Tre semplici passaggi per padroneggiare lo stadio di plantula della cannabis.

Indice:

Le piantine di cannabis possono essere difficili da mantenere in vita, soprattutto per i coltivatori principianti. Tuttavia, con una solida conoscenza della loro vera natura e delle loro esigenze, il fatidico stadio di plantula può fare molta meno paura. Continuate a leggere per scoprire come potete coltivare delle plantule sane e forti in tre semplici passaggi.

1° PASSAGGIO: SELEZIONARE LA GENETICA E VALUTARE I MIGLIORI VASI E SUBSTRATI PER LE PLANTULE

Al momento di acquistare i semi, assicuratevi di cercare con cura la varietà più adatta alle vostre esigenze. La vostra esperienza e competenza come coltivatori, il vostro budget, le attrezzature per coltivare, le vostre preferenze in termini di sapori ed effetti e se state coltivando indoor o outdoor sono tutti aspetti che determineranno quale varietà vi darà i migliori risultati.

Per quanto riguarda il substrato, consigliamo sempre di usare un terriccio soffice e leggero, ben aerato e leggermente acido (con pH da 6,3 a 6,5), a cui aggiungere tra il 20 e il 50% di perlite per favorire l’aerazione del suolo e la ritenzione di nutrienti. Più fertilizzanti prevedete di dare alle vostre piante e maggiori quantità di perlite dovreste aggiungere al terreno per migliorare il drenaggio e prevenire il blocco di sostanze nutritive.

Ricordatevi di innaffiare le plantule attorno al gambo e solo una volta che il terriccio sarà completamente asciutto (per maggiori informazioni, leggete la sezione su eccessi e carenze d’acqua riportata qui di seguito). Inoltre, tenete presente che le piantine (in particolare le varietà autofiorenti) sono estremamente sensibili alle sostanze nutritive. Non piantatele mai in un terreno ricco di nutrienti ed evitate di concimarle fino a quando non avranno sviluppato 3 o 4 serie di foglie vere.

Per quanto riguarda la scelta dei vasi, basatevi sui seguenti criteri per valutare i più adatti per le plantule autofiorenti e femminizzate.

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I VASI PIÙ ADATTI PER I SEMI DI CANNABIS AUTOFIORENTI

Quando si coltivano varietà autofiorenti è consigliabile seminare direttamente nei loro vasi finali. A causa del loro breve ciclo di vita, è meglio evitare qualsiasi tipo di stress non necessario, compreso il trapianto. Sebbene le dimensioni esatte del vaso possono variare in base alla varietà coltivata e alle dimensioni dello spazio di coltivazione, la maggior parte dei coltivatori di autofiorenti usa vasi da 5 a 15l di capacità.

I VASI PIÙ ADATTI PER I SEMI DI CANNABIS FEMMINIZZATI

Se state coltivando dei semi femminizzati, il trapianto non è un grosso problema poiché queste piante hanno tutto il tempo di riprendersi dallo stress. Usando i vasetti Easy Start potrete far germinare i vostri semi favorendo sin dall’inizio una crescita sana e forte. Vi consigliamo di trapiantare le plantule poco prima che inizino a diventare troppo grandi per il loro vasetto. In genere, consigliamo di rinvasare una volta che le piante hanno sviluppato una chioma di foglie vere che si estende fino a coprire l’intera circonferenza del vasetto in cui stanno crescendo.

A questo punto, la maggior parte dei coltivatori indoor sposta le proprie piante direttamente in vasi da 12l, ma la capacità del vaso può aumentare o diminuire a seconda della vostra particolare varietà e del vostro impianto di coltivazione. Tenete presente che per massimizzare lo sviluppo delle varietà fotoperiodiche femminizzate potete (e dovreste) rinvasare più volte. Ciò significa che non è necessario trapiantare subito le plantule in un vaso di grandi dimensioni.

I VASI PIÙ ADATTI PER I SEMI DI CANNABIS FEMMINIZZATI

UNA NOTA SUI VASI PER LA CANNABIS

Dai più economici vasi in plastica ai più sofisticati Smart Pot, i coltivatori hanno oggi l’imbarazzo della scelta quando si tratta di scegliere il contenitore più adeguato per le proprie piante di cannabis. E sebbene si possano ottenere ottimi risultati anche con i vasi di plastica a buon mercato, ci sono un paio di punti che dovreste tenere a mente per scegliere i migliori vasi per le vostre piante.

