Calcolare il rendimento di una piantagione di cannabis non è un'impresa facile. In realtà, è quasi impossibile effettuare una valutazione accurata. Tuttavia, possiamo prendere in considerazione l'attrezzatura usata, il patrimonio genetico delle piante, la quantità di luce e sostanze nutritive che somministreremo agli esemplari e lo spazio occupato dalla piantagione—e, alla fine, tentare di determinare il possibile rendimento.

La produttività degli esemplari può essere influenzata da diversi fattori: modificando tali parametri potrai valutare e migliorare le rese finali!

Dove si trovano i siti preposti allo sviluppo delle infiorescenze sulle piante di cannabis?

Esistono due tipologie di siti destinati alla crescita dei fiori. Il primo è la “cima” principale, che si sviluppa sulla parte apicale della pianta—il punto in cui posizioneresti un angelo, o una stella, se si trattasse di un albero di Natale. Utilizzando semplici tecniche di coltivazione, è possibile ottenere il maggior numero di infiorescenze da questa cima.

A parte questo, i fiori crescono anche sui rami laterali, ed emergono soprattutto nei punti di congiunzione tra il ramo e lo stelo principale. Durante la pre-fioritura, noterai piccoli pistilli di colore bianco fuoriuscire da questi siti. Con il passare del tempo, i fiori inizieranno a svilupparsi e si diffonderanno su tutta la lunghezza dei rami.

Attraverso alcune tecniche di training, è possibile aumentare notevolmente la dimensione delle cime. Ad esempio, la cimatura o il metodo ScrOG mirano a trasformare ogni “sito di infiorescenze” in una cima principale. Ma di questo parleremo più approfonditamente nei paragrafi successivi.

Cosa si intende per rendimento di una pianta di cannabis?

Il rendimento è la quantità di cime che si ottiene da una o più piante dopo il raccolto. Tra gli specialisti del settore cannabico, di solito viene misurato in grammi.

Il fatto di coltivare outdoor o indoor influisce sulle misurazioni e sull'accuratezza delle previsioni relative al rendimento. In ambienti outdoor, generalmente le rese vengono misurate in grammi per pianta. Pertanto, i breeder dichiareranno che le loro varietà producono, ad esempio, fino a 300g/pianta. Indoor, invece, la produttività viene misurata in grammi per metro quadro (g/m²). Di solito, le piante di cannabis riescono ad offrire tra i 400 e i 500g/m².

Quest'ultima misurazione tiene conto di ogni metro quadro di chioma esposta alla luce. Si presuppone che vengano applicate tecniche come SOG o ScrOG, che ottimizzano l'esposizione delle cime alla luce. Se non stai utilizzando questi metodi, probabilmente otterrai un rendimento notevolmente inferiore, rispetto a quello dichiarato dalla seedbank.

Cosa si intende per rendimento di una pianta di cannabis?
Cosa si intende per rendimento di una pianta di cannabis?

Rendimento di cannabis fresca vs essiccata

Prima di lasciarsi travolgere dall'euforia al pensiero di raccogliere enormi quantità di cime, è importante distinguere tra rendimento essiccato e rendimento fresco.

Le cime appena raccolte dalla pianta di cannabis sono piene di acqua, la quale rappresenta circa il 75–80% del peso totale. Di conseguenza, se hai raccolto 100 grammi di cime, alla fine del processo di essiccazione e concia otterrai appena 20–25 grammi di ganja.

Dopo aver prelevato le cime fresche, puoi calcolare rapidamente il rendimento essiccato, moltiplicando il loro peso per 0,25. In questo modo saprai a quanto corrisponde il 25% del peso attuale.

Come valutare il rendimento delle piante di cannabis indoor

Ma quanta ganja produce un singolo esemplare? O, nel caso di una piantagione indoor, quante cime si ottengono da un metro quadro di chioma? Tale valutazione è piuttosto complicata, e può essere solo approssimativa. Detto questo, prendendo in considerazione i principali parametri che influenzano il rendimento, è possibile determinare a grandi linee la produttività della piantagione.

L'impatto della dimensione dei vasi sul rendimento

La dimensione dei vasi influisce sul rendimento finale. In breve, un recipiente grande può potenzialmente fornire rese più elevate. Ad ogni modo, evita di acquistare vasi enormi, poiché spesso sono difficili da gestire e potrebbero compromettere l'intero raccolto.

