Come Ottenere Rendimenti Maggiori dalla Cannabis Autofiorente

Come Ottenere Rendimenti Maggiori dalla Cannabis Autofiorente


Le varietà autofiorenti hanno finalmente ottenuto il rispetto che meritano. E soprattutto, hanno conquistato un posto d'onore in molte grow room. Con la nostra guida per massimizzare il rendimento, potrete raccogliere il maggior numero di cime possibile dalle vostre piante autofiorenti!

SPINGERE I RENDIMENTI DELLA CANNABIS AUTOFIORENTE AL LIMITE MASSIMO

Le varietà autofiorenti crescono molto rapidamente, e fioriscono indipendentemente dalla quantità di luce che ricevono. Questa caratteristica consente di coltivare ganja con maggior facilità. Le genetiche autofiorenti hanno infatti guadagnato un'enorme popolarità e sul mercato appaiono varietà sempre più pregiate.

Esistono vari metodi per aumentare la produttività delle piante autofiorenti.

1. INIZIARE A COLTIVARE LE AUTOFIORENTI NEL RECIPIENTE DEFINITIVO

La cannabis autofiorente passa dal seme alla pianta matura nel giro di 60–90 giorni. Quando un esemplare autofiorente subisce uno stress, o il suo sviluppo viene rallentato per un qualsiasi motivo, esso avvierà la fioritura nei tempi previsti, ma le rese finali risulteranno compromesse.

Per ottimizzare le rese, è consigliabile piantare i semi direttamente nei contenitori finali. In alternativa, è possibile far germogliare le piante usando il metodo del tovagliolo di carta (o qualsiasi altro metodo per la germinazione), e poi trasferirle in vasi più grandi. Occorre favorire lo sviluppo di un apparato radicale sano e robusto fin dal principio.

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2. USARE VASI PIÙ GRANDI

Più i vasi sono grandi, più le radici riusciranno ad espandersi, e la struttura finale della pianta sarà più ampia. Costringendo l'esemplare in un vaso troppo piccolo, lo sviluppo e la produzione risulteranno ridotti. È importante utilizzare contenitori da 15–20 litri per ottimizzare i risultati senza stressare le piante. Un vaso troppo largo comporterà uno spreco di substrato e fertilizzante.

3. SCEGLIERE IL MATERIALE DEL VASO

Un apparato radicale sano e robusto si traduce in una pianta altamente produttiva. Prendete in considerazione l'acquisto di “smart pot”, come i vasi in tessuto RQS, per coltivare con un ulteriore vantaggio. I vasi in tessuto sono in grado di prevenire l'aggrovigliamento delle radici, e promuovono la corretta crescita dell'esemplare.

Inoltre, con i vasi in tessuto è praticamente impossibile somministrare acqua in eccesso, poiché il materiale offre un eccellente drenaggio.

4. USARE UN SUBSTRATO DI COLTIVAZIONE AERATO

Le autofiorenti crescono rapidamente e con vigore, ed hanno poco tempo a disposizione per completare il loro ciclo vitale. Proprio per questo è importante supportare il loro sviluppo in ogni modo possibile. Un substrato leggero e arioso permetterà alle autofiorenti di formare un robusto apparato radicale.

Se il substrato è troppo compatto, potete aggiungere un po' di perlite e fibra di cocco. Nel nostro articolo qui, troverete altri consigli sul terreno migliore per le autofiorenti.

5. AGGIUNGERE UNO STIMOLANTE RADICALE

Per promuovere lo sviluppo delle radici è possibile aggiungere uno stimolante radicale. Una valida soluzione è introdurre funghi benefici nel substrato di coltivazione. I funghi micorrizici favoriscono l'assorbimento di acqua e sostanze nutritive, proteggono le piante dagli agenti patogeni, e in generale contribuiscono a creare un ambiente di coltivazione ottimale.


6. FAR CRESCERE LE PLANTULE INDOOR

Che decidiate di coltivare indoor o all'aperto, ricordatevi di far germogliare i semi indoor.

Dal momento che il ciclo vitale delle autofiorenti è piuttosto breve, dovete assicurarvi che le plantule sviluppino subito un apparato radicale adeguato. Esponetele ad una lampada fluorescente compatta a luce fredda o a luci LED, oppure sistematele su un davanzale. La fase vegetativa deve trascorrere senza imprevisti: pronte o meno, le autofiorenti fioriranno nei tempi prestabiliti.