• Fori di drenaggio

Assicuratevi di avere dei vasi con un buon drenaggio in modo tale da proteggere le vostre piante da agenti patogeni fungini e marciume radicale. Se i vasi non sono già dotati di fori (o di qualsiasi altra griglia che consenta il deflusso), dovrete perforarli voi.

• Aerazione

Uno dei compiti del substrato è quello di fungere da sito per gli scambi d’aria tra radici e ambiente. I vasi Smart Pot, come il vaso in tessuto RQS, aiutano le radici della pianta a respirare permettendo a più ossigeno di raggiungerle. Ciò si traduce in una crescita più rapida e vigorosa, piante più sane e raccolti migliori.

• Dimensioni del vaso

Far crescere delle minuscole plantule in vasi enormi aumenta il rischio di saturare d’acqua il substrato, poiché le radici delle piante non sono ancora abbastanza grandi da assorbire tutta l’acqua contenuta nel substrato. L'acqua in eccesso annegherà le radici ed attirerà agenti patogeni e parassiti nella vostra coltura outdoor/indoor.

2° PASSAGGIO: USARE LE GIUSTE TECNICHE DI GERMINAZIONE

I semi di cannabis hanno bisogno di quattro cose per germogliare: umidità, calore, oscurità e tempo. Per assicurarvi di coltivare delle plantule sane e forti, fate germinare i semi usando una delle seguenti tecniche.

• Metodo del tovagliolo di carta inumidito

Posizionate con cura i semi di cannabis tra alcuni pezzi inumiditi di carta assorbente o tovagliolo di carta e metteteli in un contenitore di plastica con coperchio. Conservate il tutto in un luogo caldo e buio (le temperature tra 20 e 25°C sono l’ideale). Lasciate il coperchio leggermente aperto per consentire un ricambio d’aria fresca.

• Metodo del bicchiere d’acqua

Mettete i semi in un bicchiere d’acqua e lasciateli riposare in un armadietto per 24–48 ore a 20–25°C. Non appena i semi si apriranno lasciando uscire il germoglio, saranno pronti per essere piantati. Se dopo 48 ore i semi non sono ancora germinati, passate al metodo del tovagliolo di carta. Non tenete i semi immersi in acqua per più di 48 ore o marciranno.

I vostri semi saranno pronti per essere piantati quando si apriranno e faranno uscire un piccolo fittone di color bianco. Fate un solco con la nocca di una mano (ad una profondità di circa 3–5mm) e piantate i semi germinati con la radice rivolta verso il basso. In questo modo le vostre plantule non dovranno riorientarsi da sole.

• Starter Kit RQS

In alternativa, potete usare gli Starter Kit Autofiorenti o Femminizzati della RQS per dare ai semi le condizioni perfette sin dall'inizio. Questo kit contiene dei vasetti da semina già riempiti con perlite e batteri benefici, oltre ad una mini-serra e luci per dare vita ai vostri semi.

2° PASSAGGIO: USARE LE GIUSTE TECNICHE DI GERMINAZIONE

3° PASSAGGIO: PADRONEGGIARE LO STADIO DI PIANTINA

Adesso che le plantule sono state piantate in terra, inizia la vera sfida. Le plantule di cannabis sono estremamente fragili. Dotate solo di una fragile radice ed una coppia di piccoli cotiledoni (quella prima serie di foglioline rettangolari), al minimo fattore di stress le giovani piantine possono morire. Tuttavia, se vi prenderete un po’ di tempo per capire le vostre piantine e le loro esigenze specifiche, saprete subito come ottimizzare il loro ambiente per avviarle verso una crescita vegetativa vigorosa.

LE BASI: OTTIMIZZARE LUCE, TEMPERATURA ED UMIDITÀ PER LE PLANTULE DI CANNABIS

Quando si tratta di temperatura, umidità ed illuminazione, le plantule hanno esigenze molto particolari ed un banale errore in questi parametri può rivelarsi letale nei loro primi stadi di sviluppo. Per ottenere i migliori risultati, vi consigliamo di coltivare i germogli in una mini-serra, dove potrete creare l’ambiente perfetto per il loro corretto sviluppo.

• Temperatura

Le plantule di cannabis prediligono le temperature diurne di 20–25°C e notturne di circa 4–5°C più fredde. Le temperature troppo alte stressano le giovani piantine e ne ostacolano la crescita che, in una fase così precoce, può rivelarsi letale. Le foglie secche con bordi arricciati sono un chiaro indizio di stress da calore. Con il tempo, le plantule potrebbero sviluppare anche altri sintomi, tra cui foglie pallide e rami rossi o viola. Lo stress da calore può anche indebolire le foglie, facendole appassire con le punte piegate verso il basso.

