Massimizzare le Rese con Varietà autofiorenti

SPINGERE AL LIMITE LA PRODUTTIVITÀ DELLE AUTOFIORENTI

Le varietà di Cannabis autofiorenti hanno finalmente ottenuto il rispetto che meritavano, oltre ad essersi guadagnate un posto di prestigio nelle case di molti coltivatori di marijuana. Con i nostri 10 passi per massimizzare le rese di queste piante, riuscirete a spingere al limite la produttività delle vostre autofiorenti. Come per tutti gli ibridi con genetica Ruderalis, il tempo è la chiave.

1) SCEGLIERE VARIETÀ AUTOFIORENTI PRODUTTIVE E DI ALTA QUALITÀ

Critical Auto

In questi ultimi anni le varietà autofiorenti sono migliorate notevolmente in termini di potenza e produttività. Molte delle ultime generazioni di autofiorenti contengono alte concentrazioni di cannabinoidi, spesso paragonabili a quelle delle versioni fotoperiodiche più tradizionali. Tuttavia, non tutte le autofiorenti sono uguali e in commercio se ne possono trovare ancora di scarsa qualità e poco produttive.

Ovviamente, vi consigliamo di usare le nostre potenti e produttive varietà autofiorenti. Per chi vuole ottenere raccolti ancora più abbondanti, consigliamo la nostra straordinaria Royal Critical Auto. Esattamente come la sua controparte fotoperiodica Critical, questa autofiorente offre una produzione esuberante di cime durante la fase di fioritura. Richiede solo 9 settimane per completare il suo ciclo di vita, dalla semina al raccolto, offrendo abbondanti rese produttive. Questa è la vera definizione di alta produttività in tempi ridotti.

2) PIANTARE LE AUTOFIORENTI DIRETTAMENTE NEI VASI FINALI

Critical Auto

Photoperiod cannabis strains can essentially be kept in the vegetative growth stage indefinitely. In contrast, autoflowering cannabis will race from seedling to stash somewhere between 60-90 days typically. Speed is an attribute. But the grower must keep pace with the rapid development of autos.

There is no time for transplants and certainly no time for stress if you desire the max yield from your autos. The best advice is to sow seedlings directly into final containers. Alternatively, germinate auto seeds first using the paper towel method or whatever your preferred method. Then put them straight into large pots. A healthy root zone must be cultivated early

3) PROTEGGERE I GIOVANI PIANTINI IN COLTIVAZIONI INDOOR

Che stiate progettando una coltivazione indoor o outdoor di piante autofiorenti, fate crescere indoor i vostri giovani piantini nelle prime settimane di vita. Anche in questo caso, i coltivatori dovranno essere consapevoli del fatto che le varietà automatiche passano a fioritura dopo circa 30-40 giorni dalla germinazione.

Dal momento della germinazione, le piante autofiorenti hanno i giorni contati. Pertanto, è essenziale che le radici crescano fin da subito forti e sane. Una lampadina CFL con luce bianca o un davanzale al sole sono sufficienti per questi primi istanti di vita. L'importante è che la crescita vegetativa si svolga nel miglior modo possibile, perché le piante avvieranno la loro fase di fioritura dopo 30 o 40 giorni di sviluppo. Ricordatevi che le piante autofiorenti fioriscono in base alla loro età e non per una variazione delle ore di luce (come le varietà fotoperiodiche che, per fiorire, richiedono una variazione del ciclo di luce da 18/6 a 12/12).

4) 18 ORE DI LUCE

Cannabis Lighting

Il ciclo luce-buio ottimale per le varietà di Cannabis autofiorenti è di 18/6. Questo ciclo viene comunemente adottato durante la crescita vegetativa delle varietà di marijuana fotoperiodiche. Tuttavia, per spingere le varietà autofiorenti ad esprimere tutto il loro potenziale ed ottenere così raccolti più abbondanti, bisogna fornire loro un ciclo di luce 18/6 dalla germinazione al raccolto.

Le varietà autofiorenti sono più resistenti delle normali varietà fotoperiodiche, riuscendo a sopravvivere anche nelle condizioni più difficili e con poche ore di luce. Tuttavia, il nostro obiettivo è quello di ottenere le migliori rese produttive e, quindi, bisogna fornire alle piante il maggior numero possibile di lumen durante le 18 ore di luce. Più luce riceveranno e più cime produrranno.

Gli impianti d'illuminazione con luci a LED Full Spectrum sono ideali per le coltivazioni indoor. Le HID sono altrettanto valide, mentre le CFL sono sufficienti solo per la breve crescita vegetativa delle autofiorenti. All'aperto, una pianta autofiorente cresce forte e vigorosa nella bella stagione estiva o dalla primavera all'autunno nelle zone climatiche più calde. Anche se il sole non arriverà mai ad irradiare per 18 ore al giorno, la sua potenza è infinitamente più elevata di qualsiasi lampadina artificiale.

5) CICLO BAGNATO-ASCIUTTO

Cannabis Watering

Per applicare un efficace ciclo bagnato-asciutto bisogna fare molta attenzione ad irrigare correttamente le piante. Ciò diventa ancora più importante quando si coltivano autofiorenti, in quanto bisogna ottimizzare la loro crescita in tempi più ristretti. Queste varietà di Cannabis non consentono sbagli nelle innaffiature, in quanto non hanno sufficiente tempo per poter recuperare le forze dopo un'eventuale crescita stentata. Fidatevi di noi quando vi diciamo che non potete permettervi nemmeno una settimana per ristabilire un'autofiorente poco sana.

