I VANTAGGI DEL COLTIVARE VARIETÀ AUTOFIORENTI INDOOR

Le varietà di cannabis autofiorenti sono fantastiche. A differenza delle piante tradizionali (ovvero fotoperiodiche), nelle autofiorenti è l'età, e non l'illuminazione, ad attivare la fase di fioritura. Coltivare ceppi autofiorenti è quindi molto semplice. I coltivatori potranno esporre gli esemplari ad una illuminazione costante (ad esempio 18 ore di luce e 6 ore di buio) dalla semina al raccolto. Inoltre, le autofiorenti crescono più rapidamente e non diventano grandi quanto le varietà fotoperiodiche. Le cime giungeranno a maturazione ±60–65 giorni dopo aver piantato il seme. Molte genetiche autofiorenti non superano i 50–70cm di altezza e sono quindi perfette per gli ambienti indoor con spazio limitato.

Considerando tutti i vantaggi di una piantagione di cannabis autofiorente indoor, non c'è da meravigliarsi che queste piante siano così popolari, e non solo tra i principianti. Ecco alcuni importanti suggerimenti per coltivare al meglio le autofiorenti indoor ed ottenere rendimenti eccellenti!

CONSIGLIO 1: SCEGLIERE LA VARIETÀ GIUSTA

La genetica, più di ogni altro fattore, svolge un ruolo essenziale nel determinare i risultati di una piantagione. Ma come si può individuare la varietà giusta? Partite dalle vostre preferenze personali, ad esempio valutando il tipo di effetto che desiderate ottenere dalla cannabis. Se consumate ganja per sballarvi alla grande, provate varietà ricche di THC come la super pregiata e potente Royal Cookies Automatic, oppure la Royal Gorilla Automatic, le nostre versioni autofiorenti di due celebri genetiche!

Se invece siete consumatori a scopo terapeutico, o preferite evitare di sballarvi, la scelta migliore è una varietà ricca di CBD ma a basso contenuto di THC, come la prestigiosa Solomatic CBD.

Un altro elemento da tenere in considerazione quando si sceglie una varietà è la sua modalità di crescita. Alcune piante sono più semplici da gestire rispetto ad altre, oppure crescono e fioriscono molto rapidamente. Se non avete molta esperienza nella coltivazione o volete ottenere cime squisite in breve tempo, potete provare le nostre Easy Bud o Quick One.

CONSIGLIO 2: NON RINVASARE LE AUTOFIORENTI

Il ciclo vitale delle piante di cannabis autofiorente è limitato, pertanto stress ed errori di coltivazione possono avere un impatto negativo su questi esemplari. Quando le piante vengono sottoposte ad uno stress elevato, la loro crescita si interrompe. Ciò può risultare vantaggioso per la cannabis regolare, la quale può essere mantenuta in fase vegetativa più a lungo per consentirne la ripresa. Le autofiorenti non possono permettersi questo lusso, poiché fioriscono dopo uno specifico lasso di tempo. È quindi consigliabile piantare le autofiorenti nel vaso definitivo, fin dall'inizio, per evitare stress da travaso.

Non è necessario collocare la pianta in un vaso molto grande, poiché le autofiorenti generalmente mantengono dimensioni compatte.

Tuttavia, dovreste scegliere un recipiente sufficientemente grande, in modo che le radici non si aggroviglino tra loro ed abbiano spazio per crescere.

Per far germogliare i semi di cannabis autofiorente, consigliamo di utilizzare lo Starter Kit Autofiorente, per risultati ottimali.

CONSIGLIO 3: USARE UNO STIMOLANTE RADICALE

Le autofiorenti non hanno molto tempo a disposizione per crescere. Dopo la germinazione, la pianta dovrà sviluppare un apparato radicale sano e robusto. Somministrando uno stimolante radicale subito dopo aver piantato il seme nel terreno, supporterete la pianta durante questo processo fondamentale. Cercate però di non esagerare, poiché la plantula è molto sensibile agli eccessi di sostanze nutritive. Utilizzate la dose minima raccomandata.

