I livelli di THC sono in aumento. Infatti, i breeder hanno continuato a spingere i confini negli ultimi decenni. I fumatori della vecchia scuola che fumavano erba negli anni ’70 e ’80 saranno probabilmente stupiti da ciò che viene offerto oggi. È simile ai rapidi progressi della tecnologia dei telefoni cellulari: quando l'ingegno umano incontra una forte domanda, si verificano grandi progressi.

Ma cosa soddisfa esattamente la definizione di “quantità elevata” di THC? Questo viene influenzato da diversi fattori a livello scientifico, commerciale e personale. In quest'ultimo caso, livelli di THC del 15% sono sufficienti per lanciare alcune persone nello spazio, mentre altre hanno bisogno di quantità molto più elevate. In questo articolo, considereremo l’elevata quantità del THC come l'avanguardia di ciò che i breeder moderni sono riusciti a raggiungere.

Continua a leggere per scoprire quanto è diventata potente la cannabis, quanto tempo impiega il THC a degradarsi e se la percentuale di THC è davvero importante quando si seleziona una varietà. Saprai molto di più sulla fitochimica della cannabis prima ancora di arrivare in fondo alla pagina.

Ma prima di approfondire questo argomento, alcuni neofiti del mondo della cannabis potrebbero chiedersi: “Che cosa significa THC?”. THC sta per tetraidrocannabinolo—il principale ingrediente psicoattivo della cannabis. La molecola si lega ai recettori nel cervello e, così facendo, provoca cambiamenti nell'attivazione dei neurotrasmettitori catalizzando lo “sballo”.

Quale erba viene considerata ad alto contenuto di THC?

I consumatori sono costantemente alla ricerca della prossima varietà potente e i breeder soddisfano questa richiesta inseguendo genetiche che esprimono livelli di THC estremamente elevati. Attraverso il breeding selettivo, si possono sviluppare varietà sempre più potenti.

Quindi, la risposta alla domanda che si stanno chiedendo tutti è: “Viene generalmente considerata “quantità elevata di THC” un contenuto che si aggira intorno al 30% nelle cime essiccate e conciate. Fumare o vaporizzare questi fiori altera la coscienza in una misura molto più potente rispetto alle cime disponibili un paio di decenni fa. Inoltre, ci vuole molto meno per sballarsi. Livelli così elevati di cannabinoide possono lasciare alcuni consumatori sopraffatti e in preda al panico. Tuttavia, una volta sviluppata una tolleranza adeguata, spesso le persone trovano che queste varietà inducano euforia, rilassamento ed effetti piacevolmente intensi.

I breeder di Royal Queen Seeds hanno creato delle varietà potenti che sono un perfetto esempio di progresso nel contenuto di THC. Tra le più importanti troviamo la Cookies Gelato (con un contenuto di THC del 28%) e la Royal Gorilla (con un contenuto di THC del 27%).

Anche i progressi nelle tecniche di coltivazione stanno spingendo il contenuto di THC a livelli spaziali. Mentre i breeder forniscono le basi genetiche per il successo, i coltivatori commerciali sono in grado di sfruttare la tecnologia dell'illuminazione ed i progressi nella scienza del suolo per sbloccare il potenziale genetico di ogni pianta, con conseguente aumento delle concentrazioni di cannabinoidi e terpeni.

Quale erba viene considerata ad alto contenuto di THC?
  • Che cos'è l'inflazione del THC?

Tuttavia, dovresti sempre rimanere scettico quando acquisti i fiori di cannabis. Alcuni numeri sembrano troppo belli per essere veri—e spesso lo sono. A volte, le aziende inaffidabili commissionano test da diverse strutture fino a quando non stabiliscono il punteggio migliore, un atto noto come “inflazione del THC”. Per questo, ti consigliamo di acquistare solo da aziende con una buona reputazione e recensioni eccellenti.

  • Quanto THC possiedono i concentrati e gli estratti?

Con l'aumento della potenza dei fiori di cannabis, gli estratti e i concentrati sono diventati più facili da realizzare ed esponenzialmente potenti. Utilizzando materiale vegetale potente, è possibile ottenere estratti da minor quantità di cime offrendo al contempo effetti simili.