Un vaso grande offre ampio spazio alle radici ed incoraggia lo sviluppo della pianta fuori dal suolo. Ciascun esemplare può crescere fino ad una dimensione sostenibile dall'apparato radicale. In caso contrario, non sarebbe in grado di mantenere la posizione verticale, né di assorbire adeguatamente l'acqua e le sostanze nutritive.

Le piante più grandi hanno bisogno di una maggior quantità di acqua, nutrimento e luce. E, ovviamente, di più spazio. Inoltre, quando la pianta raggiunge una certa statura, dovrà essere sottoposta a training, per fornire rese ottimali. Se hai poca esperienza nella coltivazione di cannabis, ti consigliamo di contenere le dimensioni delle piante, in modo da poterle gestire più facilmente. Questo è un altro motivo per cui le rese indoor si misurano in g/m². Potresti avere 4 esemplari giganteschi, o 16 piante piccole. Sebbene il rendimento finale possa essere simile, le piante più piccole cresceranno più velocemente e richiederanno una minore manutenzione.

Il coltivatore medio utilizza vasi da 11 litri, poiché consentono alle piante di raggiungere circa 90cm di altezza: una dimensione ideale, soprattutto se si coltiva indoor.

Detto questo, la dimensione della pianta non determina necessariamente il rendimento finale. Un esemplare che cresce molto rapidamente potrebbe diventare scarno e affusolato, mentre una pianta tozza potrebbe fornire rese più abbondanti.

Per le plantule e piantine giovani in fase vegetativa Per piante robuste in fase vegetativa Inizio della soglia della dimensione finale del vaso
10cm = 0,5L 25cm = 11L 46cm = 57L
13 - 15cm = 1L 30cm = 19L 61cm = 95L
18 - 20 cm = 4L 36cm = 26L  76cm = 114L
22cm = 7,5L 41cm = 19L
 

In che modo il patrimonio genetico influisce sul rendimento

Ogni varietà di cannabis è geneticamente predisposta a sviluppare una certa quantità di cime. Alcune offrono rese strabilianti, pari a 1500g/pianta outdoor, o persino di più! Altre piante, indipendentemente da come vengono trattate, offrono rese nettamente inferiori.

Svolgi alcune ricerche sulle tue varietà preferite, e scopri se il rendimento massimo soddisfa le tue esigenze. Ma attenzione: solo perché una varietà è in grado di fornire rese abbondanti, non è detto che lo farà—dovrai trattarla con la dovuta cura.

  • Calcolare il rendimento in base all'illuminazione e al wattaggio

È possibile determinare il rendimento finale basandosi sull'illuminazione e sul wattaggio. Tuttavia, si tratta di una stima approssimativa, che varia a seconda del tipo di lampada usata. Ad esempio, le luci CFL, HPS e LED, di uguale wattaggio, non forniranno la stessa energia luminosa alle piante. I LED sono molto efficienti ed offrono ottime prestazioni anche con un wattaggio inferiore.

Tra la community dei coltivatori, solitamente si adotta il limite massimo di 1 grammo/watt. Questo significa che per ogni watt di luce fornito alle piante, si può sperare di ottenere 1 grammo di ganja. Quindi, usando lampade da 600W, il rendimento medio per pianta sarà pari a 600g. Per un principiante, tale cifra è alquanto ottimistica. Per fare un calcolo più realistico, considera circa 0,5grammi/watt, ed avrai un'idea più chiara del rendimento finale.

Anche in questo caso, il tipo di attrezzatura usata influisce notevolmente. L'intensità della luce è maggiore nell'area sottostante, e diminuisce man mano che ci si allontana dal centro. Quindi, per massimizzare il wattaggio a disposizione, è preferibile esporre pochi esemplari ad una luce intensa piuttosto che tenere molte piante sofferenti in penombra.

CFL HPS
WATT 200W 100W
CABINET 60 x 60 x 160 60 x 60 x 160
GRAMS 80 - 150 gr 80 - 100 gr
HPS LED LED
250W 100W 400-600W
80 x 80 x 160 60 x 60 x 160 120 x 120 x 200
230 - 250 gr 100 - 150 gr 400 - 650 gr
 
  • Calcolare il rendimento in base allo spazio disponibile

Avere più spazio a disposizione equivale ad una maggiore probabilità di ottenere rese superiori. Esistono diverse equazioni per determinare il rendimento finale, basandosi sulla dimensione dell'area di coltivazione. Tuttavia, il principio generale è: sei hai più spazio, puoi inserirvi esemplari aggiuntivi, o più grandi. Inoltre, potrai usare lampade più potenti, e sistemare le piante in vasi più capienti.