CONSIGLIO 4: COLTIVARE IN UN TERRENO LEGGERO E ARIOSO

Rispetto alle varietà fotoperiodiche, la cannabis autofiorente predilige i terreni leggeri e ariosi, che contengono bassi livelli di sostanze nutritive. I mix di terriccio universale preconfezionati spesso presentano quantità eccessive di azoto o di altre sostanze. Per le vostre autofiorenti scegliete un terriccio leggermente fertilizzato. Inoltre, il terreno non deve essere troppo compatto e permettere alle radici di accedere facilmente all'ossigeno.

La soluzione migliore è realizzare una miscela di terriccio fatta in casa.

Ricetta fai-da-te per un terriccio leggero e arioso per autofiorenti:

  • 3 parti di torba
  • 3 parti di compost
  • 2 parti di perlite, inumidita
  • 1 parte di vermiculite, inumidita

Troverete maggiori informazioni su come realizzare un terriccio ottimale per le vostre autofiorenti nel nostro articolo Il Miglior Terriccio Per Coltivare La Cannabis Autofiorente.

CONSIGLIO 5: USARE IL GIUSTO TIPO DI ILLUMINAZIONE

A differenza delle piante fotoperiodiche, con le autofiorenti non è necessario modificare i cicli di illuminazione. Quando si coltivano varietà autofiorenti, è possibile impostare le luci su uno schema 18/6 (18 ore di luce, 6 ore di buio) per l'intera durata del ciclo vitale, e persino esporre le piante alla luce 24 ore su 24. Il dibattito su quale schema fornisca risultati “migliori” è ancora aperto. Molti coltivatori scelgono uno schema 18/6, poiché offre buoni risultati e consuma meno energia rispetto ad un ciclo di illuminazione costante per 24 ore.

Per quanto riguarda i tipi di lampada, i LED stanno rimpiazzando le luci HPS al sodio in molte tende e grow room. Sono sicuramente più costosi, ma consumano meno energia rispetto alle lampade HPS. Quindi permettono di risparmiare sulla bolletta elettrica nel corso del tempo. Se state utilizzando lampade LED, potete controllare se siano dotate di luci UV. Secondo alcuni coltivatori, le luci UV migliorano il gusto e la potenza delle cime.

Per i semi e le giovani piantine potete usare lampade fluorescenti standard, come le luci T5 tubolari. Consumano poca energia e non si surriscaldano, quindi non c'è alcun rischio di bruciare i delicati germogli.

Il metodo Sea Of Green, o SOG, con le varietà autofiorenti

CONSIGLIO 6: PROVARE IL METODO “SEA OF GREEN”

Il “sea of green” (SOG) è un termine fantasioso che indica la coltivazione di molti esemplari di piccole dimensioni nella grow room al fine di ottenere rese più abbondanti. Le autofiorenti sono perfette per il SOG, poiché hanno dimensioni compatte.

Per applicare la tecnica SOG alle autofiorenti, dovete piantare i semi direttamente in piccoli vasi, in modo da poter inserire il maggior numero possibile di esemplari su ogni metro quadrato. La quantità di piante da usare per il metodo SOG e la dimensione esatta dei vasi dipenderanno dallo spazio a disposizione. Tali parametri possono variare anche in base alla genetica utilizzata. Sperimentate liberamente per trovare la giusta circonferenza dei recipienti e il numero di piante ottimale per raggiungere la massima produttività nel vostro spazio di coltivazione indoor.

Nota: A seconda della zona in cui vivete, potrebbero esserci dei limiti legali riguardo il numero di piante consentito per l'uso personale. Informatevi sulla quantità di esemplari che potete coltivare.

CONSIGLIO 7: FATE ATTENZIONE ALLE IRRIGAZIONI

Come accennato in precedenza, le autofiorenti non tollerano errori di coltivazione gravi o ripetuti. Quindi è importante innaffiare le piante autofiorenti nel modo giusto.