Gli estratti e concentrati come cannaburro, hashish, rosin, cere e shatter possono contenere percentuali di THC di circa 80%. Alcuni produttori hanno fatto un ulteriore passo avanti con i cristalli di THCA (che si convertono in THC) che vantano una purezza del 99,9%.

L'importanza del contenuto di THC per coltivatori e consumatori

Sia i coltivatori di cannabis che i consumatori trarranno beneficio dalla conoscenza del contenuto di THC del prodotto scelto, poiché ciò fornisce un'indicazione accurata di quanto saranno sballati.

Uno dei grandi vantaggi dell'acquisto di cannabis ad alto contenuto di THC è quello di ottenere il miglior rapporto qualità-prezzo. Sebbene sia un concetto poco chiaro nella migliore delle ipotesi, i clienti spesso vogliono sballarsi il più forte possibile spendendo il meno possibile. Poiché i consumatori di cannabis ad alto contenuto di THC spesso sviluppano un'elevata tolleranza al cannabinoide, finiranno per aumentare il loro bisogno di THC, che a sua volta avrà un costo maggiore alla lunga.

In termini di accertamento di valori di THC accurati, i coltivatori ottengono queste informazioni dalle seed bank, le quali spesso forniscono un contenuto medio di THC previsto per una pianta coltivata in determinate condizioni. I consumatori di cannabis abbastanza fortunati da vivere in aree legali possono avere accesso a cime testate in laboratorio con livelli di THC precisi.

Nella maggior parte dei dispensari di cannabis, ai clienti non viene fornito solo il contenuto massimo di THC, ma anche la quantità di THCA—il precursore acido del THC. Questo perché in realtà le cime grezze non contengono molto THC. Dopo essere stato riscaldato (decarbossilato), il THCA viene convertito in THC. Tuttavia, osservando i dati di un prodotto, noterai che il livello massimo di THC è leggermente inferiore al contenuto di THCA. Questo perché il THC ha una massa molecolare inferiore rispetto al suo precursore dell'acido cannabinoide, con conseguente livelli di THC leggermente inferiori quando si fuma o si vaporizza.

Come esempio, ecco i dati di un'etichetta della Bubble Kush:

  • Contenuto di THC: 0,82%
  • Contenuto di THCA: 17,4%
  • Contenuto massimo di THC: 16,1%
L'importanza del contenuto di THC per coltivatori e consumatori

La biodisponibilità conta: Il modo con cui il consumo influisce sui livelli di THC

Sebbene conoscere la quantità di THC di una cultivar o un estratto aiuti gli utenti a stimare come verranno influenzati, questi numeri non rispecchieranno la situazione reale. Il modo con cui il corpo elabora il THC viene influenzato dai diversi metodi di consumo della cannabis.

Il termine biodisponibilità descrive la proporzione di THC che entra in circolazione quando viene introdotta nel corpo. La biodisponibilità del THC cambia a seconda di come viene consumato, alterando quindi la quantità che raggiunge il flusso sanguigno. Di seguito, sono riportati alcuni dei metodi di consumo più popolari insieme alla loro biodisponibilità stimata.

Inalazione

L'inalazione dei cannabinoidi tramite il fumo o la vaporizzazione introduce questi composti nei polmoni, dove si diffondono nel flusso sanguigno attraverso gli alveoli. Questo accesso rapido e diretto rende l’inalazione di cannabis come il metodo con il miglior tasso di biodisponibilità[1] (del 30%).

Orale

L'ingestione orale include il consumo di capsule, oli e prodotti edibili. Questa percorso di somministrazione invia i cannabinoidi attraverso il tratto digestivo ed il fegato. Con questo metodo solo il 4–12% del THC entra in circolazione. Tuttavia, non rimane nella sua forma originale per molto tempo. Il fegato converte il cannabinoide in 11-idrossi-THC, una molecola molto più potente che è alla base delle intense esperienze legate agli edibili.

