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Tutto sommato, coltivare cannabis non è un'operazione complicata. Ovviamente richiede un percorso di apprendimento, ed è naturale commettere degli errori di tanto in tanto. Per ottenere buoni risultati fin dal principio, e raccogliere cime eccellenti, ecco le risposte a 10 domande frequenti relative alla coltivazione della cannabis.

QUANTO È IMPORTANTE LA GENETICA QUANDO SI COLTIVA CANNABIS?

Il patrimonio genetico svolge un ruolo fondamentale sotto il punto di vista del rendimento, del sapore, dell'aroma e di ogni altra caratteristica della pianta. La scelta dei semi è quindi una fase importante del processo di coltivazione, poiché influirà notevolmente sui risultati finali.

Ogni coltivatore ha le sue varietà preferite. Alcuni prediligono i ceppi sativa potenti e cerebrali, che generano sballi energizzanti e dinamici. Altri scelgono le indica, dagli effetti più frastornanti, o le varietà terapeutiche ricche di CBD.

Quando si sceglie una varietà di cannabis, l'ambiente di coltivazione è un altro fattore molto importante. Se volete coltivare in piccoli spazi indoor, un ceppo autofiorente sarà perfetto. O magari avete intenzione di piantare un gigantesco albero di ganja all'aperto. Prima di scegliere la genetica sarà necessario tenere in considerazione anche altri elementi, come il clima.

QUAL È IL MIGLIOR SUBSTRATO PER COLTIVARE CANNABIS?

Esistono vari modi per coltivare cannabis—dal piantare i semi nel terreno ai sofisticati impianti idroponici. Potete scegliere tra diversi tipi di substrato, tra cui terra, fibra di cocco e argilla espansa. Alcune tecniche, come l'idroponica, non richiedono alcun tipo di substrato. Per ora parleremo esclusivamente di come coltivare su terreno, dal momento che questo è il substrato più utilizzato dai coltivatori.

Come è fatto un substrato ideale per la cannabis?

Consistenza leggera: Il terreno dovrebbe essere leggero e arioso. In questo modo, le radici potranno crescere liberamente ed avranno accesso all'ossigeno necessario.

Drenaggio dell'acqua: L'acqua dovrebbe drenare correttamente, poiché la cannabis non ama stare con “i piedi a mollo” per troppo tempo.

Ritenzione idrica: Un drenaggio troppo rapido non è una condizione ottimale. Il terreno dovrebbe riuscire a trattenere acqua (e sostanze nutritive) per un ragionevole periodo di tempo.

pH corretto: Il livello di pH ideale è pari a 6,0. Valori leggermente superiori o inferiori (5,8–6,3) sono comunque accettabili. Se il pH si discosta troppo da questo intervallo, la produttività delle piante potrebbe risultare compromessa.

Sostanze nutritive: Un terreno appositamente creato per la coltivazione di cannabis dovrebbe già contenere sostanze nutritive. Quasi tutti i terricci preconfezionati contengono nutrimento sufficiente per 3–4 settimane di sviluppo.

Se è la prima volta che coltivate cannabis, vi consigliamo di acquistare un substrato già pronto da un fornitore affidabile. Questi prodotti hanno la giusta consistenza e contengono un'adeguata quantità di sostanze nutritive per avviare la piantagione.

• Consiglio professionale: Se volete coltivare biologicamente, potete realizzare da soli un vostro “super suolo”. I materiali organici come il compost o il guano di pipistrello possono favorire la proliferazione di microrganismi benefici, i quali produrranno sostanze nutritive per le vostre piante. Così facendo, non sarà necessario aggiungere ulteriore nutrimento. Non dovrete fare altro che innaffiare gli esemplari. Madre Natura si occuperà di tutto il resto e vi ricompenserà con cime succulente, dal sapore autentico.

Soil

HO BISOGNO DI NUTRIENTI PER CRESCERE CANNABIS?

A meno che non siate coltivatori esperti, intenti a gestire una piantagione con metodi esclusivamente biologici (vedere il punto precedente), la risposta è: Sì, (probabilmente) avrete bisogno di somministrare sostanze nutritive alle piante di cannabis. Ma cercate di procedere con cautela, altrimenti rischiate di commettere errori fatali.

