La ricerca sulla cannabis medica continua a crescere. Solo un paio di decenni fa la maggior parte del mondo considerava la cannabis come una droga pericolosa. Non solo la legalizzazione ha permesso a milioni di persone di accedere alla pianta per migliorare un numero sempre crescente di condizioni, ma la generale accettazione significa anche che gli scienziati riescano oggi ad esplorare la cannabis ed i suoi componenti in modo più approfondito.

Al momento, i ricercatori sono nelle prime fasi di un esame del potenziale della cannabis contro una condizione difficile: l’anemia falciforme. Con conseguente gonfiore, dolore e frequenti infezioni, i suoi sintomi possono essere contenuti dalla cannabis? Scoprilo qui di seguito.

Cos’è l’anemia falciforme?

L’anemia falciforme appartiene ad un gruppo più ampio di disturbi che ricadono sotto la categoria dell’anemia falciforme. Alcune malattie hanno cause ambientali, ma l’anemia falciforme deriva da una mutazione genetica nel gene che codifica l’emoglobina.

È probabile che ricordi la parola “emoglobina” dalle lezioni di biologia. Questa proteina contiene ferro e si trova nei globuli rossi, ai quali conferisce il caratteristico colore rosso. Queste cellule sono vitali per la sopravvivenza dell’uomo poiché hanno il compito di trasportare l’ossigeno al resto del corpo e riportare l’anidride carbonica ai polmoni.

Le molecole di emoglobina fungono da siti di legame sui globuli rossi per consentire loro di trasportare ossigeno. Nei casi di anemia falciforme, un difetto genetico provoca una mutazione nell’emoglobina, che a sua volta fa sì che i globuli rossi cambino la loro forma in quella di una mezzaluna, o “falce”. Questa forma insolita può produrre una serie di complicazioni e sintomi.

  • Come si verifica l’anemia falciforme

L’anemia falciforme si verifica quando due genitori con tratto falciforme (SCT) trasmettono la mutazione genetica ai loro figli. Il tratto falciforme differisce dall’anemia falciforme in quanto le persone con questa condizione hanno una miscela di emoglobina normale e difettosa che impedisce alle loro cellule di assumere una forma a “falce”. Tuttavia, quando due genitori con questo tratto hanno figli, c’è una probabilità del 25% che la loro prole sviluppi l’anemia falciforme.

La maggior parte delle persone inizia a mostrare i primi segni della malattia intorno ai 4 mesi di età. Oltre a far cambiare forma ai globuli rossi, la condizione li fa anche indurire. Entrambi questi fattori possono causare l’ostruzione dei vasi sanguigni. Questo comporta che alcuni globuli rossi rimangano intrappolati nella milza, dove vengono smaltiti. Di conseguenza il numero di globuli rossi tende a diminuire, causando i sintomi dell’anemia.

Cos’è l’anemia falciforme?

Sintomi dell’anemia falciforme

L’anemia falciforme provoca una serie di sintomi, tra cui:

Anemia Un segno distintivo di questa condizione. L’anemia è causata da un numero ridotto di globuli rossi, che porta ad una mancanza di ossigeno. Questo può dar luogo a bassa temperatura corporea, stanchezza e debolezza.
Dolore I periodi di dolore, noti come “crisi di dolore”, sono un sintomo centrale della condizione. La forma insolita delle cellule provoca l’ostruzione dei vasi sanguigni che attraversano il torace, le articolazioni e l’addome. Questo può causare un forte dolore cronico che richiede il ricovero in ospedale.
Stress e depressione Nel tempo, il dolore, la stanchezza e la debolezza possono mettere a dura prova la salute mentale di un paziente. Questo si manifesta spesso come depressione ed alti livelli di stress.
Gonfiore Vasi sanguigni ostruiti e flusso sanguigno alterato provocano anche gonfiore delle mani e dei piedi.

Oltre a causare questi sintomi spiacevoli, l’anemia falciforme può portare ad una serie di gravi complicazioni, tra cui:

Danni agli organi Ictus
Ipertensione polmonare Ulcere dell’arto
Complicanze della gravidanza Cecità

Cannabis e sintomi dell’anemia falciforme

I sintomi dell’anemia falciforme possono avere un grande impatto sulla qualità della vita dei pazienti. Per fortuna sono disponibili diversi trattamenti per aiutare a tenere sotto controllo i sintomi. Questi includono farmaci come L-glutammina e idrossiurea per ridurre l’intensità delle crisi dolorose.