Se non riesci ad illuminare o riscaldare un ampio spazio in modo da soddisfare le esigenze delle tue piante, probabilmente otterrai risultati migliori riducendo le dimensioni dell'area, e fornendo agli esemplari tutto ciò di cui hanno bisogno.

Come calcolare il rendimento delle piante outdoor

Quindi, quanta ganja si può ottenere da una pianta coltivata outdoor?

Quando ci spostiamo outdoor, il potenziale rendimento di ogni esemplare può aumentare notevolmente a seconda della varietà. In ambienti ottimali, le piante saranno esposte all'incredibile potenza luminosa del sole, ed avranno molto spazio a disposizione per crescere liberamente. Tutto ciò equivale a rese più elevate.

  • Calcolare il rendimento in base alla dimensione dei vasi

In spazi outdoor, la dimensione minima dei vasi è 25 litri. Considerando che si tratta di un volume doppio rispetto a quello dei vasi normalmente utilizzati indoor, appare evidente che una pianta coltivata outdoor possa raggiungere dimensioni nettamente superiori.

Ma, anche in questo caso, la sola dimensione del vaso non garantisce necessariamente rese abbondanti. Soltanto con un'adeguata esposizione alla luce del sole, e con la somministrazione delle giuste sostanze nutritive, le piante potranno sfruttare le potenzialità di un vaso gigantesco.

Calcolare il rendimento di piante autofiorenti

Il calcolo del rendimento di una pianta autofiorente è leggermente diverso rispetto a quello di un esemplare fotoperiodico. Nel complesso, dal momento che sono più compatte, le autofiorenti tendono ad offrire prestazioni ottimali indoor, soprattutto se sottoposte a tecniche SOG. Il rendimento delle piante fotoperiodiche può aumentare esponenzialmente outdoor, ma nelle autofiorenti il divario non è così netto.

Tuttavia, anche se offrono rese inferiori, le autofiorenti crescono più rapidamente e di solito sono più facili da coltivare rispetto alle genetiche fotoperiodiche. Nello specifico, impiegano circa due terzi del tempo per giungere a maturazione rispetto alle fotoperiodiche, quindi possono fornire molteplici raccolti in una sola stagione di coltivazione.

In spazi outdoor, le piante fotoperidiche iniziano a fiorire al termine dell'estate. Sebbene il sole primaverile ed estivo contribuisca ad incrementare la produttività, durante questo periodo le piante fotoperiodiche possono offrire un solo raccolto, mentre con le autofiorenti potrai ottenere tre raccolti consecutivi.

Con il passare del tempo, le varietà autofiorenti diventano sempre più stabili, e la loro qualità continua a migliorare. Ben presto, potrebbero riuscire ad offrire rendimenti analoghi a quelli delle piante fotoperiodiche.

Calcolare il rendimento di piante autofiorenti

Altri importanti fattori che influiscono sul rendimento della cannabis

Abbiamo esaminato i principali fattori che possono influenzare il rendimento finale della tua piantagione, ma esistono molti altri parametri capaci di condizionare la qualità del raccolto.

  • Patrimonio genetico

Come accennato in precedenza, il patrimonio genetico svolge un ruolo essenziale nella produttività delle piante. Fortunatamente, cercare specifiche varietà nel catalogo RQS è facilissimo. In generale, gli ibridi a dominanza sativa offrono rese più generose, ma anche alcune varietà a dominanza indica possono riservare delle sorprese.

È inoltre possibile cercare semplicemente semi di cannabis altamente produttivi.

Le quattro varietà più produttive attualmente disponibili nel nostro negozio sono:

  • Green Gelato — Fino a 700g/m² | 800g/pianta
  • Amnesia Haze — Fino a 650g/m² | 700g/pianta
  • Shogun — 600g/m² | 750g/pianta
  • Skunk XL — 650g/m² | 675g/pianta
  • Sostanze nutritive

Le piante devono essere nutrite! Se una pianta non ha accesso ad un'ampia gamma di sostanze nutritive, non sarà in grado di produrre cime corpose. Tuttavia, è importante non esagerare con le somministrazioni. Una quantità eccessiva di fertilizzante può causare un blocco nell'assorbimento delle sostanze nutritive. Ciò avviene quando il livello di nutrimento nel terreno è talmente elevato da impedire il corretto assorbimento da parte delle radici.

Occorre tenere presente che le varietà autofiorenti hanno bisogno di una quantità inferiore di sostanze nutritive. È consigliabile iniziare con una dose ridotta e valutare la reazione delle piante.