Le basse temperature, invece, possono congelare le cellule di una plantula ed influire sulla sua capacità di trasportare ed utilizzare le sostanze nutritive, l’acqua e l’ossigeno. Ciò comporterà una crescita stentata e, infine, la morte (se non trattata correttamente). Foglie appassite, crescita lenta e scarso turgore delle piante possono essere indizi di una temperatura troppo bassa all'interno della stanza di coltivazione o mini-serra.

• Umidità

Siccome le loro radici sono giovani e ancora in via di sviluppo, le plantule di cannabis assorbono l’acqua per via fogliare attraverso l’osmosi. Per ottimizzare questo processo, è estremamente importante mantenere i livelli di umidità relativa tra il 40 e il 60%.

Livelli di umidità inferiori al 20% ostacoleranno seriamente la crescita delle plantule e possono dare origine a sintomi analoghi ad alcune carenze nutrizionali (foglie gialle o maculate). Livelli di umidità superiori al 60%, invece, possono generare punti umidi intorno alle piante facendo appassire o marcire le foglie, oltre ad attirare funghi e/o altri agenti patogeni e parassiti. Una volta che le vostre plantule entreranno nella fase vegetativa, dovreste mantenere l’umidità relativa intorno al 50%.

• Luci

Le plantule sono molto sensibili alla luce e possono bruciarsi sotto delle lampade HID o LED troppo forti. Come le piante adulte, le plantule sviluppano foglie bruciate ed increspate se sottoposte ad uno stress da luce. Al contrario, le plantule che non ricevono abbastanza luce tendono ad allungarsi eccessivamente fino a crollare.

Per i migliori risultati, vi consigliamo di coltivare le plantule con un ciclo di luce 18/6 usando lampadine CFL con uno spettro di luce blu per i primi 10–14 giorni. Una volta che avranno sviluppato delle foglie vere con un aspetto sano ed almeno 2–3 nodi, potrete spostarle sotto luci HID o LED più forti per iniziare la fase vegetativa.

LE BASI: OTTIMIZZARE LUCE, TEMPERATURA ED UMIDITÀ PER LE PLANTULE DI CANNABIS

COLTIVARE LE PLANTULE OUTDOOR

I coltivatori outdoor non hanno, ovviamente, la possibilità di cambiare la temperatura o l’umidità premendo semplicemente un interruttore. Se siete coltivatori outdoor, avete tre opzioni per gestire al meglio lo stadio di plantula:

  1. La maggior parte dei coltivatori opta per tenere le proprie plantule in casa sotto luci CFL per le prime due settimane di vita con il fine di proteggerle dagli agenti atmosferici.
  2. In alternativa, potete tenere le vostre plantule all’aperto durante il giorno (purché la temperatura si mantenga costante tra i 20 e i 25°C) e spostarle al chiuso solo di notte per proteggerle dal freddo, dalla pioggia, ecc.
  3. Infine, potete coltivare outdoor le vostre plantule mantenendole sempre chiuse in una mini-serra o una serra vera e propria. In questo modo, darete loro riparo e potrete aumentare l’umidità e gestire meglio la temperatura.

CAPIRE LO STADIO DI PLANTULA

All’interno di quel guscio duro e scuro, i semi di cannabis ospitano tutte le informazioni genetiche necessarie per germogliare e crescere fino a diventare piante grandi e rigogliose. Se esposti all’umidità e al calore, i semi sono in grado di assorbire l’acqua dall'ambiente circostante. Questo processo è noto come imbibizione ed è la chiave per la vita di tutte le piante.

Quando penetra nel seme, l’acqua attiva degli speciali enzimi che innescano la crescita del fittone (la piccola radice bianca che fuoriesce dai semi dopo una corretta germinazione). Questa radice penetra sempre più in profondità nel sottosuolo alla ricerca di acqua, mentre il seme spinge verso l'alto un germoglio che uscirà dal terreno in cerca di luce.

I semi di cannabis contengono già due cotiledoni (o foglie embrionali) che separandosi fanno pressione sull’involucro del seme aprendolo. Dopo la fuoriuscita dei cotiledoni, le piante di cannabis sviluppano la loro prima serie di foglioline vere. Queste spunteranno dal gambo principale ed avranno solo un dito.