I ricercatori stanno anche esplorando altre opzioni per frenare la gravità dei sintomi, compresa la cannabis. L’erba ha una lunga storia di utilizzo in contesti clinici ed attualmente i medici in alcune parti degli Stati Uniti ed altrove la prescrivono per numerose condizioni.

La cannabis prende di mira principalmente un sistema di regolazione nel corpo chiamato sistema endocannabinoide (SEC). Questa rete comprende siti recettori situati in tutto il corpo, oltre a molecole di segnalazione ed enzimi.

Dopo l’assunzione, i cannabinoidi della cannabis si interfacciano con questo sistema. Così facendo hanno un grande impatto sull’equilibrio biologico nel corpo, uno stato noto come omeostasi. Ma la cannabis contiene qualcosa in più dei semplici cannabinoidi. I fiori producono anche terpeni e flavonoidi, che i ricercatori stanno ugualmente esplorando. Alcuni di questi composti sembrano addirittura entrare in sinergia con i cannabinoidi producendo risultati migliori.

Cosa ha a che fare tutto questo con l’uso di cannabis per l’anemia falciforme? Di seguito esaminiamo la relazione tra cannabis e sintomi più comuni di questa patologia.

Cannabis e sintomi dell’anemia falciforme
  • Cannabis ed umore

Milioni di persone usano la cannabis per provare euforia. Lo sballo della cannabis, innescato dal cannabinoide psicotropo THC, fa sì che le cellule cerebrali inizino a pompare più dopamina. Questo ormone “felice” aiuta ad elevare l’umore a breve termine e quindi potrebbe aiutare i pazienti con anemia falciforme a superare temporaneamente gli stati depressivi.

Tuttavia, l’uso a lungo termine del THC può effettivamente ridurre gli effetti gratificanti della cannabis[1] e far sentire i pazienti demotivati. Inoltre non tutti rispondono al THC allo stesso modo. La molecola può migliorare l’umore in alcuni, ma provocare ansia e panico in altri.

Non tutte le molecole della cannabis sono psicotrope. Il cannabinoide CBD ha un effetto di lucidità mentale, persino di beatitudine, ma senza sballo. Vantando meccanismi d’azione unici, il CBD si lega ai recettori della serotonina[2] ed aumenta i livelli della “molecola della felicità”[3] anandamide, possibilmente aiutando a migliorare l’umore in un modo più lieve, ma potenzialmente più significativo.

  • Cannabis e dolore

Gli studi in corso stanno esplorando gli effetti della cannabis sul dolore. I componenti del SEC risiedono anche nei percorsi del dolore all’interno del corpo e molti resoconti aneddotici parlano del sollievo offerto da alcuni componenti della cannabis.

Uno studio pubblicato sulla rivista Cannabis and Cannabinoid Research ha intervistato 58 pazienti adulti con anemia falciforme, il 42% dei quali aveva fatto uso di cannabis negli ultimi due anni. Molti individui di questa popolazione hanno adottato l’erba[4] per scopi legati al dolore, all’umore ed al sonno. Molti hanno anche riferito che l’uso di cannabis ha permesso loro di ridurre l’assunzione di farmaci antidolorifici.

Uno dei passi più significativi della ricerca preclinica proviene da uno studio[5] intitolato “Pain-related behaviors and neurochemical alterations in mice expressing sickle hemoglobin: modulation by cannabinoids”. Utilizzando un modello murino di anemia falciforme, i ricercatori hanno cercato di determinare se i cannabinoidi potessero attenuare i comportamenti correlati al dolore. In conclusione, queste scoperte hanno posto le basi per una ricerca più approfondita sui potenziali effetti antidolorifici della cannabis negli esseri umani con anemia falciforme.

Cannabis e dolore
  • Cannabis e sistema immunitario

L’anemia falciforme può esporre i pazienti ad un aumentato rischio di infezioni a causa dei danni causati alla milza. La ricerca mostra che il SEC svolge un ruolo importante nell’immunità[6] e che i suoi recettori si trovano su una gran varietà di cellule immunitarie. Sono necessari futuri studi clinici per scoprire come i componenti della cannabis potrebbero migliorare l’immunità nei pazienti con anemia falciforme.

