • Lasciare sempre il piatto pieno
  • Mentire su ciò che hanno mangiato
  • Evitare cibi ipercalorici
  • Eccessivo esercizio fisico

Anoressia: Approccio attuale

L’anoressia ha una prognosi piuttosto sconcertante. Il corpo di molti pazienti rimane smunto ed emaciato e solo il 50% guarisce completamente. Ma come riescono a tornare in salute e a superare i problemi mentali associati a questo disturbo? Esistono diversi approcci terapeutici che possono aiutare i pazienti ad uscire da questa situazione, tra cui:

  • TCC: La terapia cognitivo-comportamentale aiuta i pazienti ad affrontare i propri sentimenti e ad esplorare la relazione tra i propri pensieri, emozioni ed azioni. Nel tempo, questo approccio aiuta alcune persone con anoressia a sviluppare una migliore relazione con il cibo.
  • MANTRA: Il modello Maudsley di trattamento per l'anoressia nervosa negli adulti (MANTRA) prevede alcune sessioni di conversazione con un terapeuta per identificare le cause alla base del disturbo alimentare. Molti pazienti raggiungono ottimi risultati nel giro di 20 sessioni.
  • Psicoterapia dinamica breve o focale: Consigliata quando le suddette forme terapeutiche falliscono, questo approccio guida i pazienti nella comprensione delle loro abitudini alimentari e dei pensieri e delle emozioni dietro tali scelte.
  • Piani nutrizionali: Ai pazienti anoressici viene data una consulenza nutrizionale per un'alimentazione equilibrata e sana. Questi piani indicano le quantità di calorie, macronutrienti e micronutrienti necessarie per dare sostentamento al corpo. Tuttavia, da soli, i piani nutrizionali non sono sufficienti ad aiutare i pazienti anoressici e devono essere sempre accompagnati da una qualche terapia.
  • Farmaci: I medici possono prescrivere alcuni farmaci per aiutare i pazienti ad affrontare sentimenti di ansia, depressione e fobia sociale (come il prozac).
Anoressia: Approccio attuale

Marijuana ed anoressia: Che relazione hanno?

La cannabis merita un posto nell’elenco delle suddette alternative terapeutiche? Qual è la relazione tra erba e disturbi alimentari?

Diversi Paesi in tutto il mondo hanno legalizzato la cannabis per trattare una serie di problemi di salute. All’inizio degli anni ’90, il dronabinol (una versione sintetica del THC) fu approvato dalla FDA[5] per l’uso in pazienti anoressici con problemi di perdita di peso associata alla sindrome da immunodeficienza acquisita (AIDS).

Il problema è che i pazienti anoressici avvertono ancora lo stimolo della fame, ma il lato psicologico della malattia li spinge ad ignorarne l’impulso. Qui di seguito daremo un’occhiata alla ricerca che ci ha permesso di trovare indizi sulla possibile relazione tra anoressia e cannabis.

Ma prima dobbiamo rivedere la relazione tra il sistema endocannabinoide e l’anoressia. Solo così capirete il motivo per cui i ricercatori si stanno interessando alla cannabis.

  • Qual è il ruolo del sistema endocannabinoide nell’anoressia?

Avete mai sentito parlare del sistema endocannabinoide (SEC)? Qualche decennio fa, il dott. Raphael Mechoulam ed altri pionieri della scienza cannabica assunsero un ruolo di primo piano nella scoperta e nella classificazione dei componenti di questa rete. Grazie a queste scoperte, i ricercatori arrivarono alla conclusione che il SEC funge da “regolatore universale” all’interno del corpo umano. Questa serie di molecole di segnalazione (endocannabinoidi), recettori ed enzimi ha il compito di mantenere in equilibrio gran parte dei nostri sistemi corporei. Questi componenti sono presenti in ossa, pelle, cellule cerebrali, cuore, sistema immunitario ed altre parti del corpo.

È interessante notare che il SEC svolge un ruolo altrettanto importante quando si tratta di appetito e metabolismo, ma non si limita a stimolare semplicemente la fame. Attraverso una complessa serie di meccanismi fisiologici e psicologici[6] agisce su appetito, desiderio di mangiare, preferenze alimentari, motivazione a mangiare ed abitudini alimentari.

Il SEC aiuta a controllare l’omeostasi (equilibrio biologico), compreso l’apporto ed il consumo di calorie. Questa rete di regolazione interna gioca un ruolo chiave nelle sensazioni di fame e ci motiva a cercare e consumare cibo. Se avete già assunto della cannabis, avrete familiarità con la cosiddetta “fame chimica”. Questa fame vorace viene innescata dal THC, che si lega ai recettori CB1 del sistema endocannabinoide.

Guarda caso, anche il corpo umano produce molecole che condividono una struttura molto simile al THC e che si legano agli stessi recettori CB1, stimolando l’appetito[7].

Gli studi in corso stanno ora esaminando i cannabinoidi di origine vegetale come agenti per stimolare l’appetito[8]. Questi semplici composti possono fungere da strumento per “condizionare” il SEC. Tuttavia, l’anoressia non è solo una questione di appetito. I ricercatori stanno ancora esplorando i sistemi molecolari alla base dei disturbi alimentari e in che modo i meccanismi di segnalazione del SEC potrebbero influenzare il comportamento alimentare[9] e le proprietà gratificanti percepite durante un pasto.