Durante le prime fasi della loro vita, le plantule di cannabis ricevono tutta l’energia di cui hanno bisogno dalle riserve nutritive contenute all’interno del seme. Man mano che le loro radici si sviluppano, possono assorbire l’acqua attraverso le loro foglie. Una volta sviluppate le prime serie di foglie vere (cioè foglie con almeno 5–7 dita), le giovani piante entrano ufficialmente nella fase vegetativa e non sono più considerate plantule.

Ricordatevi che una plantula sana mostrerà sempre una crescita rapida e foglie di un verde vivace.

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La germinazione

COME IRRIGARE LE PLANTULE

Non esiste un programma universale su come innaffiare le plantule di cannabis. Sarete voi a dover prestare attenzione alle vostre piante e al loro substrato. Vi consigliamo di inserire un dito nel terreno ad una profondità di circa 2,5cm e di innaffiare solo quando questa porzione di terreno è completamente asciutta. Inoltre, ricordatevi di innaffiare attorno al gambo dove sapete che ci sono le radici. Infine, non dimenticatevi che i vasi devono avere dei fori di drenaggio sul fondo affinché l'acqua in eccesso possa defluire all'esterno.

• Eccessi d’acqua

Innaffiare troppo le plantule è uno degli errori più comuni (e letali) tra i coltivatori principianti. Purtroppo, è molto facile commettere questo sbaglio. Per paura di lasciare asciugare troppo il terreno delle plantule, i coltivatori inesperti finiscono spesso per innaffiare le loro piante con troppa frequenza. Il piccolo apparato radicale delle giovani piante rischierà così di annegare, bloccando l’apporto di ossigeno alle piante che, di conseguenza, crolleranno.

Gli eccessi d’acqua possono verificarsi anche quando il vaso di una pianta è troppo grande o troppo piccolo. Quando si coltiva una piccola plantula in un vaso di grandi dimensioni, il terriccio in eccesso può trattenere l’acqua per diversi giorni in aree non ancora toccate dalle radici. In questi casi, vi ritroverete con un grande vaso pieno di terra umida che non solo priverà le vostre piante di ossigeno, ma creerà anche un terreno fertile per funghi, batteri e parassiti.

Allo stesso modo, un vaso troppo piccolo può essere altrettanto dannoso. Una pianta con un apparato radicale aggrovigliato su se stesso (root-bound) in un vaso troppo piccolo tende ad assorbire l’acqua molto più velocemente, incoraggiando il coltivatore ad irrigare con più frequenza del necessario, portando così ad un eccesso d’acqua.

COME IRRIGARE LE PLANTULE

• Carenze d’acqua

Sebbene non sia così comune come la sovra-irrigazione, un'irrigazione insufficiente può creare altrettanti problemi ad alcuni coltivatori principianti (soprattutto quelli che sono stati messi in guardia sulle conseguenze degli eccessi d’acqua).

Le piante di cannabis perdono costantemente umidità dalle loro foglie attraverso un processo noto come traspirazione (che svolge un ruolo essenziale nel far risalire l’acqua dalle radici fino alle foglie). Quindi, è estremamente importante che le piante abbiano sempre accesso all’acqua nel loro substrato. Quando una pianta rimane per troppo tempo senz'acqua, molte delle sue funzioni vitali iniziano a rallentare. Tutte le radici completamente disidratate moriranno, arrestando la crescita della pianta o uccidendola direttamente (se il suo apparato radicale è poco sviluppato).

Sfortunatamente, i sintomi di una carenza d’acqua sono molto simili a quelli di un eccesso d’acqua (foglie appassite e ricurve). Tuttavia, saprete che le vostre piante stanno ricevendo poca acqua se il loro terreno sarà asciutto.

COME PREVENIRE LA MORIA DELLE PIANTINE (DAMPING OFF)

È capitato a tutti. Le plantule sembravano perfettamente sane e all’improvviso si sono accasciate sul bordo del loro vaso. In appena 24 ore, a volte anche meno, sono appassite e morte.

Questo fenomeno, anche conosciuto come “damping off”, è causato da alcuni funghi della famiglia Pythium, Botrytis e Fusarium. Sebbene questi funghi possano giacere dormienti nel terreno, se le condizioni ambientali diventano troppo umide, riprendono la loro attività. Gli eccessi d’acqua e l’umidità troppo alta, ad esempio, sono due delle cause più comuni della moria delle piantine.