Sublinguale

L'ingestione sublinguale si riferisce al posizionamento di oli di cannabis sotto la lingua. Qui, i cannabinoidi si diffonderanno attraverso la mucosa orale nel flusso sanguigno. Questo percorso di somministrazione differisce dagli edibili in quanto aggira il fegato, attivandosi molto più rapidamente. La somministrazione sublinguale offre una biodisponibilità ampia ed inconsistente del 2–40%.

È importante la percentuale di THC?

Dovrai sicuramente considerare la percentuale di THC di un prodotto prima di acquistarlo. Ma alcuni consumatori di cannabis sono così presi da questo cannabinoide che spesso dimenticano la diversa fitochimica presente nei fiori di cannabis. Il THC fornisce l'effetto psicoattivo principale della cannabis, ma sono i terpeni che decorano questo effetto con tutte le sfumature singolari che ogni cultivar offre.

I terpeni sono idrocarburi aromatici presenti in tutta la natura e nella cannabis ne sono presenti oltre 200. Tuttavia, non hanno solo un buon odore, ma hanno un impatto diretto sull'effetto di ciascuna varietà.

I terpeni inalati sono in grado di cambiare il nostro umore ed il nostro stato mentale. I terpeni come il mircene ci aiutano a rilassarci, mentre il limonene ci fa sentire pieni di energia. Ecco perché ogni cultivar di cannabis ad alto contenuto di THC colpisce in modo leggermente differente. Contengono tutte elevate quantità di THC, ma è la loro specifica miscela di terpeni a contraddistinguerle.

Tuttavia, il THC e terpeni non funzionano in modo isolato. Si sinergizzano tra loro attraverso l'effetto entourage per produrre risultati più pronunciati. Insieme, queste sostanze fitochimiche influenzano i recettori del sistema endocannabinoide ed altrove per creare cambiamenti nell'umore e nella percezione. Alcuni terpeni attivano persino i recettori CB1[2]—i siti a cui il THC si lega per farci sballare.

Comunque, dovrai tenere a mente anche gli altri cannabinoidi. Se vuoi sballarti il più possibile, punta ad una varietà ad alto contenuto di THC. Ma se vuoi mantenere le cose più leggere, prendi in considerazione una varietà che produce un rapporto 1:1 di THC e CBD, come la Royal Highness. Questo profilo di cannabinoidi produce un effetto psicoattivo più equilibrato ed aiuta gli utilizzatori a sentirsi più in controllo.

Nel complesso, il contenuto di THC di una cultivar determina la sua potenza, ma dovresti anche considerare la presenza di CBD e terpeni per affinare le sfumature di particolari varietà.

La nascita dei cannabinoidi attivi totali (TAC) ed il suo significato per i consumatori

Mentre l'industria fa i conti con la complessità della cannabis e inizia a scrollarsi di dosso l'approccio incentrato sul THC, i dispensari ed altri punti vendita stanno adottando il TAC (cannabinoidi attivi totali). Invece di dettagliare esclusivamente il contenuto di THC delle varietà di cannabis, le etichette TAC si soffermano sulla presenza di altri cannabinoidi chiave.

Ci sono oltre 100 cannabinoidi nei fiori di cannabis e la loro quantità varia a seconda della varietà. I ricercatori stanno ancora cercando di capire questi composti, ma finora hanno raggiunto una comprensione abbastanza buona dei principali cannabinoidi:

Tetraidrocannabinolo (THC) Cannabidiolo (CBD)
Cannabigerolo (CBG) Cannabicromene (CBC)
Tetraidrocannabivarina (THCV)



Ognuno di questi cannabinoidi offre un effetto singolare. Anche se (a parte il THC) non sono tutti intossicanti (con un dibattito che ruota ancora attorno alla THCV), hanno effetti diversi sul sistema endocannabinoide e quindi un impatto diverso sul nostro corpo e sulla nostra mente.

Il TAC aiuta i consumatori a determinare cosa possano ottenere da una particolare varietà, in modo che possano individuare efficacemente un prodotto che soddisfi i loro desideri e le loro esigenze.