Provate a sollevare i vasi o i contenitori per valutare il loro peso e capire se le piante hanno bisogno di acqua o no. Una volta preso il ritmo vedrete che è una tecnica molto efficace. Ovviamente, se il peso sarà elevato vorrà dire che nel vaso c'è ancora acqua, in caso contrario dovrete procedere con l'irrigazione.

Inoltre, assicuratevi di non lasciare mai il fondo dei vasi immerso in piattini pieni d'acqua, fuoriuscita dai fori di deflusso. Potrebbe creare le condizioni ideali per il marciume radicale o per altri agenti patogeni. Mantenete sempre pulite le vostre colture ed eliminate la parte di deflusso dopo le innaffiature.

Se invece non avete la possibilità di sollevare i vostri vasi, cercate di procurarvi almeno un dispositivo per monitorare l'umidità del substrato. Sono strumenti poco costosi ma molto utili, soprattutto nelle colture idroponiche e per i coltivatori principianti. Usate sempre questi dispositivi per ottenere i migliori risultati.

6) DEFINIRE UN BUON PIANO DI CONCIMAZIONE

Ovviamente, le varietà autofiorenti richiedono i migliori fertilizzanti per ottimizzare la loro fase di sviluppo. Sul mercato se ne possono trovare di appositamente formulati per le loro specifiche esigenze automatiche. La maggior parte dei coltivatori li conoscono bene, ma quando si coltiva in idroponia o cocco, bisogna realizzare una ricerca più accurata.

Le autofiorenti coltivate in impianti idroponici potrebbero richiedere fertilizzanti diversi da quelli formulati per le normali varietà di Cannabis fotoperiodiche. Sebbene possano dare ottimi risultati, fate sempre molta attenzione a non eccedere con le dosi. Le autofiorenti sono meno avide di sostanze nutritive rispetto, ad esempio, ad una varietà Indica fotoperiodica. Quando coltivate un'autofiorente pensate sempre ad una piccola Sativa dalle scarse esigenze nutrizionali.

Chi coltiva autofiorenti in terra deve usare terricci poco concimati per ottenere i migliori risultati. I terrenni troppo fertilizzati possono bruciare facilmente le piante. Inoltre, le concentrazioni di integratori con enzimi, vitamina B e funghi benefici non devono essere eccessive, data la breve durata della fase vegetativa delle autofiorenti.

Se doveste comunque decidere di aggiungere fin da subito qualche fertilizzante nel terreno, fatelo con estrema parsimonia. Normalmente, gli unici fertilizzanti e stimolatori da aggiungere sono quelli per la fase di fioritura. Anche in questo caso, però, le dosi devono essere più basse di quelle consigliate per varietà fotoperiodiche. Una sovraconcimazione è uno degli errori più comuni tra i coltivatori principianti e potrebbe danneggiare gravemente le autofiorenti.

7) EVITATE QUALSIASI TECNICA DI POTATURA PER AUMENTARE LE RESE

Potare o non potare? Molti coltivatori sono convinti di ottenere raccolti più abbondanti potando e piegando le piante di Cannabis autofiorenti. Ovviamente, in alcuni casi è possibile ottenere raccolti superiori adottando tali tecniche. Tuttavia, si tratta di una strategia ad alto rischio che potrebbe risultare controproducente.

La cimatura e la piegatura con LST applicate su piante autofiorenti può essere un vero disastro, mentre la tecnica ScrOG potrebbe rivelarsi difficile ed inutile. Le piante autofiorenti innescano la loro fase di fioritura così rapidamente che non hanno la capacità di riprendersi da un taglio o di ricrescere con vigore dopo una piegatura.

Noi preferiamo saltare le classiche tecniche di potatura e piegatura normalmente usate per massimizzare le rese delle colture di varietà fotoperiodiche.

8) SEA OF GREEN (SOG)

Cannabis SOG

Il metodo Sea Of Green, o SOG, offre enormi vantaggi con le varietà autofiorenti. La loro crescita accelerata e vigorosa e le loro altezze contenute sono l'ideale per la tecnica SOG. Anche in questo caso bisogna evitare qualsiasi potatura. Questa tecnica colturale è il miglior modo di sfruttare appieno il comportamento di crescita delle varietà autofiorenti, per ottenere rese produttive ottimali.

9) RADDOPPIARE I RACCOLTI

Nel tempo richiesto da una varietà di Cannabis fotoperiodica per completare il suo ciclo di vita, si possono ottenere ben due raccolti di varietà autofiorenti. Anche le varietà fotoperiodiche dalla più veloce fase di fioritura richiedono almeno 8 settimane di fioritura. La maggior parte di queste piante sono pronte per essere raccolte in 90-120 giorni.

In 120 giorni, invece, si possono completare ben due coltivazioni consecutive di autofiorenti. Pensateci: in questo lasso di tempo potreste ottenere due raccolti di auto sfruttando i vantaggi della tecnica SOG. Raddoppiare le rese in modo semplice e veloce.

10) REALIZZARE SEMPRE IL LAVAGGIO DELLE RADICI

Dopo 2-3 mesi, una coltivazione di autofiorenti può offrire ottimi risultati, ma esiste sempre il rischio di rovinare le cime per un'inutile distrazione. Dedicate almeno l'ultima settimana di fioritura al lavaggio delle radici delle piante di Cannabis.

Le autofiorenti non richiedono un apporto di fertilizzanti troppo elevato ed alcuni preferiscono aggiungerne quantità estremamente basse. Tuttavia, anche le minime concentrazioni di concime potrebbero rovinare i sapori delle cime se non si lavano adeguatamente le radici. Questo passaggio finale è essenziale per ottenere la migliore qualità dai vostri raccolti di autofiorenti.