I ricercatori sono alla costante ricerca di nuovi componenti del SEC. Se da una parte il SEC primario è composto da due recettori, due endocannabinoidi e diversi enzimi, dall’altra il “sistema endocannabinoide espanso[10]” comprende una miriade di recettori secondari, molecole di segnalazione ed enzimi. Gli studi hanno iniziato ad esplorare questo sistema nei disturbi alimentari e gli scienziati lo riconoscono come un sistema essenziale nella modulazione dell'attività cerebrale.

Adesso che conoscete il potenziale ruolo del SEC nei disturbi alimentari e nell’anoressia, diamo un’occhiata ad alcuni dei principali protagonisti che prendono parte a questo vasto sistema fisiologico.

Qual è il ruolo del sistema endocannabinoide nell’anoressia?

La relazione tra THC ed anoressia

Il THC è alla base dello sballo della cannabis. Innesca i suoi effetti legandosi direttamente ai recettori CB1 del cervello, lo stesso sito che svolge un ruolo fondamentale nell’appetito. A causa di questo meccanismo, i ricercatori hanno testato la molecola sugli esseri umani al fine di comprendere se e come potrebbe influenzare l’appetito ed il metabolismo.

Uno studio in doppio cieco controllato con placebo e pubblicato sulla rivista “Translational Psychiatry” osservò la reazione di venti partecipanti dopo aver fumato, vaporizzato ed ingerito cannabis, in contrasto con gli effetti di un placebo. I ricercatori rilevarono dei cambiamenti nei livelli ormonali[11] coinvolti in importanti ruoli metabolici, tra cui grelina ed insulina.

Un altro studio condotto sull’uomo[12] e pubblicato sulla rivista “Israel Journal of Psychiatry” somministrò THC a nove partecipanti maggiorenni di sesso femminile a cui fu diagnosticata una forma di anoressia cronica. Tutte le partecipanti ricevettero 1mg/giorno per una settimana e 2mg/giorno per altre tre settimane. Attraverso dei questionari, i ricercatori raccolsero i dati soggettivi rilasciati da ogni partecipante con il fine di monitorare i progressi nella cura del corpo, del senso di inefficacia, dell’ascesi e della depressione.

Tuttavia, la ricerca è ancora agli inizi ed inconcludente. Una revisione sistematica[13] pubblicata nel 2020 raccolse dati provenienti da numerosi studi relativi a test su THC e dronabinol nell'ambito dell’anoressia. Gli autori dell’articolo conclusero che le prove sono ancora insufficienti e bisognerà attendere altri studi.

  • E per quanto riguarda il cannabidiolo (CBD) e l’anoressia?

Il cannabidiolo, noto più comunemente come CBD, è il secondo cannabinoide più abbondante nella maggior parte delle moderne cultivar di cannabis. A differenza del THC, il CBD non produce effetti psicotropi perché non si lega direttamente ai recettori CB1.

Essendo privo di effetti che alterano la mente, il cannabidiolo ha guadagnato moltissima popolarità negli ultimi anni e centinaia di studi hanno tentato di identificare i meccanismi d'azione con cui la molecola potrebbe influenzare numerose condizioni di salute. L’anoressia rientra nel suo ambito di applicazione?

Purtroppo, nessuno studio ha ancora esaminato il CBD contro i disturbi alimentari. Tuttavia, gli studi in corso[14] stanno somministrando questo cannabinoide a pazienti affetti da sindrome da anoressia e cachessia correlata al cancro, una condizione debilitante che provoca perdita di peso e atrofia muscolare a causa di tumori maligni.

Sebbene la ricerca sia ancora insufficiente, studi sull’uomo hanno precedentemente approvato il THC ed il dronabinol per l’uso in alcuni pazienti con anoressia. Probabilmente, presto vedremo più prove sull’uso del CBD in questo contesto. Uno di questi esempi include un’indagine in corso[15] sugli effetti del CBD sull’ansia durante i pasti nei pazienti anoressici.

E per quanto riguarda il cannabidiolo (CBD) e l’anoressia?

L’erba può causare disturbi alimentari come l’anoressia?

Pochissime ricerche hanno collegato la pianta alla causa o all’attivazione di questo disturbo. Un caso di studio[16], pubblicato nel 2013, descrisse nel dettaglio il caso di un paziente con anoressia che aveva consumato cannabis per un periodo di tre anni. Tuttavia, gli autori affermano che fino a quel momento non erano stati segnalati casi simili e che tale comorbidità sia poco comune.