7. SUPPORTARE LA STRUTTURA DELLA PIANTA

Per mantenere le piante in verticale, e favorire la crescita delle cime, occorre inoltre sostenere la struttura con dei paletti o altri tipi di supporto.

È possibile applicare diversi metodi. I bastoni in bambù e le corde, i graticci o le gabbie per le piante di pomodoro possono sorreggere la cannabis e il suo pesante carico di cime. Se volete altri consigli, potete andare a leggere questo articolo su cinque modi per sostenere le cime pesanti.

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8. ESPORRE LE PIANTE A 18 ORE DI LUCE

Esistono opinioni contrastanti riguardo i possibili vantaggi di una esposizione a 24 ore di luce consecutive. Lo schema più utilizzato è quello composto da 18 ore di luce e 6 ore di oscurità, poiché permette di risparmiare denaro ed energia.

In realtà, è possibile esporre le piante ad una quantità di luce inferiore. Tuttavia, se lo scopo è ottenere rese abbondanti, dovrete fornire agli esemplari più luce possibile. Più luce, più fiori. Semplice.

Coltivando all'aria aperta, le autofiorenti saranno illuminate dal caldo sole estivo. L'esposizione ai raggi solari per 18 ore non è essenziale, poiché l'impianto di illuminazione di Madre Natura è molto più potente di qualsiasi lampada artificiale.

9. USARE ACQUA AD OSMOSI INVERSA

La vostra acqua potrebbe essere addizionata con fluoro o cloro, o contenere impurità che ostacolano lo sviluppo di microrganismi benefici nel terreno. In breve, se la vostra acqua per uso domestico non è potabile, non dovrete somministrarla nemmeno alle piante di cannabis. Potete invece utilizzare acqua ad osmosi inversa.

L'osmosi inversa è un processo di filtrazione che permette di ottenere acqua pura, super filtrata. Con questa tecnica, potrete controllare la presenza dei minerali nella vostra acqua. Ciò può risultare vantaggioso per lo sviluppo delle piante e per le rese finali.

10. REGOLARE IL PH E LA SOMMINISTRAZIONE DI SOSTANZE NUTRITIVE

Le piante autofiorenti in genere sono più piccole, quindi assorbono meno acqua e meno sostanze nutritive rispetto alle fotoperiodiche. Se state somministrando alla cannabis una miscela nutritiva classica, è preferibile iniziare con il 50%, o persino il 25%, della dose raccomandata.

Chi coltiva su terreno dovrebbe fornire alle piante autofiorenti un terriccio leggermente concimato. I substrati con eccessivo fertilizzante potrebbero danneggiare gli esemplari. A parte gli integratori come enzimi, vitamina B e funghi benefici, le autofiorenti non hanno bisogno di abbondanti sostanze nutritive durante la loro breve fase vegetativa. Sarà sufficiente usare un terreno di buona qualità, senza aggiungere alcun nutrimento fino al momento del raccolto.

Se dovete introdurre sostanze nutritive nel terreno, fatelo con moderazione. In generale, gli stimolanti della fioritura sono gli unici prodotti da somministrare durante il ciclo vitale delle piante. Anche in fase di fioritura saranno sufficienti dosi medio-basse di sostanze nutritive. Spesso chi coltiva autofiorenti commette l'errore di somministrare sostanze nutritive in eccesso, compromettendo le rese finali.

Se i livelli di pH sono inadeguati, le piante non riusciranno ad assorbire le sostanze nutritive presenti nel suolo. Quando si coltiva nel terreno, il pH corretto è tra 6,0 e 7,0. Aggiungendo qualche goccia di prodotto per alzare o abbassare il pH, potrete raggiungere un livello di pH ottimale.

11. DARE PRIORITÀ AL CONTROLLO DEL CLIMA

Le plantule e gli esemplari giovani prediligono un ambiente umido, mentre le piante in fase di fioritura hanno bisogno di tassi di umidità decisamente inferiori, per evitare lo sviluppo di muffa.

Talvolta è sufficiente installare una ventola, o lasciare la finestra aperta, per creare un ambiente di coltivazione ottimale. Se non basta, valutate l'acquisto di un radiatore o un condizionatore.

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12. USARE CO₂

È scientificamente provato che le piante utilizzano CO₂ per attuare la fotosintesi. Di conseguenza, introducendo CO₂ nel vostro spazio di coltivazione, dovreste notare una netta differenza in termini di velocità di crescita e dimensioni delle piante.