Quantità abbondanti di sostanze nutritive non si traducono necessariamente in abbondanti quantità di cime. Uno degli errori più comuni è proprio l'eccessiva somministrazione di nutrimento. Le plantule e gli esemplari giovani non hanno alcun bisogno di sostanze nutritive. Se state coltivando ceppi autofiorenti, sappiate che essi necessitano di una quantità di sostanze nutritive inferiore rispetto alle varietà fotoperiodiche.

Se acquistate un terriccio preconfezionato, è probabile che esso contenga già del fertilizzante. Queste sostanze nutritive saranno sufficienti per circa 3–4 settimane, ovvero la durata media della fase vegetativa. In altre parole, se il terreno è di buona qualità, probabilmente non sarà necessario somministrare nutrimenti fino all'inizio della fioritura.

Le piante di cannabis hanno bisogno di sostanze nutritive diverse in base alla fase di crescita in cui si trovano. Ecco le proporzioni raccomandate di NPK (azoto, fosforo, potassio), per la fase vegetativa e di fioritura:

NPK Fase Vegetativa: Durante la fase vegetativa, la cannabis ha bisogno di proporzioni elevate:basse:medie di NPK (ad esempio 3:1:2), e abbondanti quantità di azoto.

NPK Fioritura: Dal momento che gli esemplari hanno interrotto lo sviluppo vegetativo, e si stanno concentrando nella produzione di cime, avranno bisogno di proporzioni NPK basse:elevate:medie (ad esempio 1:3:2), con minime dosi di azoto e quantità superiori di fosforo e potassio. Per promuovere lo sviluppo delle cime nelle ultime settimane della fioritura, consigliamo di modificare il rapporto di NPK a 0:3:3.

Oltre a queste molecole essenziali, la cannabis ha bisogno anche di micronutrienti come calcio, ferro, zinco, ecc. Le soluzioni nutritive per la cannabis di solito contengono macro e micro nutrienti.

Consiglio professionale: La somministrazione di sostanze nutritive alle piante è solo una piccola parte dell'intero processo. È infatti fondamentale controllare anche che l'acqua o la soluzione nutritiva abbiano il giusto valore di pH. Se il pH è errato, gli esemplari non riusciranno ad assimilare il nutrimento, anche se esso è presente nel terreno. Il livello di pH ottimale per la cannabis coltivata su suolo è 6,0–7,0. Potete regolare il pH dell'acqua aggiungendo appositi prodotti che abbassano o aumentano il pH.

Se siete sufficientemente esperti, potete semplificare le cose coltivando biologicamente. Usando concimi biologici, i microrganismi nel terreno riusciranno a nutrire le piante in modo ottimale. Anche le fluttuazioni del pH potranno essere gestite con più facilità.

NPK

QUALI SONO LE MIGLIORI LAMPADE PER LA COLTIVAZIONE INDOOR?

L'illuminazione è probabilmente l'aspetto più importante di una coltivazione indoor: più luce c'è, meglio è! Occorre scegliere le lampade migliori valutando il rapporto tra costo e rendimento, e trovare il giusto tipo di illuminazione tra l'ampio assortimento disponibile.

CFL: Le luci fluorescenti compatte possono essere inserite nelle normali prese da lampadina e sono ampiamente disponibili in commercio. Queste lampade a bassa intensità vengono usate esclusivamente durante la fase di germinazione e vegetativa e consumano poca elettricità.

CFL

Luci HID: Le luci HID (a scarica ad alta intensità) si suddividono in luci MH (a ioduri metallici) e luci HPS (al sodio ad alta pressione). Le lampade MH possono essere usate per la fase vegetativa, mentre le luci HPS sono più per la fioritura. Hanno un prezzo abbordabile, ma consumano molta energia ed emettono parecchio calore.

HID

LED: Le moderne luci LED sono le dirette concorrenti delle lampade HID, e il loro prezzo ormai si è drasticamente ridotto rispetto alla loro prima apparizione sul mercato. Il principale vantaggio offerto dalle lampade LED è il consumo di energia, decisamente inferiore rispetto alle HID. Ad ogni modo, la spesa iniziale per l'acquisto di luci LED di buona qualità può essere superiore.