Come si innaffia correttamente una pianta di cannabis? Prima di tutto, l'acqua non va somministrata seguendo uno schema, ma soltanto quando gli esemplari ne hanno bisogno. È necessario attendere che il terreno si asciughi prima di innaffiare nuovamente. Un buon metodo per valutare se le piante hanno bisogno di acqua è quello di sollevare il vaso. Dovreste avere un'idea piuttosto precisa del peso di un vaso con terreno asciutto rispetto ad uno saturo di acqua. Somministrate l'acqua quando il vaso è leggero e il terreno completamente asciutto. Le irrigazioni eccessive possono essere fatali, quindi è preferibile procedere con cautela.

CONSIGLIO 8: CONTROLLARE IL LIVELLO DI PH DELL'ACQUA

La cannabis riesce ad assorbire le sostanze nutritive solo quando il terreno attorno alle radici ha il giusto livello di pH. L'intervallo ottimale è tra 6,0 e 7,0. Se coltivate su un substrato differente, ad esempio la fibra di cocco, il livello di pH dovrebbe essere inferiore, attorno a 5,5–6,5. Se il pH dell'acqua non è adeguato (ipotesi probabile soprattutto se si utilizza acqua di rubinetto) e le piante non riescono ad assimilare il nutrimento, otterrete una piantagione debole e malata. Un pH ottimale è fondamentale quando si coltivano autofiorenti, perché questo tipo di pianta non ha tempo a disposizione per riprendersi. Dovete assicurarvi che gli esemplari assorbano tutte le sostanze nutritive di cui hanno bisogno durante il loro breve ciclo di crescita.

Come controllare il pH di acqua e soluzioni nutritive? Risultano indispensabili i prodotti “pH Down” e “pH Up”, che abbassano o innalzano i livelli di pH, e ovviamente un pH-metro. Con questi strumenti avrete sempre sotto controllo il pH del vostro terreno.

CONSIGLIO 9: RIDURRE LE SOSTANZE NUTRITIVE

Molti coltivatori tendono a somministrare sostanze nutritive in eccesso alle loro piante di cannabis. Ciò accade perché le aziende produttrici di soluzioni nutritive cercando di convincerci che gli esemplari hanno bisogno di nutrimento costante per crescere sani. Ma ciò è assolutamente falso.

La cannabis autofiorente cresce sana quando riceve le giuste quantità di sostanze nutritive. In alcuni casi, le piante attraversano la fase di germinazione e quella vegetativa senza bisogno di integratori. Infatti, gran parte delle miscele di terriccio contengono dosi di macro e micronutrienti adeguate per supportare lo sviluppo durante queste fasi.

Dopo che le piantine sono germogliate, evitate di somministrare sostanze per almeno due settimane, a meno che gli esemplari non mostrino segni di carenze, ad esempio un ingiallimento delle foglie. Le autofiorenti coltivate in terricci standard dovrebbero crescere sane fino alla fioritura, senza bisogno di ulteriori sostanze nutritive. Successivamente, potete iniziare a somministrare soluzioni specifiche per favorire la fioritura.

Potete coltivare la cannabis anche in un terreno biologico. In questo modo le piante avranno a disposizione tutte le sostanze necessarie per una crescita sana fino al momento del raccolto. Non dovrete neanche somministrare sostanze nutritive supplementari! Alcuni coltivatori preparano da soli dei super-terricci biologici, perfetti per le autofiorenti. In ogni caso, il terreno non deve essere troppo “ricco”, poiché le varietà autofiorenti sono particolarmente sensibili.