  • THC o CBD per l’anemia falciforme

Non esistono ricerche sufficienti per preferire il THC rispetto al CBD contro l’anemia falciforme. E in effetti, una combinazione dei due cannabinoidi potrebbe risultare più efficace. Sebbene le azioni distinte di ciascuna molecola possano offrire benefici all’umore o al disagio fisico, una combinazione di THC e CBD è in genere in grado di fornire effetti più completi ed equilibrati.

Questo fatto è supportato anche dallo sviluppo di cannabinoidi farmaceutici come il Sativex, uno spray per mucosa orale approvato da alcune agenzie di vigilanza sui farmaci. Viene usato per il trattamento della spasticità causata dalla sclerosi multipla e contiene un rapporto 1:1 fra THC e CBD.

Come assumere cannabis per l’anemia falciforme

Esistono differenti modi per consumare cannabis. Nessuno studio ha confrontato i diversi metodi sugli esseri umani con anemia falciforme, ma se sei curioso proviamo ad individuare alcune distinzioni qui di seguito.

  • Vaporizzare cannabis

La vaporizzazione utilizza un calore relativamente basso per far evaporare cannabinoidi e terpeni, evitando così la combustione. Questo sistema offre una rapida insorgenza degli effetti, poiché i componenti si diffondono rapidamente attraverso gli alveoli dei polmoni nel flusso sanguigno e la maggior parte delle persone trova piuttosto piacevole l’esperienza di vaporizzazione.

Oggi la ricerca sta esplorando il ruolo della vaporizzazione di cannabis[7] per il dolore e l’umore nei pazienti con anemia falciforme, quindi presto saremo in grado di individuare se l’inalazione di vapore risulti vantaggiosa rispetto ad altri metodi di consumo.

  • Fumare cannabis

Molti consumatori ricreativi di cannabis preferiscono fumare, nonostante le maggiori conseguenze negative sulla salute. La combustione espone i polmoni ad alti livelli di agenti cancerogeni e tossine. Anche se questo di per sé potrebbe rivelarsi dannoso per la salute, alcuni pazienti con anemia falciforme hanno riportato benefici[8] dall’uso di cannabis in questo modo.

  • Altri metodi per il consumo di cannabis

Non ci sono ancora studi su metodi di consumo diversi dal fumo o dalla vaporizzazione nei pazienti con anemia falciforme. Possiamo quindi soltanto immaginare come l’assunzione orale, sublinguale e transdermica di cannabis (edibili, concentrati, cerotti, gel per la pelle, ecc.) possa aumentare, diminuire o non avere alcun effetto sull’anemia falciforme.

Come assumere cannabis per l’anemia falciforme

Cannabis: Un approccio naturale ai sintomi dell'anemia falciforme?

Nel complesso, la ricerca su cannabis ed anemia falciforme rimane in fase preliminare. Detto questo, grazie all’apertura di nuove linee di ricerca clinica, i prossimi studi analizzeranno gli effetti della cannabis e dei suoi innumerevoli componenti contro i sintomi dell’anemia falciforme con maggiore precisione. Si spera quindi che i pazienti siano presto in grado di ottenere informazioni clinicamente importanti su come usare la cannabis per alleviare i loro sintomi, o per lo meno, limitarne il peggioramento.

External Resources:
  1. The effects of Δ9-tetrahydrocannabinol on the dopamine system https://www.ncbi.nlm.nih.gov
  2. Agonistic properties of cannabidiol at 5-HT1a receptors - PubMed https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov
  3. Cannabidiol enhances anandamide signaling and alleviates psychotic symptoms of schizophrenia https://www.ncbi.nlm.nih.gov
  4. Marijuana Use in Adults Living with Sickle Cell Disease https://www.ncbi.nlm.nih.gov
  5. Pain-related behaviors and neurochemical alterations in mice expressing sickle hemoglobin: modulation by cannabinoids - PubMed https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov
  6. Endocannabinoid system acts as a regulator of immune homeostasis in the gut | PNAS https://www.pnas.org
  7. Effect of Inhaled Cannabis for Pain in Adults With Sickle Cell Disease: A Randomized Clinical Trial | Hematology | JAMA Network Open | JAMA Network https://jamanetwork.com
  8. Cannabis use in sickle cell disease: a questionnaire study - PubMed https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov
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