LED

Se avete appena iniziato a coltivare, procuratevi LED a “spettro completo” da un venditore affidabile. Le luci LED a spettro completo sono adatte sia per la fase vegetativa che per quella di fioritura. Non risparmiate sull'acquisto delle luci: vale la pena investire qualche euro in più in questo tipo di attrezzatura.

Consiglio professionale: Alcune lampade emettono raggi UVB, che a quanto pare potrebbero aumentare la produzione di tricomi e generare cime più potenti.

Consiglio professionale: Non bruciate le vostre piante! Evitate le bruciature da lampada (foglie sbiadite e accartocciate) e posizionate le lampade ad una adeguata distanza dalla chioma della cannabis. Consultate il produttore per informazioni sulla corretta distanza. Ricordate sempre che le plantule e gli esemplari giovani sono particolarmente sensibili allo stress causato da un'illuminazione errata!

HO BISOGNO DI UNA VENTOLA NELLA MIA TENDA DI COLTIVAZIONE?

Una semplice ventola all'interno della tenda per la coltivazione produrrà un flusso d'aria costante tra le piante, offrendo diversi vantaggi:

• Eviterà la formazione di muffa causata da aria umida e stagnante
• Rafforzerà lo stelo grazie alla brezza leggera
• Allontanerà parassiti come acari e moscerini dei funghi
• Eviterà il marciume radicale

Ma non esagerate. Sistemate la ventola in modo che soffi una brezza delicata, senza provocare stress o danni alle piante. La scelta ideale è un ventilatore oscillante.

COME POSSO CREARE CONDIZIONI AMBIENTALI PERFETTE PER LA MIA PIANTAGIONE DI CANNABIS?

Quando si cerca di raggiungere il clima ideale per la propria piantagione indoor, occorre considerare due importanti variabili: temperatura e umidità. Entrambe devono essere impostate a valori ottimali per favorire una crescita sana. Tuttavia, tali livelli vanno regolati in base alla fase di crescita degli esemplari:

UMIDITÀT. LUCI ACCESET. LUCI SPENTE

PLANTULE UMIDITÀ

65–70% 20–25°C 4–5°C in meno

FASE VEGETATIVA UMIDITÀ

40–70% 22–28°C 4–5°C in meno

FIORITURA UMIDITÀ

40–50% (Evitare la formazione di muffa!) 20–26°C 5–8°C in meno
FINE FIORITURA 30–40% 18–24°C 5–10°C in meno

CON CHE FREQUENZA DEVO IRRIGARE LE PIANTE DI CANNABIS?

Una irrigazione scorretta (irrigazione eccessiva o carente) è sicuramente l'errore più frequente commesso dai coltivatori di marijuana. Un'irrigazione eccessiva può condurre a vari problemi, dalla muffa al marciume radicale, fino al mancato assorbimento di sostanze nutritive. Una carenza d'acqua invece può disidratare le piante, e interromperne lo sviluppo. Tuttavia, questa condizione è meno pericolosa rispetto all'acqua in eccesso.

Come innaffiare correttamente? Cercate di irrigare con meno frequenza, in modo che il terreno possa asciugarsi tra una somministrazione e l'altra. Controllate il grado di umidità inserendo un dito nel terreno. Se i primi 3–4cm in superficie sono asciutti, potete innaffiare la pianta.

La carenza di acqua è un problema meno grave. Qualora la pianta iniziasse a curvarsi per l'eccessiva mancanza di liquidi, sarà sufficiente somministrare acqua, e l'esemplare recupererà il suo aspetto vitale nel giro di qualche ora.

Consiglio professionale: Un buon metodo per capire se è il momento di irrigare le piante è quello di confrontare il peso del vaso con la terra asciutta, e il peso del recipiente dopo l'innaffiatura. In questo modo potrete valutare se le piante abbiano bisogno di acqua semplicemente sollevando il contenitore.

SOTTOPORRE LE PIANTE A TRAINING È UTILE PER OTTENERE CIME PIÙ GRANDI?

Le tecniche di training, come potatura, cimatura e LST (low-stress training), possono sicuramente offrire vantaggi. Se state coltivando indoor, questi metodi possono aiutarvi ad ottimizzare lo spazio a vostra disposizione (ad esempio, aumentando il numero di piante per metro quadro), ed ottenere rese più abbondanti. Il training in genere consente di esporre le cime ad una maggior quantità di luce, pertanto dovrebbe permettervi di raccogliere fiori più corposi.