CONSIGLIO 10: NON EFFETTUARE LA CIMATURA SULLE AUTOFIORENTI

Non effettuate cimatura, potatura o pinching (pizzicatura) sulle autofiorenti, come invece fareste con la cannabis regolare. Con le autofiorenti, l'unico training consentito è il low-stress training (LST), in cui i rami vengono delicatamente piegati e fissati in modo che tutte le cime ricevano un'adeguata esposizione alla luce. Quando effettuate il LST su piante autofiorenti, limitatevi a piegare i rami ed evitate di eseguire la cimatura. Se avete intenzione di applicare il LST in alternativa al SOG, cercate di iniziare il prima possibile, ma agite con cautela per evitare di danneggiare la pianta.

effettuate il LST su piante autofiorenti

CONSIGLIO 11: GARANTIRE ADEGUATA VENTILAZIONE, UMIDITÀ E TEMPERATURA

Cercate di fornire alle piante autofiorenti un adeguato ricircolo dell'aria. Una lieve brezza creata dal ventilatore terrà sotto controllo i livelli di umidità nella grow room, evitando la formazione di muffe. Se alcune foglie si seccano, come spesso accade al termine della fase di fioritura, rimuovetele per garantire una buona ventilazione attorno alle cime.

Dovete anche controllare la temperatura all'interno della grow room. La cannabis predilige ambienti moderatamente caldi, con temperature tra 20 e 25°C. Gli eccessi di calore, ma anche le notti gelide, possono stressare le piante, rallentarne la crescita e compromettere il rendimento finale.

CONSIGLIO 12: RISCIACQUARE LE RADICI

Per “risciacquare” le radici dovete interrompere la somministrazione di sostanze nutritive e utilizzare soltanto acqua con adeguati livelli di pH nelle ultime 1–2 settimane precedenti al raccolto. Così facendo eliminerete i sali minerali accumulati. Senza più nutrimento nel terreno, la pianta consumerà le riserve nutritive presenti nelle foglie; è per questo che alla fine della fioritura le foglie di cannabis ingialliscono. L'obiettivo del risciacquo è ottenere cime dal sapore puro e piacevole, prive delle sostanze chimiche usate per nutrire la pianta. Ricordate sempre di risciacquare le radici prima di procedere alla raccolta.

CONSIGLIO 13: RACCOGLIERE GRADUALMENTE

Non è necessario raccogliere tutte le cime contemporaneamente! Molto probabilmente quelle situate nella parte apicale giungeranno a maturazione prima di quelle meno esposte alla luce. Tali cime avranno bisogno di altro tempo per maturare. Invece di afferrare le cesoie e raccoglierle tutte, prelevate solo quelle in alto e lasciate che le altre completino la maturazione.

CONSIGLIO 14: RACCOGLIERE TUTTO L'ANNO

Spesso i coltivatori di cannabis non vogliono raccogliere soltanto una o due volte l'anno. Non sarebbe fantastico avere sempre a disposizione delle cime pronte per essere raccolte? Con il metodo della coltivazione perpetua, questo è possibile!

In pratica, questa tecnica vi permette di mantenere molteplici esemplari in diverse fasi di crescita, in qualunque momento. Potrete organizzarvi in modo da avere sempre delle piante pronte per fiorire ed essere raccolte. Avrete una scorta di ganja potenzialmente infinita, senza sforzi eccessivi!

Con la cannabis regolare, dovreste predisporre almeno due stanze separate. Per fortuna, con le autofiorenti potete sistemare gli esemplari nello stesso spazio di coltivazione, anche se si trovano in fasi di sviluppo diverse. Le piante autofiorenti impiegano 8–10 settimane per passare dal seme alla maturazione. Per avere una scorta di cannabis costante, non dovete far altro che piantare nuovi semi ogni 2–4 settimane. Dopo aver raccolto una pianta, ce ne sarà subito un'altra pronta a fiorire.

CONCLUSIONI

Le varietà autofiorenti racchiudono molti vantaggi e arricchiscono il repertorio di qualsiasi coltivatore di cannabis. Anche se con esse non è possibile applicare tecniche sofisticate o ottenere rendimenti colossali, potrete comunque fare molto per ottimizzare la vostra piantagione di cannabis autofiorente indoor.

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