Il valore perfetto di PH per una pianta di cannabis

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Categories : coltivazione di cannabis

Il valore perfetto di PH per una pianta di cannabis

Nel mondo del giardinaggio i valori di pH influiscono su ogni cosa, ma vengono anche influenzati da qualsiasi cosa. Tutto il processo di coltivazione di una pianta è la ricerca di un equilibrio sempre instabile del pH.


La pianta stessa ha un’identità pH, alcune piante sono più acide e altre più alcaline. Anche l’acqua di diverse aree ha i propri valori di pH che vengono determinati da un gran numero di fattori ambientali e,ovviamente, anche il suolo può avere valori di pH molto diversi a seconda dell’area in cui ci si trova.
 
E allora come fa un gran giardiniere a equilibrare la polarità di acido/alcalino per fare in modo che si riesca ad arrivare a un raccolto copioso? Il primo passaggio è quello di imparare le basi che stanno dietro al pH, i bisogni di un raccolto particolare e gli strumenti che bisogna utilizzare in un determinato ambiente per fare prosperare una determinata pianta.
Il valore perfetto di PH per una pianta di cannabis
La fisica del pH può essere molto complessa, ma la pura teoria la lasciamo agli scienziati. Quando iniziamo a preparare la coltivazione di una pianta di cannabis può essere utile ricordarsi che la cannabis è un erba che cresce copiosa e che storicamente è stata considerata un’erba nel ciclo di orticoltura. La pianta di cannabis fa di tutto per sopravvivere e lo fa con tutte le sue forze.

La scala di pH va da 1 a 11 e i numeri più bassi significano un terreno più acido e al contrario un numero più alto significa un terreno alcalino. La pianta di cannabis preferisce un pH tra i 5.5 e i 6.5. Nel caso il pH si attesti sopra i 7.5 le radici non sono più in grado di consumare il ferro, il rame, lo zinco, il manganese e il boro che trovano nel suolo e quando il pH è troppo acido le radici non trovano sostanze come acido fosforico, calcio e magnesio a causa della loro perdita di solubilità. Se il pH è tra i 5 e i 3 con una temperatura di sopra i 26 gradi c’è il rischio che la pianta possa soffrire di malattie micotiche.

Coltivazione a terra pH
I giardinieri più esperti sanno che un importante fattore del successo del loro raccolto ha le sue basi sulle condizioni del terreno. Un suolo più sabbioso è più acido per sua natura e uno più argilloso è alcalino. Un terreno boschivo cade nel mezzo ed è molto simile al limo.

Bisogna comunque ricordarsi che questo tipo di suolo viene creato dal processo di decomposizione delle foglie, cortecce e altre macerie organiche e quindi il terreno a contatto con l’aria tende a essere più acido. Quello che consigliamo è di fare un test semplice sul pH per determinare l’identità del suolo e fare lo stesso sull’acqua che si utilizza.
il mix terreno ideale per una pianta di cannabis
I coltivatori di cannabis hanno sempre apprezzato i risultati delle loro coltivazioni in terreni sabbiosi e ricchi di limo grazie al fatto che la sabbia aiuta un buon drenaggio e permette alle radici di crescere più facilmente mentre il limo è ricco di nutrienti e contiene acqua.

I giardini con un terreno argilloso sono solitamente ricchi di nutrienti, ma hanno bisogno di essere curati per creare le giuste condizioni che permettano alle piante di poter utilizzare i nutrienti oltre a incoraggiare le radici a penetrare facilmente in un suolo più denso. I metodi organici per modificare i valori di terreni alcalini possono essere semplici, mescolando foglie, aghi di pino tagliati, caffè macinato e il contenuto delle bustine del tè nel suolo, ma bisogna ricordarsi che questi metodi vanno eseguiti prima. Se si vuole utilizzare questa strategia per modificare i valori del suolo bisogna iniziare in inverno per permettere agli agenti modificatori di decomporsi e creare compost e così mischiarsi nel suolo riuscendo a trasformare i valori del pH. Un metodo più veloce è quello di mescolare il compost e la sabbia nel terreno.

Un terreno sabbioso fornirà un drenaggio più grande, ma non potrà riuscire a mantenere i nutrienti e quindi il coltivatore dovrà modificare questo suolo con un compost di alta qualità per avere il tanto desiderato terreno sabbioso, ma ricco di limo.

Coltivazione idroponica e pH

I sistemi idroponici sono pensati per semplificare il processo di coltivazione di un raccolto. Il coltivatore può controllare il pH almeno due volte al giorno ed è in grado di modificare i valori in maniera veloce. Un pH di base di 6.0 fa in modo che le piante possano rimanere tra i 5.5 e i 6.5.

Capire e alimentare le piante
Chi coltiva il proprio raccolto all’aperto o al chiuso deve ricordarsi che il pH del raccolto cambia in maniera naturale dato che le piante consumano i nutrienti ed è per questo che è necessario trovare l’equilibrio del pH.
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I giardinieri più esperti sanno come capire il bisogno delle piante e capiscono quello di cui hanno bisogno osservando alcuni indicatori come il colore delle foglie, il posizionamento delle piante e la loro crescita. Foglie gialle indicano una mancanza di ferro che significa un livello di alcalinità troppo alto e condizioni acide creano puntini molto scuri sulle foglie e una posizione simile a quella di una pianta appassita.  

L’obiettivo principale è quello di assicurare che la pianta abbia i nutrienti necessari. Cibo per piante chelato è disegnato chimicamente per donare il beneficio massimo alle piante e aiuterà il giardiniere a regolare le variazioni del pH.

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