Applicando il low-stress training sugli esemplari all'aperto, dovrete piegare e fissare delicatamente i rami delle piante, in modo che crescano soprattutto in orizzontale. Ciò vi consentirà di coltivare con maggior discrezione.

Consiglio professionale: Sostenete le piante con bastoni e corde per aiutarle a reggere il peso delle cime. Questi strumenti vi saranno utili anche se deciderete di applicare il low-stress training.

QUAL È IL MOMENTO MIGLIORE PER RACCOGLIERE LE CIME DI GANJA?

Il vostro obiettivo è raccogliere le cime al momento giusto: non troppo presto, perché le cime devono maturare fino a raggiungere dimensioni, potenza e aroma ottimali; ma nemmeno troppo tardi, poiché ad un certo punto la potenza dei fiori inizierà a degradare.

Saprete che il momento del raccolto si avvicina quando quasi tutte le foglie della pianta saranno ingiallite e i pistilli (filamenti che emergono dalle cime) avranno cambiato colore, da bianco ad arancione/marrone.

• Consiglio professionale: Una semplice occhiata alla pianta non è un metodo accurato per determinare se è il momento di raccogliere o meno. Un sistema più affidabile è quello di esaminare i tricomi—le piccole ghiandole a forma di fungo che crescono sulle cime. Il colore dei tricomi cambia con il passare del tempo, ed indica il grado di maturazione delle cime. Usate una lente di ingrandimento per analizzarli da vicino:

Tricomi trasparenti:Occorre attendere ancora qualche settimana prima di raccogliere

TRICHOMES


Tricomi opachi, lattiginosi:Produzione massima di THC raggiunta, mancano ancora 1–2 settimane al raccolto

TRICHOMES


Alcuni tricomi color ambra/marrone, il resto bianchi:Momento perfetto per raccogliere!

TRICHOMES

Molti coltivatori procedono alla raccolta quando una piccola parte (10–20%) dei tricomi ha assunto una tonalità ambra. A questo punto, il THC presente nelle cime sta già iniziando a deteriorarsi. L'effetto di queste cime sarà più distensivo rispetto a quello cerebrale e psicoattivo generato da fiori con tricomi ancora bianchi.

QUANTO SONO IMPORTANTI L'ESSICCAZIONE E LA CONCIATURA DELLE CIME DI CANNABIS?

Sono due procedure estremamente importanti. Essiccazione e conciatura permettono alle cime di sviluppare pienamente il loro aroma e la loro potenza. Secondo alcuni, le settimane successive al raccolto sono importanti tanto quanto l'intero processo di coltivazione.

Essiccare le cime: Dopo aver raccolto e potato le cime, appendetele in una stanza buia, con una adeguata ventilazione e tassi di umidità pari al 45–55%. Per un risultato ottimale, dovete essiccare le cime LENTAMENTE. La procedura richiederà circa 7–12 giorni. Alcuni coltivatori potano le cime dopo l'essiccazione. Ciò prolunga i tempi di essiccazione, ma potrebbe fornire sapori ed aromi migliori.

Per capire se le cime sono sufficientemente asciutte, afferrate un ramo e provate a piegarlo. Se si spezza, la cima è pronta per essere sottoposta a conciatura. Se si flette, occorre attendere e lasciar asciugare ulteriormente i fiori.

Conciare le cime: Quando le cime sono asciutte, sistematele in un barattolo di vetro con chiusura ermetica. Riempite il contenitore per circa ¾, in modo da lasciare un po' di aria all'interno. Posizionate il barattolo in luogo asciutto e buio, ad esempio una credenza.

Durante il processo di concia, controllate le vostre cime quotidianamente. Aprite il coperchio dei barattoli ogni giorno, e lasciate “respirare” le cime per 30 minuti. Questa operazione faciliterà lo smaltimento dell'umidità in eccesso e circonderà le cime di aria fresca. Mescolate i fiori in modo che ricevano una corretta ventilazione. Il processo può richiedere dalle 4 alle 8 settimane. Se avete fretta, potete assaggiare le cime dopo due settimane, ma per risultati ottimali consigliamo di attenervi alle tempistiche indicate.

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