Tuttavia, ha senso fornire CO₂ agli esemplari solo se tutti gli altri parametri all'interno della grow room sono ottimali. In caso di problemi con temperatura, umidità, acqua o sostanze nutritive, cercate di ripristinare i valori corretti prima di impegnarvi in sistemi più elaborati (e complessi) come l'introduzione di CO₂.

13. SOTTOPORRE LE PIANTE A TRAINING

Il low-stress training (LST) è una tecnica di training non distruttiva, utilizzabile anche dai principianti. Come si può intuire dal nome, si tratta di un metodo poco invasivo, che non comporta lesioni o danni alla pianta.

Dovete semplicemente legare e piegare delicatamente il fusto e i rami dell'esemplare per favorire la crescita laterale. In questo modo, le cime saranno maggiormente esposte alla luce, e i rendimenti finali saranno più abbondanti.

Se siete coltivatori esperti e non avete timore di usare le forbici sulle vostre piante, potete provare ad eseguire la cimatura. Prima di effettuare questa o altre tecniche avanzate, assicuratevi che ogni altro parametro sia sotto controllo.

14. USARE LA TECNICA SEA OF GREEN (SOG)

Il metodo sea of green, o SOG, prevede la coltivazione di numerosi esemplari di piccola taglia in un ambiente ristretto, per ottimizzare lo spazio e il rendimento finale. Questa tecnica è efficace soprattutto nelle coltivazione su scala ridotta e le varietà autofiorenti sono le candidate ideali. Queste piante crescono rapidamente e mantengono una statura compatta, quindi saranno perfette per lo scopo. Inoltre, con questa tecnica non è necessario maneggiare eccessivamente le piante o sottoporle a potatura.

15. USARE LA TECNICA DEL RACCOLTO PROGRESSIVO

Solitamente i fiori situati sulla parte superiore della chioma tendono a maturare più rapidamente rispetto alle cime sottostanti. Prelevate solamente le gemme pronte per essere raccolte e attendete che le altre giungano a maturazione. Lasciate trascorrere 1–2 settimane tra ciascun raccolto, e controllate se le cime mostrano segni di maturazione. Quasi tutte le piante autofiorenti richiedono due soli cicli di raccolto progressivo, ma le varietà più grandi talvolta hanno bisogno di cicli ulteriori.

16. DOCUMENTARE, PERFEZIONARE, RIPETERE

Nessuno nasce con le nozioni di giardinaggio già acquisite. Per diventare esperti occorre prestare molta attenzione ed annotare dettagliatamente le procedure utilizzate durante la coltivazione. Solo in questo modo sarà possibile individuare le tecniche che offrono risultati migliori.

Quando si coltiva cannabis può sempre capitare qualche imprevisto. Il segreto per ottenere un raccolto abbondante è individuare tempestivamente e astutamente ogni problema. Dopo aver perfezionato le vostre tecniche, la salute e il rendimento delle piante miglioreranno di conseguenza.

LE 5 VARIETÀ AUTOFIORENTI RQS PIÙ PRODUTTIVE DEL 2020

Forse più importante di qualsiasi altro fattore elencato sopra, la genetica ha un'enorme influenza sul potenziale di produzione di una determinata varietà. Quindi, prima di concludere la nostra guida su come massimizzare le rese delle piante autofiorenti, ecco una lista delle autofiorenti più produttive di Royal Queen Seeds.

1. NORTHERN LIGHT AUTOMATIC

Northern Light è una varietà di cannabis leggendaria, discendente da ceppi indica afghani. Allevata per la prima volta negli USA, durante gli anni ’70, e approdata in Europa negli anni ’80, questa indica resta una delle varietà più amate dai consumatori di cannabis. La versione autofiorente Northern Light Automatic racchiude tutte le virtù dell'originale, senza scendere a compromessi in fatto di gusto o effetti. Inoltre, è una delle varietà autofiorenti più produttive, essendo in grado di offrire ben 550g/m² indoor. Le cime sprigionano aromi dolci e terrosi, di pino, mentre lo sballo è cerebrale, gioioso e confortante.

