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I termini “high” e “stoned” vengono generalmente usati nei Paesi anglofoni, mentre in italiano siamo soliti usare “fuso”, “fatto” o “sballato” per indicare indistintamente gli effetti della cannabis (NdT).

Ai giorni nostri, la cannabis è sempre più accettata ed apprezzata dalla società. Di conseguenza, il numero di persone che si pone domande sugli effetti della marijuana sta crescendo.

Come sappiamo, la cannabis viene normalmente citata per le sue proprietà psicotrope e per gli effetti inebrianti che produce dopo l'assunzione. Le parole inglesi “high” e “stoned” vengono spesso usate in modo intercambiabile per descrivere gli effetti della cannabis ad alto contenuto di THC. Ma sono davvero la stessa cosa?

Se questa introduzione vi sta già confondendo le idee, non preoccupatevi. Questo post vi aiuterà a capire le differenze tra i termini inglesi “buzzed”, “high”, “couch-locked”, “baked” e “stoned” e vi fornirà il loro corrispettivo italiano. È sempre bello imparare cose nuove e questo articolo vi svelerà il significato di tutti questi termini.

Cosa significa essere “buzzed”?

Come scoprirete leggendo questo articolo, lo sballo si manifesta a diversi livelli di intensità. Essere “buzzed” (simile all'essere “brillo”) è la prima sensazione che proviamo dopo il primo tiro di bong o vaporizzatore.

Il nome stesso è un omaggio a questa sensazione. “Buzz” significa “ronzio”, ovvero quella prima scossa che notiamo all’interno del corpo non appena i principi attivi della cannabis entrano nel flusso sanguigno. Lentamente, ma inesorabilmente, inizierete a sentirvi diversi, mentre verrete colti da uno stato alterato di coscienza.

A questo punto, sarete ancora in grado di svolgere qualsiasi attività, ma inizierete a mostrare i primi segni degli effetti della cannabis, come improvvise risatine ed attacchi di euforia.

Cosa significa essere “high”?

Adesso siete entrati nel secondo livello: vi sentite “high” (“sballati” può rendere l'idea in italiano). Si tratta di quella classica sensazione che vi rende più energici ed euforici, che si prova soprattutto dopo aver finito una canna con gli amici. Questo effetto dipende da alcune variabili: metodo di consumo, potenza della varietà e livello d’esperienza.

Le varietà di cannabis di alta qualità possono provocare un “high” della durata di circa 3–4 ore. Ma come ci si sente ad essere “high”? Quando l'euforia del “buzz” iniziale aumenta fino a passare al livello successivo, ognuno di noi può avvertire sensazioni diverse.

Una volta che gli effetti della cannabis hanno raggiunto il loro picco, alcuni si sentono contagiosamente socievoli ed allegri, mentre altri possono avvertire un po’ di paranoia ed ansia.

E, ovviamente, la descrizione di “high” non sarebbe completa senza menzionare gli occhi rossi, le palpebre basse e la famigerata “bocca asciutta” associati a questo stadio.

Ci sono due diversi tipi di “high”: quello cerebrale e quello fisico.

Il primo è definito dalla stimolazione mentale, in cui il consumatore si sente vigile, concentrato, creativo e più predisposto ad assumere un atteggiamento complessivamente positivo. Il secondo “high” è invece più centrato sulle sensazioni fisiche. Potreste sentirvi poco produttivi senza aver voglia di fare nulla, ma questo effetto non è necessariamente negativo! Dopo aver sperimentato uno sballo corporeo particolarmente forte, potreste persino provare l’effetto da “inchioda-divino” (dall'inglese “couch-locked”), quell’irrefrenabile desiderio di sdraiarsi su una poltrona comoda.

Cosa significa essere “high”?
  • Perché ci piace sballarci?

A questo punto dovremo rivolgerci alla scienza. La risposta sta nel sistema endocannabinoide. Il SEC è un sistema di regolazione onnicomprensivo che controlla numerose funzioni corporee per mantenere la stabilità e l'equilibrio dell'organismo.

Data l’esistenza e la funzione del SEC, i nostri corpi producono naturalmente molecole di segnalazione note come endocannabinoidi. Tra queste troviamo l’anandamide che, legandosi ai recettori CB1 del SEC, induce sensazioni avvolgenti e positive. È così che l’anandamide si è guadagnata il soprannome di “molecola della beatitudine”.

Il THC agisce in modo analogo all'interno del nostro corpo, imitando l’anandamide e legandosi ai recettori CB1 nel cervello. L’unica differenza è che gli effetti del THC sono molto più forti di quelli dell’endocannabinoide, provocando il classico “high” associato alla cannabis.

Anche il metodo d’assunzione gioca un ruolo importante, ma noi ci concentreremo solo sugli effetti della marijuana fumata. Dopo poche boccate, sentirete il vostro corpo sempre più leggero e, allo stesso tempo, l'attività della vostra mente inizierà ad aumentare. È quasi come se il vostro cervello prendesse vita. Ma solo dopo circa 15–30 minuti raggiungerete il picco del vostro “high”. A questo punto, sentirete un forte senso di motivazione e creatività.

Cosa significa essere “stoned”?