Purtroppo, quando una plantula mostra i primi segni di damping off (gambo molle con alterazioni di colore), non c’è nulla che si possa fare per salvarla. Il nostro consiglio è quello di rimuovere tutte le plantule danneggiate dalla vostra stanza di coltivazione o mini-serra il PRIMA POSSIBILE. Solo così eviterete la diffusione dei funghi.

Per evitare il damping off, assicuratevi di tenere sotto stretto controllo la temperatura e l’umidità relativa del vostro spazio di coltivazione ed evitate di irrigare troppo le vostre piante. Inoltre, controllate che il terreno e i vasi abbiano un buon drenaggio.

Infine, per ridurre al minimo il rischio di un’infestazione da Pythium, Botrytis o Fusarium, usate sempre del terriccio nuovo o sterilizzatelo in forno fino a quando non raggiunge una temperatura di 85°C.

COME PREVENIRE I PROBLEMI NUTRIZIONALI

Le piante di cannabis sane hanno un aspetto vibrante e verde e qualsiasi variazione cromatica delle loro foglie o gambi può indicare uno stress nutrizionale.

Ricordatevi che i semi di cannabis sono ricchi di sostanze nutritive che consentono alle plantule di superare la prima fase della loro vita. Una volta esauriti questi nutrienti, bisogna intervenire e dare alle piante le sostanze nutritive aggiuntive di cui hanno bisogno per vegetare e fiorire correttamente.

Concimare le plantule

Le plantule di cannabis sono estremamente fragili e possono facilmente “bruciarsi” in un terreno ricco di sostanze nutritive. In genere, non è consigliabile concimarle durante lo stadio di plantula. Piuttosto, lasciatele crescere nei loro vasetti Easy Start fino a quando non saranno pronte per il trapianto e per avviare la loro crescita vegetativa.

La maggior parte dei blog e dei forum vi dirà che le piante sono pronte per la fase vegetativa dopo due settimane di crescita, ma non è affatto vero. Di solito, ci vogliono circa 3–4 settimane dalla germinazione perché una plantula consumi tutta l’energia immagazzinata nel seme, anche se alcune piante potrebbero svilupparsi più velocemente di altre. Ma piuttosto di contare i giorni che passano, vi consigliamo di trapiantare e avviare la fase di crescita vegetativa delle plantule una volta che avranno sviluppato almeno tre nodi e 4 o 5 serie di foglioline vere.

• Transizione alla fase vegetativa

Dopo aver trapiantato le piantine nei loro nuovi vasi, concedete loro 3–7 giorni per riadattarsi. Ricordatevi che il trapianto è un processo stressante e le vostre giovani piante avranno bisogno di un po’ di tempo per riprendersi. Se dopo il trapianto concimerete troppo presto, molto probabilmente le piante non riusciranno ad assorbire tutte le sostanze nutritive dal terreno e più avanti potrebbero avere dei problemi (come il blocco di sostanze nutritive).

Una volta che le vostre piante si saranno completamente riprese dal trapianto, iniziate a concimarle con una soluzione nutritiva leggera. Un rapporto NPK di 4:2:3, ad esempio, è un buon punto di partenza per le piante che sono appena entrate in fase vegetativa.

COME PREVENIRE I PROBLEMI NUTRIZIONALI

• Bruciature da eccesso di nutrienti

Normalmente, i coltivatori si imbattono nelle bruciature provocate da un eccesso di sostanze nutritive quando concimano le loro piantine troppo presto o al momento di passarle alla fase vegetativa (perché trapiantano le plantule in un terreno troppo fertile o iniziano a concimare con fertilizzanti troppo forti). I primi segni di una bruciatura da eccesso di nutrienti sono le foglie verde scuro con punte bruciate. Se non trattata, la bruciatura da sostanze nutritive fa arricciare le foglie verso l’alto.

Fortunatamente, a differenza di altri problemi menzionati in questo post, le bruciature per eccessi di sostanze nutritive possono essere trattate. Basta smettere di concimare per almeno una settimana ed innaffiare le piante con sola acqua (a pH bilanciato). Una volta che le vostre piante riprenderanno una crescita sana, con le foglie di un verde più vivace, potrete ricominciare progressivamente a concimare.

Ogni volta che inizierete a dare fertilizzanti ad una pianta, vi consigliamo di darle solo la metà della dose consigliata durante la prima settimana di concimazione. In questo modo, le vostre piante avranno il tempo di adattarsi alla loro nuova dieta.