Sostanze nutritive
  • Potenza delle lampade

Più le lampade sono potenti, più le piante diventeranno grandi e produttive. Ovviamente, se la luce è troppo intensa, le piante si ustioneranno. Analogamente, un cielo limpido ed un sole splendente forniranno rese migliori rispetto al pallido sole inglese.

In ambienti indoor, il numero di piante e la dimensione dei vasi devono essere proporzionati alla quantità di luce disponibile. In spazi outdoor, vivere in una zona dell'Europa meridionale, o in California, può davvero risultare vantaggioso!

  • Clima, temperatura e umidità

Il livello di luminosità non è l'unico fattore da tenere in considerazione. Le piante amano il calore, ed il giusto tasso di umidità. Le varietà sativa, particolarmente delicate, prediligono ambienti caldi ed asciutti. Se stai coltivando in regioni settentrionali, scegli un ibrido robusto, a dominanza indica. Queste genetiche concludono rapidamente il ciclo di crescita, un elemento utile per chi vive al nord. Se abiti in Svezia, non ha alcun senso coltivare una sativa capace di produrre 2kg di cime ma che giunge a maturazione a fine ottobre.

Negli spazi indoor è possibile controllare tutti i parametri. Se possiedi un armadio per la coltivazione ed un sistema di ventilazione, puoi ricreare un ambiente ottimale. Se hai a disposizione soltanto una stanza, esistono comunque molti modi per controllare le variabili, soprattutto la temperatura.

Clima, temperatura e umidità
  • Tempo trascorso in fase vegetativa

La fase vegetativa determina le dimensioni finali di una pianta di cannabis. All'inizio della fioritura, l'esemplare concentrerà le sue energie nella produzione di cime. Quindi, in linea di massima, maggiore è il tempo trascorso in fase vegetativa, maggiore sarà il rendimento finale.

Non potrai controllare la lunghezza della fase vegetativa nelle varietà autofiorenti, ma puoi comunque assicurarti che ogni giorno trascorso in questa fase sia ben speso. Viceversa, potrai indurre la fioritura nelle piante fotoperiodiche coltivate indoor (impostando un ciclo di illuminazione composto da 12 ore di luce e 12 ore di oscurità). Di solito, i coltivatori lasciano questi esemplari in fase vegetativa da un minimo di 2 settimane ad un massimo di 2 mesi.

Le piante coltivate outdoor iniziano a fiorire appena percepiscono l'arrivo dell'autunno (quando la luce ambientale diminuisce). Pertanto, per ottenere i massimi risultati, è importante piantare i semi il prima possibile, in modo che possano crescere nel corso dell'intera primavera ed estate.

Training
  • Training

Le tecniche di training possono aumentare notevolmente il rendimento finale. Quasi tutte vengono applicate ad esemplari indoor, ma il trellising (mediante i tralicci) e il low-stress training (LST) possono essere utilizzati anche per incrementare le rese outdoor.

In ambienti indoor, le opzioni disponibili sono SOG, ScrOG, cimatura, defogliatura e high-stress training. Ognuna di queste tecniche è diversa dall'altra, ma tutte condividono un unico scopo: aumentare l'esposizione delle cime alla luce. Prima di scegliere quale metodo adottare, devi tenere in considerazione il tuo livello di esperienza, lo spazio ed il tempo a disposizione e il tipo di varietà.

Quasi tutti i coltivatori evitano di sottoporre le piante autofiorenti alla cimatura, poiché gli esemplari non avrebbero tempo sufficiente per riprendersi prima di iniziare la fioritura.

  • Impianti idroponici

Un impianto idroponico permette di incrementare le rese di circa il 20%, grazie ad una somministrazione più efficiente delle sostanze nutritive. Pur essendo un metodo di coltivazione molto valido, è anche piuttosto complesso e richiede attrezzature specifiche. Di conseguenza, il rischio di errori è nettamente superiore.

Ma, se te la senti, provalo!

Impianti idroponici

Determinare il rendimento di una piantagione di marijuana: Conclusioni

Non potrai mai stabilire in anticipo quanta ganja produrrà una singola pianta di cannabis. Ma, valutando tutte le variabili in gioco, potrai determinare in modo più accurato il rendimento finale.

Se hai poca esperienza, non preoccuparti: coltivare cannabis è un'esperienza istruttiva e, con un po' di pratica, alla fine raggiungerai la perfezione. Con il passare del tempo acquisirai nuove abilità e potrai ottenere il raccolto eccezionale che hai sempre sognato!

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