L’origine del termine “stoned” risale ai tempi biblici, quando i trasgressori venivano lapidati come forma di punizione. Il termine iniziò a diffondersi tra gli anni ’20 e ’30 per descrivere coloro che bevevano troppo, la cui andatura era associata a quella di una persona colpita da una raffica di pietre.

Se da una parte il termine “high” descrive uno sballo attivo e stimolante, “stoned” (stonato o frastornato) si distingue per sensazioni più rilassanti, che appesantiscono il corpo provocando sonnolenza. Quando siete “high”, tutto sembra muoversi rapidamente in maniera eccitante. Tuttavia, quando percepirete l'effetto “stoned”, tutto vi sembrerà andare al rallentatore.

La maggior parte delle persone concorda sul fatto che gli effetti “high” si convertono in “stoned” nelle ore successive al picco dell’esperienza. Sebbene ci si senta ancora sotto gli effetti psicotropi della cannabis, le persone “stoned” possono sentirsi estremamente letargiche ed affamate, con un profondo senso di rilassamento fisico.

Anche il metodo di consumo può incidere sull'esperienza “high” e “stoned”. Ad esempio, “dabbando” un concentrato con altissime concentrazioni di THC dell’80% o più, il consumatore sentirà un “high” cerebrale davvero impetuoso. Gli edibili, invece, impiegano molto più tempo per entrare in azione ma, quando lo fanno, tendono a produrre un effetto “stoned” che dura diverse ore.

Ma cosa provoca esattamente il cosiddetto effetto “inchioda-divano”? Sembra essere collegato ad alcuni componenti chimici presenti nella cannabis.

Oltre ai cannabinoidi che conosciamo ed amiamo, la marijuana contiene anche terpeni. Queste molecole aromatiche sono responsabili del profumo e dei sapori della cannabis e ne influenzano anche gli effetti. Ad esempio, il terpene mircene è noto per lenire il corpo e favorire un sonno ristoratore, mentre il limonene è energizzante e stimolante. Non solo, anche gli altri cannabinoidi presenti in concentrazioni inferiori, come il CBN, possono influenzare l’effetto “stoned”.

Cosa significa essere “stoned”?

Cosa significa essere “baked”?

Il termine “baked” esprime quella sensazione di cui si sente spesso parlare in relazione all’uso di cannabis. In italiano usiamo “cotto” o “fuso” (o “fatto”) per descrivere questo effetto, l’esatto opposto dell’essere “buzzed”.

Quando vi sentite completamente “fusi”, significa che siete andati oltre i limiti dell’essere “high” o “stoned”. Arrivati a questo punto, il vostro cervello è così “cotto” che non avete nemmeno più le forze per muovervi come un essere umano funzionale.

Alcune persone non gradiscono questo stato, soprattutto coloro che hanno fretta di tornare lucidi dopo aver raggiunto il picco. Ma per altri, questo effetto è proprio l'obiettivo a cui mirano.

Una persona “fusa” è molto facile da individuare. Si riconosce per i suoi occhi iniettati di sangue e per le sue fragorose risate. Sembra quasi che abbia il sorriso permanentemente stampato sul volto, sempre desiderosa di mangiare qualsiasi snack le venga proposto.

Il ruolo di indica e sativa: “High” fisico vs “high” cerebrale

Nei paragrafi precedenti abbiamo brevemente menzionato il ruolo dei terpeni. Ora, cercheremo di analizzarlo in relazione con i due principali tipi di varietà di cannabis: indica e sativa. In passato, pensavamo che le indica fossero più propense ad inchiodarci al divano, mentre le sativa a farci muovere e socializzare. Ma è proprio così?

No. Questo tipo di classificazione vale solo per differenziare le caratteristiche di crescita delle piante.

Torniamo indietro di qualche paragrafo, quando parlavamo di mircene, il terpene dalle proprietà sedative. Molti esperti collegano la sonnolenza spesso associata alle indica ad un’alta concentrazione di mircene.

Le sativa, invece, sembrano avere un maggiore contenuto di linalolo come uno dei loro terpeni primari, almeno secondo alcune ricerche[1]. Il linalolo mostra un effetto rilassante e stimolante, che potrebbe spiegare, in parte, l’euforia per cui sono famose le sativa.

Il ruolo di indica e sativa: “High” fisico vs “high” cerebrale

Preferite sentirvi “stoned” o “high”?

A questo punto, dovreste aver acquisito le conoscenze necessarie per capire la differenza tra l’essere “stoned” e l’essere “high”. Ma se volete sapere se rimarrete inchiodati ad un divano o se vi sentirete pieni di energie la prossima volta che fumerete, controllate il profilo “chemovar” o chemiotipo della vostra varietà preferita.

E ricordate, c’è un tempo ed un luogo per ogni cosa. Ci saranno momenti in cui sarà sufficiente un leggero “ronzio” e serate in cui preferirete sentirvi completamente “cotti”. Ma non preoccupatevi, man mano che andrete avanti nel vostro viaggio con la cannabis capirete tutto a tempo debito. Dopodiché, le vostre esperienze saranno ancora più piacevoli!

External Resources:
  1. Cannabis sativa terpenes are cannabimimetic and selectively enhance cannabinoid activity | Scientific Reports https://www.nature.com
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