• Puntare sul biologico

Da RQS siamo grandi sostenitori della coltivazione biologica della cannabis. Nessuna quantità di fertilizzante chimico può competere con la complessa miscela di microrganismi presente in un suolo organico.

Nelle colture biologiche, tutta l’attenzione va rivolta alla lavorazione di un terreno fertile e vivo sin da subito, piuttosto di usare un substrato povero che dev'essere poi concimato con nutrienti chimici una volta alla settimana. Sebbene possa risultare molto più impegnativo, i sapori dell’erba coltivata biologicamente sono difficili da battere. Ricordatevi solo che le piante coltivate in questo modo tendono a produrre un po’ meno rispetto alle colture non biologiche.

COME PREVENIRE PARASSITI ED INSETTI

I parassiti e le infestazioni possono uccidere le plantule in poche ore. Per evitare che ciò accada, è estremamente importante mantenere pulito l’ambiente di coltivazione e con temperature e livelli d’umidità ottimali. Evitate di eccedere con l’acqua e documentatevi su tutti i parassiti più comuni nelle colture di cannabis. Solo così potrete individuarli e trattarli tempestivamente. Alcuni dei parassiti più comuni a cui dovreste prestare particolare attenzione sono:

• Moscerini dei funghi (Sciaridi)

Questi piccoli insetti neri simili a mosche si nutrono delle vostre piante e depongono le loro larve nei terreni umidi.

• Ragnetto rosso

Di colore nero o rosso, i ragnetti rossi vivono sulla parte inferiore delle foglie e, talvolta, tessono fitte ragnatele protettive attorno alle foglie sane. Amano le condizioni calde e secche.

• Minatori fogliari

Questi piccoli e sottili insetti alati lasciano sulle foglie sane delle strisce irregolari simili alle scie delle lumache.

• Oidio (mal bianco)

Come suggerisce il nome, l’oidio è un tipo di muffa che si diffonde sulle foglie delle piante sotto forma di una polvere biancastra simile alla farina.

• Pythium e Fusarium

Questi funghi possono essere difficili da individuare, ma le macchie bianche sulla superficie di un terriccio troppo umido possono essere un segnale precoce della loro presenza.

Le plantule di cannabis amano le condizioni calde ed umide e, purtroppo, anche i parassiti e le malattie adorano questi ambienti. Mantenere sempre pulito l’ambiente di coltivazione e far crescere le plantule in una mini-serra può aiutare a prevenire un’infestazione.

COME PREVENIRE L’ALLUNGAMENTO DELLE PLANTULE

Le piantine tendono ad allungarsi per avvicinarsi alla loro sorgente luminosa. Per evitare lo sviluppo di gambi eccessivamente lunghi e fragili, coltivate le plantule con lampadine CFL a spettro blu ad una distanza di circa 5cm dalla loro parte alta. Inoltre, evitate di tenerle al buio per le 24 ore successive alla germinazione (come spesso viene consigliato in alcuni forum di coltivazione), poiché la mancanza di luce le costringerà ad allungarsi in modo anomalo.

Come prevenire l’allungamento delle plantule

CAPIRE QUANDO E COME TRAPIANTARE LE VOSTRE PIANTINE

Sfortunatamente, il trapianto di una plantula è tutt’altro che una scienza esatta. Piuttosto che seguire rigorosi calendari o programmi, è sempre meglio osservare da vicino le proprie piante sapendo quali indizi cercare.

Come accennato in precedenza, una buona regola empirica è quella di trapiantare le piantine quando le loro foglie coprono completamente la circonferenza del loro vaso. Dopo circa una settimana, provate a controllare le radici delle vostre plantule. Se riuscite a sollevarle completamente insieme a tutto il loro terriccio, sono pronte per il trapianto.

Siate sempre molto delicati quando maneggiate una plantula da trapiantare. Anche il più piccolo danno alle radici può provocare moltissimo stress alla plantula che, essendo così giovane e fragile, richiederà più tempo per riprendersi.

ADESSO POTETE INIZIARE A COLTIVARE!

Adesso che conoscete la teoria alla base della coltivazione di germogli sani e forti, è arrivato il momento di sporcarsi le mani. Ricordatevi di usare uno dei nostri Starter Kit per ottenere i migliori risultati e continuate a leggere il nostro blog per ulteriori consigli su come coltivare una magnifica marijuana in casa.

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