Ci sono poche cose più frustranti di una Grow Room sovraffollata di piante dalle altezze incontrollabili. Lo "stretching", termine usato per descrivere la rapida crescita delle ramificazioni della Cannabis, è un comportamento naturale che si manifesta durante la fase vegetativa delle piante. Questo fenomeno è principalmente influenzato dalla genetica delle varietà di marijuana, ma può dipendere anche da altre variabili secondarie.

In alcuni casi, le piante possono allungarsi eccessivamente e perdere stabilità, complicando le manovre colturali e riducendo le rese finali. Nonostante le sue potenziali conseguenze negative, lo stretching può essere facilmente controllato esaminando i vari fattori scatenanti e, quindi, definendo un preciso protocollo da seguire per evitare i possibili problemi. Per controllare l'allungamento e gli scatti di crescita di una pianta di Cannabis bisogna saper riconoscere il suo comportamento e la sua interazione con le altre piante, sia in coltivazioni indoor che outdoor.

PERCHÉ SI VERIFICA LO STRETCHING?

I motivi per cui una pianta si allunga eccessivamente possono essere diversi. Uno dei principali è la varietà stessa. La genetica gioca un ruolo fondamentale nel determinare le altezze di una Sativa, o di un'Indica o di un ibrido. Se da una parte le varietà Indica tendono a diventare più piccole e cespugliose, le Sativa mostrano una crescita più slanciata con scatti di crescita più evidenti, superando anche i due metri d'altezza.

Sebbene non sia di per sé negativo, un eccessivo stretching può ridurre significativamente le rese finali di una coltura, anche di un 20-30%. Cercate sempre di prendere in considerazione il potenziale allungamento delle varietà che andrete a coltivare. Realizzate accurate ricerche su ogni singola genetica in modo da prevedere la loro crescita ed evitare che le altezze vi sfuggano di mano durante la fase di fioritura.

ESPOSIZIONE LUMINOSA

Uno dei principali responsabili di un eccessivo allungamento delle piante di Cannabis è la luce. Quando le piante crescono ad una distanza troppo elevata dalla sorgente luminosa sono stimolate ad allungare le proprie ramificazioni per avvicinarsi maggiormente alla lampada. Soprattutto nelle colture dove sono presenti numerose piante, una scarsa intensità luminosa può causare improvvisi scatti di crescita, creando un sovraffollamento difficile da gestire. Ciò si traduce in una progressiva riduzione delle rese produttive finali, compromettendo l'efficienza della copertura luminosa.

Per evitare questi problemi, assicuratevi di avvicinare la fonte luminosa il più possibile alle piante e, così, ridurre gli scatti di crescita delle ramificazioni. Allo stesso tempo, evitate di posizionare le lampade troppo vicino alle piante, in quanto potreste inibire la crescita dei rami e, in alcuni casi, ridurre le rese finali.

Oltre alla distanza tra pianta e lampada, anche il modello di lampadina influenza direttamente il comportamento di crescita delle vostre piante. Le lampade con luce rossa e arancione incoraggiano maggiormente l'allungamento e le ramificazioni tendono a diventare più slanciate e sottili. Al contrario, una luce blu stimola maggiormente la crescita laterale, con rami più corti e robusti. Quando una varietà di Cannabis inizia la sua fase di crescita vegetativa viene sottoposta ad un drastico periodo di stretching e le lampade ad alogenuri metallici sono le fonti luminose più consigliate per scoraggiare l'allungamento dei rami.

CALORE

Il calore è un altro parametro che potrebbe determinare un eccessivo allungamento delle piante in fase vegetativa. Temperature superiori ai 27 gradi incrementano la crescita, soprattutto delle Sativa che sono più propense a manifestare improvvisi scatti di crescita. Il calore emesso da lampade troppo vicine alle piante possono stimolare una crescita più esuberante, rendendo le ramificazioni meno stabili, con il rischio di crolli e perdite nella produzione di fiori.

Confronto Topping Cannabis impianto

ALTRE CAUSE DELLO STRETCHING

Esistono altre variabili che possono spingere una pianta ad allungarsi più del previsto, almeno secondo le sue caratteristiche genetiche. Alcune forme di stress ambientale, come quelle causate dal trapianto, possono creare un forte shock ad una pianta e, di conseguenza, innescare un allungamento. Quando non vengono coltivate correttamente o non ricevono un adeguato apporto di sostanze nutritive, le piante di Cannabis possono reagire a questi stimoli avversi in diversi modi, tra cui appunto lo stretching.  

Una coltura con molte piante poco distanziate crea una forte competizione per le risorse disponibili. A causa di questa estrema vicinanza, le piante tendono a lottare l'una contro l'altra per raggiungere la luce, generando una crescita generalizzata.

COME PREVENIRE LO STRETCHING

Nella maggior parte dei casi, l'allungamento delle piante può essere tenuto sotto controllo, in modo da evitare improvvisi scatti di crescita durante la fase di fioritura. Cercate di definire un buon piano di coltivazione per limitare lo stretching e scongiurare che alcuni esemplari crescano più degli altri. Se avete a portata di mano le schede tecniche con le altezze medie delle varietà che state coltivando, confrontatele con le dimensioni del vostro spazio di coltivazione. In questo modo potrete definire con maggiore precisione le distanze tra lampade e piante.

CIRCOLAZIONE DELL'ARIA

All'aria aperta le piante hanno la possibilità di ricevere sufficiente ossigenazione e aerazione per limitare gli scatti di crescita. Tuttavia, nelle coltivazioni indoor bisogna apportare una corretta circolazione dell'aria, con il fine di rafforzare i rami delle piante rendendoli più forti e spessi, piuttosto che stimolarli a crescere più slanciati ed esili. In questo modo le piante possono svilupparsi con maggiore vigore, senza manifestare improvvisi scatti di crescita.

INTERVENTI MANUALI

Per i coltivatori interessati a sporcarsi le mani e ad intervenire direttamente sulle proprie colture, esistono alcuni metodi fisici efficaci per ridurre un eccessivo allungamento dei rami. Simulando gli effetti naturali del vento, si possono piegare manualmente le foglie e i rami delle piante provocando piccoli strappi del tessuto vegetale. In questo modo le piante saranno più propense a rigenerare i danni invece di concentrare le energie nella crescita verticale.

Piegatura delle filiali della pianta della cannabis che si estende

CIMATURA

La cimatura è una forma di intervento manuale che altera le rese, le forme e le dimensioni delle piante di Cannabis. In sostanza, la cimatura (in inglese "topping") consiste nel potare la parte apicale del fusto principale per stimolare la crescita di nuove ramificazioni laterali, al fine di ridurre le dimensioni e creare una forma a "V", da cui si svilupperanno due nuove cime apicali. La cimatura può essere molto efficace per evitare un eccessivo allungamento, ma non bisogna mai effettuarla quando le piante hanno ormai avviato la loro fase di fioritura.

Nella maggior parte dei casi, un eccessivo ed inaspettato allungamento delle piante di Cannabis può essere sfruttato a proprio vantaggio. Infatti, uno stretching controllato può aumentare le rese finali. I coltivatori che dispongono di ampi spazi dove lasciar crescere le piante, possono sfruttare l'eccessivo allungamento di determinate varietà di marijuana per ottenere una crescita verticale più esuberante e, quindi, rese maggiori. In ogni caso, lo stretching dev'essere tenuto sotto controllo fin dai primi istanti di vita delle piante, adottando molteplici soluzioni efficaci per limitare un problema colturale fin troppo comune.

 

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