Il termine “chemiotipo” viene utilizzato per descrivere le varietà di cannabis definite mediante i loro costituenti chimici. In questo modo, le singole cultivar possono essere classificate e studiate in modo più accurato, piuttosto che concentrarsi esclusivamente sul tipo di varietà (ad esempio indica, sativa o ruderalis) o su un singolo cannabinoide dominante (ad esempio THC o CBD).

La nascita dei cannabinoidi attivi totali (TAC) ed il suo significato per i consumatori

Quanto tempo impiega il THC per perdere la sua potenza?

Quando si conservano fiori o concentrati di cannabis per periodi prolungati, è importante considerare il tasso di degradazione del THC. Ad esempio, se hai acquistato cime con un contenuto di THC del 20%, non aspettarti di diventare così sballato dopo averle tenute nascoste per un anno. Vari fattori causano la degradazione del THCA in THC e successivamente nel sottoprodotto cannabinolo (CBN). Sebbene sia leggermente psicoattivo, il CBN non produce lo stesso effetto del THC.

I fattori che influenzano la degradazione del THC includono l'esposizione alla luce, temperature costantemente elevate ed il tempo.

Le tue cime perderanno circa il 16% del loro contenuto di THC in un anno se conservate in un luogo fresco, asciutto e buio, il che le rende considerevolmente meno psicoattive dei fiori recentemente conciati. Conterranno molto CBN, ma aspettati un'esperienza diversa dalle cime fresche della stessa varietà.

Il modo con cui la potenza del THC influisce sugli edibili: Un'altra questione

Ora ascolta attentamente. Potremmo salvarti da una brutta esperienza con gli edibili! Gli edibili di cannabis sono noti per trasportare le persone dentro un'esperienza pazzesca. Certo, sono intrinsecamente potenti, ma la maggior parte delle persone passa momenti spiacevoli perché sottovaluta il potere di mangiare l’erba.

Non solo gli edibili impiegano più tempo a stabilizzarsi, ma gli effetti durano anche molto più a lungo: preparati per un'esperienza che dura 4–8 ore. Non solo, ma gli edibili capovolgono gli effetti convenzionali del THC, rendendo più difficile il dosaggio. Come accennato in precedenza, il fegato converte il THC (delta-9-THC) in 11-idrossi-THC, che ha un potenziale intossicante molto maggiore. Sebbene il tuo corpo assorba solo fino al 4–12% del THC consumato, anche quantità apparentemente piccole possono coglierti alla sprovvista. Quindi, durante la preparazione e l'assunzione di edibili è consigliato utilizzare varietà con contenuto moderato di THC e di dosare ogni porzione con piccole quantità di THC.

Il problema di inseguire il THC: Un futuro più informativo

Molte seedbank e dispensari si concentrano ancora sul THC come composto principale di cui preoccuparsi quando vendono i loro prodotti. Tuttavia, alcuni stanno compiendo i primi passi pionieristici nel campo dell'elenco dei TAC e dell'utilizzo del sistema di categorizzazione dei chemiotipi. Infine, questo dirà ai coltivatori e ai consumatori di cannabis molto di più su quanto saranno sballati e li guiderà nella giusta direzione quando effettuano un acquisto.

Non solo, ma il desiderio di creare varietà sempre più potenti sta lentamente calando. Man mano che le aziende ed i consumatori comprenderanno l'importanza dell'intero fitocomplesso della cannabis, inizieremo a vedere profili più diversificati oltre alle varietà con livelli di THC nell'intervallo del 30%.

Siamo ancora nelle prime fasi di questo sviluppo, ma raccomandiamo di utilizzare le etichette TAC ove possibile. Tieni traccia degli effetti e dei benefici che trovi con ogni chemiotipo (il RQS Grow Planner è il posto perfetto per registrare i tuoi pensieri) e scoprirai presto come determinati terpeni e cannabinoidi influenzino lo sballo e quali combinazioni funzionino meglio per te.

External Resources:
  1. Pharmacokinetics of cannabinoids - PubMed https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov
  2. Cannabis sativa terpenes are cannabimimetic and selectively enhance cannabinoid activity | Scientific Reports https://www.nature.com
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