Come vengono consumati marijuana e CBD

I consumatori di cannabis hanno diverse opzioni quando si tratta di usare la marijuana ad alto contenuto di THC e i prodotti a base di CBD. Ad alcuni piace fumare, mentre altri preferiscono mangiare qualche prodotto commestibile. Le vie di somministrazione più popolari includono:

  • Fumare: Molti consumatori preferiscono fumare canne, blunt, pipe e bong. Questo metodo offre una rapida insorgenza di effetti, ma comporta evidenti rischi per la salute.
  • Vaporizzare: Questa tecnica consiste nello scaldare a temperature più basse l’erba per far evaporare cannabinoidi e terpeni, senza bruciare il materiale vegetale. Produce meno sottoprodotti tossici, ma presenta comunque qualche rischio per la salute.
  • Per via orale: Quando mangiamo o beviamo prodotti a base di cannabis, i cannabinoidi entrano nel nostro sistema digestivo tardando un po' di più a fare effetto. Per quanto riguarda il THC, il fegato lo converte in una molecola più potente che produce un effetto psicoattivo più intenso.
  • Per via sublinguale: La somministrazione di oli ed estratti direttamente sotto la lingua consente ai cannabinoidi di diffondersi attraverso un sottile strato di tessuto direttamente nel sangue, determinando una rapida insorgenza di effetti, senza la necessità di inalare fumo o vapore.

  • Effetti collaterali di THC e CBD

Nonostante la popolarità dei metodi appena elencati, mancano ancora dati quando si tratta di biodisponibilità e raccomandazioni sul dosaggio. Sia il THC che il CBD presentano anche degli effetti collaterali unici, come descritto di seguito.

Effetti collaterali del THC:

Aumenta la frequenza cardiaca Problemi di coordinamento
Bocca asciutta Occhi rossi
Perdita di memoria Panico
Ansia

Effetti collaterali del CBD:

Bocca asciutta Fatica
Inappetenza Sonnolenza
Mal di stomaco Interazione con molti farmaci da prescrizione

Legalità della cannabis

La cannabis rimane illegale in molte aree del mondo. Sebbene alcuni Stati degli USA e nazioni europee abbiano oggi programmi per l'uso terapeutico della marijuana (con alcuni che ne consentono anche l'uso ricreativo), Paesi come Regno Unito, Norvegia, Svezia, Francia e molti Paesi in Africa ed Asia applicano norme molto severe contro la cannabis ricreativa. Tuttavia, il CBD rimane legale per uso olistico e ricreativo in molte nazioni.

Attualmente, i medici statunitensi che operano negli Stati dove la cannabis è stata legalizzata possono prescrivere questa pianta per inappetenza[17] e perdita di peso associate all'HIV e al dolore ai nervi. Tuttavia, l'anoressia sembra cadere in una zona d'ombra, in parte a causa della sua natura complessa e della mancanza di dati clinici.

Cannabis ed anoressia: Dati insufficienti

La relazione tra cannabis ed anoressia rimane poco chiara. Semplicemente non ci sono dati sufficienti per dimostrare che l'erba sia in grado di agire su appetito, desiderio di mangiare e cause psicologiche alla base del disturbo alimentare. Tuttavia, l'importanza vitale del SEC nella regolazione dell'appetito e dei comportamenti alimentari lo rende un promettente bersaglio terapeutico e i cannabinoidi sono uno dei modi più efficaci per influenzare questo sistema.

Sebbene gli studi abbiano testato con successo l'uso di cannabis per via orale, vaporizzata e fumata in casi umani, dobbiamo attendere ulteriori studi con campioni di dimensioni maggiori prima di scoprire la vera relazione tra erba e disturbi alimentari.

External Resources:
  1. Eating Disorder Statistics https://anad.org
  2. Epidemiology of eating disorders in Europe: prevalence, incidence, comorbidity, course, consequences, and risk factors https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov
  3. Frequently Asked Questions About Eating Disorders https://www.hopkinsmedicine.org
  4. Eating disorder statistics 2022 https://www.singlecare.com
  5. Dronabinol Approved for Use in Anorexia Associated With Weight Loss in Patients with AIDS https://jamanetwork.com
  6. Mechanisms of appetite control and their abnormalities in obese patients https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov
  7. Endocannabinoids in the regulation of appetite and body weight https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov
  8. Approved cannabinoids for medical purposes https://www.sciencedirect.com
  9. The role of the endocannabinoid system in eating disorders: pharmacological implications https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov
  10. Changes in the Peripheral Endocannabinoid System as a Risk Factor for the Development of Eating Disorders https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov
  11. Effects of oral, smoked, and vaporized cannabis on endocrine pathways related to appetite and metabolism: a randomized, double-blind, placebo-controlled, human laboratory study https://www.nature.com
  12. The Impact of Δ9-THC on the Psychological Symptoms of Anorexia Nervosa: A Pilot Study https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov
  13. Treatment studies with cannabinoids in anorexia nervosa: a systematic review https://link.springer.com
  14. Comparison of Orally Administered Cannabis Extract and Delta-9-Tetrahydrocannabinol in Treating Patients With Cancer-Related Anorexia-Cachexia Syndrome https://ascopubs.org
  15. Role of CBD in Regulating Meal Time Anxiety in Anorexia Nervosa https://clinicaltrials.gov
  16. Anorexia Nervosa and Cannabis Abuse: A Case Report https://www.tandfonline.com
  17. Medical Marijuana https://www.webmd.com
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