NORTHERN LIGHT AUTOMATIC

Northern Light Automatic
Northern Light x Ruderalis
500 - 550 gr/m2
80 - 120 cm
5-7 weeks
THC: 14%
Sativa 0% Indica 80% Ruderalis 20%
170-220 gr/plant
130 - 160 cm
9-10 settimane dopo la germinazione
Cerebrale ed energizzante

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2. WHITE WIDOW AUTOMATIC

White Widow Automatic è un'altra fantastica versione autofiorente di un ceppo di cannabis classico, White Widow. La pianta è stata battezzata con questo nome per via del suo aspetto. Infatti, grazie all'enorme quantità di tricomi, l'intera chioma è ricoperta da un denso e candido strato di resina. La versione autofiorente di RQS emana un aroma di legno e terra, ed un sapore simile alla versione fotoperiodica femminizzata, ma non altrettanto intenso. I suoi effetti sono leggermente più frastornanti. Questa pianta piccola e compatta può produrre una quantità di cime incredibile: fino a 450g/m²!

WHITE WIDOW AUTOMATIC

White Widow Automatic
White Widow x ruderalis
400 - 450 gr/m2
40 - 80 cm
7 - 8 Settimane
THC: 14%
Sativa 40% Indica 40% Ruderalis 20%
190 - 240 gr/plant
50 - 110 cm
10-12 settimane dopo semina
Stoned (effetto fisico)

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3. ROYAL CHEESE AUTOMATIC

Royal Cheese Automatic è la versione autofiorente della leggendaria UK Cheese. Racchiude lo stesso emblematico aroma del ceppo originale, ma con il vantaggio della crescita rapida, fornito dai geni autofiorenti. Preparatevi a raccogliere cime di prima scelta appena 10 settimane dopo aver piantato i semi. Royal Cheese Automatic ammalia i fumatori con i suoi sapori di formaggio acido, terra e spezie, e gli effetti intensi a livello fisico, caratterizzati da vibrazioni gioiose ed euforizzanti. Per una pianta che non supera 1m di altezza, la produzione di 475g/m² è davvero notevole.

ROYAL CHEESE AUTOMATIC

Royal Cheese Automatic
Cheese x Royal Critical x Ruderalis
425 - 475 gr/m2
60 - 100 cm
7 - 8 Settimane
THC: 15%
Sativa 30% Indica 50% Ruderalis 20%
160 - 210 gr/plant
60 - 120 cm
9-10 settimane dopo la germinazione
Stoned (effetto fisico)

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4. HULKBERRY AUTOMATIC

HulkBerry Automatic di RQS è una delle varietà autofiorenti più potenti che si possano incontrare. Questo ibrido a dominanza sativa nasce dall'incrocio tra HulkBerry e Diesel Auto, e racchiude livelli di THC pari al 21%. Dopo aver assaggiato queste cime, persino i fumatori più esperti potranno sperimentare uno sballo fantastico. Grazie agli effetti euforizzanti, creativi e confortanti, HulkBerry Automatic è perfetta da consumare durante la giornata. Il fumo sprigiona note speziate, terrose e di fragola. I coltivatori potranno raccogliere ben 400–500g/m² di cime potentissime.

HULKBERRY AUTOMATIC

HulkBerry Automatic
Hulkberry x Diesel Auto
450 - 500 gr/m2
80 - 120 cm
6 - 7 Settimane
THC: 21%
Sativa 65% Indica 30% Ruderalis 5%
100-150 gr/plant
80 - 120 cm
8-9 settimane dopo semina
Sereno ed energetico

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5. ROYAL AK AUTOMATIC

Royal AK Automatic è una varietà autofiorente eclettica. Questa variante della celebre AK-47 nasce dalla fusione tra ceppi colombiani, messicani, thailandesi e afghani. Il risultato è una pianta dagli effetti vigorosi ed altamente produttiva. Questo ibrido a leggera dominanza indica (40% indica, 35% sativa, 25% ruderalis) offre effetti gioiosi e dinamici, adatti per le ore diurne. Il fumo racchiude aromi di hashish e spezie, e note dolciastre che richiamano l'incenso. Gli esemplari non superano gli 80–100cm di altezza, ma possono produrre fino a 475g/m².

ROYAL AK AUTOMATIC

Royal AK Automatic
AK 47 x Ruderalis
425 - 475 gr/m2
60 - 70 cm
5-7 weeks
THC: 15%
Sativa 35% Indica 40% Ruderalis 25%
110-160 gr/plant
70 - 100 cm
9-10 settimane dopo la germinazione
Felice e attivo

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